lunedì 6 aprile 2026

Per la guerra l'acciaio dell'Ilva - dice Urso

E' da tempo che lo Slai cobas l'ha denunciato. Nessuno lo ha fatto. 

Ora sembra un piano ufficiale del governo Meloni/Urso: l'acciaio serve per la Difesa, per costruire più armamenti per le guerre. Quindi l'Ilva si salva se produce morte per i popoli... 

Che sia svendita ai privati o nazionalizzazione, la crisi che attraversa la produzione può effettivamente trovare uno sbocco nella fase attuale di aumento delle guerre nella produzione bellica.

Nello stesso tempo, Taranto, la Base navale viene considerata dal governo, dal Ministro Crosetto, una base militare il cui ruolo nelle guerre in Medio Oriente deve essere rafforzato. 

Si può parlare di "nazionalizzazione" senza dire per cosa?

Si può insistere sulla stessa solfa: incontro direttamente con la presidente del Consiglio..., senza dire che i piani di Urso sono quelli della Meloni - e soprattutto su questo terreno dell'aumento della produzione bellica?

D'altra parte sia chiaro: anche questa idea di Urso di "acciaio per la Difesa" non salverà certo i posti di lavoro nè ridurrè l'inquinamento, anzi!  

Da il Manifesto - Avanti con l’acciaio per la difesa. L’idea del ministro Urso per l’ex Ilva

L’industria è in crisi? «Si converta al settore bellico». Dopo mesi di stallo sulla questione Ilva, mai così vicina alla dismissione come con questo governo, il ministro per le Imprese Urso ha enunciato il suo piano per la crisi della siderurgia. Esattamente la stessa proposta che aveva fatto per provare a tamponare la discesa dell’automotive (con la produzione calata del 63,4% in un anno). «Incentiviamo le aziende a diversificare e riconvertire verso settori ad alto potenziale di crescita come la difesa, l’aerospazio e la cybersicurezza», aveva detto il ministro un anno fa.
E ora ha riproposto la stessa idea. Giovedì Urso ha svelato che i due partecipanti alla gara per rilevare l’impianto siderurgico, il fondo speculativo statunitense Flacks e la multinazionale indiana Jindal «prevedono un’ulteriore diversificazione produttiva degli impianti affiancando alla produzione di acciaio per i “coils” e “tubifici” quella di acciai speciali per l’industria dello spazio, la difesa e l’automotive».

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