domenica 20 settembre 2026

Ambiente Svenduto, il processo entra nel vivo - info stampa - Prossima una assemblea delle parti civili e avvocati organizzata dallo Slai cobas Taranto

Gianmario Leone - Corriere di Taranto

Il processo “Ambiente Svenduto” entra nel vivo a Potenza. Dal 9 ottobre, davanti alla Corte d’Assise, inizierà la nuova formazione della prova nel procedimento per l’ipotesi di disastro ambientale legata alla gestione Riva dell’ex Ilva, dopo l’annullamento della sentenza di primo grado pronunciato dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto, con sede a Lecce.

L’udienza del 18 settembre ha chiuso la fase predibattimentale e fissato i primi passaggi concreti del nuovo dibattimento. Il 1° ottobre partiranno le operazioni del perito Aldo Gallo, incaricato di trascrivere le intercettazioni ritenute rilevanti, mentre una settimana più tardi toccherà ai primi testimoni della Procura.

La Corte ha nominato Gallo per trascrivere alcune delle intercettazioni già presenti nel RIT (Registro riservato delle Intercettazioni) e già trascritte nel precedente processo celebrato a Taranto, individuate dalla Procura e da una delle difese.

Le operazioni peritali inizieranno il 1° ottobre alle 16 e dovranno concludersi entro il termine ordinario di 90 giorni. Le parti potranno nominare propri consulenti tecnici.

Proprio sulle intercettazioni si è concentrata una parte del confronto in aula. Le difese hanno sollevato obiezioni sull’utilizzabilità di alcune conversazioni, in particolare quelle nelle quali alcuni imputati dialogano con il proprio avvocato. La Corte ha disposto comunque la trascrizione anche delle conversazioni contestate riservandosi di valutarne l’utilizzabilità dopo averne esaminato il contenuto.

Il principio fissato dalla Corte è che l’annullamento per incompetenza non determina automaticamente la caducazione di tutto il materiale probatorio già formato. Per le prove dichiarative ripetibili, tuttavia, si rende necessaria una nuova fase di formazione della prova, secondo quanto previsto dall’articolo 26 del codice di procedura penale, salvo i casi in cui le parti prestino consenso al loro utilizzo.

Dal 9 ottobre i primi testimoni

Il 9 ottobre si aprirà quindi la fase dibattimentale vera e propria. La Procura ha indicato i primi 

Il primo ad essere ascoltato sarà un appartenente alla polizia giudiziaria che ha partecipato alle attività investigative. La scelta definitiva dei tre nominativi spetta al pubblico ministero Vincenzo Montemurro.

Tra i nomi che potrebbero rientrare nella selezione c’è anche quello dell’ispettore Severini, il funzionario che aveva seguito gli accertamenti sull’area dell’Agglomerato e sull’inquinamento del Mar Piccolo. Sarà comunque la Procura a indicare formalmente i testimoni.

Il quadro resta quello già emerso nelle precedenti udienze: nel vecchio processo tarantino erano state raccolte quasi 2.100 ore di intercettazioni, mentre il nuovo dibattimento dovrà stabilire quali elementi potranno essere nuovamente acquisiti e utilizzati secondo le regole fissate dalla Corte.

Il calendario è ormai definito: il primo ottobre partiranno le operazioni del perito Galli sulle intercettazioni e il 9 ottobre inizierà la formazione della prova con i primi testimoni della Procura.

Dopo le questioni preliminari legate alla ripartenza del procedimento e all’utilizzabilità del materiale già raccolto a Taranto, il processo “Ambiente Svenduto” si prepara così a entrare nel merito dell’accusa attraverso una nuova fase di ascolto e formazione della prova

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