Un tavolo permanente presso la presidenza del Consiglio per affrontare la situazione dell’area di Taranto, sul modello di quelli istituiti per le opere del Giubileo 2025 e per gli interventi nella Terra dei Fuochi. È la proposta avanzata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano nel corso dell’incontro con gli enti territoriali dell’area tarantina sul futuro dell’ex Ilva. “La convocazione del tavolo potrebbe essere avviata già nei prossimi giorni”, ha spiegato Mantovano, sottolineando la necessità di evitare la frammentazione degli interventi e di mantenere costantemente aperto un luogo di confronto.

“Quella del governo non è una prospettiva di rassegnazione – ha aggiunto – bensì di rilancio e di gestione attiva della transizione”. Il futuro dell’ex Ilva, ha ribadito il sottosegretario, resta legato alla transizione green e alla decarbonizzazione, attraverso forni elettrici alimentati con Dri.

Nel caso in cui la Corte d’appello confermasse il decreto di sospensione dell’area a caldo, l’obiettivo dell’esecutivo sarebbe trasformare una situazione “complicata e difficile” in un’occasione di rilancio per il territorio. Tre le direttrici indicate da Mantovano: il futuro delle gare in corso, alla luce delle decisioni che saranno assunte dalla magistratura; le misure sociali per affrontare le eventuali ricadute occupazionali della sospensione dell’area a caldo; e i progetti di reindustrializzazione, con l’obiettivo di favorire il riassorbimento della manodopera eventualmente in esubero dell’ex Ilva e dell’indotto.

«Per il Governo il futuro dell’Ilva sarà in ogni caso legato al green e alla decarbonizzazione attraverso i forni elettrici alimentati a Dri». Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano durante l’incontro a Palazzo Chigi con gli enti territoriali riguardo l’ex Ilva.
Mantovano ha poi proseguito dicendo che «nel caso la Corte d’appello confermasse il decreto di sospensione dell’area caldo l'intenzione del governo è provare a trasformare una situazione complicata e difficile in un’occasione per il rilancio dell’area. Per farlo occorre lavorare su tre direttrici di intervento che riguardano la prospettiva delle gare in corso sulla base delle decisioni che nei prossimi giorni saranno prese dalla magistratura, le misure di carattere sociale per affrontare le ricadute occupazionali di un’eventuale sospensione dell’area a caldo e i progetti di reindustrializzazione e quindi le possibilità di riassorbimento della manodopera dell’ex Ilva e dell’indotto eventualmente in esubero».