martedì 2 giugno 2020

Un pò di informazione - commenti nei prossimi giorni - ArcelorMittal, i motivi dei ritardi sull’AIA


La corposa documentazione depositata presso il ministero dell'Ambiente spiega le ragioni che hanno portato alla richiesta di proroga di vari interventi

pubblicato il 02 Giugno 2020,
E’ il 17 aprile scorso quando ArcelorMittal Italia invia una nota ad Ilva in Amministrazione Straordinaria, per chiedere l’avvio di un’istanza da parte della struttura commissariale da inoltrare al ministero dell’Ambiente, per l’attivazione della Conferenza di Servizi per l’approvazione delle modifiche dei cronoprogrammi relativi alle prescrizioni n. 6 (Chiusura nastri trasportatori); n. UA11 (Scarichi parziali industriali); n. UP2 (Rimozione del cumulo polveri e scaglie in area Parco Minerale); n. UP3 (Gestione dei materiali costituiti da fanghi acciaieria, fanghi d’altoforno e polverino d’altoforno); n. 16.m)-42-49 (Batterie n. 7-8 e la doccia 4 bis) del Piano ambientale di cui al DPCM del 29 settembre 2017.
Istanza che arriverà 21 aprile scorso (i Commissari straordinari di ILVA S.p.A. in Amministrazione Straordinaria per legge, l’articolo 5, comma 2, del DPCM 29 settembre 2017 devono svolgere funzione di controllo dell’attuazione del Piano Ambientale e tocca a loro quindi presentare eventuali istanze per la convocazione delle apposite Conferenze dei Servizi) al protocollo del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/05/31/ex-ilva-deroga-provvisoria-su-copertura-nastri/)

Il blocco totale dei cantieri AIA per pandemia Covid-19

Ma perché ArcelorMittal ha chiesto la proroga di queste cinque prescrizioni? Il motivo principale risiede nel blocco totale dei cantieri AIA all’interno del siderurgico, a causa della pandemia da Covid-19. In molti ritengono che la decisione sia stata presa unilateralmente dall’azienda o, peggio ancora, che la pandemia sia stata una scusa utilizzata dall’azienda per prorogare interventi sui quali era già in ritardo.
A sostegno delle proprie motivazioni, vi è comunque una corposa documentazione fornita al ministero dell’Ambiente da parte della multinazionale. Che in una nota del 17 aprile ravvisava “rispetto ad alcune specifiche prescrizioni, per cui il D.P.C.M. 29 settembre 2017 prevede scadenze ravvicinate, la possibilità di rispettare i relativi termini risulta già ad oggi compromessa e si rende dunque necessario attivare la procedura di cui all’art. 5 comma 2 del D.P.C.M. 29 settembre 2017, che prevede che “i commissari straordinari, i quali svolgono ai sensi dell’art. 1, comma 1 lettera b) del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243 le attività esecutive e di vigilanza funzionali all’attuazione del piano ambientale, in presenza di ritardi dovuti a cause non dipendenti dalla volontà del Gestore o di eventuali modifiche progettuali richieste da quest’ultimo, con invarianza del termine ultimo per la realizzazione degli interventi, possono richiedere all’Autorità competente di convocare apposita Conferenza di servizi ai sensi dell’art. 1, comma 9, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61”.
In particolare, la situazione di ritardo conclamato e irrecuperabile riguarda ad oggi le seguenti prescrizioni:
– Prescrizione n. 6, che impone la chiusura dei nastri trasportatori entro il 31 maggio 2020;
– Prescrizione UA11, che impone la realizzazione degli impianti di trattamento acque dei reflui di cokeria e altoforni entro il 30 giugno 2020;
– Prescrizioni UP 2 ed UP 3 relative, rispettivamente, alla rimozione di un cumulo polveri e scaglie in area Parco Minerale ed alla rimozione dei materiali costituiti da fanghi di acciaieria, fanghi d’altoforno e polverino d’altoforno, entrambe con scadenza al 31 dicembre 2020;
– Prescrizione n. 16.m)-42-49, relativa ad alcuni interventi sulle batterie n. 7-8 da realizzarsi entro il 31 dicembre 2020, tra cui in particolare la costruzione della nuova doccia 4 bis, l’installazione di filtro a maniche al camino E424, l’installazione del sistema SOPRECO, il miglioramento del sistema di aspirazione allo sfornamento.
(leggi tutti gli articoli sull’Osservatorio Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=osservatorio&submit=Go)

La copertura dei nastri trasportatori e delle torri

Nella documentazione depositata presso il ministero dell’Ambiente, in merito alla prescrizione relativa alla chiusura dei nastri e delle torri, la cui una scadenza è prevista per il 31 maggio 2020, si legge che la stessa coinvolge oltre 15 fornitori.
Dall’inizio della pandemia c’è stato il totale blocco dei cantieri di circa il 50% degli appaltatori

4 giugno sciopero nazionale dei lavoratori e lavoratrici delle poste - per Taranto: info Slai cobas sc 3475301704

Oggi: Minneapolis diretta streaming

Un primo ragionamento da parte nostra
Minneapolis - il 'vento dell'ovest' apre la stagione calda nei paesi imperialisti

2 giugno ore 10.50 diretta streaming

ecco il link:

REGOLARIZZAZIONE MIGRANTI: PER POCHI E BREVE - MA L'ESTATE PUO' ESSERE CALDA

Da ieri si è avviata la regolarizzazione dei migranti braccianti e colf, badanti che durerà fino al 15 luglio.
Pensiamo che alla fine in realtà pochi saranno regolarizzati, dato che la procedura principale è affidata alla volontà dei padroni. Questi dovranno versare prima della presentazione della domanda un contributo forfettario, pari a € 500,00 per ciascun lavoratore, più un forfait da fissarsi per decreto per le somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale.
Quante aziende preferiranno rischiare una multa piuttosto che pagare queste somme? O scaricheranno sui lavoratori i costi della regolarizzazione, con contratti formalmente regolari ma in realtà fasulli?
In Puglia vi è un tasso di lavoratori migranti tenuti a nero del 29%, superiore alla media nazionale - 32.416 sono gli irregolari di cui 3.884 stranieri; anche sul fronte delle lavoratrici domestiche quelle a nero sono pari al 60,1%, anche qui superiore alla media nazionale - 30.339 sono irregolari di cii 11.624 extracomunitari - (dati dal Quotidiano del 1.6.20).
Il Decreto prevede comunque una sanatoria breve, i migranti avranno infatti solo un permesso di soggiorno temporaneo, giusto il tempo necessario per i lavori in agricoltura.
Poi i migranti possono pure essere cacciati...
La sanatoria riguarda solo i lavoratori occupati nei settori agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse.
Vi sono due possibilità:
Le aziende potranno sottoscrivere un nuovo rapporto di lavoro subordinato o di dichiararne uno irregolarmente instaurato con cittadini italiani o stranieri presenti sul territorio nazionale prima dell’8 marzo 2020.
I migranti con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019 potranno chiedere un permesso di soggiorno della durata di sei mesi, ma devono comunque dimostrare di aver lavorato in quei settori.

Le aziende che vogliono regolarizzare devono avere un reddito imponibile minimo non inferiore a 30.000 euro. Per i settori del lavoro domestico o di assistenza alla persona, il reddito deve essere non inferiore a 20.000 euro, in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito, e non inferiore a 27.000 euro, in caso di nucleo familiare composto da più soggetti conviventi.
Gli stranieri con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019 per chiedere il rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo dovranno versare 130 euro per la copertura degli oneri, più altri 30 euro per presentare la domanda in Questura e una marca da bollo di 16 euro - totale 176 euro.


Come abbiamo già detto dall'inizio, questa "regolarizzazione" non è solo insufficiente, la questione principale è che è stata fatta per dare braccia alle aziende da sfruttare per il tempo necessario al lavoro (max un anno).
Il lavoratore migrante dipende totalmente dalla volontà/convenienza o meno del padrone se può rimanere in Italia o deve tornare da dove è sfuggito - dato che il decreto non sospende le espulsioni, i procedimenti penali e amministrativi a carico dei migranti, che vengono sospesi solo se viene "comprato" dal padrone e giusto per il tempo che deve lavorare per lui.
Questa regolarizzazione riguarda solo un settore produttivo, sicuramente grande, dei lavoratori migranti, ma non tutti i lavoratori, lasciando fuori migliaia di migranti. 
Sono comunque esclusi da questo provvedimento i lavoratori migranti che hanno fatto lotte, proteste, che sono stati denunciati, incriminati, "che comunque - come viene scritto nel testo - siano considerati una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato...".
Proprio quei migranti che con la lotta e solo con le loro lotte hanno ottenuto dei risultati non solo per loro ma per tutti, rischiano ancora una volta di essere cacciati.

La lotta, quindi, come dicono i braccianti migranti del foggiano, della Calabria, deve continuare, e quest'estate è un periodo da utilizzare.
Servono:
permessi di soggiorno per tutti di almeno due anni di validità; o rinnovo indipendentemente dalla scadenza senza alcuna verifica su reddito e/o lavoro;
documenti anagrafici, sanitari, per tutti senza condizione (qui alcuni giudici stanno andando per fortuna controcorrente e ben oltre le intenzioni del governo)
contratti regolari, ma non solo sulla carta
A questi obiettivi si devono accompagnare altri, altrettanto necessari e resi ancora più urgenti dall'emergenza pandemica:
reddito, case per tutti, diritto d'asilo per tutti coloro che hanno fatto richiesta
Chiusura dei Cpr - Blocco di ogni espulsione e apertura dei porti.

lunedì 1 giugno 2020

ArcelorMittal, azienda vieta ispezione ai commissari Ilva

AM, affittuario, si comporta come il proprietario della fabbrica, mentre continua a non fare neanche la minima manutenzione. 

la scusa è el coronavirus, la verità, probabilmente sta nel fatto di prendere tempo per "mettere a posto" qualcosa per i controlli.

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Dopo aver vietato l’accesso ai commissari Ilva, ArcelorMittal si dice disponibile a riprogrammarla in altra data

Ingresso negato ai commissari di Ilva in amministrazione straordinaria. ArcelorMittal non fa accedere al siderurgico di Taranto per l’ispezione programmata in fabbrica e annunciata con preavviso. Fonti qualificate hanno riferito ad AGI che il direttore del personale di ArcelorMittal, Arturo Ferrucci, ha dichiarato che l’azienda “non era pronta” e che la presenza di un gruppo ispettivo di una quindicina di persone costituiva un problema “causa Covid”.
Dopo aver vietato l’accesso ai commissari Ilva  ArcelorMittal si dice però disponibile a riprogrammarla in altra data. “La multinazionale franco-indiana – si legge in una nota – comunica che nella mattinata si sono presentati ai cancelli di Taranto i commissari straordinari dell’ex Ilva per effettuare una visita ispettiva”. “Come già ripetutamente comunicato ai medesimi commissari, – spiega la nota – sarebbe stato impossibile svolgere l’ispezione richiesta in quanto gli uffici aziendali sono chiusi in concomitanza con la festa nazionale del 2 giugno”. L’ispezione era stata comunque annunciata con preavviso di 5 giorni.
La visita ispettiva degli ingegneri di Ilva in As era stata richiesta per un monitoraggio degli impianti dopo le denunce dei sindacati. Fim, Fiom e Uilm hanno infatti coinvolto la struttura tuttora proprietaria dello stabilimento per segnalare tutte le criticità che, in particolar modo in questa fase, stanno emergendo con la produzione in area ghisa scesa al di sotto del minimo tecnico per gli altoforni.

Appello del Patto d'azione - SABATO 6 GIUGNO giornata di mobilitazione nazionale - Anche a Taranto

Lo Slai cobas sc è tra gli organizzatori del "Patto d'Azione"
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Appello del "Patto d'azione per un fronte anticapitalista"

FACCIAMO PAGARE LA CRISI AI PADRONI!

L’emergenza pandemica sta evidenziando le contraddizioni strutturali di questo sistema in ogni suo aspetto del suo dominio.
Un’emergenza epidemiologica non fortuita, ma strettamente connessa all’invasiva espansione della produzione capitalistica che non risparmia alcun ecosistema. Sono infatti in progressivo e           costante aumento la deforestazione e la desertificazione, l’incremento irreversibile della temperatura terrestre che produce ciclicamente catastrofi naturali, l’agribusiness e l’allevamento intensivo.
Un sistema che è fondato unicamente sulla ricerca della massimizzazione del profitto e all’accumulazione, sul massiccio sfruttamento di vite e sulla predazione di risorse su scala globale non poteva che provocare, tra i suoi rovinosi effetti sociali, anche questa crisi sanitaria mondiale.
Una crisi che, esasperando e aggravando una recessione economica già preesistente, sta scuotendo 
l’intero sistema produttivo, peggiorando le condizioni di vita e di lavoro del proletariato e delle classi

Che sta succendendo a MInneapolis e in tutta l'America? Informazione e riflessione vanno insieme - Invitiamo ad approfondire, leggendo il blog proletari comunisti

    “Con la pandemia da Covid le persone sono affamate e senza casa e senza lavoro, cosa ci si può aspettare? Penso che stia per accadere a masse di persone nel Paese. Potremmo raggiungere il punto che diventi una guerra civile”
    Un abitante di Minneapolis di 54 anni a proposito dei riot
    “Il nostro fine è decimare quella forza il prima possibile”, ha dichiarato il governatore del Minnesota Tim Walz dopo la quarta notte consecutiva a Minneapolis di riot, nonostante il coprifuoco imposto dopo le otto di sera.

    Tante notizie, video diretti su 
    https://proletaricomunisti.blogspot.com/