sabato 9 luglio 2022

Al Collettivo Gkn da Slai cobas di Taranto


Compagni del Collettivo Gkn,

salutiamo con entusiamo un anno di lotta grande, ricca, complessa che avete fatto. Un anno importante che ha dato lezioni e incoraggiamento a tutti i lavoratori, lavoratrici.

Certo, come spiega Massimo del Collettivo operaio della Gkn, nell'intervento fatto durante l'assemblea proletaria anticapitalista nazionale del 17 giugno, la lotta ha strappato dei risultati niente affatto scontati per la difesa del lavoro, contro la delocalizzazione e i licenziamenti, e ha costruito intorno una vasta e bella solidarietà; ma la strada è ancora lunga e voi e noi continueremo ad "insorgere".

Grazie compagni e buon anniversario!

9.7.22 - Slai cobas per il sindacato di classe.

Riportiamo l'intervento di Massimo, che fa il punto ad oggi della vertenza, scusandoci di una trascrizione purtroppo non buona.

I lavoratori sono delusi, la reindustrializzazione tarda a manifestarsi. C'è una mancanza di concretezza della parte della nuova proprietà. In questi mesi vi è stata una presenza minimale dell'azienda. Si è insediata una parte di azienda, ma pulizia e mensa non li hanno ancora presi e ci sono anche lavoratori delle pulizie che devono essere riassunti

I lavoratori vedono lontana la reindustrializzazione che per Borgomeo devono essere per il 23/24, ma non vedendo movimenti in officina ci preoccupiamo. Non c'è la manutenzione interna, la sorveglianza, non parliamo di  tutti gli aspetti legati alla produzione, ma legati anche alla mensa e alle pulizie che non sono mai giunti a concretizzarsi. Li abbiamo fatti noi e ci siamo anche in parte riusciti. L'avvio della nuova proprietà dovrebbe concretizzare nel 2023 e partire nel 2024. Noi essendo in cassaintegrazione al 90% siamo vittime di una "bollitura"  

Pochi giorni fa, a seguito di un nostro rifiuto di far uscire materiale da dentro la fabbrica, il dott. Borgomeo ha scavalcato tutti i tavoli istituzionali e ha mandato una lettera ai lavoratori. Questo episodio è stato piuttosto grave, primo perché in quei tavoli istituzionali, da cui derivano gli accordi presi a gennaio con la nuova proprietà , avevamo messo i paletti di verifica di tutto il percorso di reindustrializzazione. L'imprenditore che si era impegnato in un certo tipo di percorso, ha cambiato narrativa e si sta impegnando in un altro tipo di percorso che non è verificabile. Nuovi investitori entreranno nella QF che porteranno lavoro e brevetti, potrebbe essere anche meglio ma così si saltano tutte le verifiche poste negli accordi; ma negli incontri successivi i famosi investitori non si sono mai presentati. Noi siamo stati convocati dalla regione Toscana il 31 maggio con due righe, ma si viene a sapere un'ora prima della riunione che gli investitori non ci sono. 

Quindi, elementi che vanno a concretizzare una reale industrializzazione dello stabilimento non si stanno verificando. C'è stato un episodio a maggio: abbiamo scoperto che si era intrufolato nello stabilimento un esponente della Gkn facendosi passare per una ditta esterna di logistica che avrebbe avuto il compito di trasportare gli imballi. Noi siamo riusciti tramite la forza del presidio ad allontanare questo soggetto, il tutto alla presenza di Borgomeo che si è dichiarato estraneo alla faccenda. Fatto sta che fuori c'era pattuglia della DIGOS.
Il presidio serve, se non ci fosse stato ce l'avrebbero fatta sotto il naso. Per cui noi insistiamo anche su questo aspetto a mantenere il livello di presidio dell'anno scorso, ache se noi abbiamo liberato l'ingresso aziendale e ci siamo spostati nel parcheggio.
I cassaintegrati hanno il dovere di essere sempre presenti anche se in cassa integrazione, anche per gestire tutta quelle cose che l'azienda non fa, come la mensa, le pulizie. 
Tornando a ciò che dicevo prima, il dottor Borgomeo ha mandato una lettera direttamente ai lavoratori bypassando le forme di organizzazione sindacali, una condotta che ci porta indietro negli anni. 
C'è stata una risposta forte da parte delle organizzazioni sindacali che si sono unite insieme a noi in questa protesta. Ieri (16 giugno) c'è stata una forte assemblea perchè dicevano che gli investitori vedendo tutta questa movimentazione che facciamo potrebbero essere indotti ad abbandonare il progetto. Questa è una cosa grave, andare a mettere la paura addosso ai lavoratori. Ci siamo riuniti in assemblea per fare il punto, abbiamo buttato giù un ordine del giorno che rivendica i nostri diritti.

Continuano poi le nostre attività di mobilitazione, di sostegno,  di solidarietà alle altre vertenze sul territorio nazionale. Domani saremo a Roma nella manifestazione di Piazza del Popolo indetta dalla CGIL per ribadire i concetti contro il carovita. Secondo noi è necessario essere presenti, avere quello spazio per portare le nostre posizioni.

A luglio sarà un anno dal 9 luglio 2021 fatidico. Faremo un concerto fuori dalla fabbrica. Anche quando eravamo in produzione con Gkn c'erano alcune attività che si svolgevano ogni tanto fuori dai cancelli, compresi i concerti. Ci saranno gruppi musicali,  sarà un'occasione per festeggiare, anche se c'è poco da festeggiare, la lotta passata. Essere arrivati fino a qui con il mondo che c'è adesso, con i rapporti di forza difficili in generale, ci fa essere molto soddisfatti, almeno di questo.
Non bisogna adagiarsi, bisogna insistere, continuare a insorgere! 

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