Giornata difficile nel siderurgico di Taranto. Soccorso e portato in ospedale il dipendente di una ditta dell’indotto per un taglio a una gamba nel reparto Afo4. Non è grave. Preoccupano anche le condizioni della viabilità interna. L’Usb: “Il Governo si svegli
C’è ancora un incidente all’ex Ilva di Taranto, dove un operaio di una ditta dell’indotto – la Anmar – è rimasto ferito a una gamba mentre tagliava una lamiera. L’uomo era impegnato nei lavori nel reparto Afo4 quando la lamiera, scivolando, l’ha colpito con violenza, procurandogli un taglio. Immediati i soccorsi. L’operaio è stato trasportato dapprima in infermeria e in un secondo momento all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, dove è stato preso in carico dai medici. Le sue condizioni non sono gravi.
L’episodio è il più grave di una mattinata complessa nel siderurgico, dove, secondo quanto denunciato dal sindacato Usb, si sono verificati due altri incidenti – senza gravi conseguenze. Due voragini si sarebbero aperte in punti diversi dell’acciaieria. Una sulla strada presso la Centrale elettrica a causa di un guasto alle tubature sotterranee. E un’altra improvvisa apertura presso l’Officina centrale, a causa del cedimento del manto stradale. In nessuno dei due casi, passavano da lì lavoratori o mezzi.
Il nuovo incidente ha riacceso le polemiche sulla sicurezza nel siderurgico. Negli scorsi giorni un altro incidente si è verificato sempre nello stesso reparto. Un operaio, in quel caso, è rimasto ferito alla testa dopo essersi ribaltato con il muletto.
Più gravi gli episodi degli scorsi mesi, la morte del 46enne Claudio Salamida, precipitato nell’area ex Ilva durante un controllo su un impianto a causa del cedimento del piano di calpestio lo scorso 12 gennaio. E un incidente fotocopia a inizio marzo, quando perse la vita il 36enne Loris Costantino, precipitato da quasi 15 metri
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