lunedì 14 settembre 2026

Da un gruppo di operai

Ci è pervenuto questo manifestino da parte di un gruppo di operai Ilva.

In esso  vengono indicati alcuni strumenti per salvaguardare il lavoro e la salute. 

Su alcuni siamo d'accordo: in specifico:
sulle bonifiche ambientali; su ricollocazione e riqualificazione
Ma se intendiamo la stessa cosa: che gli stessi operai non in produzione devono essere impiegati nelle bonifiche della fabbrica e dell'area industriale, dopo formazione, riqualificazione idonea; e che, quindi, devono essere dipendenti della proprietà della fabbrica (padroni privati o Stato con la nazionalizzazione) come gli  altri operai in produzione - non messi fuori dall'ex Ilva; altrimenti non ci sarà nè lavoro, nè bonifiche  (pensiamo a Bagnoli, ma pensiamo anche alla Cementir chiusa da 13 anni).
Sono gli operai, che conoscono la fabbrica, che hanno vissuto e vivono direttamente la grave situazione su sicurezza e salute, e che nei tanti anni, hanno lottato anche per questi, proponendo pure soluzioni (ma ne sono stati repressi e lasciati soli da sindacati e ambientalisti), che possono contribuire a dire cosa serve per bonificare. Senza gli operai, con gli operai mandati a casa, padroni, governo non faranno nulla, se non gli dà profitto, scaricando sullo sfruttamento degli operai rimasti e sulle malattie e morte degli abitanti di Taranto.  

Per questo, mentre siamo per i pensionamenti anticipati (ma chiaramente riguarderebbero una ristretta fascia di operai); non siamo d'accordo invece per incentivi all'esodo e su LPU e lavoro pubblico. Non si tratta di lavoro e invece si tratta di falsi sostegni al reddito: gli uni, gli incentivi, dopo qualche hanno finiscono e le imprese autonome si è già visto che rischiano il fallimento; le attività Lpu vogliono dire lavoretti gratis per i Comuni, comunque a termine, e misero incremento al reddito/cassintegrazione degli operai.

Infine, legge speciale per Taranto, va riempita di contenuti; così Piano straordinario per l'industria rischia di essere solo, anche questa, una vuota parola, tenendo conto che se la grande industria chiude o si ridimensiona molto, si crea un deserto anche per altre industrie.

Ma, soprattutto, agli operai che fanno queste proposte, chiediamo: E gli operai? Gli operai che devono fare per ottenere dei risultati di effettiva difesa di lavoro, salari e salute? Dov'è la lotta prolungata, organizzata autonomamente dai sindacati collaborazionisti, che possa essere in grando di strappare a governo, padroni quei risultati?

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