lunedì 24 giugno 2019

Contro Di Maio, i suoi ministri, il tavolo farsa, questa mattina in città la cronaca di una protesta seria, diversa e senza sconti...

Siamo partiti alle 10.30 con una squadra e un pulmino puntando subito sul centro dove avevano allestito la zona vietata, come una fortezza assediata anche oggi, in cui nessuno voleva essere recintato come l'altra volta. Questi signori "del popolo" ormai non si fanno più vedere, sono come una casta e una corte che non vuole contatti con il popolo perchè ogni volta che lo ha viene contestata - quando succedeva con i precedenti governi si lamentavano e strillavano, ora che ne beneficiano loro va tutto bene. Luridi figli di p... attaccati alle poltrone, ministri incapaci e senza arte nè parte, parlamentari locali vere mezzecalzette. 
Abbiamo dato fiato all'altoparlante denunciandoli come ingannapopolo, denunciano immunità penale e nuova cassa integrazioneall'ArcelorMittal. Chi era per strada acconsentiva e ci incoraggiava - loro rinchiusi nella zona di nessuno con vigili polizia e carabinieri e lo stuolo di giornalisti, alcuni vergognosamente servili, per non parlare delle istituzioni locali ridotte a stuolo di cortigiani e procacciatori di affari.
Siamo passati per città vecchia e abbiamo raggiunto il quartiere Tamburi - anche qui una volta questi signori con "faccia lavata" sarebbero venuti a farsi vedere, a dire che si occupavano della gente, come facevano durante la campagna elettorale; oggi niente - solo noi a "riempire il quartiere", a dare volantini, a parlare con donne e proletari del quartiere, a raccogliere il loro sostegno e la loro denuncia contro simili ingannapolo, mentre via Orsini si riempiva di manifesti con DI MAIO come PINOCCHIO e Salvini in divisa da ArcelorMittal.
Salvini questo lurido razzista, quello di "prima gli italiani", ora tuona in parlamento "prima di tutto il padrone indiano" che deve avere l'immunità penale a tutti i costi - vuole affondare la povera gente migrante come una bestia feroce ed è una pecorella belante davanti al padrone.


Quindi siamo andati alla fabbrica. Gli operai a lavorare e Di Maio a sproloquiare - anche qui questi governanti e ministri e quelle squallide persone che fanno i parlamentari per M5stelle non si sono visti più, e meno che mai oggi - devono fare le loro promesse solo al circolo chiuso dei potentati locali promettendo 500 milioni di euro...

Prima alla port D - dove abbiamo messo gli striscioni che gli operai trovano al cambio turno e hanno qualcosa a cui riferirsi, vedono una voce coraggiosa che dice le cose chiare.

 

Poi  abbiamo raggiunto il presidio un po' timido e senza una forte partecipazione fatto da alcune associazioni ambientaliste sotto la Direzione ArcelorMittal. Una cosa giusta naturalmente. Noi da sempre diciamo alle associazioni: il nemico è il padrone e non gli operai, e quindi apprezziamo la protesta; così come apprezziamo che abbiano rifiutato di essere rinchiusi, come l'altra volta che è venuto Di Maio, nella gabbia di una piccola piazza, con poliziotti schierati; e abbiano rifiutato la passarella degli interventi un pò penosa di fronte al Ministro ingannapopolo dell'altra volta - altri ambientalisti invece pretendevano di rifarla, ma Di Maio non li neanche invitati...
Insomma BASTA! Questi governi sono da combattere e rovesciare! E ci scusi Marescotti - i dati inchiodarono l'altra volta Di Maio, ripreso in un passaggio televisivo che anche noi abbiamo apprezzato, ma i dati non cambiano nulla, nulla, nulla. Questi del M5Stelle sono al servizio dei padroni e hanno un solo scopo: rimanere al governo in eterno e mai faranno nulla di buono per operai e le masse popolari inquinate.
Ora hanno il problema di scongiurare la sconfessione dell'Immunità penale da parte della Corte Costituzione e la caduta dell'accordo truffa del 6 settembre di AM/GOVERNO/SINDACALISTI DEL PADRONE, e parlano d'altro... di soldi, soldi, soldi sulla città. Come facevano ingannando Renzi e Calenda.
Anche qui abbiamo "sanzionato" con uno striscione e denunciato brevemente al'emittente 'Studio 100' che era presente la sostanza: NO all'IMMUNITA' PENALE - NO ALLA CASSA INTEGRAZIONE.
Quindi  abbiamo raggiunto la portineria A - più presidiata da digos e carabinieri. Ciononostante abbiamo messo lo striscione giusto per oggi, quello che smaschera Salvini come uomo dell'ArcelorMittal  - le locandine invece con Di Maio e Salvini invece ce le hanno sequestrate
Siamo tornati al centro città riprendendo volantinaggi e mettendo striscioni al Ponte Girevole,
mentre le forze dell'ordine erano 'asserragliate', autoconfinate e autoassediate a difendere 
il teatro dell'assurdo in atto in Prefettura
Quindi siamo giunti al centro, via D'Aquino angolo via Cavour, a 100 metri dalla prefettura 
dove abbiamo completato il volantinaggio.
 


Ma al centro città che hanno precluso per la protesta, l'altra voce ha continuato a parlare anche in Piazza della Vittoria



Le nuove balle di Di Maio

Screenshot_20190624-115435_Facebook

Screenshot_20190621-121118_Chrome DI MAIO A TARANTO:

 “L’ARSENALE SARA’ ANCHE UN MUSEO, CI SONO 30 MILIONI 

”EX ILVA, L’ IMMUNITÀ PENALE NON C’E' PIU’"

“TORNERO’ A TARANTO A SETTEMBRE ED AVREMO 500 MILIONI DI PROGETTI AVVIATI”.

Non ci sono zone rosse che tengono... Oggi siamo ovunque Centro/Tamburi/Fabbrica/Direzione ArcelorMittal, a far sentire la voce di lotta di Taranto

Resoconto e foto in giornata

6000 firme - Circa Melucci sarebbe meglio lasciar perdere...

Ex Ilva, 6mila firma raccolte contro i veleni, in Procura
Per l'esposto "Con il veleno nel sangue e il cuore in mano"

pubblicato il 22 Giugno 2019


Sono in tutto 6mila le firme per l’esposto “Con il veleno nel sangue e il cuore in mano”, lanciato nel gennaio scorso dall’ambientalista Luciano Manna e da Angelo Di Ponzio, papà di Giorgio, morto a 15 anni con un sarcoma dei tessuti molli, per denunciare le emissioni dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto, a cui hanno aderito associazioni e cittadini. Martedì prossimo, alle ore 11, l’esposto sarà depositato negli uffici della Procura della Repubblica di via Lago di Bolsena. Foto e video che fanno parte del dossier, secondo gli ambientalisti, attestano chiaramente “le emissioni non convogliate che si verificano durante il giorno e la notte dagli impianti del siderurgico tarantino. Emissioni nocive e cancerogene che provengono dalle cokerie, dagli altoforni, dalle acciaierie e da altri impianti, gli stessi già sequestrati dalla Magistratura nel 2012“. Il materiale è stato raccolto dal novembre scorso. Manna e Di Ponzio sottolineano che “quanto legiferato in questi anni rappresenta la violazione dei nostri diritti. Pertanto, non riconoscendo gli effetti di queste leggi, palesemente anticostituzionali, martedì ci recheremo presso gli uffici della Procura della Repubblica di Taranto per depositare documenti raccolti da novembre ad oggi inerenti la gestione da parte di ArcelorMittal degli impianti ex Ilva di Taranto. Invitiamo il sindaco Rinaldo Melucci ad accompagnarci in Procura e a firmare questo esposto con noi; inoltre, estendiamo l’invito a tutti i rappresentanti politici locali, di tutti i livelli istituzionali“. 

Piazza Marconi 21 giugno un saluto al nuovo spazio, speriamo aperto a tutti - Slai cobas per il sindacato di classe

Dopo il summit dei padroni, Di Maio e ministri oggi a Taranto - contro la loro guerra verso operai e masse popolari serve organizzare la "guerra" di classe dei proletari

domenica 23 giugno 2019

Taranto in fiamme l'auto di Fulvia Gravame .. se è un attentato è grave - massima solidarietà dallo slaicobasper il sindacato di classe taranto

LaRinghiera
Taranto, a fuoco l’auto di una nota esponente dei Verdi
A Fulvia Gravame la solidarietà l’ha espressa, tra i primissimi, Angelo Bonelli che di fatto ha dato la notizia su facebook.
Stanotte infatti, è andata in fiamme l’auto di una delle più attive esponenti dei Verdi ionici. “Stanotte la macchina della nostra Fulvia Gravame, storica ambientalista tarantina ed esponente dell’esecutivo Nazionale dei Verdi, e’ andata in fiamme – scrive Angelo Bonelli – chiedo al prefetto di Taranto e alle forze dell’ordine di accertare rapidamente le cause dell’incendio. A Fulvia la mia solidarietà”.