Scuola, primo giorno e prime proteste: mobilitazione al liceo Archita.
Gli studenti contestano le politiche del Governo su carovita, spese militari e riforma Valditara. Nel mirino anche l’alternanza scuola lavoro e l’ipotesi di reintroduzione della leva
Il FGC lega la protesta anche ai 4 anni di mandato del Governo Meloni, contestandone le scelte economiche, sociali e militari.
“Il governo festeggia 4 anni di mandato, ma non c’è niente da festeggiare”, afferma Edgardo del FGC, indicando tra i temi della mobilitazione il carovita, la stagnazione dei salari e quelle che il movimento definisce politiche antipopolari.
Nel mirino degli studenti finiscono anche le scelte in materia di difesa e l’aumento delle spese militari. “Il governo Meloni ci porta sull’orlo della guerra, aumentando le spese militari per raggiungere il target NATO del 5% del PIL”, sostiene Edgardo.
Il FGC ribadisce quindi la propria contrarietà a una possibile reintroduzione della leva militare e alle esperienze di alternanza con l’esercito. “La gioventù non si arruola”, è il messaggio lanciato durante la protesta.
Un altro fronte di contestazione riguarda la riforma Valditara. Sonia, intervenendo a nome del movimento, sottolinea gli effetti che, secondo il FGC, deriverebbero dall’entrata a regime della nuova impostazione per gli istituti tecnici e professionali.
“Introduce la scuola in 4 anni nei tecnici e professionali e aumenta lo spazio per l’alternanza scuola lavoro”, afferma, contestando la riduzione delle ore di lezione a vantaggio delle attività lavorative.
Il FGC richiama inoltre i casi dei 3 studenti morti nel 2022 durante esperienze collegate alla scuola lavoro e rinnova la propria opposizione al sistema.
L’appello conclusivo è rivolto agli studenti di tutta Italia, invitati a organizzarsi e a proseguire la mobilitazione contro le politiche del Governo.

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