giovedì 10 dicembre 2020

FORMAZIONE OPERAIA - INTERVENTI DALLA "SERATA ENGELS" - 2 - Dalla Dichiarazione internazionale


Il 28 novembre di quest'anno ricorre il 200° anniversario della nascita di Friedrich Engels, uno dei grandi maestri del proletariato mondiale e co-fondatore, insieme a Marx, della scienza della rivoluzione proletaria, oggi nota come marxismo-leninismo-maoismo...

Federico Engels nacque in una famiglia borghese ma dedicò la vita alla lotta per l'emancipazione della classe operaia. Insieme al compagno e amico Karl Marx, dotarono l'umanità, in particolare gli operai, del materialismo dialettico, la visione del mondo e metodo di pensiero che permisero a loro e al

proletariato di acquisire una comprensione scientifica dello sviluppo della storia, il materialismo storico e del modo di produzione capitalista, l’economia politica marxista. Dottrina armonica e corretta, che ha dato vita al socialismo scientifico contro i sogni utopici dei "socialisti" borghesi e piccolo-borghesi, che criticavano e ancora criticano il "capitalismo selvaggio", ma cercano di riformarlo, senza distruggerlo. Al contrario, Engels ha contribuito a chiarire le leggi che governano la marcia della società verso l'istituzione del socialismo e del comunismo, le leggi che condannano il capitalismo alla morte e alla sconfitta per mano della rivoluzione proletaria, affermando chiaramente che questa è la missione storica del proletariato internazionale.

Come teorico, Engels è stato il primo ad affermare che il proletariato non è solo una classe che soffre, ma che a causa della sua posizione nella produzione sociale è la classe più importante del capitalismo, fatto che lo spinge in avanti incontrollabilmente e lo costringe a combattere per la sua definitiva emancipazione, abolendo la proprietà privata sui mezzi di produzione, per cui necessita della sua azione politica per l’instaurazione del socialismo. Tali idee furono esposte per la prima volta nel 1845 in La situazione della classe operaia in Inghilterra, opera che descrive brillantemente non solo le sofferenze del proletariato, ma la sua importanza sociale e la sua missione storica.

Engels fu anche il primo a pubblicare sugli Annali franco-tedeschi, uno studio critico sull'economia politica in cui analizzava le caratteristiche fondamentali dell’ordine economico capitalista, quale inevitabile conseguenza del dominio della proprietà privata. Fu lui a sollecitare l’amico e compagno Karl Marx a studiare in profondità il problema, e da ciò emerse il capolavoro il Capitale, la cui edizione fu completata anche da Engels dopo la morte di Marx.

Insieme nel 1844 scrissero La Sacra Famiglia, o Critica della critica critica. Un'opera polemica, scritta per lo più da Marx, ma risultato della comprensione comune delle contraddizioni sociali e delle critiche dei fratelli Bauer, filosofi "critici" contemplativi che rigettavano qualsiasi attività pratica per trasformare il mondo e descrivevano il proletariato come una massa carente spirito critico, priva di importanza storico.

A quegli anni risale anche l'ideologia tedesca, opera comune di Marx ed Engels pubblicata solo nel 1932, decenni dopo la loro morte. Sebbene lo scopo dei maestri in questo lavoro fosse quello di regolare i conti con il loro passato filosofico, l'ideologia tedesca ebbe e continua ad avere una grande importanza per il proletariato rivoluzionario, perché con questa eccitante e vigorosa polemica misero a nudo le miserie dei filosofi reazionari e dei socialisti tedeschi, formulando le caratteristiche essenziali del comunismo scientifico. In questo lavoro, si nota come Marx ed Engels vedessero nella lotta di classe del proletariato e nella rivoluzione da esso guidata, l'emergere del regime comunista: questa rivoluzione “è necessaria non solo perché è impossibile far cadere la classe dominante in qualsiasi altro modo, ma perché solo attraverso la rivoluzione la classe che subisce può liberarsi di tutto il marciume e riuscire a creare una nuova società”.

Il Manifesto del Partito Comunista, pubblicato nel 1848, non era solo l’ennesima opera comune, ma si basava sul saggio di Engels, Principi di comunismo. Il Manifesto è una brillante e geniale esposizione della concezione e del metodo del proletariato rivoluzionario; un'esposizione magistrale del materialismo storico in cui si definiscono le leggi che guidano il proletariato nello stabilire il comunismo su tutta la terra; il programma del proletariato rivoluzionario, che lo distingue da tutte le sette e tendenze socialistiche; un'opera la cui validità rimane intatta e anima la lotta dei proletari e dei popoli del mondo contro l'imperialismo e tutte le forme di reazione. La frase con cui termina quel primo programma dei lavoratori continua a risuonare in tutto il mondo; La suo ultimo appello è oggi il grido di battaglia del proletariato rivoluzionario che si appresta a dare ancora una volta l'assalto al cielo:

“I comunisti sdegnano di nascondere le loro opinioni e le loro intenzioni. Dichiarano apertamente che i loro fini possono esser raggiunti soltanto col rovesciamento violento di tutto l'ordinamento sociale finora esistente. Le classi dominanti tremino al pensiero d'una rivoluzione comunista.

I proletari non hanno da perdere che le loro catene. Hanno un mondo da guadagnare. Proletari di tutti i paesi, unitevi!”

Nel 1878 è pubblicata la nota Anti-Dühring o La rivoluzione della scienza di Eugen Dühring, un'opera polemica contro un professore critico del marxismo, che divenne una delle migliori esposizioni del materialismo dialettico e storico e della dottrina del socialismo in tutti i suoi aspetti; lavoro in cui anche l’amico Marx contribuì nella parte relativa all'economia politica. Una delle parti dell'Anti-Dühring fu pubblicata nel 1880 come un opuscolo intitolato Dal socialismo utopico al socialismo scientifico, opera popolare è in cui esposto brillantemente il progressivo sviluppo sociale che porta all'avvento del socialismo, in opposizione alle credenze degli utopisti.

Nel 1925 furono pubblicate per la prima volta le opere di Engels relative alla sua ricerca sulla dialettica della natura, uno studio incompiuto che risale agli anni 1875-1883, in cui il maestro del proletariato presenta il modo in cui le leggi del materialismo dialettico si realizzano anche nei fenomeni naturali; in questo lavoro si trovano idee acute che anticipano successive scoperte delle scienze naturali. L'introduzione generale alla dialettica della natura e il ruolo del lavoro nella trasformazione della scimmia in uomo, sono opere d'arte nella letteratura rivoluzionaria in cui è esposto il rapporto tra lo sviluppo dell'umanità e quello delle scienze naturali, fino alla moderna società borghese, traendo conclusioni rivoluzionarie oggi più valide che mai, mentre l'umanità è afflitta dalla crisi economica e dalla pandemia di Covid19, prodotto della voracità e dell'anarchia del capitalismo imperialista:

"Solo un'organizzazione consapevole della produzione sociale, in cui la produzione e la distribuzione obbediscano ad un piano, può elevare socialmente gli uomini al di sopra del resto del mondo animale, allo stesso modo in cui la produzione in generale li ha elevati come specie. Lo sviluppo storico rende ogni giorno più necessaria e più possibile questa organizzazione”.

L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato, pubblicato nel 1884, è un altro trattato di materialismo storico, che espone sistematicamente l'evoluzione di quelle istituzioni che saranno sostituite dal comunismo, nuova e superiore forma di organizzazione sociale, quando saranno abolite la proprietà privata e le classi e, di conseguenza, scompariranno lo Stato e la famiglia così come conosciuta finora. C'è la spiegazione scientifica della discriminazione e dell'oppressione delle donne che costituisce la base più solida del movimento proletario femminile:

“Il rovesciamento del matriarcato segnò la sconfitta sul piano storico universale del sesso femminile. L'uomo prese nelle mani anche il timone della casa, la donna fu avvilita, asservita, resa schiava delle sue voglie e semplice strumento per produrre figli. (... ) L'emancipazione della donna diviene possibile solo quando essa può partecipare su vasta scala sociale alla produzione, e il lavoro domestico non la impegna ancora che in misura insignificante”.

Nel saggio Ludwig Feuerbach e la fine della filosofia classica tedesca (1886), Engels espone criticamente la filosofia tedesca dalla punto di vista dialettica materialista, dimostrando il declino spirituale della borghesia ed esaltando il senso teorico e scientifico del proletariato.

Titanico fu anche il suo lavoro nello studio delle questioni militari, che costituisce una parte importante dei suoi scritti. Pochissime opere possono essere confrontate con gli articoli di Engels sui grandi eventi militari del XIX secolo, come la guerra di Garibaldi in Sicilia, la guerra di Crimea, la guerra civile negli Stati Uniti, le grandi insurrezioni del 1848 o la guerra franco-prussiana del 1870. E non solo per il rigore con cui tratta quei fatti, ma anche per la grande lungimiranza del grande pensatore nell'arte della guerra. Un potente arsenale di grande valore oggi, quando il proletariato rivoluzionario si prepara a sviluppare la guerra popolare necessaria per abbattere i suoi nemici in tutti i paesi.

Oltre alle importanti opere scientifiche e all'enorme lavoro giornalistico di Engels, anche la sua corrispondenza ha un valore inestimabile, in particolare quella con il suo caro compagno Marx, dove si può osservare in tutti gli aspetti il lavoro congiunto dei fondatori del socialismo scientifico, sia nello sviluppo della scienza della rivoluzione, che in altre aree della conoscenza, nonché nella strategia e la tattica del proletariato combattente.

Come leader politico del proletariato, Engels si legò al movimento operaio fin da giovanissimo. Grazie ai suoi contatti con organizzazioni e capi proletari, fu in grado di rapportarsi, insieme a Marx, all'associazione clandestina tedesca Lega dei Giusti, in seguito chiamata la Lega dei comunisti, che convinsero della nuova dottrina, la quale sua volta li incaricò di esporre i principi fondamentali del socialismo da loro elaborati, compito che materializzò nel Manifesto del Partito Comunista pubblicato nel 1848.

Engels partecipò attivamente all'ondata rivoluzionaria che scosse l'Europa dal 1848 al 1850. Non solo incoraggiando con l’amico Marx la rivolta popolare in Germania dalle colonne della Nuova Gazzetta Renana, ma partecipando anche all'insurrezione popolare armata e combattendo le battaglie per la libertà, dove ebbe un posto di rilievo che, insieme agii scritti militari, gli valse tra i suoi compagni il soprannome di "Generale".

Da appassionato combattente rivoluzionario, Engels fu difensore intransigente degli interessi del proletariato, critico esperto degli errori dei falsi socialisti e instancabile maestro dei migliori figli della classe operaia con cui mantenne sempre stretti legami di amicizia e che si rivolgevano a lui da tutti paesi chiedendo consiglio.

La sua lealtà verso la classe operaia lo rese un capo riconosciuto del proletariato internazionale, non solo ebbe un ruolo di primo piano nella fondazione della Associazione Internazionale del Lavoratori o Prima Internazionale, fece parte del su Consiglio Generale dal 1870 fino allo scioglimento, nel 1876, così come ebbe un ruolo nella fondazione della Seconda Internazionale dopo il Congresso dei Lavoratori di Parigi che nel 1889 gettò le basi della nuova organizzazione internazionale del proletariato di tutti i paesi.

La sua generosità e semplicità permisero a Engels di dare giusta sistemazione all’amico e compagno Marx, che sostenne economicamente fino ai suoi ultimi giorni perché completasse il suo lavoro. Ma Friedrich Engels brilla di luce propria e in quanto tale fa parte dei maestri del proletariato.

Engels morì in Inghilterra il 5 agosto 1895, circondato dai più importanti dirigenti del movimento operaio dei diversi paesi e da messaggi da ogni angolo del mondo furono inviati per il suo funerale. A proposito a di Engels, Lenin ha scritto: “Dopo l’amico Karl Marx (che morì nel 1883), Engels fu il più noto scienziato e maestro del proletariato contemporaneo in tutto il mondo civilizzato. […] Marx ed Engels furono i primi a chiarire nelle loro opere scientifiche che il socialismo non è un'invenzione di sognatori, ma l'obiettivo finale e il risultato inevitabile dello sviluppo delle forze produttive all'interno della società contemporanea. Tutta la storia scritta finora è storia della lotta di classe, dei successivi cambiamenti nel dominio e della vittoria di una classe sociale su un'altra. E questo continuerà fino a quando non scompariranno le basi della lotta di classe e del dominio di classe: la proprietà privata e la produzione sociale caotica. Gli interessi del proletariato richiedono che queste basi vengano distrutte, quindi la lotta di classe consapevole dei lavoratori organizzati deve essere diretta contro di esse”.

Infine, contro le calunnie e le falsificazioni dei nemici del marxismo, che hanno cercato invano di separare Marx da Engels, le parole pronunciate da quest'ultimo nell'omaggio postumo a Karl Marx si adattano perfettamente a lui stesso:

“... Era soprattutto un rivoluzionario. Cooperare, in un modo o nell'altro, al rovesciamento della società capitalista e delle istituzioni politiche da essa create, per contribuire all'emancipazione del moderno proletariato, al quale aveva per primo instillato la coscienza della propria situazione e dei suoi bisogni, la consapevolezza delle condizioni della sua emancipazione: tale fu la vera missione della sua vita. La lotta era il suo elemento. E ha combattuto con passione, tenacia e successo come pochi altri."

Onore e gloria a Friedrich Engels, maestro del proletariato mondiale!

Viva il marxismo-leninismo-maoismo!

Morte all'imperialismo! Il futuro sarà del socialismo e comunismo!

Proletari e popoli oppressi, uniti nell'internazionalismo proletario!

Avanziamo, ora più che mai, nell'unità internazionale dei comunisti di tutto il mondo!

28 novembre 2020

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