sabato 20 dicembre 2014

La sottosegretaria di Poletti, Teresa Bellanova di Puglia copre anche lei la fascio-mafia degli appalti alla coop. 29 giugno

Mafia Capitale, coop di Buzzi “29 giugno” ha un appalto al ministero di Poletti

il sottosegretario Teresa Bellanova, in aula venerdì al posto di Poletti, non aveva risposto...

Mafia Capitale, coop di Buzzi “29 giugno” ha un appalto al ministero di Poletti

"... Il servizio di pulizie del ministero del Lavoro cinque mesi fa è stato affidato direttamente alla cooperativa “29 giugno“. La stessa finita al centro dell’inchiesta romana e presieduta fino al momento degli arresti da Salvatore Buzzi, uno dei protagonisti del “mondo di mezzo” ritratti nello scatto del 2010 a cena con l’allora presidente di Lega Coop e attuale ministro...
La gara per i servizi di pulizia delle sedi ministeriali di via Flavia, via Fornovo e via De Lollis viene aggiudicata nel 2011 a un raggruppamento temporaneo di imprese formato dalla società Sea Sud e dal Cns, il Consorzio nazionale servizi con sede a Bologna citato nelle carte dell’inchiesta oltre che per Buzzi, membro del suo consiglio di sorveglianza, anche per Salvatore Forlenza, il direttore commerciale del Centro Italia indagato per turbativa d’asta. L’appalto al ministero del Lavoro ha una durata di quattro anni a partire dal 2012, quando iniziano effettivamente i lavori, e il suo valore è intorno ai 3 milioni di euro, il 58%dei quali è in capo al Cns. Il consorzio all’inizio affida i lavori alla cooperativa Antares, una delle sue associate, che però lo scorso luglio viene fatta fuori perché non in regola con la documentazione che prova la regolarità dei versamenti contributivi dei lavoratori. L’irregolarità viene segnalata dallo stesso ministero al Cns. “In casi come questo – fanno sapere dal consorzio – è previsto che si proceda all’affidamento a un’altra associata, con il benestare dell’ente cui viene comunicato il cambio dell’associata”. Il ministero viene dunque informato che i servizi di pulizia verranno assegnati alla “29 giugno”, anch’essa associata al Cns, e avalla tale scelta dopo avere ottenuto conferma che la cooperativa è in possesso dei requisiti necessari..
come mai la scelta cade proprio sulla “29 giugno”? Dal Cns sostengono che la cooperativa era una delle tante associate papabili per sostituire Antares: “Nel Lazio fatturiamo 140 milioni di euro, di cui solo 11 milioni con la ’29 giugno’, meno del 10 per cento”. Ammettono però che tale decisione era di competenza della struttura commerciale del consorzio, che per l’area del Centro Italia, come detto, aveva come responsabile proprio Forlenza, indagato per un appalto da 12 milioni per la raccolta differenziata affidato al Cns dall’Ama, l’azienda romana che si occupa di gestione dei rifiuti...
La risposta fornita oggi era stata negata nei giorni scorsi al Movimento 5 Stelle, che aveva presentato... un’interpellanza urgente a Poletti in cui si evidenziavano i potenziali conflitti di interesse del ministro per il ruolo ricoperto in passato in Lega Coop e si chiedeva se gli risultasse che “la cooperativa ‘29 giugno’ intrattenga al momento rapporti con il ministero del Lavoro e delle politiche sociali e, in caso positivo, quali siano e attraverso quali procedure sia stata selezionata”. Domanda alla quale il sottosegretario Teresa Bellanova, in aula venerdì al posto di Poletti, non aveva risposto...

giovedì 18 dicembre 2014

"Giovedì rosso" - La produzione nelle diverse società: ieri, oggi e nel futuro di "uomini liberi"

I giovedì della formazione operaia riprenderanno l'8 gennaio 2015

Con questo punto Marx chiude l'analisi della merce, riassumendone il contenuto, utilizzando alcuni esempi storici di società diverse, dei diversi modi di produzione.

Dunque, perché è stato ed è così difficile capire cos'è la merce e cos'è il denaro (e il capitale) e quindi come funziona la società in cui viviamo? In che rapporto sta questa "incomprensione" con la coscienza sociale di una determinata formazione sociale? Basta comprendere i meccanismi del suo funzionamento per rovesciare la società borghese?

4. Il carattere di feticcio della merce e il suo arcano

Dunque, abbiamo visto che il carattere mistico della merce non sorge dal suo essere valore d'uso. E nemmeno dal suo essere prodotto del lavoro umano cioè valore.
Ma il valore non porta scritto in fronte quel che è. Anzi, il valore trasforma ogni prodotto di lavoro in un geroglifico sociale appena assume forma di merce. E quindi il carattere di mistero nasce evidentemente, proprio da tale forma.

Riassumendo: nel sistema sociale capitalistico i lavori privatimediante lo scambio generalizzato, diventano immediatamente articolazioni naturali spontanee della divisione sociale del lavoro, del lavoro complessivo, lavori sociali che producono oggetti che diventano merci.
Il cervello dei produttori privati rispecchia a sua volta questo duplice carattere sociale dei loro lavori privati. La forma merce, quindi, rimanda agli uomini come uno specchio i caratteri sociali del loro proprio lavoro trasformati in caratteri oggettivi dei prodotti di quel lavoro, in proprietà sociali naturali di quelle cose.
Queste cose si scambiano attraverso la forma finita della merce - la forma di denaro – ed è questa forma che vela materialmente, invece di svelarlo, il carattere sociale dei lavori privati, e quindi i rapporti sociali dei lavoratori privati.

Quel che qui assume per gli uomini la forma fantasmagorica di un rapporto fra cose è soltanto il rapporto sociale determinato fra gli uomini stessi.

Quindi, Marx procede e dice che per trovare un'analogia, dobbiamo involarci nella regione nebulosa del mondo religioso. Qui, i prodotti del cervello umano paiono figure indipendenti, dotate di vita propria, che stanno in rapporto fra di loro e in rapporto con gli uominiCosì, nel mondo delle merci, fanno i prodotti della mano umana. Questo io chiamo, dice Marx, il feticismo che s'appiccica ai prodotti del lavoro appena vengono prodotti come merci, e che quindi è inseparabile dalla produzione delle merci.
E non basta, dice Marx, scoprire scientificamente che i prodotti del lavoro, in quanto valori, sono soltanto espressioni materiali del lavoro umano speso nella loro produzione; questo fa epoca nella storia dello sviluppo dell'umanità, ma non disperde affatto la parvenza che il carattere sociale del lavoro appartenga agli oggetti. 

Le forme, merce, denaro (denaro nella forma di capitale) costituiscono le categorie dell'economia borghese.
Quindi, appena ci rifugiamo in altre forme di produzione, scompare subito tutto il misticismo del mondo delle merci, tutto l'incantesimo e la stregoneria che circondano di nebbia i prodotti del lavoro sulla base della produzione di merci.

** Marx comincia con un esempio che allora era di moda ricordare, quello di Robinson Crusoe, e dice: Poiché l'economia politica predilige le robinsonate (e questo lo possiamo ben dire anche oggi) evochiamo per primo Robinson nella sua isola. Sobrio com'è di natura, ha tuttavia bisogni di vario genere da soddisfare, e quindi deve compiere lavori utili di vario genere, deve fare strumenti, fabbricare mobili, addomesticare dei lama, pescare, cacciare, ecc. Qui non parliamo delle preghiere e simili, poiché il nostro Robinson ci prende il suo gusto e considera tali attività come ricreazione. Nonostante la differenza fra le sue funzioni produttive egli sa che esse sono soltanto differenti forme di operosità dello stesso Robinson, e dunque modi differenti di lavoro umano. Proprio la necessità lo costringe a distribuire esattamente il proprio tempo fra le sue differenti funzioni. Che l'una prenda più posto, l'altra meno posto nella sua operosità complessiva dipende dalla difficoltà maggiore o minore da superare per raggiungere il desiderato effetto d'utilità. Questo glielo insegna l'esperienza, e il nostro Robinson che ha salvato dal naufragio orologio, libro mastro, penna e calamaio, comincia da buon inglese a tenere la contabilità di se stesso. Il suo inventario contiene un elenco degli oggetti d'uso che possiede, delle diverse operazioni richieste per la loro produzione, e infine del tempo di lavoro che gli costano in media determinate quantità di questi diversi prodotti. Tutte le relazioni fra Robinson e le cose che costituiscono la ricchezza che egli stesso s'è creata, sono qui tanto semplici e trasparenti che perfino il signor M. Wirth potrebbe capirle senza particolare sforzo mentale. Eppure, vi sono contenute tutte le determinazioni essenziali del valore.

** Trasportiamoci ora dalla luminosa isola di Robinson nel tenebroso Medioevo europeo. Qui, invece dell'uomo indipendente, troviamo che tutti sono dipendenti: servi della gleba e padroni, vassalli e signori feudali, laici e preti. La dipendenza personale caratterizza tanto i rapporti sociali della produzione materiale, quanto le sfere di vita su di essa edificate. Ma proprio perché rapporti personali di dipendenza costituiscono il fondamento sociale dato, lavori e prodotti non hanno bisogno di assumere una figura fantastica differente dalla loro realtà: si risolvono nell'ingranaggio della società come servizi in natura e prestazioni in natura. La forma naturale del lavoro, la sua particolarità, è qui la sua forma sociale immediata, e non la sua generalità, come avviene sulla base della produzione di merci. La corvée si misura col tempo, proprio come il lavoro produttore di merci, ma ogni servo della gleba sa che quel che egli aliena al servizio del suo padrone è una quantità determinata della sua forza-lavoro personale. La decima che si deve fornire al prete è più evidente della benedizione del prete. Quindi, qualunque sia il giudizio che si voglia dare delle maschere nelle quali gli uomini si presentano l'uno all'altro in quel teatro, i rapporti sociali delle persone appaiono in ogni modo come loro rapporti personali, e non sono travestiti da rapporti sociali delle cose, dei prodotti del lavoro.

Prima di passare al prossimo esempio Marx ricorda che per quanto riguarda il lavoro comune, cioè immediatamente socializzato, attraverso la proprietà comune della terra, questo lo si trova all'inizio della storia di ogni popolo civile.

** Un esempio più vicino è costituito dall'industria rusticamente patriarcale d'una famiglia di contadini, che produce grano, bestiame, filati, tela, pezzi di vestiario, ecc. Per quanto riguarda la famiglia, queste cose differenti si presentano come prodotti differenti del suo lavoro familiare; invece per quanto riguarda le cose stesse, esse non si presentano reciprocamente l'una all'altra come merci. I differenti lavori che generano quei prodotti, aratura, allevamento, filatura, tessitura, sartoria, nella loro forma naturale sono funzioni sociali, poiché sono funzioni della famiglia che ha, proprio come la produzione di merci, la sua propria divisione del lavoro, naturale ed originaria. Le differenze di sesso e di età, e le condizioni naturali di lavoro varianti col variare della stagione, regolano la distribuzione di quelle funzioni entro la famiglia e il tempo di lavoro dei singoli membri. Però qui il dispendio delle forze-lavoro individuali misurato con la durata temporale si presenta per la sua natura stessa come determinazione sociale dei lavori stessi, poiché le forze-lavoro individuali operano per la loro stessa natura soltanto come organi dalla forza-lavoro comune della famiglia.

Quegli antichi organismi sociali di produzione, dice Marx, sono straordinariamente più semplici e più trasparenti dell'organismo borghese, ma poggiano o sulla immaturità dell'uomo individuale, che ancora non s'è distaccato dal cordone ombelicale del legame naturale di specie con altri uomini, oppure su rapporti immediati di padronanza e di servitùSono il portato di un basso grado di svolgimento delle forze produttive del lavoro, e di rapporti fra gli uomini chiusi entro il processo materiale di generazione della vita, e quindi fra loro stessi, e fra loro e la natura: rapporti che sono ancora impacciati, in corrispondenza a quel basso grado di svolgimento.
Tale impaccio reale si rispecchia idealmente nelle antiche religioni naturali ed etniche. Il riflesso religioso del mondo reale può scomparire, in genere, soltanto quando i rapporti della vita pratica quotidiana presentano agli uomini giorno per giorno relazioni chiaramente razionali fra di loro e fra loro e la natura. La figura del processo vitale sociale, cioè del processo materiale di produzione, si toglie il suo mistico velo di nebbie soltanto quando sta, come prodotto di uomini liberamente uniti in società, sotto il loro controllo cosciente e condotto secondo un piano. Tuttavia, affinché ciò avvenga si richiede un fondamento materiale della società, ossia una serie di condizioni materiali di esistenza che a loro volta sono il prodotto naturale originario della storia di uno svolgimento lungo e tormentoso.

** Immaginiamoci in fine, per cambiare, un'associazione di uomini liberi che lavorino con mezzi di produzione comuni e spendano coscientemente le loro molte forze-lavoro individuali come una sola forza-lavoro sociale. Qui si ripetono tutte le determinazioni del lavoro di Robinson, però socialmente invece che individualmente. Tutti i prodotti di Robinson erano sua produzione esclusivamente personale, e quindi oggetti d'uso, immediatamente per lui. La produzione complessiva dell'associazione è una produzione sociale. Una parte, serve a sua volta da mezzo di produzione, Rimane sociale. Ma un'altra parte viene consumata come mezzo di sussistenza dai membri dell'associazione. Quindi deve essere distribuita fra di essi. Il genere di tale distribuzione varierà col variare del genere particolare dello stesso organismo sociale di produzione e del corrispondente livello storico di sviluppo dei produttori. Solo per mantenere il parallelo con la produzione delle merci presupponiamo che la partecipazione di ogni produttore ai mezzi di sussistenza sia determinata dal suo tempo di lavoro. Quindi il tempo di lavoro rappresenterebbe una doppia parte. La sua distribuzione, compiuta socialmente secondo un piano, regola l'esatta proporzione delle differenti funzioni lavorative con i differenti bisogni. D'altra parte, il tempo di lavoro serve allo stesso tempo come misura della partecipazione individuale del produttore al lavoro in comune, e quindi anche alla parte della produzione comune consumabile individualmente. Le relazioni sociali degli uomini coi loro lavori e con i prodotti del loro lavoro rimangono qui semplici e trasparenti tanto nella produzione quanto nella distribuzione.

Al contrario, le formule usate dalla borghesia portano segnata in fronte la loro appartenenza a una formazione sociale nella quale il processo di produzione padroneggia gli uominie l'uomo non padroneggia ancora il processo produttivo: ed esse valgono per la sua coscienza borghese come necessità naturale, ovvia quanto il lavoro produttivo stesso. Le forme preborghesi dell'organismo sociale di produzione vengono quindi trattate dall'economia politica press'a poco come le religioni precristiane sono trattate dai padri della Chiesa. E qui Marx aggiunge una nota: gli economisti, dice, hanno uno strano modo di procedere. Per essi ci sono soltanto due specie di istituzioni, quelle artificiali e quelle naturali. Le istituzioni feudali sono artificiali, quelle borghesi sono naturali. In questo assomigliano ai teologi, che anch'essi pongono due specie di religione. Tutte le religioni che non sono la loro, sono invenzioni degli uomini, mentre la propria religione emana da Dio. Così di storia ce n'è stata, ma non ce n'è più!

E i borghesi infatti ancora oggi dicono che questo sistema sociale non si può cambiare, che è il migliore dei mondi possibili!

Oramai è chiaro, invece, anche ai ciechi che il capitalismo, questa società borghese, è la peggiore che l'umanità abbia mai visto e che dal suo interno si sono sviluppate già le condizioni per il suo superamento verso una società superiore in cui siano appunto gli uomini a padroneggiare il processo produttivo, il loro processo vitale.

(a ritrovarci giovedì 8 gennaio 2015 - per ora: auguri per un nuovo anno di lotta teorica e pratica)

Renzi vuole imporre "Tempa rossa" - deve fare i conti con l'opposizione popolare!

Renzi agisce su Taranto come un furbo dittatorello. Col discorso di fare un decreto non solo per l'Ilva ma per la città, ci mette insieme il SI a "Tempa rossa" (insieme a provvedimenti per il Museo - tentando forse stupidamente con questo di addolcire la pillola?), il cui progetto era già una inevitabile conseguenza della Legge sulla stabilità, del via libera alle trivellazioni.
E' un provvedimento fatto non solo in spregio della salute già ampiamente inquinata delle masse popolari di Taranto che non si possono permettere neanche un minimo di rischio in più; ma fatto in aperto attacco alla volontà della cittadinanza, nonchè del No espresso da parte del Comune di Taranto.

Un metodo fascista che deve essere respinto!
VENISSE DI NUOVO A TARANTO RENZI E GLI RISERVEREMO UNA DEGNA ACCOGLIENZA!

Gli operai non possono stare mai sicuri, decine di feriti del bus schiantatosi contro la gru, con dentro quasi tutti lavoratori dell'indotto Ilva - SOLIDARIETA' DELLO SLAI COBAS AGLI OPERAI E ALLE LORO FAMIGLIE

Come abbiamo più volte detto: primo, l'ipotesi di intervento statale per l'Ilva è quella "Alitalia" che ha portato a molti tagli di posti di lavoro; secondo, è confermata la creazione di due società: una "buona" e una cattiva; terzo, verrà modificata-peggiorata l'Aia, come chiedono i nuovi possibili padroni per tagliare i costi ed elevare la produzione.

(da Sole 24 Ore) - Le casse dell’Ilva hanno liquidità solo per due mesi e se l’Eni bloccherà le forniture di gas, dal 29 dicembre dovrà fermare gli altiforni. Lo ha detto il commissario Piero Gnudi alla Camera... mentre il Governo stringe sulla definizione del decreto legge che vedrà la luce nel Consiglio dei ministri del 24 dicembre.
Un decreto che mette in campo una soluzione pubblica temporanea per salvare l’azienda e allontana per ora l’ipotesi della cessione ai privati. Lo schema su cui si starebbe lavorando prevede anzitutto il ricorso all’amministrazione straordinaria per l’Ilva utilizzando la legge Marzano (sul modello Alitalia). Legge che però verrebbe modificata per consentire di raggiungere due obiettivi: dare pieni poteri all’amministrazione straordinaria rispetto all’attuale proprietà del gruppo Riva e salvaguardare i crediti dell’indotto e dei fornitori le cui attività verrebbero ritenute funzionali al ciclo produttivo della società siderugica.
Non ancora deciso quale potrà essere il soggetto pubblico che opererà. Sembra però riprendere quota l’ipotesi di Fintecna. Ci sarebbe poi lo spacchettamento dell’Ilva in una new company, che inizialmente sarebbe pubblica, e in una bad company. La prima avrebbe in carico impianti e personale, la seconda il contenzioso ambientale con le relative richieste di risarcimento danni. Ci sarebbe poi un intervento sull’Autorizzazione integrata ambientale. L’idea cui pensa il Governo è quella di stabilire che per le Aia valgono gli standard europei... Arcelor Mittal-Marcegaglia ha detto chiaramente che l’Aia dell’Ilva non solo costa troppo per qualsiasi investitore (1,8 miliardi), ma che le sue prescrizioni, tra cui quella del tetto produttivo annuo di 8 milioni di tonnellate, vanno oltre le regole in vigore nella Ue.
Che il Governo lavori ad una soluzione pubblica lo conferma lo stesso ministro Guidi. «Ora - afferma - abbiamo bisogno di un accompagnamento con un veicolo pubblico per un periodo sufficientemente lungo a rimettere l’azienda sul mercato e a risolvere una serie di questioni perchè il sito è efficiente dal punto di vista industriale... In futuro, invece, credo sia ancora assolutamente valutabile l’ipotesi di un investitore industriale». Vendere, invece, «non sarebbe possibile», anche perché il siderurgico ha «il 75 per cento degli impianti sequestrati»...

mercoledì 17 dicembre 2014

Dal fronte padronale e del governo si vuole alleggerire l'AIA per renderla meno costosa per i nuovi acquirenti

I padroni, in particolare quelli della Federacciaio insistono, come anche l'ha detto chiaro ArcelorMittal. E qualcuno già dice che le modifiche (in peggio) dell'Aia potrebbero essere inserite nel 7° decreto salva Ilva del governo Renzi. 
Chiaramente tutti si preoccupano di ridimensionare i costi, nessuno parla della salute degli operai e della popolazione.
Un provvedimento di ridurre gli adempimenti previsti dall'attuale AIA sarebbe molto pesante e va respinto, tenendo conto che il piano attuale già fu considerato a suo tempo da varie forze insufficiente per un effettivo risanamento dell'Ilva.

RIPORTIAMO I PUNTI PRINCIPALI DELL'AIA COSI' COME ERANO STATI POSTI NELL'OTTOBRE 2012, CON ANCHE I TEMPI ALL'INIZIO INDICATI

NUOVA AIA - Durata dell’autorizzazione 4.8.17

PARCHI MINERALI
Completa copertura: entro 60 giorni il progetto e entro 36 mesi conclusione dell’intervento
Riduzione della giacenza media annuale dei cumuli entro 30 gg.
Riallocazione dei cumuli al fine di realizzare una fascia di rispetto di almeno 80 m, tra il confine dello stabilimento e il contorno esterno del primo cumulo – entro 30gg.

PER DEPOSITO MATERIALI POLVERULENTI
Parco nord coke e parco omo entro 3 mesi, avvio dei lavori di costruzione di edifici chiusi e dotati di sistemi di captazione e trattamento di aria filtrata, conclusione lavori entro 12 mesi

Per altre aree (altoforno) chiusura edifici entro 6 mesi

PER MOVIMENTAZIONE MATERIALI TRASPORTATI DA MARE
Utilizzo di scarico automatico o scaricatori continui coperti – entro 3 mesi
Chiusura completa dei nastri trasportatori di materiali sfusi, con sistema di captazione e convogliamento delle emissioni in corrispondenza dei punti di caduta – entro 3 mesi

INTERVENTI IMMEDIATI
Attività di filmatura dei cumuli con frequenza settimanale
Aumento bagnatura delle strade dei parchi e delle piste interne dei parchi
Riduzione a passo d’uomo della velocità dei mezzi
Nuova rete di idranti per la bagnatura dei cumuli
Nebulizzazione di polveri sospese determinati dalla manipolazione e stoccaggio dei materiali
Ridurre del 10% la quantità di minerali e fossili rispetto alla “giornata media”

INTERVENTI SU AFO E BATTERIE da eseguire subito

L’Aia prevede la fermata di solo una parte: 6 batterie della cokeria, la fermata di due altoforni
Altoforni: fermata afo1: condensazione vapori loppa, depolverazione campo di colata, depolverazione stock house - afo2: depolverazione stock house – afo3: non è autorizzato l’esercizio (e l’Azienda deve trasmettere entro 30gg le misure, anche di salvaguardia aziendale in conseguenza della cessata attività) – afo4: condensazione vapori loppa;
Batterie: fermata delle batterie 3,4 e 5,6: rifacimento refrattari, installazione proven, costruzione nuova doccia 1 e 3 – batteria 9,10: rifacimento refrattari a lotti, installazione Proven, costruzione nuova doccia 5 – agl/2: adeguamento raffreddatori rotanti – grf area di scarico paiole: copertura di aree – chiusura edifici aree di gestione materiali polverulenti – interventi di chiusura nastri e cadute.

Interventi da avviare non oltre 1.1.14: fermata batteria 11 (vedi sopra interventi)
Interventi da avviare non oltre 1.7.14: batteria 7,8: installazione Proven, costruzione nuova doccia 4 - fermata afo5 (condensazione vapori loppa, depolverazione campo di colata) – batteria 12: installazione Proven, costruzione nuova doccia 7

Monitoraggio degli interventi di adeguamento relazione ogni 3 mesi da parte dell’Ilva e controllo dell’Ente

PRODUZIONE DELL’ACCIAIO
Riduzione a 8 milioni di tonnellate annue, riferendosi ad una produzione di 15 mil. t/a - dopo la messa a norma l'Ilva deve tornare a 11mil. t/a.

Questa prescrizione viene presentata come una riduzione di circa il 50%, ma questo dato è falsato. L’Ilva non ha mai superato 10 mil. T/a
Maggiore produzione vuol dire più sfruttamento impianti già vecchi quindi più emissioni. Questo stato degli impianti, come le batterie, era esistente già prima della privatizzazione. Ma Riva non ha fatto nulla per ristrutturare, ha tirato al massimo lo sfruttamento degli impianti,

Divieto immediato dell’utilizzazione e detenzione di pet-coke e dell’utilizzo a fini produttivi del catrame di cokeria
Aggiornamento delle emissioni diffuse,
Riduzione delle emissioni controllate nei giorni di vento, comunicati 48 ore prima dall’Arpa

Le emissioni come il benzo(a)pirene sono in concentrazione elevata anche quando non c'è vento.

COKERIA
Per la movimentazione dei materiali polverulenti, completamento dei lavori di chiusura completa degli edifici con conseguente captazione e convogliamento dell’aria degli ambienti confinanti, le cui emissioni non devono superare i 10 mg/Nm – entro 30gg
Durata delle emissioni visibili derivanti dal caricamento deve essere inferiore a 30 secondi per tutte le batterie
Controllo giornaliero delle emissioni visibili - Monitoraggio e campionamento delle emissioni fuggitive che contengono polveri, IPA e benzene, ogni due settimane
Per le emissioni fuggitive di benzo(a)pirene, maggiore ore giornaliere (314) per la manutenzione e la regolazione della tenuta delle porte dei forni a coke
Rispetto dei valori limite delle polveri emesse dai camini dell’area cokeria
Riduzione del 10% dell’emissione del b(a)p nei giorni di vento

Fissati limiti sia per qualità che per quantità di emissioni per cokeria, agglomerato, altoforni e acciaierie

Riduzione delle emissioni diffuse – garantire piena attuazione delle bat – durata delle emissioni derivanti dal caricamento deve essere inferiore a 30 secondi per tutte le batterie
Entro 6 mesi l’azienda deve presentare uno studio teso a valutare il convogliamento delle emissioni diffuse legate al trasferimento del coke dal punto di sfornamento al punto di spegnimento e dalla torre di spegnimento al punto di scarico sul nastro – accompagnato da idoneo sistema di abbattimento delle emissioni.

Per la riduzione delle emissioni si pongono limiti inferiori a quelli previsti con l'applicazione delle migliori tecnologie in assoluto: un esempio riguarda le polveri dal camino E312 che potrebbero essere abbattute del 96% mentre è prevista una riduzione del 56%.

Nelle more del completamento degli interventi, comunque non oltre il termine dell’8.3.16, si fissano alcuni limiti di flusso di polveri

TORCE DI STABILIMENTO
Caratterizzazione dei gas, misuratori di flusso – entro 31.12.12
Con l’ente competente definire un valore di soglia delle emissioni di gas – entro 2 mesi
Entro 6 mesi inviare studio per minimizzare la quantità di gas
RETE DI MONITORAGGIO
Per il controllo della qualità dell’aria, attraverso 6 centraline da ubicare in prossimità del perimetro dello stabilimento - entro 6 mesi

Accordo Ilva-OO.SS sulle gru dopo il grave infortunio di giovedì scorso - alla valutazione degli operai

(da TarantoOggi)

"Il nuovo verbale prevede diverse cose. Per quanto riguarda il piano di rientro in cabina DM in caso di black out, “l’azienda ha ribadito la validità delle misure già in atto. Tuttavia, le parti hanno convenuto, per un periodo transitorio dal 19 dicembre” e fino a quando “non sarà operativo un gruppo elettrogeno per il IV° sporgente, l’implementazione su tre turni di un presidio dei VV.FF. aziendali”. Inoltre, l’azienda ha comunicato alle organizzazioni sindacali che procederà “ad effettuare con cadenza trimestrale prove di abbandono gru per ipotesi di black out e/o avaria”.

A partire da oggi intanto, la ditta specializzata Phoenix Engineering, già interessata nel 2013 nelle attività di verifica strutturale delle gru, procederà ad un’ulteriore verifica delle stesse ad iniziare dal DM6 e coinvolgendo il personale preposto, ovvero i lavoratori che da anni ogni giorno lavorano su quelle enormi gru che conoscono come le loro tasche. Per quanto riguarda invece il piano di emergenza, l’azienda ha presentato ai sindacati “le linee di intervento già in uso ed aggiornate alla luce delle ulteriori iniziative convenute dalle parti nel presente verbale. Tale piano verrà divulgato ai lavoratori interessati”.
In merito al tema relativo all’illuminazione di emergenza invece, “l’azienda ha comunicato alle 00.SS. che è già realizzato sul IV° sporgente ed è in fase di realizzazione per il 110 sporgente. Nel transitano, il 110 sporgente (DM1 e DM2) sarà dotato entro oggi di kit di emergenza autonomo installato all’interno delle plafoniere esistenti, così come già realizzato per il DM3”.
Sicuramente il punto più importante del verbale, riguarda le verifiche strutturali delle gru. Nel verbale sottoscritto ieri, si legge che “l’azienda consegna alle 00.SS. contestualmente alla firma del seguente verbale la documentazione attestante le avvenute verifiche periodiche ex T.U. 81/2008 e s.m.i., effettuate nei mesi di novembre e dicembre e relative al DM1, 2, 3, 6, 8. Inoltre, l’azienda fornisce alle suddette organizzazioni sindacali l’esito delle approfondite verifiche straordinarie effettuate nel 2013 alle suddette gru dalla ditta specializzata Phoenix Engineering”. Ma ciò che più interessa direttamente i lavoratori è che le verifiche annuali dei DM saranno per il 2015 anticipate a partire dal mese di marzo e comunque a completamento delle verifiche da parte della Phoenix Engineering richiedendole preliminarmente ad ARPA Puglia: in pratica quanto richiesto nella riunione di lunedì dalla Fiom Cgil.
Per quanto concerne il tema degli interventi sulle gru, oggetto di disamina nel corso della riunione (sostituzione travi di scorrimento cabina DM6 le cui attività saranno avviate entro la prima decade di gennaio 2015 e verificate da parte di ditta specializzata attinente le presunte vibrazioni della cabina DM6), l’azienda si è impegnata entro dopodomani “a fornire alle 00.SS. il cronoprogramma degli interventi di manutenzione già pianificati per i DM. L’Azienda inoltre comunica alle 00.SS. che entro la corrente settimana si provvederà alla sostituzione del pignone riduttore di sollevamento del DM8”.
Inoltre l’azienda “ha illustrato alle 00.SS. gli interventi già realizzati ed in particolare: l’illuminazione di emergenza del DM3 e del DM2, mentre le relative attività del DM1 saranno completate entro oggi; sostituzione dell’UPS radio DM2 e verificata efficienza delle radio in dotazione ai DM”. Le gru saranno dotate di radio fisse o radio portatili. Inoltre, a partire dal oggi saranno disponibili 5 cellulari a disposizione dei lavoratori per sopperire ad eventuali mancanze o avarie delle radio disponibili (come accaduto giovedì sera ad un lavoratore del II sporgente, rimasto due ore sulla gru al buio)...".