Petrolchimico, proclamato stato di agitazione: "Grosse perdite e fabbrica di batterie ancora a zero"
Cobas e Fialm protestano contro per l'emergenza occupazionale che attanaglia l'intero polo brindisino. Dopo mesi di promesse non mantenute e tavoli di crisi inconcludenti, i sindacati annunciano iniziative di lotta più incisive
BRINDISI - La spirale delle promesse non mantenute si trasforma in allarme rosso per il futuro occupazionale del Petrolchimico di Brindisi. Mentre il settore della logistica continua a registrare perdite significative e il progetto della nuova fabbrica di batterie rimane fermo al palo, i sindacati Cobas e Fialm hanno formalmente dichiarato lo stato di agitazione, pronto terreno per iniziative di lotta ancora più incisive di quelle finora realizzate.
"Per quello che si sta verificando sul terreno occupazionale Cobas e Fialm hanno richiesto nei giorni scorsi con particolare urgenza alla Task Force Regionale sulla Occupazione, guidata dal presidente Leo Caroli, una nuova riunione dopo quella svolta il 17 marzo", spiegano i rappresentanti sindacali. In quell'incontro erano stati presi impegni sulla crisi del Petrolchimico "di cui non si vede ancora alcuna traccia sul reimpiego dei lavoratori eccedenti, nati dalla chiusura di diversi impianti e di altri ancora a seguire".
Ad aggravare ulteriormente la situazione, il mancato rispetto delle promesse istituzionali. L'assessore allo sviluppo economico e del lavoro, Eugenio Di Sciascio, aveva preso l'impegno di chiedere immediatamente un incontro con il Governo a Roma, attraverso i ministeri interessati, per discutere della crisi del Petrolchimico di Brindisi dopo un anno dalla firma di un "Protocollo di Intesa" di cui si sono perse le tracce.
Roberto Aprile, portavoce dei Cobas, denuncia con amarezza l'immobilismo delle istituzioni: "Siamo di fronte a una già crisi certa del Petrolchimico dove sempre più lavoratori delle ditte appaltatrici escono fuori, vuoi in trasferta oppure perché i loro contratti di lavoro sono a tempo determinato usati però per decenni". La precarietà strutturale si combina con l'assenza di prospettive concrete per il rilancio del polo industriale.
Dall'altro lato, "i programmi di realizzazione della nuova fabbrica di batterie sono ancora a zero", mentre i sottoscrittori del Protocollo di intesa rimangono "avvolti in un silenzio assordante". Failm e Cobas aggiungono: "La riunione del 17 Marzo era stata convocata allora sulla crisi occupazionale del settore della logistica e in particolare della ditta 'Meridionale Servizi'. In quella riunione il Presidente della Task Force, Leo Caroli, non ha potuto fare altre che prendere atto della situazione dichiarando l'apertura di un tavolo di crisi regionale".
Quella dichiarazione, tuttavia, non si è tradotta in azioni concrete, lasciando i lavoratori in un limbo occupazionale sempre più preoccupante. "Tutto questo non è più sopportabile. Chiamiamo alla loro responsabilità le istituzioni e le aziende interessate per gli impegni presi ma non ancora mantenuti", conclude la nota.
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Petrolchimico, proclamato stato di agitazione: "Grosse perdite e fabbrica di batterie ancora a zero"
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