
martedì 2 febbraio 2016
Min. Guidi: "La situazione dell'Ilva non è rassicurante..."
(dalla stampa) - Le dichiarazione del ministro sull'Ilva non sono
particolarmente rassicuranti. Parlando del futuro del gruppo la Guidi ha
sottolineato come il governo ha "solo accelerato" il percorso stabilito
che era quello di rimettere l'Ilva sul mercato.
Vanno però tenute presenti "le condizioni di contesto che negli ultimi due anni sono molto cambiate: il mondo dell'acciaio e della siderurgia - ha concluso il ministro - è in un buco nero peggiore di quello del 2009".
Vanno però tenute presenti "le condizioni di contesto che negli ultimi due anni sono molto cambiate: il mondo dell'acciaio e della siderurgia - ha concluso il ministro - è in un buco nero peggiore di quello del 2009".
lunedì 1 febbraio 2016
Invece di perseguire le aziende schiaviste e assassine dei braccianti, la Regione dà loro soldi. E si continua parlare solo di caporali e si nasconde il caporalato legalizzato delle agenzie interinali. Senza la lotta dei braccianti e delle braccianti, queste misure serviranno solo a dare altri soldi ai padroni
La piaga del caporalato arrivano i fondi per trasporti e ospitalità
LELLO PARISE
SCENDE in campo la Regione all'indomani della scelta della procura di Trani di indagare le agenzie interinali, sospettate di sfruttare i braccianti agricoli, per intermediazione illecita ed estorsione. Nel bilancio di previsione per il 2016 che sarà discusso e approvato dall'assemblea di via Capruzzi lunedì e martedì della prossima settimana, salta fuori 1 milione di euro destinato a «contrastare la lotta al caporalato ». Con la metà di questo finanziamento, sarà possibile elargire contributi a chi assicura il trasporto degli "stagionali". Gli altri 500mila euro saranno assegnati alle aziende agricole che si organizzeranno in proprio per ospitare gratuitamente gli stessi "stagionali". È il tentativo di esorcizzare i ghetti della vergogna e di scongiurare che gli extracomunitari non solo siano costretti a vivere come schiavi, ma debbano anche sopportare i taglieggiamenti dei capoccia perfino per essere trascinati a sgobbare nei campi.
Non ci si lava la coscienza con le “scuse”! Il nuovo procuratore generale di Lecce chiede scusa ai morti dell’Ilva:
”per non essere riusciti ad imporre prima del vostro sacrificio l’osservanza delle norme di sicurezza che avrebbero potuto salvarvi la vita”.
Ma con le scuse non si salvano vite, ma con provvedimenti concreti:
Perchè il PG non impone una postazione fissa ispettiva in Ilva?
Perchè non impone il risanamento generale di tutti gli impianti e l’area Ilva?
Ma con le scuse non si salvano vite, ma con provvedimenti concreti:
Perchè il PG non impone una postazione fissa ispettiva in Ilva?
Perchè non impone il risanamento generale di tutti gli impianti e l’area Ilva?
Ora vogliono mettere a capo dell'Ilva un condannato per la morte di Paolo e Franco della gru? Impediamolo anche questa volta
Dopo lo scandalo della nomina a direttore generale di Pucci, condannato per la strage della ThyssenKrupp, ora vorrebbero nominare Giancarlo Quaranta che da settembre scorso ha il ruolo di direttore del gruppo innovazione e sviluppo tecnologie dello stabilimento. Una nomina, sembra, caldeggiata dal patri della federacciai, Gozzi.
Già sarebbe una nera farsa, nominare uno che sicuramente non ha fatto alcuna “innovazione e sviluppo tecnologico dello stabilimento”, visti i ripetuti e gravi incidenti di questo periodo.
Ma ciò che rinnova lo scandalo, è che anche Quaranta è condannato per le morti di operai, anzi pluricondannato. E questa volta per assassinii di operai Ilva.
Quaranta ha due condanne definitive per la morte di 3 operai!
E’ colui che insieme ad altri è stato dichiarato colpevole per la morte di Paolo Franco e Antonio D’Ettorre, avvenuta il 12 giugno 2003 per la caduta della Gru; un infortunio mortale che ha segnato pesantemente la storia delle morti della nuova generazione operaia in Ilva e che ha creato allora e in seguito un’importante moblitazione.
Ma quasi un anno prima, nel luglio 2012 vi era stata la morte di un altro giovane operaio marco Perrone, in contratto di formazione lavoro, che cadde da un’altezza di 3 metri; e anche per questa Quaranta è stato condannato definitivamente.
Già sarebbe una nera farsa, nominare uno che sicuramente non ha fatto alcuna “innovazione e sviluppo tecnologico dello stabilimento”, visti i ripetuti e gravi incidenti di questo periodo.
Ma ciò che rinnova lo scandalo, è che anche Quaranta è condannato per le morti di operai, anzi pluricondannato. E questa volta per assassinii di operai Ilva.
Quaranta ha due condanne definitive per la morte di 3 operai!
E’ colui che insieme ad altri è stato dichiarato colpevole per la morte di Paolo Franco e Antonio D’Ettorre, avvenuta il 12 giugno 2003 per la caduta della Gru; un infortunio mortale che ha segnato pesantemente la storia delle morti della nuova generazione operaia in Ilva e che ha creato allora e in seguito un’importante moblitazione.
Ma quasi un anno prima, nel luglio 2012 vi era stata la morte di un altro giovane operaio marco Perrone, in contratto di formazione lavoro, che cadde da un’altezza di 3 metri; e anche per questa Quaranta è stato condannato definitivamente.
Martedì riunione donne
MARTEDI’ 2 FEBBRAIO ORE 19, presso la sede dello Slai cobas via Rintone, 22
Taranto – tel 3475301704
riunione pubblica del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario di Taranto
su:
- la nuova formazione rivoluzionaria delle donne
- presentazione del foglio sulla marcia delle donne
- la preparazione del secondo sciopero delle donne nella settimana dell’8
marzo
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