sabato 28 luglio 2018

Ilva - DI MAIO COMPRENSIVO CON MITTAL E UILM-FIM CHE ACCETTANO OPERAI DI SERIE A E B

Lunedì gli operai non si aspettino niente di nuovo e niente di buono. Occorre passare dalle attese, preoccupazioni, illusioni, alla lotta seria sulla "piattaforma-decreto operaio".

Lunedì prossimo, 30 luglio, Di Maio ha convocato a Roma i sindacati e altre parti (?), non per una ripartura della trattativa sindacale ma solo per fare da platea a Mittal che deve illustrare la sua ultima proposta.
Ma c'è da dire che su questo sia la posizione di Di Maio si è molto ammorbidita nei confronti di Mittal, sia la posizione di Uilm e Fim e in corso di cambiamento.

Sulla gestione della gara per l’Ilva Di Maio dice schierandosi a difesa di Mittal «il vero pastrocchio l’ha fatto la parte pubblica non ArcelorMittal... la gara è stata fatta male dai miei predecessori, non è stata interpretata male dal privato  il classico esempio in cui si creano incertezze sul mercato perché si scrivono male le gare e ne risente un privato... I rappresentanti di ArcelorMittal fanno il loro lavoro che è quello di voler entrare in Ilva, ma non posso affidare uno stabilimento di questa importanza ambientale e occupazionale a un’azienda senza avere certezze che è tutto in regola»

In realtà sta andando in scena, sulla pelle degli operai, dei cittadini, da parte del governo, di Di Maio,
un intreccio tra azione da avventuriero e politica populista da "ingannapopolo". Una strada escluderebbe l'altra, in termini di cose da fare e non fare già da ora, in termini di mega soldi da rimborsare (circa 3,5 miliardi) e da mettere di nuovi; d'altra parte, se la gara venisse annullata e avviata una nuova non avrebbe senso la continuazione della trattativa con l'attuale ArcelorMittal e i tempi si allargherebbero enormente; così come è in contrasto la continuazione della copertura dei parchi minerali (con soldi che devono essere coperti dalla Mittal) e intanto sparare ogni tanto, ad uso di chi lo ha votato, la chiusura dell'area a caldo, o la decarbonizzazione/uso del gas della Tap, per cui il M5s aveva detto NO, schierandosi, prima e durante le elezioni, con chi lotta contro la Tap....

Questo porta solo a tenere in standby gli operai, che chiaramente sono preoccupati, sono stanchi di questi giochi sulla loro pelle, ma sbagliano tantissino a stare fermi, ad aspettare, alcuni ancora con illusioni sul M5S.

Rispetto ai sindacati confederali che usano in generale da un lato minacce a parole e dall'altro ben più concrete attese di incontri, ieri sulla stampa sono uscite queste nuove dichiarazioni di Uilm e Fim sulla questione delle assunzioni dei lavoratori, degli esuberi.
Rocco Palombella segretario nazionale della Uilm dice: "La base di partenza sono gli attuali 10.700 lavoratori in servizio, in cassa integrazione ruotano sulle tremila persona nei vari siti Ilva. Noi chiediamo che tutti i 10.700 transitino in Arcelor e che i restanti stiano in amministrazione straordinaria costituendo un bacino da cui attingere"
Valerio D'Alò, segretario territoriale di Fim-Cisl dice: "A tutti i lavoratori deve essere data la garanzia occupazionale e se all'attuazione del piano industriale ci sono ancora lavoratori in amministrazione straordinaria deve essere datoloro la garanzia di un'occupazione".

Ma, ieri non dicevano che tutti i lavoratori, 14.000, devono entrare in Am Investoco ed essere dipendenti di Am Investoco e poi vedere chi vuole andare via con incentivo, chi destinato alle bonifiche...?
Ma queste posizioni non vanno nella direzione di quello che voleva il governo/proposta Calenda?

Nei fatti tutto finora lascia intendere che non ci sarà annullamento della gara, si andrà ad un accordo simile a quello già posto sul tavolo dal precedente governo, con qualche leggera modifica.

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