giovedì 20 ottobre 2016

LOTTARE CONTRO LA DEPORTAZIONE DEI MIGRANTI DA COMO A TARANTO E' GIUSTO! Solidarietà dai migranti e dallo Slai cobas sc di Taranto


Buongiorno a tutti, 

Sono Fabio Gabaglio, ieri mattina mi è stato notificato un “foglio di via” da Como della durata di un anno. In questo atto mi si accusa di avere preso parte ad una manifestazione non autorizzata in cui si denunciava la complicità della ditta di trasporti Rampinini nella deportazione dei migranti, di essere una persona socialmente pericolosa e di frequentare la città di Como col solo scopo di compiere reati.
Con questa lettera aperta, per chi avrà la pazienza di leggerla, io intendo spiegare il mio punto di

LAVORO NO GUERRA!

Domani volantinaggio all'Ilva per la giornata di litta del 21 ottobre

GIOVEDI' ROSSI - "PER ABBATTERE I PADRONI PRIMA BISOGNA ELIMINARE I LORO SERVI..." (LENIN) - SUNTO DEL VIII CAP. DE L'IMPERIALISMO

Da una pubblicazione mlm anni '70


Il monopolio, ovvero la concentrazione della produzione, convive sempre con il sistema della libera concorrenza. Finchè vi è il capitalismo vi è sempre il continuo formarsi della piccola e media proprietà privata. Il monopolio è in conflitto con le rimanenze di libera concorrenza e di produzione mercantile. Ma questa contraddizione non è più un fattore di sviluppo. Il monopolio genera la tendenza alla stasi e alla putrefazione. 
Ecco alcuni esempi dell'azione paralizzante del monopolio:
1) i prezzi di monopolio paralizzano i movimenti del progresso tecnico. Succede frequentemente che il monopolio blocchi nuove invenzioni per mantenere stabili i suoi

mercoledì 19 ottobre 2016

Scendere in lotta il 21 ottobre!

Il 21 ottobre è stato dichiarato a livello nazionale uno sciopero generale contro la politica del governo Renzi da diverse organizzazioni sindacali di base.
Lo Slai cobas per il sindacato di classe di Taranto aderisce allo sciopero a livello locale, ma lo sviluppa secondo una articolazione autonoma, adeguata ai problemi della nostra città per farne una protesta unitaria di lavoratori, precari e disoccupati essenzialmente per il lavoro
 
Nella giornata del 21
 
All’ilva è indetto un presidio ore 6 port A e D di informazione sulle ragioni dello sciopero e per il sostegno alle proposte dello Slai cobas per la fabbrica:
- no alla svendita/no alla new company
- nessun esubero, no alla cassa integrazione e ai contratti di solidarietà
- utilizzo dei lavoratori nel lavoro di ambientalizzazione della fabbrica – con fermo di tutti gli impianti non a norma sicurezza, salute e tutela ambientale
- pensionamento anticipato per tutti i lavoratori che abbiano almeno 25 anni di stabilimento
- postazione ispettiva permanente in fabbrica
- No al contratto metalmeccanici in discussione – Sì al contratto per la siderurgia per meglio tutelare condizioni di lavoro, orari e salari adeguati
 
Alla Cementir sono indette 24 ore di sciopero contro i licenziamenti con blocco della fabbrica
 
Al Cimitero S. Brunone sono indette 2 ore di assemblea esterna per le bonifiche e per il passaggio al contratto nazionale cimiteriali o al  contratto della federambiente  con norme e salari migliori
 
Alla Pasquinelli – Amiu i lavoratori partecipano al presidio in piazza Castello dalle ore 9.30 per rivendicare un effettivo piano generale di raccolta differenziata porta a porta in città, un impianto di selezione utilizzato a tempo pieno, con sicurezza per la salute e stabilizzazione di tutti i lavoratori
 
Le lavoratrici degli appalti comunali, scuole statali, asili partecipano al presidio per il lavoro in Piazza castello dalle 9.
 
I lavoratori poi si recheranno da piazza castello alla prefettura.
 
Alla manifestazione partecipa anche una folta delegazione di migranti della nostra città per rivendicare accoglienza econdizioni di vita adeguati, documenti di identità e diritto di asilo
 
La manifestazione esprimerà anche l'opposizione dei lavoratori alla guerra in cui il nostro governo ci sta trascinando, togliendo fondi al lavoro, alla salute, alle scuole, ai servizi sociali.

Nuove presentazioni del libro sull'Ilva

Importanti presentazioni del libro "Ilva la tempesta perfetta" a Bologna e Milano
Occasione per informarsi per davvero, confrontarsi e agire
info 347-1102638

LA NUOVA LEGGE CONTRO IL CAPORALATO: MA LA "FATTISPECIE-BASE" DEL REATO SI CHIAMA SFRUTTAMENTO PER IL PROFITTO

Ieri la Camera dei deputati ha approvato definitivamente il disegno di legge contro il cosiddetto caporalato che estende responsabilità e sanzioni per i “caporali” e gli imprenditori che fanno ricorso alla loro intermediazione. 

La nuova legge – che si compone di 12 articoli – riscrive il reato e introduce una fattispecie-base che prescinde da comportamenti violenti, minacciosi o intimidatori prima previsti e trasforma il caporalato caratterizzato dall’utilizzo di violenza o minaccia in un sottogenere della fattispecie base. Inoltre, introduce la sanzionabilità anche del datore di lavoro e non solo dell’intermediario, prevede l’applicazione di un’attenuante in caso di collaborazione con le autorità, l’arresto obbligatorio in flagranza di reato, la confisca dei beni, in alcuni casi.
Nell’elenco degli indici di sfruttamento dei lavoratori aggiunge il pagamento di retribuzioni palesemente difformi da quanto previsto dai contratti collettivi. Il disegno di legge, poi, aggiunge il delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro tra i reati per i quali (in caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti) è sempre disposta la confisca obbligatoria del denaro, dei beni o delle altre utilità di cui il condannato non possa giustificare la provenienza. La nuova formulazione prevede di base la reclusione da uno a sei anni e una multa da 500 a 1.000 euro per ogni lavoratore reclutato.
Il provvedimento prevede l’assegnazione al Fondo antitratta dei proventi delle confische ordinate a seguito di sentenza di condanna o di patteggiamento per il delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e estende le finalità del Fondo antitratta anche alle vittime del delitto di caporalato: le due situazioni sono ritenute simili e spesso le stesse persone sfruttate nei lavori agricoli sono reclutate usando i mezzi illeciti come la tratta di esseri umani. L’ultima parte della legge introduce infine misure di sostegno e di tutela del lavoro agricolo come il potenziamento della Rete del lavoro agricolo di qualità, che dovrebbe raccogliere, certificare e “bollinare” le aziende virtuose e un piano per la sistemazione logistica e il supporto dei lavoratori stagionali.