lunedì 23 dicembre 2019

La questione ArcelorMittal è di importanza nazionale e va affrontata come questione decisiva per tutta la classe operaia e da un punto di vista di classe

comunicato
diffuso anche all'assemblea di Torino del 6 dicembre.

Noi ci muoviamo da sempre per fare dell'Ilva – oggi ArcelorMittal - una questione nazionale, ci eravamo già mossi negli anni passati. Allora la questione centrale non era ancora il disastro ambientale, ma le morti sul lavoro. Perchè nessuno può dimenticare che l'Ilva prima che diventasse “famosa” per il disastro ambientale, era la fabbrica con il maggior numero di operai morti sul lavoro. Ed era un periodo in cui le morti sul lavoro riguardavano anche altre grandi realtà operaie del nostro paese, in primis la ThyssenKrupp. Per questo a suo tempo mettemmo su la Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro, facemmo una serie di iniziative abbastanza partecipate, facemmo una grossa manifestazione a Torino e poi una grossa manifestazione a Taranto.
Che dire poi del processo ‘ambiente svenduto’ che stiamo vivendo a Taranto, un processo infinito, con interrogatori che sono durati anche 15 udienze. In questo processo siamo organizzati con oltre 100 operai ilva appalto- lavoratori del cimitero e cittadini dei quartieri tamburi paolo sesto
Siamo i soli che lo seguono nonostante le parti civili siano tanti e ci avvaliamo dei 3 compagni

domenica 22 dicembre 2019

Raccolta differenziata dal 3 febbraio a Tamburi, Paolo VI e Lido azzurro - Con quali lavoratori?

Da quello che si legge e soprattutto da quello che non si dice, questa raccolta, con le operazioni di distribuzione, comunicazione agli abitanti, che è in procinto di avviarsi, dovrebbero farla gli stessi lavoratori dell'Amiu. Noi da tempo abbiamo detto che perchè venga fatta bene tutta la raccolta deve essere fatta da nuovo personale formato - per non ridurre il personale addetto alla raccolta normale.
E tra questi, in attesa della riapertura dell'impianto per la selezione differenziata (Pasquinelli), i lavoratori ex operanti sulla selezione possono essere impiegati per le fasi preliminari, data la loro esperienza positiva in passato nei quartieri Lama, S. Vito.
Nello stesso tempo non è chiaro perchè se la raccolta deve iniziare il 3 febbraio, per la riapertura dell'impianto di selezione non si parla ancora di date, anzi i 21 lavoratori ex Pasquinelli che devono tornare ad operare, questa volta pare direttamente come dipendenti Amiu, hanno invece avuto una proroga del loro temporaneo rapporto lavorativo con L'Arca addirittura fino alla primavera.

SU TUTTO QUESTO VOGLIAMO CHIAREZZA! 
E chiediamo al vicesindaco Castronovi di non sprecare energie lavorative importanti.

Dal 9 gennaio con l'assemblea nella sede Slai cobas alle ore 18 i lavoratori avvieranno su questo varie iniziative.

APPUNTI SUL MOVIMENTO DELLE "SARDINE" - Un commento critico per il dibattito

Le "sardine" sono un movimento di un'area vasta e composita della piccola borghesia, con base essenzialmente universitaria, che ha richiamato in piazza, come Roma ha mostrato, anche molte persone di sinistra di media età e anche anzianE.
Le “sardine” sono sorte a Bologna per contrapporsi alla presenza di Salvini, noi abbiamo pensato: bene! Salvini, la Lega non trova più il terreno sgombero... dalla polizia; e questa volta a protestare non ci sono solo i movimenti di lotta, i centri sociali più combattivi, ma la gente, i giovani comuni che con la loro grossa presenza rompono il clima, l’humus di destra alimentato da mass media e polizia secondo cui le proteste anti Salvini dei movimenti erano quasi scontate mentre la popolazione nella sua maggioranza o era con la politica della mano dura (soprattutto contro i migranti) o se ne stava in silenzio, salvo poi dare i voti alla Lega; questa volta invece i mass media a Bologna sono stati costretti a mostrare l’altra faccia della realtà: che anche la gente comune non vuole Salvini. Tutto questo potrebbe influire a mettere uno stop, anche a livello delle elezioni in Emilia Romagna, alle vittorie elettorali della Lega che Salvini usa (e userebbe soprattutto con una vittoria in questa regione) per tornare con forza a pretendere “elezioni subito” - 'pieni poteri' ecc.
La mobilitazione delle "sardine", quindi, è stata  controcorrente rispetto al luogo comune di una maggioranza della gente “razzista”. Meglio un clima  giovanile e popolare antirazzista, antifascista, di sinistra generica, che il contrario. Che la piccola e media borghesia si schieri sull’antifascismo, antirazzismo, sul no al sovranismo e al populismo, sulla denuncia dell’attacco alla Costituzione, alla democrazia (sia pur borghese) del fascista Salvini, è una contraddizione nella piccola e media borghesia, e ogni contraddizione è sicuramente meglio di una uniformità reazionaria.
Ma la questione resta se questo movimento può diventare favorevole o contrapporsi all'azione dei movimenti antagonisti e alle lotte proletarie.

Il movimento di sardine rapidamente è cominciato ad essere una nuova “modalità di mobilitazione”, che piazza dopo piazza, fino a quella di Roma del 14 dicembre si è esteso in tutto il paese, anche se in diverse piazze e in diverse occasioni ha annacquato gli aspetti di contrapposizione a Salvini facendo prevalere gli aspetti di “proposta” a tutti i partiti e l'intenzione di: “arrivare a superare nelle piazze il

E' una una balla che i 1600 lavoratori in cigs avanzino questa richiesta - che è invece una richiesta fatta da USB e altri

Significherebbe una sorta di autolicenziamento - vanificherebbe tutti i ricorsi legali per il rientro facendo un grande favore a ArcelorMittal e infine sarebbe un appoggio esplicito agli inquacchi e accordi truffa che si vanno realizzando tra governo e Mittal in questi giorni.

Da un giornale di Genova

Ex Ilva, in 1600 a Taranto contro l'area a caldo: "Serve Accordo di programma come Genova"

TARANTO - "Crediamo fermamente che sia arrivato il momento di rompere il ricatto occupazionale, garantendo salario e lavoro, unitamente alla salvaguardia della salute dei cittadini. Quegli impianti vetusti, obsoleti ed impattanti dell'area a caldo sono il vero cancro di questo territorio e vanno smantellati". Lo scrive in una nota un gruppo dei 1600 lavoratori dello stabilimento siderurgico di Taranto rimasti in capo all'Ilva in amministrazione straordinaria (As) in regime di cassa integrazione straordinaria.
"Pretendiamo il blocco immediato della produzione e il tempestivo avvio di un vero programma di bonifica e tutela dei lavoratori, così come avvenuto con l'accordo di programma di Genova", aggiungono i lavoratori che richiedono "un incontro urgente a tutte le sigle sindacali del settore metalmeccanico e a un rappresentante del Governo". Gli operai fanno presente che "è in elaborazione un nuovo piano industriale che prospetta esuberi" e "a differenza del 6 settembre 2018, quando l'accordo fu calato dall'alto", questa volta "vogliamo presentare un documento" che "veda come punto cardine la salute del lavoratore, del cittadino, la salvaguardia dell'intero territorio e la tutela dell'occupazione".
"Chiediamo che venga riconosciuta a tutti i dipendenti e cassintegrati continuità lavorativa attraverso la bonifica e la riconversione anche al di fuori di quella fabbrica di morte, e ogni altro tipo di risarcimento e benefici per l'esposizione ad agenti cancerogeni ed amianto ai quali siamo stati assoggettati nelle nostre attivita' lavorative per decenni", concludono i 1600 lavoratori ex Ilva di Taranto".   

No all'accordo truffa governo/Mittal - a gennaio settimana di mobilitazione

sabato 21 dicembre 2019

Oggi anche a Taranto il flash mob contro la violenza di genere e i troppi femminicidi

Flash mob anche a Taranto contro la violenza di genere.
Stasera in piazza Immacolata, sull’onda partita del Cile ..
Flashmob “Un violador en tu camino”
#NiUnaMenos #LasTesis

https://www.facebook.com/1101605396633110/videos/429222581316708/

NO al decreto taglia posti di lavoro e ore ai lavoratori delle pulizie scuole statali! A gennaio scendere in lotta!

Il 19 dicembre il decreto legge, per cui dal primo marzo 11.263 dei lavoratori degli appalti pulizie scuole statali dislocati in tutte le province italiane passeranno alle dipendenze dello Stato con la qualifica di ATA, é passato con il voto di fiducia. Ma l'unica fiducia é quella che è stata tradita dagli ingannapopolo dei 5stelle che pur di far passare il loro "decreto ammazzaprecari" hanno ignorato deliberatamente le criticità che i sindacati avevano posto già da tempo sul decreto.
Gli 11.263 posti accantonati non bastano per tutti i lavoratori e lavoratrici che sono in realtà 16.000.
Questo porterà come primo effetto ad esuberi anche dell'80%, soprattutto nelle province del sud che sono doppiamente penalizzate essendo concentrati qui la maggioranza delle lavoratrici e lavoratori.
A questo si sggiunge una riduzioni di ore e di salario, portando l'orario da 24, e alcuni da 36 ore settimanali, a 18 ore settimanali! Tanto al governo dei poveracci che dovranno campare con 500 euro al mese non gliene frega niente, l'importante sarebbe, dicono, che i lavoratori saranno internalizzati e devranno godere di questa opportunità... Poi se 5000 lavoratori rimarranno fuori o a pochissime ore è di secondaria importanza.
Il decreto pone requisiti capestro e assurdi per dividere i lavoratori in serie A (si fa per dire...) e serie B. Coloro che non hanno 10 anni di anzianità, che sono privi del titolo di studio o che hanno carichi pendenti, restano fuori!
Basta vedere quello che succederebbe a Taranto, dove non ci fanno mancare niente in fatto di miseria, disoccupazione, precarietà, tra esuberi operai ex Ilva, lavoratrici degli appalti comunali che devono barcamenarsi  per campare con pochissime ore e pochissimo salario. Le centinaia di lavoratrici e lavoratori delle pulizie delle scuole statali che avevano sperato in un miglioramento si ritroveranno invece una parte buttati in mezzo alla strada, essendo i posti per la provincia e la città di Taranto solo 420 e perchè molti non rientrano nei requisiti capestro, o a 18 ore settimanali a fronte di lavoratori che con le ditte ne facevamo anche il doppio.
La maggioranza di questi lavoratori siamo donne, e spesso da sole con figli da mantenere perchè disoccupati. Questo vorrà dire doppio attacco.

Per il governo i lavoratori, quelli già più poveri, possono essere presi in giro, cosi stanno buoni e non si ribellano, perchè, come è stato scritto pochi giorni fa sul quotidiano la Stampa a proposito dei giusti scioperi  in Francia, il popolo quando si ribella "fa uscire la sua natura bestiale". Noi proletari siamo brutti sporchi e cattivi e dobbiamo chinare la testa e ringraziare se ci fanno lavorare se ci sfruttano e ci pagano una miseria!

La Confidustria preoccupata per gli interessi delle ditte che paventano una perdite pari a 80 milioni di euro di Naspi da pagare per i lavoratori licenziati ha fatta la voce grossa, e ditte multinazionali, come la Dussmann ha chiamato i lavoratori ad andare a Roma con lei per protestare contro il governo (arrivando a pagare non solo il viaggio ma anche la giornata a chi andava). Ma questi padroni si muovono solo per il loro tornaconto e voglono strumentalizzare i lavoratori, che da anni da loro stessi sono sfruttati.

Lo Slai Cobas sc invita tutti i lavoratori a partecipare a un assemblea che si terrà il 9 gennaio per organizzarci e far sentire forte la nostra rabbia.
Prendere esempio dalla grande lotta che é stato fatta nel 2007 quando il governo tagliando i fondi aveva ridotto l'orario giornaliero a sole 2 ore, ma i lavoratori si ribellarono in massa bloccando la città per una settimana e ottenendo la cigs in deroga che copriva al 100% le ore in meno.
Adesso scendere da subito in lotta per cambiare il decreto ammazza precari é di nuovo indispensabile!

Fiorella Masci
lavoratrice pulizia
RSA Slai cobas sc