venerdì 17 aprile 2026

a Roma per l'ex ilva di male in peggio - Governo/commissari ecc vogliono la cassa integrazione e vogliono togliere l'integrazione !

 la posizione dei sindacati tutti è SI  alla cassa integrazione e ai numeri voluti da governo ecc... ma non avevano detto finora NO?? .. ma con l'integrazione

ovvero hanno già fatto un passo indietro ma non ne vogliono fare due 

lo slai cobas ha sempre e ora più che mai detto NO a questa cassa integraazione con questi numeri e non solo vuole la conferma della integrazione ma la sua estensione agli operai delle ditte dell'appalto! 

Ex Ilva, a rischio copertura cassa integrazione

da corriere di taranto estratto

Si è concluso con un sostanziale nulla di fatto, dopo più di quattro ore di confronto al ministero del Lavoro, l’incontro tra i sindacati metalmeccanici e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, per definire numeri e condizioni della nuova cassa integrazione. Il prossimo incontro è stato calendarizzato il 22 aprile.

Lo scorso 3 febbraio, Acciaierie d’Italia ha presentato al Ministero del Lavoro un’istanza per l’autorizzazione alla proroga della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs) per un massimo di 4.450 lavoratori, nell’ambito della gestione commissariale.

La richiesta decorre dal 1° marzo e avrà una durata di 12 mesi.

Il provvedimento riguarda 3.803 dipendenti nello stabilimento di Taranto, di cui 2.559 operai, 801 impiegati e quadri e 403 intermedi. Coinvolti anche gli altri siti del gruppo: 280 lavoratori a Genova, 170 a Novi Ligure, 78 a Racconigi, 42 a Marghera, 42 a Milano, 20 a Paderno Dugnano e 15 a Legnaro.

Per i sindacati la distanza con l’azienda resta importante, specie sul nodo dell’integrazione salariale al 70% su cui pare sarebbe emersa una criticità sulle coperture economiche, considerata imprescindibile per garantire dignità ai lavoratori coinvolti, anche per evitare disparità tra Ilva in AS e AdI in AS che produrrebbero trattamenti economici diversi.


Il segretario della Fiom Cgil, Loris Scarpa al termine del vertice ha dichiarato: “L’incontro è sospeso un’altra volta. Il governo deve decidere cosa vuole fare dell’azienda e dei lavoratori perché così non si va avanti. L’azienda ci ha comunicato che ha intenzione di fare una cassa integrazione da punto e a capo, senza l’impostazione degli accordi fatti precedentemente e neanche i contenuti del mancato accordo precedente. Noi abbiamo detto che se questa è la posizione finale dell’azienda e del governo per noi si interrompono tutte le relazioni sindacali e si riprendono le mobilitazioni, vediamo cosa ne esce il 22”. 

Sulla stessa linea si colloca la Uilm. Guglielmo Gambardella che ha ricordato che il sindacato “era”è arrivato al tavolo per ottenere certezze sulla prospettiva industriale, occupazionale e ambientale, che ancora mancano. La Uilm ha chiesto almeno la continuità delle condizioni finora garantite ai lavoratori in cassa integrazione – ferie, welfare, integrazione salariale – ma l’azienda non ha dato conferme. L’assenza di garanzie ha portato il Ministero ad aggiornare il confronto: il decreto sembrava assicurare la continuità del sostegno, ma dal Ministero è emerso che il testo sarebbe stato scritto per non garantirlo oltre febbraio, una prospettiva inaccettabile”.

Infine, il coordinatore provinciale Vincenzo Mercurio ha parlato di un incontro “concluso con un nulla di fatto. L’Usb aveva chiesto di confermare le stesse condizioni dell’accordo precedente, compresa l’integrazione salariale ma l’azienda ha parlato solo di una generica difficoltà. Senza garanzie che può dare solo Palazzo Chigi non è possibile un confronto serio. L’unico elemento concreto riguarda i buoni welfare: l’azienda ha assicurato lo sblocco di quelli arretrati e la continuità futura, pur senza indicare i tempi



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