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venerdì 14 agosto 2020

Il blog tarantocontro sospende la pubblicazione quotidiana fino al 20 agosto compreso

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mercoledì 12 agosto 2020

Blatte, scabbia e niente cure per i detenuti del carcere di Taranto – Un appello da FB che raccogliamo

Buongiorno per chi avesse detenuti al carcere di Taranto bisognerebbe fare urgentemente un esposto al carcere tramite avvocati, perché la situazione in quel carcere e diventata devastante, iniziando dalla sporcizia, scarafaggi dappertutto, l’infermeria che non funziona, appuntati che non sono presenti costantemente che vengono chiamati per le emergenze e non si presentano, la cosa più importante che vi voglio dire a voi famigliari dei detenuti del carcere di Taranto che stanotte sono scesi dalla sezione persone affette di scabbia giù alle celle di isolamento, dove ci sono persone umane come tutti gli altri e ancora non prendono provvedimenti seri. Quindi noi da fuori diamoci da fare con i nostri legali urgentemente!

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Posted on 11/08/2020
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Info - No repression day - NO daspo urbano, cancellare i decreti sicurezza

Dalla sua introduzione negli stadi ad oggi, la misura del DASPO ha subito profondi e continui "aggiustamenti".
Senza voler entrare nel merito della cronistoria giudiziaria che ha visto negli anni gli ultras come laboratorio urbano di sperimentazione repressiva - da Amato a Maroni per arrivare a Minniti e Salvini poi - ciò su cui vogliamo soffermarci è la discrezionalità e l'arbitrarietà di una sanzione amministrativa e accessoria come il DASPO.
Una forma di giustizia preventiva che accende continuamente i suoi riflettori su elementi giudicati pericolosi sulla base di supposizioni e che va nettamente in controtendenza con la tutela della presunzione di innocenza, principio garantito dalla Costituzione.
Negli anni la misura ha ampliato la sua platea; dai reati da stadio siamo passati ad una progressiva e mirata criminalizzazione di qualsiasi dissenso che è culminata nell'emanazione dei c.d. decreti "sicurezza" a firma Minniti prima e Salvini poi.
Con questi viene introdotta la fattispecie dei daspo urbani, un apliamento della misura di allontanamento dagli stadi per fatti che neppure riguardano l'ambito sportivo.
Questi decreti hanno anche visto l'inasprimento delle pene accessorie per i recidivi e l'introduzione di una sorta di pentitismo con sconti sui periodi di inibizione per coloro i quali assicureranno alla giustizia nomi e fatti.
Lo diciamo chiaramente, questo tipo di pena accessoria è una vergogna.
Vergogna perchè innanzitutto è una sanzione amministrativa che va a colpire indistintamente sulla base di supposizioni e ricostruzioni montate ad arte dai funzionari di turno, e che viene erogata a prescindere da un regolare processo, esaurendosi nella maggior parte dei casi prima che questo possa partire. Questo preoccupa, e non poco, considerando che le fdo italiane sono da anni al centro di scandali vari.
Sono numerosi poi i casi in cui questa viene annullata dai giudici per insussistenza di prove, allontanando ingiustamente dagli stadi e facendo spendere fior di quattrini per avvocati e ricorsi vari.
Così si colpisce il dissenso: sanzioni economiche e restrizioni preventive della libertà personale.
E'fatto palese che viviamo in un momento di restrizione dei diritti su tutti i fronti, sia contro i movimenti sociali che contro le svariate forme di contestazione, incluso quelle negli stadi. E le vittime sono le solite: persone al di fuori delle logiche di potere bollate come "non omologate al sistema".
Tutto ciò in nome di una sicurezza e di un decoro per niente reale ma puramente mediatico. Con gli ultras, al pari di migranti, movimenti sociali utilizzati come inutile propaganda da campagna elettorale.
Non ci interessa essere un trend topic, un motivo di dibattito pubblico.
I governi devono farsi carico di eliminare queste pene accessorie e questi pericolosi strumenti preventivi di limitazione della libertà personale. Altrimenti avremo per l'ennesima volta la triste prova di vivere in uno stato di polizia.

Ci vediamo dalle 19 presso la sede scout di fronte all'ex istituto alberghiero.
Non mancate.

#norepressionday #Taranto #stopabusiinindivisa #againstpolicebrutality #defundpolice
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lunedì 10 agosto 2020

Solidarietà col Grup Yorum - gli interventi dell'iniziativa di ieri


Pubblicato da vettarossa alle 16:56 Nessun commento:
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domenica 9 agosto 2020

Da Taranto in solidarietà col Grup Yorum, con l'opposizione democratica e rivoluzionaria, con i prigionieri politici in Turchia e nel mondo


Un presidio di piazza folto e plurale, nonostante il caldo e la stagione estiva, ha portato in piazza anche a Taranto la solidarietà col Grup Yorum, collettivo musicale rivoluzionario che da oltre un anno resiste col digiuno a oltranza al bando, agli arresti, alle ripetute intimidazioni da parte del regime fascista turco e che oggi 9 agosto sfiderà di nuovo il regime tornando a suonare in piazza, nonostante tutto, così hanno promessi i compagni del collettivo dopo l'ennesima irruzione della polizia, due giorni fa, nel centro in cui stavano provavando.
Un'iniziativa per rompere il silenzio che copre questo digiuno di resistenza, per ricordare che in Turchia non esiste solo la lotta di liberazione del popolo kurdo, esiste una vasta opposizione democratica, rivoluzionaria e comunista che nessuna repressione è mai riuscita a soffocare, esistono migliaia di prigionieri politici che gli anni di carcere, le torture, le ritorsioni sui loro familiari non hanno mai piegato e che continuano a sfidare il regime anche dalle loro celle.
La stampa e i principali media di tutto questo non parlano, ligi alla poltica dell'imperialismo italiano che ha nel regime fascista un ottimo partner in affari e alleato temporaneo nei vari scacchieri.
Ne parlano invece e sempre più devono parlarne e mobilitarsi le masse di sfruttati, i democratici e rivoluzionari di tutti i paesi, che nella resistenza dell'opposizione politica in Turchia trovano una risorsa prezionsa da difendere, e per quest'ultima la solidarietà internazionale è un'arma decisiva.

Nel presidio è stata denunciata anche la vicenda del "processo ai comunisti" di Monaco, Germania, conclusosi pochi giorni fa con la comdanna di 10 rivoluzionari turchi e curdi del TKP/ML, a coronamento di un'operazione repressiva congiunta e transazionale degli Stati tedesco e turco, che è stato un "favore" dell'imperialismo tedesco al regime di Erdogan e un processo modello per criminalizzare l'attività dei comunisti in ogni paese.
Una delle ultime lettere scritte da Ibrahim Gökcek, bassista del gruppo al suo 316° giorno di sciopero della fame si concludeva:
"La battaglia che si sta impegnando nel mio corpo si concluderà con la morte? Oppure con la vittoria della vita?
Quel che so con maggior forza in questa lotta, è che, fino alla soddisfazione delle nostre rivendicazioni, mi aggrapperò alla vita anche in questo cammino verso la morte".

La vita Ibrahim Gökcek si è conclusa lottando fino all'ultimo respiro.
La lotta per cui Ibrahim ha dato la vita non è finita, continua e potrà concludersi solo con la vittoria.
Sviluppare ed estendere a livello internazionale la solidarietà, sviluppare ed estendere la lotta per colpire gli interessi del regime turco e l'imperialismo italiano suo complice è quanto di meglio possiamo fare per contribuirvi. Il presidio che si è tenuto a Taranto vuole essere un piccolo passo e parte di questa grande lotta.
Pubblicato da vettarossa alle 10:07 Nessun commento:
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sabato 8 agosto 2020

IL DECRETO DI AGOSTO PER I PADRONI - IL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI E' IN REALTA' IL VIA LIBERA AI LICENZIAMENTI A FINE ANNO - dal blog proletari comunisti

Le schede dei provvedimenti - che riportiamo (tratti da Sole 24 Ore) - varati ieri dal governo parlano da sole, ed esprimono in maniera chiara l'inevitabile segno di classe: ai proletari poche briciole e anche peggio (come vedremo, soprattutto sui licenziamenti), alle imprese, grandi, medie e piccole soldi e sostegni vari. 

Sul sostegno al reddito: mentre ai lavoratori va una cig o fis che copre poco più del 50% del salario, e ai lavoratori stagionali, somministrati vanno 600 euro, ai professionisti vanno invece 1000 euro.

Mentre aumentano di poco personale a tempo determinato nella scuola - ma molto inferiore a quello necessario - inserendo però l'assurda, discriminatoria decisione che non potranno godere al termine del lavoro della Naspi; mentre restano in vigore i contratti a termine senza causale, serviti i padroni per avere lavoratori "usa e getta"; vengono varate una serie di misure per medi e grandi imprenditori: viene più che raddoppiato, passando dal 30 al 65% delle spese, il tax credit per albergatori, vi è il sostegno al turismo e allo spettacolo, vi è la moratoria per i prestiti per le PMI; bonus a fondo perduto per le attività nei centri storici; stanziamento di 1,5 miliardi per le controllate dello Stato; agevolazioni pari al 30% dei contributi per le imprese; 500 milioni per il settore delle automobili.

Mentre lo stato disastroso della sanità, che nel lockdown ha trasformato la pandemia in strage, non cambia: nessuna reale nuova assunzione (se non a tempo determinato ma a carico delle Regioni), quando ce ne vorrebbero massicce, e le uniche misure di intervento (aumento degli straordinari, per allungare orari e giorni di lavoro, cioè ancora più sfruttamento di medici, infermieri, operatori sanitari), sono una vera e propria provocazione; per i capitalisti la "patrimonializzazione" significa, non togliere almeno una piccola parte dei profitti dei padroni, ma farla aggirando: si procede ad una rivalutazione dei beni con aliquota ultra ridotta. 

Mentre vengono elargiti questi miliardi, viene prorogato il reddito di emergenza della miseria di 400 euro per le famiglie povere.

Nessuna misura, poi, viene neanche lontanamente pensata per la mannaia del caro prezzi dei beni di consumo quotidiani, a partire dagli alimentari, che sta riducendo alla miseria le masse popolari; nè vengono annullate (non rinviate) bollette, rate di mutui.

MA E' LA QUESTIONE DEL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI, IL PROVVEDIMENTO PRESENTATO CON GRANDE BATTAGE PUBBLICITARIO, CHE DIMOSTRA COME QUESTO DECRETO, NEANCHE SU QUESTO SALVAGUARDA I LAVORATORI.

Questo blocco vale per le aziende che utilizzano la cig-covid, quindi le altre possono licenziare. 
Ma esso è al massimo una proroga della "condanna a morte" certa. A metà novembre saremo di fronte a massicci licenziamenti come non mai. I padroni scalpitano per farli e il governo gli ha detto solo di "pazientare", che li potranno fare, devono solo aspettare la fine della cassintegrazione Covid. 

Landini e gli altri sindacati confederali che avevano minacciato uno "sciopero generale" a settembre se il blocco dei licenziamenti non fosse stato prorogato, sono soddisfatti. 

A fine anno il fronte proletario si troverà migliaia e migliaia di nuovi disoccupati, che non verranno occupati in nessuna nuova "green economy", e che verranno usati dal capitale per premere sui lavoratori rimasti, per abbassare i salari e imporre più sfruttamento. 

La misura del governo, quindi, è un boomerang che attaccherà tutti, sia i licenziati che i lavoratori occupati.
La risposta deve essere la lotta da settembre degli operai, di tutti i lavoratori per strappare la riduzione dell'orario di lavoro a parità salariale.
 
 
 
 
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venerdì 7 agosto 2020

Info - Il punto su Agromed


Agromed, risale la tensione. Delibera CIPE rivista?
Il sequestro del capannone di Castellaneta impedisce la partenza del progetto. Si partirà da Grottaglie. I sindacati temono su tempi e risorse
Corriere di Taranto

Gianmario Leone - Corriere di Taranto

pubblicato il 06 Agosto 2020, 20:32
10 mins
Lo avevamo ribadito sin dal principio di questa storia: realizzare il resuscitato progetto ‘Agromed‘ presso il capannone ex Miroglio situato a Castellaneta, non sarebbe stata operazione semplice. Ed i fatti, ahinoi, ci stanno dando purtroppo ragione. E non certo perché volevamo interpretare il ruolo di ‘uccelli del malaugurio‘, ma semplicemente perché seguendo da anni la vertenza dell’ex Miroglio e dopo aver letto le carte del su citato progetto, più di qualche dubbio era sorto nelle nostre valutazioni.
Difatti, al di là delle intese, degli accordi e degli annunci di questi ultimi mesi e settimane, ancora oggi la possibilità che il progetto si realizzi in quel di Castellaneta non è del tutto certa. Un problema non da poco, in particolar modo per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il
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