Ex Ilva, presidio dei sindacati. La proposta di Mantovano: «Tavolo permanente come la terra dei fuochi»
Presidio dei delegati sindacali dell’ex Ilva nella giornata degli incontri a Palazzo Chigi sul futuro della fabbrica. In concomitanza con l’avvio dei vertici tra Governo e istituzioni, associazioni delle imprese e sigle metalmeccaniche, oggi le rappresentanze sindacali unitarie di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb di Acciaierie d’Italia e dell’appalto-indotto, hanno dato vita a un flash mob nei pressi della direzione dello stabilimento siderurgico (via Appia) che é cominciato intorno alle 15.
“Oggi chiederemo al Governo di disinnescare questa bomba sociale che per il momento ha coinvolto 2.500 lavoratori”, afferma Vincenzo La Neve, coordinatore di fabbrica Fim Cisl all’ex Ilva. “Chiediamo quindi il ritiro immediato della procedura di licenziamenti per questi lavoratori dell’appalto e dell’indotto, l’anello più debole della vertenza - dice La Neve -. Dopodiché chiederemo delle garanzie al Governo, di assumersi delle responsabilità per mettere fine a questa vertenza che é durata 15 anni. In termini ambientali e di occupazione, il Governo deve dare risposte immediate e concrete”.
“Siamo la vertenza più longeva d’Italia ma non festeggiamo”, dichiara Ignazio De Giorgio della Fiom Cgil nel flash mob sindacale in corso davanti all’ex Ilva con riferimento alle recenti dichiarazioni della premier Giorgia Meloni a Bari. “Noi non seguiamo il Governo
Adesso sono finiti gli slogan - prosegue -, vogliamo risposte nella giornata di oggi per salvaguardare e tutelare tutti i lavoratori”. “È mancanza di rispetto verso migliaia di persone che soffrono da 15 anni queste condizioni - rileva Giuseppe D’Ambrosio della Fiom Cgil -. Si offende l’intelligenza degli operai, il Governo ha fallito. Erano quelli che volevano risolvere l’Ilva di Taranto ma dopo 60 anni l’Ilva é chiusa”.Ex Ilva, Mantovano: tavolo permanente per Taranto come per Terra dei Fuochi
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio: “Convocazione già nei prossimi giorni”. Sul futuro dell’ex Ilva il governo punta su green e decarbonizzazione
Un tavolo permanente presso la presidenza del Consiglio per affrontare la situazione dell’area di Taranto, sul modello di quelli istituiti per le opere del Giubileo 2025 e per gli interventi nella Terra dei Fuochi. È la proposta avanzata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano nel corso dell’incontro con gli enti territoriali dell’area tarantina sul futuro dell’ex Ilva. “La convocazione del tavolo potrebbe essere avviata già nei prossimi giorni”, ha spiegato Mantovano, sottolineando la necessità di evitare la frammentazione degli interventi e di mantenere costantemente aperto un luogo di confronto.
“Quella del governo non è una prospettiva di rassegnazione – ha aggiunto – bensì di rilancio e di gestione attiva della transizione”. Il futuro dell’ex Ilva, ha ribadito il sottosegretario, resta legato alla transizione green e alla decarbonizzazione, attraverso forni elettrici alimentati con Dri.
Nel caso in cui la Corte d’appello confermasse il decreto di sospensione dell’area a caldo, l’obiettivo dell’esecutivo sarebbe trasformare una situazione “complicata e difficile” in un’occasione di rilancio per il territorio. Tre le direttrici indicate da Mantovano: il futuro delle gare in corso, alla luce delle decisioni che saranno assunte dalla magistratura; le misure sociali per affrontare le eventuali ricadute occupazionali della sospensione dell’area a caldo; e i progetti di reindustrializzazione, con l’obiettivo di favorire il riassorbimento della manodopera eventualmente in esubero dell’ex Ilva e dell’indotto.
«Per il Governo il futuro dell’Ilva sarà in ogni caso legato al green
e alla decarbonizzazione attraverso i forni elettrici alimentati a
Dri». Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio
Alfredo Mantovano durante l’incontro a Palazzo Chigi con gli enti
territoriali riguardo l’ex Ilva.
Mantovano ha poi proseguito
dicendo che «nel caso la Corte d’appello confermasse il decreto di
sospensione dell’area caldo l'intenzione del governo è provare a
trasformare una situazione complicata e difficile in un’occasione per il
rilancio dell’area. Per farlo occorre lavorare su tre direttrici di
intervento che riguardano la prospettiva delle gare in corso sulla base
delle decisioni che nei prossimi giorni saranno prese dalla
magistratura, le misure di carattere sociale per affrontare le ricadute
occupazionali di un’eventuale sospensione dell’area a caldo e i progetti
di reindustrializzazione e quindi le possibilità di riassorbimento
della manodopera dell’ex Ilva e dell’indotto eventualmente in esubero».

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