venerdì 21 dicembre 2012

Il Consiglio comunale degusta pasticcini


All'ultimo consiglio comunale, dove manca ormai quasi sistematicamente Stefano che fa il Sindaco in tutrt'altra sede, si doveva discutere anche dell'Ilva, ancor più dopo una giornata come quella del 15 che ha visto oltre 10 mila cittadini (ma molti di più sono coloro che hanno condiviso il messaggio della manifestazione) scendere in piazza. 
C'era perfino un documento che impegnava il Sindaco ad occuparsi dell'Ilva e di un diverso futuro di Taranto, firmato da consiglieri che dovrebbero essere della maggioranza di Stefano, e invece uno dei suoi uomini ha chiesto il rinvio della discussione. Alcuni consiglieri hanno fortemente contestato, tra cui Dante Capriuolo, e a quel punto, sempre questo inneffabile uomo di Stefano, Guttagliere, corregge provvisoriamente l'iter consigliare e chiede una sospensione dei lavori per 5 minuti. 
Tutti pensano che senta il Sindaco per chiedergli di venire e, invece la pausa serve a... degustare panettoni e pasticcini, per festeggiare il neo assessore Scasciamacchia...; dopo di che gli uomini di Stefano non si presentano più in consiglio decretando lo scioglimento della seduta per mancanza del numero legale. 
Fino a quando deve durare questo teatrino e commedia oscena degli inganni?


Siamo d'accordo con il giorn. Leone Taranto Oggi


che denuncia la strana iniziativa della Fondazione 'Casa sollievo della sofferenza' Opera di San Pio da Pietralcina di San Giovanni Rotondo che ha deciso di consegnare alla Caritas di Taranto 300 pacchi di generi alimentari, perchè siano distribuiti agli operai dell'Ilva. Saranno date anche, sempre ai cosiddetti "operai Ilva più bisognosi", 300 bottiglie di olio extravergine di oliva prodotto nella Masseria Calderoso.
Un'operazione sconcertante e demagogica che descriverebbe gli operai dell'Ilva come indigenti, senza lavoro, cosa che non corrisponde alla realtà. 
Gli operai dell'Ilva hanno un solo problema in questa città, il loro padrone che li vuole ricattare, mettendo in discussione il posto di lavoro, il salario, oltre che la salute, cosa ormai notoria. 
Ferrante ha posticipato il pagamento delle 13° e fa circolare la voce che potrebbero esserci problemi sullo stipendio di gennaio, ha aumentato gli operai cassintegrati, ed è quindi l'unico che peggiora la condizione salariale e di vita degli operai. 
Mentre a Taranto ci sono tanti, tanti disoccupati, chi ha perso il lavoro, poveri, che effettivamente passeranno un natale senza un centesimo, e a cui purtroppo anche questi pacchi vivereìi e olio extravergine non arriveranno. 
Ma siccome di solito queste cose non avvengono senza segnalazioni, pensiamo francamente che sia qualche prete e gestore della Caritas locale che voglia dare un sergnale per alimentare la contrapposizione tra operai e città che lotta contro l'inquinamento.

E questo lo diciamo perchè dello stesso segno ci sembrano i discorsi del cappellano del siderurgico, Padre Nicola Preziuso, che celebrando la messa ha detto un'altra serie di "stronzate" di questo genere. 
L'intera omelia è tutta una stronzata a dir la verità - ne parla la Gazzetta del Mezzogiorno - ma alcune frasi sono emblematiche: "il natale degli operai Ilva come quello di Betlemme... è in sintonia con le situazioni di difficoltà e di precarietà che caratterizzò la nascita di nostro signore Gesù Cristo nella grotta di Betlemme, in condizione di estrema povertà e di tanta ansia e preoccupazione...". Ma, Vaffanculo!
Questi preti sono ancora sul 'Libro paga' di Archinà? Mons. Santoro ha detto che avrebbero smesso...
Ma c'è anche dell'altro grottesco: Ferrante in fabbrica, anche durante la messa ha avuto il coraggio di unire le parole rivolte ai due giovani operai assassinati in fabbrica al ricordo di chi in questi mesi è "privo della libertà personale". 
All'ombra del decreto Ilva queste dichiarazioni danno una chiara  idea di una controffensiva che i padroni e i loro servi, Chiesa, Istituzioni, mass media stanno portando avanti, in fabbrica innanzitutto e contro i cittadini che sono scesi in piazza il 15 dicembre.

Cercasi anti Michele Riondino


MicheleRiondino ha fatto strage in questi mesi, salendo sull'Apecar, impegnandosi a livello nazionale con molte esposizioni e chiamando il popolo e i lavoratori alla rivolta stracciando i certificati elettorali e le tessere sindacali. 
Sulla proposta di stracciare certificati e tessere noi siamo del tutto d'accordo (pensiamo, per le tessere, si riferisca a quelle dei sindacati confederali -  Riondino ha fatto un film in acciaieria a Piombino e si sarà reso conto che comunque il sindacato, di classe in mano agli operai, in fabbrica ci vuole), e ci auguriamo che tutti coloro che lo hanno applaudito ne seguano l'indicazione. 
Ma a Taranto c'è un fronte reazionario mascherato che sta cercando di promuovere, dopo tanti sforzi di autopromozione, uno scuro personaggio in carriera, che quando era a Taranto era un fascistello del Fronte della gioventù, Angelo Mellone, poi è andato a Roma e, sempre in quota fascisti di Alleanza Nazionale, è stato piazzato come mezzo busto televisivo per alcuni mesi a "Uno Mattina", e ora è addirittura dirigente Rai e si fa passare per giornalista e scrittore. Nei mesi passati si era lamentato che la Giunta Stefano non lo tenesse in alcuna considerazione. Ora cavalca l'onda. Ha sfornato un libro e si prepara a sfornare un altro che vuole presentare anche come performance. 
Mellone è schierato con l'Ilva, attacca Riondino a difesa delle elezioni -  "A chi straccia le tessere elettorali vorrei chiedere cos'ha da rispondere a quel bambino, figlio di un operaio dell'Ilva, a cui giorni fa un compagno di classe ha detto: "tu sei il figlio di un assassino"". 
Se la si smettesse di usare i bambini per sostenere le proprie tesi in questa città ne guadagneremmo tutti. Comunque, anche Mellone auspica una forza politica e civica, in grado di avere un'autorevolezza suffiuciente sul territorio. Ce lo ritroveremo candidato nel centro-destra?

Bonelli cerca casa



Il verde Bonelli la "lista verde" l'ha già provata. ma, a quanto pare, nonostante l'autopropaganda che si è fatto a Taranto e la presenza in consiglio comunale, non c'è aria di quorum, e, quindi, ora guarda a De Magistris e agli "Arancioni". 
Ma è proprio sicuro che così prende il quorum?
Intanto pensa di includere in questa sua "sottolista" alcuni esponenti di Peacelink locali. 
Saranno d'accordo i manifestanti del 15 dicembre?

Grillo arriva a Taranto...

per avviare una seconda operazione "Sicilia" e fare incetta di voti nelle vicine elezioni. E pensiamo senz'altro che molti che hanno manifestato il 15 dicembre siano pronti al suo messaggio. Le soluzioni di Grillo per Taranto sono a metà strada tra 'sparate' e inglobamento di argomenti che altri sostengono in città. Tra le 'sparate' c'è quella di mettere un dazio per la Cina: "L'acciaio di Riva non si vende più perchè c'è solo acciaio cinese"; le "soluzioni" sono: risanare gli impianti utilizzando il più possibile manodopera impiegata negli impianti stipendiata da Riva; riprendere la produzione di acciaio dopo la bonifica; far sostenere a Riva ogni spesa medica per le persone ammalate e risarcire le famiglie dei morti a causa dell'inquinamento, e nel caso Riva si rifiuti di contribuire gli devono essere espropriati i capitali necessari, l'eventuale differenza per coprire i costi sarà sostenuta dallo Stato, l'Ilva deve essere quindi messa all'asta e, in mancanza di offerte private accettabili, nazionalizzata. Argomenti, quindi, tutti già presenti e in alcuni casi perfino condivisibili.
Naturalmente, però, tutto questo si dovrebbe ottenere con internet e voti.
Auguri!!






dopo le morti azienda e sindacati confederali vogliono che tutto continui come prima.. ma al mof e i gruisti al porto non ci stanno

Altre due emergenze legate alla sicurezza dei lavoratori all’interno dello stabilimento Ilva sono quella dei macchinisti del Mof e quella dei gruisti al porto. Le aree sono state teatro di due incidenti mortali nell’arco di un mese. La situazione dei gruisti è complicata e genera un effetto domino: procede molto a rilento lo scarico del minerale perché si utilizzano solo le gru radiocomandate, i lavoratori chiedono garanzie di sicurezza, gli altoforni lavorano a singhiozzo per mancanza di materie prime. L’Ilva ha trasferito ai reparti marittimi cinque capiturno dell’altoforno 1 e di questa vicenda parleranno di nuovo dirigenza aziendale e sindacati oggi pomeriggio.

Ieri assemblea al Mof, reparto di movimentazione ferroviaria. I lavoratori insistono a voler operare in due nelle fasi di aggancio delle macchine per motivi di sicurezza. Fiom, Fim e Uilm ritengono che non si possa tornare indietro rispetto all’accordo che riduceva a uno il numero degli operai impegnati. L’Usb ha chiesto di superare l’intesa. Le altre sigle sindacali pensano a un documento nel quale siano inclusi lavori di miglioramento della sicurezza nel reparto. Le posizioni divergono, ma ora almeno si parla dopo mesi di gelo.

natale senza tredicesima e con più cassaintegrazione per gli operai... rabbia e preoccupazione



 
di FULVIO COLUCCI
TARANTO - Salta la tredicesima degli operai. Anzi, no: l’Ilva pagherà il 24 dicembre e non oggi, scadenza tradizionale. C’è chi non si fida, ritenendo l’emergenza figlia del solito «ricatto occupazionale» e di un impennarsi della tensione, dopo l’attacco mosso dal presidente Ferrante alla magistratura. Si teme il peggio: un rinvio dei pagamenti solo per tener buona la piazza. L’emergenza liquidità, dopo il sequestro dei prodotti finiti, avrebbe avuto conseguenze ora tangibili. Ma come mai, s’interrogano i sindacati, denunciare le difficoltà a reperire denaro liquido e poi dopo quattro giorni dire che tutto va bene?

Solo una cosa non sfugge: l’amaro Natale per gli operai dello stabilimento siderurgico, nemmeno addolcito dal panettone donato alla vigilia delle feste. L’azienda ha rinunciato anche a quello. L’elenco dei guai è lungo... Ieri il Gruppo Riva ha comunicato alle segreterie di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm anche l’aumento dei numeri della cassa integrazione: dai 2mila previsti inizialmente, ora sono 2mila 400 i lavoratori spalmati su tre procedure aperte per crisi, calamità naturale e cassa in deroga nell’area a freddo.

Tornando alllo slittamento della tredicesima, va detto che per i lavoratori con un conto corrente postale, ragioni burocratiche dilateranno il ritardo nel pagamento: dal 20 al 27 dicembre. La reazione degli operai è stata di sconforto. Disattendere mutui e prestiti avrebbe conseguenze altrettanto drammatiche.