sabato 5 settembre 2020

ArcelorMittal procede come un carroarmato nella Cig Covid - Una truffa legalizzata!?

Come abbiamo scritto nel volantino diffuso agli operai venerdì scorso, ArcelorMittal va avanti come un carroarmato, fregandose di denunce sindacali, facendo incontri solo di facciata. 

Ieri - come scrive Corriere di Taranto - La multinazionale ArcelorMittal Italia ha inviato alle organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm l’avviso di “Proroga della Cassa Integrazione Ordinaria causale “Emergenza COVID 19”.
La motivazione risiede ancora una volta nel “perdurare della riduzione dell’attività lavorativa riconducibile alla situazione di emergenza epidemiologica da virus COVID 19 in atto a livello nazionale, dichiarandosi “costretta, suo malgrado, ad incrementate di ulteriori nove settimane il ricorso alla CIGO con la causale “EMERGENZA COVID 19″ a far data dal 14/09/2020“.
La sospensione interesserà il personale specificato per categoria e relative unità, così suddivise: 5.623 operai, 1.522 impiegati, 871 equivalenti e 131 quadri.
“si propone l’incontro per procedere alla consultazione là data del 08/09/2020 alle ore 12:00” conclude la multinazionale". 

MA A QUESTO PUNTO CHE FA L'INPS, IL MINISTERO DEL LAVORO, L'ISPETTORATO DEL LAVORO DI FRONTE AD UNA TRUFFA COSI' EVIDENTE? Invece di non autorizzare la cassintegrazione covid accompagnano l'illegalità di AM?

Lo Slai cobas per il sindacato di classe, quando era stato convocato dall'Inps di Taranto, a seguito del nostro esposto contro l'uso truffaldino della cassa covid, aveva spiegato e rispiegato ai due funzionari perchè era illegittima la richiesta. Dopo non sappiamo cosa è successo, ma è evidente che ArcelorMittal finora non ha avuto alcuno stop dalle Istituzioni preposte al controllo. QUINDI E' UNA TRUFFA LEGALIZZATA! Che salvaguardia i profitti di Mittal, e attacca invece i salari dei lavoratori, che col 58% di indennità cig covid non possono vivere!


Lo Slai cobas la prossima settimana chiederà conto all'Inps di quanto sta accadendo e denunceremo alla Procura i funzionari conniventi con l'azienda, con nome e cognome.
Ma chiaramente occorrerebbe ben altro. Estendere gli scioperi a tutta la fabbrica.


Ripubblichiamo le parti più significative dell'esposto Slai cobas. 

"...l’utilizzo di ammortizzatori sociale previsti per Covid sia illegittimo e costituisca una truffa da parte dell’azienda ai danni dello Stato e una violazione delle norme a tutela dei diritti dei lavoratori.

1) La cassintegrazione era stata già programmata come ordinaria e attuata da ArcelorMittal dal 1 luglio 2019, indipendentemente, quindi, dall'emergenza pandemia, per crisi del mercato dell’acciaio. Pertanto gli operai interessati erano già in cassintegrazione ordinaria prima del lockdown.
2) ArcelorMittal ha continuato – da luglio 2019 a metà marzo 2020 - a prorogare la cassintegrazione ordinaria; con l'uscita del decreto “Cura Italia”, in data 25.3.20 ha comunicato che la cig, senza soluzione di continuità, passava da cassintegrazione ordinaria a cassintegrazione per Covid-19, proseguita poi fino a tutto il 2.8.20, e interessando tutti gli 8152 lavoratori in forza nello stabilimento di Taranto (allegato).
3) Mentre AM poneva in cig Covid, chiedeva ed otteneva in data 4 aprile 2020 la deroga per continuare a produrre, e poi a commercializzare, nel pieno periodo di lockdown. Unica fabbrica in Europa che, non facendo produzione essenziale, ha continuato a far lavorare ben 5000 lavoratori (3000 diretti e 2000 appalto)
Pertanto, da un lato ha continuato a produrre, ponendo a rischio i lavoratori (alcuni sono risultati positivi al COVID), dall'altro ha utilizzato la cig per Covid.
L'insistenza con cui ArcelorMittal ha chiesto nei Tavoli in Prefettura di Taranto di continuare la produzione - ponendo il solito “ricatto”: o produco e commercializzo o vado via - mostra, a parere della scrivente, che l'emergenza pandemia non ha costituito una situazione di crisi nuova e rilevante, né  una caduta degli ordini normali, tali che giustificasse la richiesta di Cig Covid.
La crisi di sovrapproduzione dell'acciaio a livello mondiale, la crisi di mercato vi sono da  molti anni; ArcelorMittal, invece, da cambio da cig ordinaria a cig covid ha inteso, arbitrariamente, addebitare unicamente all'emergenza pandemica, tali difficoltà.
Lo stesso rallentamento produttivo era già previsto, fin dall'accordo del 6 settembre 2018 – entrata di ArcelorMittal – e successivi accordi e Tavoli precedenti il lockdown e relativo alle ragioni di crisi di mercato e di organizzazione della produzione già indicati.
LA REALTA' E' CHE MENTRE ARCELORMITTAL, UNICA FABBRICA IN ITALIA E IN EUROPA, CONTINUAVA A PRODURRE E A FAR LAVORARE 5MILA (tra diretti e appalto), QUINDI MENTRE ERA AL RIPARO DAL LOCKDOWN CHE HA INVECE INTERESSATO TANTE REALTA' LAVORATIVE COSTRETTE A CHIUDERE, METTEVA IN CIG COVID UNA PLATEA A REGIME DI 8152 OPERAI DIRETTI.  
4) Per gli operai posti in cassintegrazione Covid, questo cambio di motivazione (da ordinaria a Covid) ha comportato un pesante taglio dell’indennità di cig, arrivando a percepire solo il 58%, con pesanti e in alcuni casi anche drammatiche conseguenze sulle condizioni di vita proprie e dei familiari.

L'uso della cig Covid risulta pertanto, a parere della scrivente, fatto al solo scopo di risparmiare, di evitare le procedure normative previste per la cig ordinaria, come di evitare eventuali verifiche da parte dell’Inps previste nelle richieste di cassa ordinaria. Ma, soprattutto, ha avuto lo scopo di allungare il periodo complessivo di cassintegrazione, beneficiando della cassa Covid per tutto il periodo possibile, e subito dopo riagganciare una nuova cassa integrazione ordinaria già programmata...
In questo modo il periodo complessivo di cassintegrazione si allunga per i lavoratori e viene perpetrata una truffa ai danni dello Stato.
ArcelorMittal anche senza l'emergenza coronavirus avrebbe comunque posto in cig lo stesso numero degli operai, ma ha sfruttato a suo vantaggio le norme a tutela di lavoratori di aziende realmente bloccate per il lockdown, utilizzando arbitrariamente fondi pubblici e sottraendo, quindi, dalle casse dello Stato fondi per la cig Covid, che comunque erano limitati, e interessavano altri lavoratori sospesi dal lavoro.

Per tutti i motivi su esposti la scrivente chiede alla Procura, alla Direzione dell'INPS, Alla Direzione 

ISPETTORATO DEL LAVORO, per quanto di competenza:
  • di accertare l'esistenza di fattispecie penalmente rilevanti;
  • di non autorizzare la cig Covd-19, per tutti i periodi richiesti da ArcelorMittal Italia.
  • di disporre che ArcelorMittal restituisca agli operai posti in cig Covid la differenza tra l’indennità e la retribuzione normale.

SLAI COBAS per il sindacato di classe Taranto
Coordinatrice Calderazzi Margherita

venerdì 4 settembre 2020

Verso l'assemblea nazionale dei lavoratori classisti e combattivi - 27 settembre a Bologna

Lo Slai cobas di Taranto partecipa - Dalla prossima settimana organizzerà incontri in sede e sui posti di lavoro sui contenuti dell'assemblea, la piattaforma, e l'organizzazione per la partecipazione di una rappresentanza dei lavoratori

Elezioni regionali - che fare e che faremo

Costruire la posizione, l'azione, l'organizzazione autonoma degli operai e lavoratori rispetto alle elezioni regionali - Costruire il fronte unito per l'alternativa sociale e politica proletaria e popolare


Noi consideriamo Fitto, legato a Salvini e Meloni dopo essere stato il 'delfino' decaduto di Berlusconi, un miserabile politico trasformista al servizio permanente dei padroni e parassiti della nostra Regione e consideriamo una lurida accozzaglia di interessi oscuri, cacciatori di poltrone, fascisti, razzisti, corrotti, legati anch'essi a padroni e padroncini, quelli delle liste che lo sostengono. E' un’”alternativa” ad Emiliano peggiore del male.
Fitto, i lavoratori in lotta lo conoscono bene quando era presidente della Regione nel 2000, e la sua faccia schiaffeggiata ha ben conosciuto allora la rabbia dei lavoratori forestali...

I lavoratori nello stesso tempo non hanno molto da sperare dalla riconferma di Emiliano se non una continuità di quello che è già avvenuto in questi anni. E i lavoratori possono giudicare sulla base delle loro condizioni di lavoro, salario, diritti, salute, servizi sociali se Emiliano e la sua Giunta hanno effettivamente risposto o no a queste esigenze.

Operai e lavoratori non devono farsi ingannare, nè diventare galoppini, sudditi di coloro che li opprimono e li sfruttano elettoralmente da sempre. I lavoratori anche in queste elezioni devono far sentire in tutte le forme le loro esigenze e bisogni, comprendendo che esse sono ottenibili solo con la lotta; e lavorare a dare corpo, forza alla ricostruzione di un’opposizione politica e sociale proletaria e popolare, a cui lo Slai cobas e tutte le realtà ad esso legate danno sempre il loro contributo di proposta e organizzazione. Serve sul territorio un fronte e un Patto d’azione tra tutti coloro che vogliono lottare e cambiare lo stato di cose esistente.


A ciò non è affatto sufficiente l’astensionismo. 
Occorre lavorare seriamente - anche in queste elezioni con il confronto e la discussione per un’alternativa politica e sociale, proletaria e popolare basata sui fatti e le lotte e non sulle parole in tempo di elezioni.

Invitiamo a leggere e a scrivere la propria opinione sul blog 
tarantocontro.blogspot.com

Nei prossimi 2 martedì e giovedi - la sede dello Slai cobas Taranto - via Livio Andronico 47, dalle 17.30 alle 19.30 è aperta per incontrare e discutere con tutti coloro che sono interessati.
Scrivere a slaicobasta@gmail.com - tel a 3471102638

4 settembre 2020

ArcelorMittal - volantinaggio Slai cobas questa mattina - nuova iniziativa giovedi 10 settembre - info slaicobasta@gmail.com 3475301704

La crisi dell'appalto ex-ILVA si allarga - ma operai e padroni non sono nella stessa barca...

A rischio 122 posti di lavoro alla Quadrato

Da Corriere di Taranto - - stralci 
La società del presidente di Confindustria Taranto Antonio Marinaro, la Quadrato Divisione Industria Srl (il cui capitale sociale è pari a 100.000 euro ed è attualmente composta dal soci United Vask Managmrent sel titolare del 98% del capitale sociale e lo stesso Antonio Marinaro, l’attuale amministratore, titolare del 2% del capitale sociale), presenta alla sezione fallimentare del tribunale di Taranto una richiesta di concordato con riserva ex art. 161 (per grave crisi di liquidità temporanea),

Antefatto.

negli ultimi tempi la figura del presidente Marinaro è apparsa sempre più in secondo piano rispetto alla vertenza dell’ex Ilva, in particolar modo per quel che concerne il conflitto in essere tra le ditte dell’indotto associate a Confindustria Taranto (ben 76) e la multinazionale ArcelorMittal, in merito al ritardo dei

Scioperi confermati il 4 e il 7 a Pla2-Laf - un primo timido segnale che domanda la mobilitazione generale di tutti gli operai

Abbiamo partecipato per tre giorni ad incontri farsa in cui l’azienda non ha fatto nessun cenno a fermate di impianti e si è ostinata a perseguire la propria posizione sul ridimensionamento del personale. Nel tardo pomeriggio, alla vigilia dello sciopero di Fim, Fiom e Uilm previsto per domani, l’azienda ha comunicato la fermata del Treno Lamiere per la fine della prossima settimana”. E’ quanto rendono noto Fim, Fiom e Uilm di Taranto.
“È evidente che ArcelorMittal prova a creare uno stato di confusione tra i lavoratori e a indebolire lo sciopero dei sindacati confederali e il governo, quest’ultimo complice del clima di incertezza che vivono i lavoratori e la città, non fa nulla per impedire una situazione che rischia seriamente di diventare esplosiva – avvertono i sindacati -. Non bisogna cedere alle provocazioni della multinazionale e domani saremo in sciopero per impedire una riorganizzazione del reparto in questione”.

Si è concluso oggi l’iter previsto dalla procedura di raffreddamento in occasione dello sciopero indetto da Fim, Fiom e Uilm in merito alle razionalizzazioni intervenute in occasione della ripartenza del Pla/2 e Laf.
“La multinazionale, anche nell’incontro odierno, ha mostrato il suo vero volto, quello di un’azienda predatrice e incapace di avere relazioni industriali continuando a non affrontare nel merito le questioni poste dalle Organizzazioni  sindacali. Arcelor Mittal continua, pertanto, ad essere un interlocutore poco credibile che intende gestire questa fase di incertezza con una razionalizzazione del personale, tagli sulle manutenzioni, ai dispositivi di protezione individuale come nel caso delle assenza di tute da lavoro in stabilimento, dumping contrattuale e l’annoso problema legato all’incertezza per i lavoratori dell’appalto“. E’ quanto affermano in una nota il Coordinatore Fiom Cgil Francesco Brigati e le Rsu Fiom Cgil Ignazio De Giorgio e Giuseppe D’Ambrosio.

“L’incontro odierno è stata l’ennesima dimostrazione del fatto che non esistono relazioni industriali e, pertanto, come Fiom Cgil, unitamente a Fim e Uilm, proseguiremo nelle mobilitazioni a partire dai due scioperi previsti per venerdì e lunedì prossimi. ArcelorMittal non ha nessuna intenzione di investire su Taranto e lo stato di abbandono della fabbrica, l’utilizzo massiccio della Cassa integrazione e i mancati investimenti sulla manutenzione ordinaria e straordinaria sono un chiaro segnale – proseguono dalla Fiom Cgil -. Bisogna costruire un fronte comune in città che parli di ambiente, salute e lavoro che si intrecci con le esigenze di un territorio stanco di attendere un tele cambiamento. Accogliamo positivamente la solidarietà mostrata ai lavoratori del primo cittadino di Taranto che va nella direzione di mettere insieme le diversità per uscire da una vertenza che dura ormai da troppi anni. Il tempo è scaduto da tempo e il governo la smetta di rincorrere la multinazionale. Bisogna fare presto”, concludono dalla Fiom Cgil di Taranto.

Locandina per assemblea telematica donne/lavoratrici - far girare e diffondere nei posti di lavoro e quartieri

 A Taranto il 17 alle 16 organizzeremo nella sede di via Livio Andronico, 47 il collegamento - invitiamo le lavoratrici, compagne di Taranto a venire nella sede (o a seguirla da casa). 
Se si pensa di intervenire, sarebbe utile comunicarcelo prima, 
per organizzare gli interventi 
scrivere a mfpr.naz@gmail.com o tel a 3475301704