striscione di una manifestazione davanti all'ammiragliato dei mesi scorsi
La gravità delle dichiarazioni di Cavo Dragone che conferma la creazione a Taranto del comando Nato e il ruolo strategico della nostra città nei piani di guerra, la necessità di mobilitarci per Palestina / Ddl antisemitismo / repressione / prigionieri politici, ci spinge a convocare una riunione urgente di tutti i compagni e compagne e realtà interessate per organizzare una mobilitazione tempestiva alla Base navale e in città.
Proponiamo questa riunione per il 15 settembre alle ore 19 presso la sede Slai cobas Taranto via Livio Andronico, 47, per decidere insieme le iniziative necessarie.
Taranto torna al centro della strategia dell’Alleanza Atlantica.
Alla
Base Navale, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del
Comitato Militare NATO, in conferenza stampa, il 7 settembre, ribadisce
che la pace non è frutto della casualità ma di deterrenza, investimenti e
capacità credibili. La città dei due mari, storica casa della Marina, è
oggi piattaforma chiave per la sicurezza del Mediterraneo.
Dal
vertice di Ankara a Bruxelles, passando per Taranto, la rotta è quella
della “NATO 3.0”: più capacità, più responsabilità condivise, più
rapidità di risposta. Le minacce sono concrete – Russia, terrorismo,
disinformazione, attacchi ibridi – e negli ultimi due anni si sono
registrati 700 scramble, segnale di una pressione costante sui cieli
dell’Alleanza.
Sul Fianco Sud Taranto è strategica grazie al SOC,
alle Forze navali permanenti e al futuro comando multinazionale
marittimo. Parallelamente si rafforza il Fianco Est con battlegroup
integrati. L’Italia aumenta gli investimenti e colma le lacune
capacitive: un segnale tangibile è il passaggio del JFC Naples a guida
italiana.
Le guerre restano convenzionali ma sono trasformate da
droni e intelligenza artificiale. L’elemento umano, però, resta
decisivo. In sicurezza il tempo è il vero terreno di scontro: occorre
agire prima, anticipare, prevenire. L’Alleanza si definisce
“anti-fragile”, più forte dopo ogni crisi.
La sicurezza, ha ricordato
Cavo Dragone, è uno sforzo che coinvolge l’intera società. Al centro ci
sono persone e famiglie. Taranto, culla e frontiera, continuerà a
tenere aperta la porta del Mediterraneo per un miliardo di cittadini
dell’Alleanza


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