giovedì 3 settembre 2020

LA FORMAZIONE OPERAIA SU ENGELS RIPRENDERA' IL 10 SETTEMBRE

Ci siamo lasciati a metà marzo con l'avvio della FO sull'importante libro di Engels: "La situazione della classe operaia in Inghilterra.
Riprenderemo dal prossimo questo ciclo di studio - nel 200° anniversario della nascita di Engels - che dimostra in termini vivi perchè il socialismo scientifico è partito e si basa sulla classe operaia, e la sua funzione storica per una società senza classi, il comunismo. 

Mai come oggi sono vere e necessarie queste parole di Engels:
"Ci vuole una rivoluzione che trasformi completamente il modo di produzione esistente fino ad oggi, e con esso, l'ordine sociale vigente"

AM - L'incontro 'segreto' di Roma con i sindacati confederali non ha partorito alcuna novità

 info corriere di taranto

ArcelorMittal e sindacati, prove di disgelo


C’era da aspettarselo. L’incontro andato in scena questo pomeriggio in piazza di Spagna a Roma, nelle stanze dello studio legale Cleary Gottlieb (uno dei legal team che segue la multinazionale ArcelorMittal nella vicenda ex Ilva) durato un’ora e mezza, non ha partorito alcuna novità.
Presenti l’amministratore delegato Lucia Morselli e il direttore delle risorse umane di AMI, Arturo Ferrucci per l’azienda, i segretari generali di Fim Fiom e Uilm, Roberto Benaglia, Francesca Re David e Rocco Palombella a rappresentare i lavoratori e i delegati sindacali dei territori dove insistono i gruppi ex Ilva.
Si è dunque parlato molto in generale della situazione attuale, senza però fare alcun cenno alle questioni relative all’eventuale ingresso di Invitalia nella società veicolo AM InvestCO Italy nè sul nuovo piano industriale presentato il 4 giugno scorso, con i sindacati che continuano a chiedere il rispetto dell’accordo del 2018 e la convocazione da parte del Mise, unico garante dell’intesa riconosciuta da Fim Fiom e Uilm. Piuttosto

Incontro per l'appalto ILVA. Alla fine... partorita una 'cabina di regia'... Lavoro, salari, diritti, salute, stabilità dei lavoratori hanno bisogno di altro e si conquista con la lotta

(Da Corriere di Taranto) - “L’incontro si è concluso con l’accoglimento da parte dei partecipanti della proposta di creare una Cabina di regia per meglio gestire i pagamenti di ArcelorMittal verso le imprese dell’indotto, in modo da ripristinare “la normale” funzionalità nei rapporti tra committente e fornitori. Allo tempo, la Cabina di regia avrà anche il compito di guidare le imprese dell’indotto nella transizione dell’azienda siderurgica fino a novembre 2020. Il primo incontro si terrà già venerdì della prossima settimana”. Così il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega alla programmazione economica e agli investimenti, Sen. Mario Turco, che oggi ha coordinato i lavori del tavolo convocato a Palazzo Chigi, insieme alla Sottosegretaria allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde, per dirimere la questione dei crediti scaduti delle imprese dell’appalto. Al tavolo ha partecipato la governance di Am, tra cui l’ad di ArcelorMittal, Lucia Morselli, e in video conferenza Prefettura, Camera di Commercio di Taranto, Confindustria Taranto e Confapi Taranto.
“Ad ArcelorMittal ho chiesto in premessa il rispetto della responsabilità economica e sociale che ha nei confronti delle imprese, della città di Taranto e di quanti sono direttamente o indirettamente coinvolti nella produzione – dice il Sottosegretario -. Siamo tutti consapevoli che la prospettiva industriale dell’azienda non sia ancora chiara e definita, e che ci siano ancora molti aspetti da definire, ma il tavolo di oggi aveva un obiettivo chiaro: verificare se ci sono le condizioni per ripristinare il rispetto degli impegni assunti, nelle modalità e nei tempi stabiliti”.
“Nel corso dell’attuale gestione purtroppo – aggiunge l’esponente di Governo – già più volte è accaduto che le imprese dell’indotto abbiano rivendicato ritardi nei pagamenti. Questo ha prodotto ripercussioni negative a cascata nei rapporti con i lavoratori, fornitori secondari, banche e nei rapporti fiscali, con inevitabili conseguenze di carattere personale. L’incertezza nel rispetto degli accordi, inoltre, incide negativamente anche sulle politiche d’investimento delle stesse imprese dell’indotto e, quindi, sul processo di riconversione economica che il Governo sta realizzando con forza ed efficacia”.
“L’incontro di oggi si è svolto in un clima costruttivo – conclude – ma ha comunque messo in evidenza ancora una volta la complessità di tutta la vertenza ArcelorMittal che il Governo sta affrontando vagliandone tutti gli aspetti critici mettendo al centro la salvaguardia di tutti gli attori coinvolti, compreso i lavoratori e i cittadini”.
Dunque, si riprova la strada di una Cabina di Regia già provata senza successo nel novembre dello scorso anno. Sono stati confermati i 38 milioni di euro (33 a luglio e 5 ad agosto, almeno per il momento) di scaduto vantate dalle 76 imprese associate a Confindustria Taranto. L’ad Morselli ha mostrato apertura, sostenendo che la multinazionale si interfaccia con ogni singola azienda e che l’indotto è una filiera vitale per la produzione dell’acciaio a Taranto. Ha confermato come la multinazionale prima di effettuare qualsivoglia pagamento, procede ad una serie di fondamentali verifiche, oltre a far partire gli acconti, ma che comunque nulla preclude ad un rapporto proficuo con le aziende dell’indotto.
Ciò detto, già dalla prossima settimana si capirà se questa nuova Cabina di Regia darà i suoi frutti o meno. Visto che i problemi dell’indotto sono tanti e non tutti correlati alla gestione del siderurgico da parte di ArcelorMittal.

“Principio di incendio nel parco minerale 4 ed emissioni inquinanti” all'ArcelorMittal - denuncia Usb

Principio di incendio questa mattina nel parco minerale 4, zona solo parzialmente interessata dai lavori di copertura. Una quantità considerevole di carbone coke, ancora incandescente, è stata depositata sul terreno, lasciando che venissero sprigionati inquinanti come Ipa, benzoapirene, ossido di carbonio e idrogeno solforato. L’intervento dei Vigili del Fuoco ha permesso di evitare che nell’area si propagasse un vero e proprio rogo. L’acqua gettata ad alta pressione sul minerale bollente, non convogliata in appositi circuiti, è finita sulla pavimentazione che non è impermeabilizzata, quindi in falda. Va detto, a questo proposito, che il terreno sul quale sono state costruite le coperture non solo non è stato reso impermeabile, ma non è stato neanche bonificato”.

Info - incontro all'INPS per i 100 euro

Ex Ilva, INPS erogherà a breve bonus da 100 euro ai lavoratori



(da Corriere di Taranto) - Riunione quest’oggi con INPS per i sindacati metalmeccanici Fiom, Fim e Uilm, in merito alla comunicazione inviata all’ente dalle organizzazioni sindacali sulla mancata erogazione del nuovo beneficio fiscale, il bonus da 100 euro previsto nel dl Cura Italia, in sostituzione al ‘bonus Renzi‘.
INPS, per il tramite della Direzione Generale Provinciale, dopo ampia premessa delle organizzazioni dei metalmeccanici, ha comunicato che il ritardo é il riflesso della nuova norma, che è uno strumento la cui esigibilità ha di fatto creato ritardi tecnici nell’erogazione del beneficio da parte della sezione tecnica della Direzione generale di INPS.
Fiom, Fim e Uilm hanno quindi avanzato la necessità immediata di dar corso all’erogazione del benefit fiscale, a tutele dei lavoratori di ILVA, a valle della quale INPS ha reso noto che nei prossimi giorni ufficializzerà la regolarizzazione del pagamento con la data di valuta fornendo comunicazione scritta alle OO.SS.
Sulla videnda interviene anche l’USB che ha partecipato all’incontro, tramite il Coordinatore Proviniciale di Ilva in as USB Michele Altamura: “L’INPS sensibile alla problematica riscontrata dopo le nostre rivendicazioni ha dichiarato che la norma è oggetto di verifiche tecniche da parte della Direzione Centrale, data la novità della norma stessa. L’USB ha ribadito la necessità di far fronte quanto prima alla risoluzione della questione in oggetto trovando piena disponibilità da parte di INPS che si impegna a comunicarci nei prossimi giorni la data utile dell’erogazione del benefit”.

mercoledì 2 settembre 2020

Perchè lo Slai cobas invita gli operai ArcelorMittal a scioperare, cominciando con i due scioperi proclamati per il 4 e 7 settembre

L'antefatto principale  per noi

Da Corriere di Taranto
"Parte oggi la nuova tranche di cassa integrazione, nel siderurgico ArcelorMittal, ex Ilva di Taranto, annunciata da tempo. Riguarderà, anche stavolta, un numero massimo di 8.150 addetti ma sarà cassa integrazione ordinaria e non Covid e durerà 13 settimane. La stessa utilizzata ininterrottamente da luglio 2019 a metà marzo 2020 con la motivazione della crisi di mercato. Cassa ordinaria che potrebbe tuttavia essere tramutata in cassa Covid qualora intervenissero alcune novità normative, come ha già comunicato l’azienda ai sindacati.
Anche su questa tranche di cassa integrazione non c’è stato accordo con il sindacato.
Sulla gestione della cassa, intanto, l’Inps ha avviato una ispezione anche per Taranto così come ha fatto a Genova“.
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A Taranto è stata presentata alla Procura, all'Inps e all'Ispettorato del Lavoro una lunga e articolata denuncia, anche dallo Slai cobas per il sindacato di classe.
Giovedì 30 luglio, la coordinatrice dello Slai cobas è stata convocata e sentita da funzionari dell'Inps, a cui è stata esposta tutta la situazione di illegalità continua da parte di ArcelorMittal, prima, durante e dopo il lockdown, con grave via libera da parte della Prefettura.
Lo Slai cobas ha fornito, insieme alla denuncia, un quadro - vedi sotto - di tutti i periodi di cassintegrazione portati avanti in un anno da AM che hanno enormemente impoverito il salario degli operai, con il minimo di indennità raggiunto nella cig covid.

All'Inps lo Slai cobas ha chiesto:
- di non autorizzare la cassintegrazione Covd-19, per tutti i periodi richiesti da ArcelorMittal;
- di disporre che ArcelorMittal restituisca agli operai posti in cig Covid la differenza tra l’indennità e la retribuzione normale.


QUADRO DELLE CASSINTEGRAZIONI

1.7 2019 – CIGO per 1395 lavoratori per 13 settimane

30.9.19 – NUOVA CIGO
Dopo la prima cassintegrazione di 13 settimane avviata dall'azienda unilateralmente (e che interessava 1395 lav.), ora con questo accordo di proseguimento della cig ordinaria per 1273 lavoratori l'azienda ottiene l'appoggio dei sindacati confederali. Questo passo rende permanente la cigo. La stessa premessa dell'accordo che lega la cigo alle cosiddette “ragioni oggettive del mercato”, consente ad ArcelorMittal di usarla anche per il futuro ogni volta che avrà un “calo di ordini”, o giacenze in “magazzino”.

5.12.20 – proseguimento cig ordinaria per altre 13 settimane

25.3.20 - Comunicazione aziendale ai sindacati della revoca della procedura di cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) e il conseguente passaggio alla normativa speciale dettata dal decreto legge del 18 marzo 2020. In pratica si passerà alla cassa integrazione per coronavirus coinvolgendo 5mila addetti, più della metà della forza organica dello stabilimento.

4.4.20 – ArcelorMittal ottiene la deroga a continuare a produrre, e poi a commercializzare, facendo lavorare in pieno lockdown 5mila lavoratori (3mila diretti e 2mila appalto)

20.4.20 – incontro sindacale di aggiornamento per cig per covid - Il numero dei lavoratori collocati in Cigo-Covid 19 è così suddiviso: 282 su 304 per il personale di Esercizio (Ese) dell’Acciaieria 139 su 431 per il personale Ese dell’Acciaieria 262 su 109 del reparto IFP-Cob (Indicatori fattori produttivi); 75 su 297 per i Servizi Acciaieria (Sac); 76 su 201 per la Manutenzione elettrica (Mea); 71 su 204 della Manutenzione meccanica acciaieria (Mma). Proseguirà con due riunioni per Area Ghisa (ore 9.30) e Area Officine centrali, Magazzino e Staff (ore 14) e dopo domani per Area Logistica, Energie e Qualità (ore 9.30) e Area Laminazione (ore 14.30).

6.6.20 – rinnovo della cig x Covid per 8152 lavoratori, AM sfrutterà come cassintegrazione le 4 settimane previste dall'ultimo decreto per Covid-19, invece che la cassaintegrazione ordinaria.

6.7.20 – prosegue Cig x covid

3.8.20 - comunicazione di intervento della CIG Ordinaria (salvo nuovo decreto del Governo di prolungamento cig covid) a decorrere dal giorno 3 agosto 2020 per un periodo presumibile di n. 13 settimanepotrà interessare fino ad un massimo di circa n. 8.152 dipendenti, distinti tra quadri, impiegati ed operai che, alla data della presente costituiscono l’intero organico aziendale al netto della struttura dirigenziale.

Le ragioni dello sciopero a PLA2 4 settembre e LAF 7 settembre

Due scioperi di 24 ore l’uno, uno venerdì 4 settembre e l’altro lunedì 7 settembre, sono stati annunciati da Fim, Fiom e Uilm negli stabilimenti ex Ilva di Taranto.
“nei giorni scorsi hanno inoltrato un esposto ad Inps ed Ispettorato del Lavoro in merito alle modifiche apportate unilateralmente dall’azienda sull’organico tecnologico, definito da accordi pregressi e confermati successivamente anche dalla stessa Arcelor Mittal durante la fase del subentro”. Nel mirino c’è “l’eliminazione della figura del “rimpiazzo””, il lavoratore che da contratto sostituisce chi è in ferie, malattia o permesso, che “genera di fatto un ricorso programmato allo straordinario“. Questo mentre gli 8.100 addetti sono in cassa straordinaria per Covid. Di qui il “percorso di mobilitazioni attraverso lo sciopero nei reparti in cui sono state apportate modifiche all’organico e proclamando lo stato di agitazione in tutto lo stabilimento.
“Riteniamo inaccettabile l’atteggiamento della multinazionale che ormai da tempo ha come unico obiettivo il pareggio di bilancio che oltretutto è facilmente raggiungibile se si continua a tagliare sul personale, sulle manutenzioni ordinarie e straordinarie. Infatti, la fabbrica è al collasso e riscontriamo continue fermate di alcuni impianti per mancanza di interventi programmati e si va avanti con pronti interventi, a volte nemmeno risolutivi e immediati come accaduto in questi giorni in acciaieria. Il governo è avvisato!”, conclude la nota.
“Pensare di gestire lo stabilimento più grande di Europa, attraverso l’idea di ridurre le postazioni tecnologiche, il pronto intervento elettrico e meccanico, sopprimere la figura importantissima del ‘rimpiazzo’ – prevista contrattualmente – è una concezione assurda di fare impresa”, scrive in una nota il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindisi, Biagio Prisciano. “Per noi le manutenzioni rimangono fondamentali, in quanto propedeutiche alla realizzazione del Piano Ambientale, alla tenuta degli impianti e alla sicurezza dei lavoratori che vi operano all’interno. È inconcepibile e inaccettabile, la linea che ArcelorMittal applica in termini di organizzazione del lavoro: lavoratori posti in cassa integrazione, lavori ordinari affidati alle prestazioni suppletive in straordinario o in alcuni casi a terzi; per non parlare, poi, delle macchine ferme agli sporgenti del porto, per mancanza di pezzi di ricambio“.