martedì 1 febbraio 2022

L'intervento dell'operaio Ilva AS - Slai cobas sc - alla manifestazione degli studenti a Taranto per la morte di Lorenzo

 

Questa registrazione dell'intervento è stata fatta dopo, non avendola potuta fare durante la manifestazione per problemi tecnici

"Quando ho letto della notizia della morte di Lorenzo Parelli non ho potuto fare a meno di pensare a quando, una decina di anni fa e per tre anni consecutivi, nel reparto nel quale lavoravo ho avuto modo di affiancare degli studenti provenienti da istituti professionali impiegati in stage presso di noi. Ero alle Officine Generali dell’Ilva e ci si occupava della manutenzione di vari organi provenienti da tutto lo stabilimento quando ebbi il piacere di condividere la mia esperienza con questi ragazzi che ricordo con enorme affetto, ma ricordo anche come questi venivano visti con fastidio da parte dei miei superiori, loro erano lì solo per via di accordi pregressi tra scuole ed azienda da rispettare, affiancare questi giovani significava rallentare la produzione che sappiamo bene voler dire perdita di profitti, eppure loro avevano palesemente desiderio di imparare. Cosa accaduto al giovane Lorenzo è perfettamente in linea con ciò che vedevo in quegli studenti, nel momento in cui si è utili alla produzione si deve lavorare, quando non lo si è più allora si è un fastidio.

La sua morte non può assolutamente scindere da questo sistema capitalista che rende il lavoro degli esseri umani merce tanto quanto ciò che il lavoro stesso produce, ciò vuol dire che tutto ciò che facciamo, il nostro sudore, la nostra salute, i nostri rapporti con altri esseri umani sono ad eterno servizio della produzione. Il capitalismo impone di produrre figli, figli che per esso sono disponibili a costo zero ma che devono essere cresciuti ed educati a spese e fatiche della rispettive famiglie, uomini e donne che una volta cresciuti verranno strappati alle madri ed ai padri per essere immessi nel grande ciclo della produzione. Governi di destra e, per usare una definizione dei partiti di centrosinistra che mi ha molto colpito sentita pronunciare esattamente un mese fa dalla segretaria di Democrazia Atea e che quest'oggi voglio fare mia, di destra moderata si alternano preoccupandosi di incentivare continuamente le nascite, elargendo bonus economici, ipocritamente preoccupati della diminuzione demografica, ma la loro preoccupazione è quella di una futura perdita sia di nuova forza lavoro da immettere nella produzione che di una inferiore crescita economica dovuta ad un restringimento dei mercati. Dunque questo noi siamo: produci, consuma, crepa.

Confindustria è la vera responsabile di questo incidente mortale, la morte di uno studente in alternanza scuola-lavoro sarebbe potuta capitare a chiunque ed era una cosa facilmente prevedibile, avviene una strage ogni anno nei posti di lavoro, muoiono lavoratori anche con decine di anni di esperienza, non era affatto impensabile che potesse accadere a chi esperienza non ne aveva per nulla, ma avere disponibilità di manodopera gratis fa troppa gola a chi ha interesse a massimizzare i profitti con l'ignobile scusa di dover inserire i giovani nel mondo del lavoro, come se già non ci fossero migliaia e migliaia di disoccupati (ma quelli andrebbero assunti e pagati), ed ecco che accade quello che nessuno vorrebbe mai accadesse.

Lorenzo è solo l'ennesima vittima sacrificale sull'altare del capitalismo, e noi qui a Taranto ne sappiamo qualcosa a riguardo. Sin da quando sono stato assunto all'Ilva ho dovuto fare i conti con questo, cominciando il 12 giugno del 2003, a distanza di nove giorni dal mio primo giorno di lavoro all'interno dello stabilimento ci fu un incidente mortale che più di qualcuno ricorderà, al parco minerali venne giù una gru che uccise due operai, da lì in poi fu un susseguirsi di incidenti mortali, non si chiudeva anno senza che almeno una famiglia non piangesse un padre, un figlio od un fratello morto per arricchire vergognosamente chi già ricco lo era e continua ad esserlo, tenendo al guinzaglio i lavoratori, coloro i quali sono la componente attiva nella produzione della ricchezza. In questa occasione voglio ricordare i nomi di altri due operai morti a distanza di appena un mese l’uno dall’altro per il profitto padronale: questi sono Claudio Marsella, schiacciato da un carro ferroviario mentre effettuava da solo una manovra che sarebbe dovuta essere svolta da almeno due persone, e Francesco Zaccaria precipitato in mare dopo che la cabina della gru che manovrava si è staccata a causa di una modifica fatta al risparmio ai finecorsa della stessa. Mi perdoneranno tutti gli altri che non nomino, ma sono talmente tanti che è davvero difficile per me ricordarli tutti.

Non solo morti ci sono stati nel corso degli anni, ma anche molti infortuni più o meno gravi, la maggior parte dei quali riconducibili alla stessa origine, la mancanza di manutenzione. Per il padrone, che sia pubblico o privato, il contenimento dei costi è fondamentale, dunque non illudiamoci credendo alla favoletta dello Stato che sequestra i beni ai cattivi capitalisti per metterli a disposizione delle comunità, la manutenzione ed il mantenimento di impianti, organi e così via, risulta in spese che non sono produttive, ma che anzi molto spesso rallentano o bloccano la produzione, facendo perdere notevoli profitti. Tutto è riconducibile perciò ad un unico scopo, potrò sembrare ripetitivo, ma voglio che sia ben chiaro il concetto: il profitto, il mero guadagno. Le vite di milioni se non miliardi di donne e di uomini sono al servizio dell'incessante arricchimento di una sparuta minoranza, con le conseguenze che noi tutti abbiamo sotto gli occhi. Non crediate però che i problemi si fermino ai soli infortuni o decessi, perché ci sono da fare i conti anche con le malattie sviluppate nel corso del tempo dai lavoratori e dalla comunità residente. Questo territorio è ben conscio del fatto che qui i tumori sono purtroppo diventati la normalità, ma non dovrebbe essere la normalità assistere al lento processo di decadimento di un malato per cause non naturali, vederlo consumarsi giorno per giorno consapevoli che nulla possiamo fare se non cercare in ogni modo di alleviarne la sofferenza.

Siamo bombardati quotidianamente da notizie catastrofiste: surriscaldamento globale, maremoti, uragani e tempeste inaspettate ovunque nel mondo, incendi in ogni dove con perdita di interi ecosistemi con miriadi di specie di piante ed animali in procinto di estinguersi con conseguenze tremende soprattutto per l’essere umano. Potrebbe apparire incongruente quest'ultima parte del discorso con la morte di Lorenzo, ma non lo è. Come dicevo è tutto frutto del sistema capitalista che fa razzia di ogni cosa, e non aspettiamoci che il governo di turno possa sistemare le cose, in quanto esso è espressione della volontà dei capitalisti e ne diviene il suo comitato d’affari.

Solo la lotta dal basso può cambiare lo stato delle cose, l'invito è quello dell'unità delle masse oppresse affinché si lotti per un nuovo mondo in cui non si debba più morire lavorando gratis, un mondo in cui sia una grande maggioranza a dover decidere e non una misera elite, una realtà nella quale tutti lavorino per il benessere collettivo. LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI"

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