Istanza che arriverà 21 aprile scorso (i Commissari straordinari di ILVA S.p.A. in Amministrazione Straordinaria per legge, l’articolo 5, comma 2, del DPCM 29 settembre 2017 devono svolgere funzione di controllo dell’attuazione del Piano Ambientale e tocca a loro quindi presentare eventuali istanze per la convocazione delle apposite Conferenze dei Servizi) al protocollo del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/05/31/ex-ilva-deroga-provvisoria-su-copertura-nastri/)
Il blocco totale dei cantieri AIA per pandemia Covid-19
Ma perché ArcelorMittal ha chiesto la proroga di queste cinque prescrizioni? Il motivo principale risiede nel blocco totale dei cantieri AIA all’interno del siderurgico, a causa della pandemia da Covid-19. In molti ritengono che la decisione sia stata presa unilateralmente dall’azienda o, peggio ancora, che la pandemia sia stata una scusa utilizzata dall’azienda per prorogare interventi sui quali era già in ritardo.A sostegno delle proprie motivazioni, vi è comunque una corposa documentazione fornita al ministero dell’Ambiente da parte della multinazionale. Che in una nota del 17 aprile ravvisava “rispetto ad alcune specifiche prescrizioni, per cui il D.P.C.M. 29 settembre 2017 prevede scadenze ravvicinate, la possibilità di rispettare i relativi termini risulta già ad oggi compromessa e si rende dunque necessario attivare la procedura di cui all’art. 5 comma 2 del D.P.C.M. 29 settembre 2017, che prevede che “i commissari straordinari, i quali svolgono ai sensi dell’art. 1, comma 1 lettera b) del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243 le attività esecutive e di vigilanza funzionali all’attuazione del piano ambientale, in presenza di ritardi dovuti a cause non dipendenti dalla volontà del Gestore o di eventuali modifiche progettuali richieste da quest’ultimo, con invarianza del termine ultimo per la realizzazione degli interventi, possono richiedere all’Autorità competente di convocare apposita Conferenza di servizi ai sensi dell’art. 1, comma 9, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61”.
In particolare, la situazione di ritardo conclamato e irrecuperabile riguarda ad oggi le seguenti prescrizioni:
– Prescrizione n. 6, che impone la chiusura dei nastri trasportatori entro il 31 maggio 2020;
– Prescrizione UA11, che impone la realizzazione degli impianti di trattamento acque dei reflui di cokeria e altoforni entro il 30 giugno 2020;
– Prescrizioni UP 2 ed UP 3 relative, rispettivamente, alla rimozione di un cumulo polveri e scaglie in area Parco Minerale ed alla rimozione dei materiali costituiti da fanghi di acciaieria, fanghi d’altoforno e polverino d’altoforno, entrambe con scadenza al 31 dicembre 2020;
– Prescrizione n. 16.m)-42-49, relativa ad alcuni interventi sulle batterie n. 7-8 da realizzarsi entro il 31 dicembre 2020, tra cui in particolare la costruzione della nuova doccia 4 bis, l’installazione di filtro a maniche al camino E424, l’installazione del sistema SOPRECO, il miglioramento del sistema di aspirazione allo sfornamento.
(leggi tutti gli articoli sull’Osservatorio Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=osservatorio&submit=Go)
La copertura dei nastri trasportatori e delle torri
Nella documentazione depositata presso il ministero dell’Ambiente, in merito alla prescrizione relativa alla chiusura dei nastri e delle torri, la cui una scadenza è prevista per il 31 maggio 2020, si legge che la stessa coinvolge oltre 15 fornitori.Dall’inizio della pandemia c’è stato il totale blocco dei cantieri di circa il 50% degli appaltatori

