lunedì 4 agosto 2014

Tutti e tutte con bandiere palestinesi - MERCOLEDI' 6 AGOSTO


Tutti e tutte con bandiere palestinesi mercoledì ore 17.30 prefettura - via Anfiteatro

Basta con il massacro di Gaza 

Basta con il sostegno del governo italiano all'infame aggressione e invasione
Basta armi, basta morte

Terra, liberà e diritti al popolo palestinese
Slai cobas per il sindacato di classe - Taranto
3471102638  

Dopo la marcia della Confindustria - ci vuole l'iniziativa autonoma degli operai per difendere lavoro e salute - ci proveremo a settembre

La marcia della Confindustria ha visto il forzato arruolamento di gruppi di operai dell'imprese, che hanno fatto numero e massa... perchè i padroni, checchè ne dicano, sono pochi e i lavoratori tanti.
Certo operai che si fanno cammellare dai padroni sono operai arretrati che non comprendono che
quando i padroni stanno bene, loro stanno male, e che quando i padroni stanno male usano gli operai a loro vantaggio.
Ma che Taranto, grande città industriale, peraltro da sempre, sia pure con il criminale inquinamento, rischia la desertificazione e la trasformazione in terra di desolazione e malavita - come Bagnoli - è vero; ed è giusto che la classe operaia lotti per il lavoro e la salute per una fabbrica bonificata e una città risanata.
Questo richiede però un sindacato di classe e un partito operaio che all'Ilva, tra gli operai dell'appalto non c'è e che bisogna costruire.
A settembre ne riparliamo.

Ilva - che succede a Novi Ligure?

NOVI ONLINE

Ilva, oggi un nuovo vertice in prefettura

Al tavolo si troveranno le rappresentanze sindacali dello stabilimento di strada Boscomarengo, il sindaco Rocchino Muliere, il prefetto Romilda Tafuri ed esponenti del governo. C’è intanto attesa per la prossima scadenza degli stipendi
NOVI LIGURE – Nuovo vertice in prefettura, oggi, per discutere del futuro dell’Ilva. Al tavolo si troveranno le rappresentanze sindacali dello stabilimento di strada Boscomarengo, il sindaco Rocchino Muliere, il prefetto Romilda Tafuri ed esponenti del governo. Già nelle settimane scorse i rappresentanti della Rsu hanno chiesto al Governo e nella fattispecie al viceministro Enrico Morando (che era presente all’ultima riunione tenutasi sempre in prefettura) garanzie nell’ipotesi che il polo siderurgico Ilva del gruppo Riva venisse venduto.

Continua infatti in maniera serrata il dialogo fra il commissario dell’Ilva Piero Gnudi e i vertici di Arcelor Mittal, il gruppo franco-indiano che – secondo quanto dichiarato dallo stesso Gnudi – è finora quello che ha manifestato l’interesse più concreto ad entrare a far parte della compagine societaria dell’Ilva. Le trattative potrebbero chiudersi entro il primo trimestre del 2015, in base a quanto dichiarato dal ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi aveva indicato come termine delle trattative il primo trimestre del 2015.

Ma per consentire all’Ilva di sopravvivere fino alla conclusione delle trattative in corso, Gnudi chiede 650 milioni a tre banche, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Popolare. Che però nicchiano e che vorrebbero mettere sul piatto la metà della cifra richiesta, e solo con la garanzia che l’acquisto da parte di Arcerlor Mittal vada a buon fine.

C’è intanto attesa per la prossima scadenza degli stipendi, un appuntamento ormai critico per la mancanza di liquidità in cui versa l’azienda. Il Sole 24 Ore, citando fonti sindacali, spiega che lo stipendio di luglio, in pagamento il 12 agosto, non è a rischio. E che nella stessa data dovrebbe essere corrisposto anche il premio di produzione, slittato dalla scadenza di metà luglio.
4/08/2014

NOI SIAMO GLI ACCUSATORI NON GLI ACCUSATI

Alla repressione che sta colpendo i nostri compagni, in particolare a Taranto dove i processi si intensificano, nel solo mese di luglio ve ne sono stati 4, sia pur rinviati, e se ne annunciano intorno ad una decina in autunno, alcune con accuse gravi e con Margherita Calderazzi presa particolarmente di mira (per di più già condannata e quindi a rischio); 
si è aggiunto ora il grave provvedimento verso Rosario Sciortino di proletari comunisti e coordinatore Slai cobas sc di Palermo.

Rosario ha partecipato varie volte a Taranto, all'Ilva e in città, alle iniziative della Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro - ultimo, il presidio del 19 giugno per il processo Ilva (riportiamo lo stralcio della GdM con parte della sua intervista)


"... Gaglio segue le emergenze del nord e Sciortino del Sud, ma il destino comune li porta a Mezzogiorno, a Taranto, lì dove sono tutti i nodi d'acciaio che imbrigliano e imbroglio. Lì dove 5 anni fa nel 2009, proprio la Rete celebrò, dopo la morte all'Ilva di Antonino Mingolla, una grande manifestazione per la sicurezza e la salute sul lavoro partita dal quartiere Tamburi e conclusasi in piazza Garibaldi con le toccanti e sferzanti parole di Francesca Caliolo, vedova dell'operaio... "perchè è la "madre di tutti i processi? Perchè - spiega Sciortino - è la battaglia più importante ingaggiata in difesa del diritto alla salute e alla sicurezza sui luoghi di lavoro... Noi vogliamo giustizia, vogliamo che le accuse di omicidio volontario non siano derubricate in omicidio colposo..."

Lo Stato risponde e risponderà sempre sempre più con la repressione, con i processi ai movimenti di lotta, da No Tav a No Muos, come alle lotte proletarie e popolari, da quelle degli operai, lavoratori precari e disoccupati a quelli per la casa.
Per questo abbiamo attivato la ricostituzione del Soccorso Rosso Proletario che deve avere lo scopo di mettere insieme queste vicende repressive e condurre una battaglia unificata su di esse.
Intendiamo portare avanti esplicitamente questa mobilitazione in maniera coraggiosa per affermare la giustezza, l'importanza delle lotte che si stanno portando avanti.
Ci difendiamo, quindi, dalla repressione ma con stile offensivo, come parte della guerra contro Stato, padroni e governo, contro Stato di polizia e moderno fascismo.
Noi rivendichiamo anche nei Tribunali le lotte e il ruolo dei compagni in esse: noi siamo gli accusatori non gli accusati. (dal blog proletari comunisti)

sabato 2 agosto 2014

Alla Taranto che lotta - per la Palestina - per noi un bambino palestinese, ne muore 1 all'ora, ha lo stesso diritto alla vita di un bambino di Taranto

Tutti sono invitati

Far circolare in tutte le forme - mettere come evento facebook ecc -  passaparola, sms Fermare il genocidio a Gaza - Solidarietà al popolo palestinese

Lo Slai cobas per il sindacato di classe di Taranto organizza le seguenti iniziative

3 agosto  - banchetto volantinaggio - alla festa dei briganti - Grottaglie dalle 18.30 in poi - info 3475301704

4 agosto - nuovo appello per mobilitazione operaia - portinerie A-D Ilva - info 3475301704

5 agosto - assemblea pubblica ore 19 sede Slai cobas Taranto via Rintone 22 - info slaicobasta@gmail.com - info 3471102638

6 agosto - sit in sotto la prefettura Taranto via Anfiteatro - ore  17.30 - info 3471102638

Un appello da Bari per la Palestina, che lo slai cobas per il sindacato di classe e tarantocontroblog sostengono


        Noi firmatari di questo Appello, sgomenti per gli avvenimenti in corso nella “Striscia di Gaza”,

accusiamo  i governanti attuali di Israele, che nei confronti del popolo palestinese stanno portando avanti una politica all’insegna dell’espansionismo coloniale, della pulizia etnica, del massacro;
noi accusiamo i precedenti governanti  dello Stato di Israele, i quali hanno avviato la spoliazione della terra, dei beni, della stessa memoria di un popolo vivente nella Palestina da millenni;
noi accusiamo l’esercito israeliano, e tutti gli altri corpi armati di quello Stato, che fanno ricorso ai metodi più infami del colonialismo (quelli non a caso ereditati dal Terzo Reich), usano armi proibite dalle convenzioni internazionali, e si comportano come una forza coloniale di occupazione, trattando i palestinesi da esseri inferiori, da espellere, e quando possibile, con il minimo pretesto, da eliminare;
noi accusiamo la classe politica, imprenditoriale e finanziaria degli Stati Uniti d’America, senza il cui sostegno costante Israele non potrebbe neppure esistere, e che  garantisce l’impunità di cui lo Stato israeliano gode;
noi accusiamo governi e parlamenti degli Stati aderenti all’Unione Europea, e il Parlamento e la Commissione Europea, per complicità attiva o passiva con l’espansionismo coloniale, la pulizia etnica, e massacri inferti popolo palestinese;
noi accusiamo l’ONU per la sua incapacità di bloccare Israele, di fermare la sua arroganza, di applicare le sanzioni di condanna (ad oggi 73) che nel corso degli anni sono state promulgate dal Consiglio di Sicurezza, contro Israele, in particolare quelle che impongono il rientro di Israele nei confini ante-1967 e il ritorno dei 700.000 profughi palestinesi;
noi accusiamo il sistema dei media occidentale, del tutto succube a Stati Uniti e Israele, che fornisce una volta di più una rappresentazione falsa e addirittura rovesciata della realtà, presentando l’azione militare israeliana come una “legittima difesa”, tutt’al più talora “sproporzionata”;
noi accusiamo il ceto intellettuale internazionale troppo sordo e lento davanti al massacro in atto;
noi accusiamo le autorità religiose del cristianesimo internazionale, a partire dalla Chiesa di Roma, che non riescono a dire se non qualche flebile parola “per la pace”, trascurando di dire chi sono le vittime e chi i carnefici;
noi accusiamo la società israeliana nel suo complesso che, avvelenata dallo sciovinismo e dal razzismo, mostra indifferenza o peggio nei confronti della tragedia del popolo palestinese e fa pesare una grave minaccia sulla stessa minoranza araba;
mentre esprimiamo la nostra solidarietà e ammirazione per le personalità della cultura e cittadini e cittadine del mondo ebraico che, nonostante il clima di intimidazione, condannano le infamie inflitte al popolo palestinese, noi accusiamo i gruppi dirigenti delle Comunità israelitiche sparse per il mondo che spesso diventano complici del governo di Tel Aviv, il quale sta diventando la principale fonte di una nuova, preoccupante ondata di antisemitismo, che, nondimeno, noi respingiamo e condanniamo in modo categorico, in qualsiasi forma esso si presenti.
Esprimiamo il nostro più grande apprezzamento per quelle organizzazioni come la Rete “ECO (Ebrei contro l’occupazione), che svolgono il difficile ma fondamentale compito di dimostrare che non tutti gli ebrei condividono le scellerate politiche dei governi israeliani e lottano per la libertà del popolo palestinese.

Perciò noi chiediamo che il mondo si mobiliti contro Israele: non basta la pur importante e lodevole campagna BDS (“Boycott Disinvestment Sanctions”);
RITENIAMO CHE SI DEBBA PORTARE LO STATO DI ISRAELE DAVANTI A UN TRIBUNALE SPECIALE INTERNAZIONALE PER LA DISTRUZIONE DELLA PALESTINA. Non singoli esponenti militari o politici, ma un intero Stato, (e i suoi complici): il suo passato, il suo presente e il suo presumibile futuro. Se vogliamo salvare con il popolo palestinese, la giustizia e la verità, dobbiamo agire ora, fermando non solo il massacro a Gaza, ma il lento genocidio di un popolo. Noi vogliamo lottare per la pacifica convivenza di arabi, ebrei, cristiani e cittadini di qualsiasi confessione religiosa o provenienza etnica, respingendo le pretese di qualsiasi Stato “etnicamente puro”.

Noi chiediamo
UNA NORIMBERGA PER ISRAELE

per firmare:

primi firmatari

Angelo d’Orsi, ordinario di Storia del Pensiero politico, Università di Torino, Italia
Domenico Losurdo, storico della filosofia, professore emerito, Università di Urbino, Italia
Aldo Giannuli, storico, Università di Milano
Gianni Vattimo, filosofo, professore emerito, già europarlamentare,Università di Torino, Italia
Giulietto Chiesa, giornalista, già europarlamentare
Piero Bevilacqua, ordinario di Storia contemporanea, Università Sapienza, Roma, Italia
Gian Mario Bravo, professore emerito, Università di Torino
Georges Saro, professore di Italianistica, Parigi, Franci<
Paolo Favilli, docente universitario, Lugano, Svizzera
Massimo Zucchetti, professore, Politecnico di Torino, Italia
Stefano G. Azzarà, docente, Università di Urbino, Italia
Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc Torino, ex deputato
Dario Gemma, Assessore al lavoro della Provincia di Alessandria, Alessandria, Italia
Forum Palestina
Elena Schembri, studentessa, Università di Campinas, Brasile
Gualtiero Marini, dottorando, Università di Campinas, Brasile
Mattia Morelli, appassionato di Agroecologia, Lecce, Italia
Pietro Trovero, infermiere, Aosta, Italia
Gioacchino Gagliardo, impiegato, Aosta, Italia
Salvatore Cuccuru, fotoreporter, Roma, Italia
Serena Cremaschi, fotoreporter, Roma Italia
Giovanna Spiga, insegnante, Torino, Italia
Francesco Carenza, disaster manager di protezione civile in quiescenza, Torino, Italia
Amalia Micali, dirigente editoriale, Modena, Italia
 Patrizia Donadello, impiegata, Torino, Italia
Manuela Di Dio, artista
Maris Signorin, funzionaria pubblica amministrazione Collegno Torino Italia
Tatiana Fonseca Oliveira, sociologa, Cagnes sur Mer, Francia
Giulia Auria, studentessa, Avigliano (Potenza), Italia
Alex Marsaglia, studente, Università di Torino, Italia
Emiliano Alessandroni, ricercatore precario, Università di Urbino, Italia
Maria Rossi, insegnante, Cremona, Italia
Angelo Chiattella, ricercatore in quiescenza, Torino, Italia
Alessandra Mangano, dottore di ricerca in Storia dell'Europa Mediterranea, Palermo, Italia
Daniela Marendino, archivista, Torino, Italia
Sara Alimenti, ricercatrice precaria Universtià di Perugia, Italia
Tamara Bellone, docente Politecnico, Torino, Italia
Roberto Vignoli, giornalista, Roma, Italia
Marina Penasso, documentalista, Torino, Italia
Angelo Ferracuti, scrittore
Gaetano Crocellà, insegnante in quiescenza, Torino, Italia
Cristina Accornero, dottore di ricerca in Storia, Torino, Italia
Rosa Gavina, pensionata, San Colombano Al Lambro (Mi), Italia
Anna Maria Savoia - insegnante in pensione- Bari- Italia
Marco Albeltaro, assegnista di ricerca, Università di Torino, Italia
Giacomo Casarino, pensionato (già Università di Genova), Genova, Italia
Francesca Chiarotto, dottore di ricerca, Università di Torino, Italia
Mariangela Moffa, Artigiana, San Vito Chietino (CH), Italia
Luigi Frasca, impiegato, Milano, Italia
Alexander Hobel, ricercatore precario, Università di Napoli
Milena Fiore, videomaker, Roma
Franco Di Giorgi, insegnante di Liceo, Ivrea
Fabio Betti, ingegnere, Rimini, Italia
Alberto Pantaloni, impiegato e laureando in scienze storiche, Torino, Italia
Patrizia Polloni, casalinga, Milano, Italia
Andrea Ferrero, studente, Università di Torino, Italia
Mario Dalmaviva, operatore culturale, pensionato, Perinaldo (IM) Italia
Alice Fagotti, Spello (PG), Italia
Armando Petrini, docente Università di Torino
Rosalba Canelli, operatore Socio Assistenziale, Verona, Italia
Fausta Veronese, Impiegata in mobilità, Cannero Riviera (VB), Italia
Rosa Perpignano, impiegata, Torino, Italia
Franco Milanesi, ricercatore, Pinerolo (TO), Italia
Cristina Palozzi, insegnante di lettere in pensione, Torino, Italia
Cristian Lampis, agente commercio, Torino, Italia
Simona Masini, infermiera, Genova, Italia
Sandra Ceriani, insegnante, Verona, Italia
Juri Bossuto, patrocinatore legale, già Consigliere Regione Piemonte, Torino, Italia
Lia Fubini, economista, ricercatrice Università di Torino, Italia
Fiormichele Benigni, precario scuola e ricerca, Viterbo, Italia
Rosalba Calabretta, Roma, Italia
Associazione Solidarité Nord Sud – ONLUS, Roma, Italia
Raffaele Radicioni, architetto, Torino, Italia
Anna Lanaro, insegnante, Castelfranco Veneto, Italia
Rossella De Bianchi, disoccupata, Torino, Italia
Alessandra Terni, attrice, Torino, Italia
Ivo Tonet, professore universitário,  Maceió, Alagoas,  Brasil
Monica Aldi, photoeditor, Torino, Italia
Carla Nespolo, presidente Istituto Storico della Resistenza di Alessandria,  Alessandria, Italia
Augusto Ciuffetti, ricercatore di storia economica, Università Politecnica delle Marche di Ancona,
Giovanni Cassibba, impiegato statale, Italia
Paolida Carli, docente di Storia e Filosofia, Genova
Milli Martinelli, docente universitaria in pensione, Milano, Italia
Silvia Chiarizia, pensionata, Verona, Italia
Claudio Del Bello, editore, Roma, Italia
Lorena Lolli, assistente domiciliare e dei servizi tutelari ed educatrice, Roma, Italia
Antonella Cuomo, impiegata, Avellino, Italia
Antonella Arena, Messina
Lucia Giani, insegnante Milano, Italia
Luca Seccardini, docente precario della Scuola secondaria, Ascoli Piceno, Italia
Raffaella Spina, impiegata, Roma, Italia
Saverio Luzzi, ricercatore precario, storico contemporaneista, Università Sapienza Roma
Stefania Fresu, naturopata, Torino, Italia
Alessandro Peregalli, studente, Milano, Italia
Daniela Rosa Carriero, impiegata, Limbiate (MB), Italia
Jacopo Custodi, studente, Pavia, Italia
Antonio Caputo, Biologo, Roma, Italia
Luca Giovanni Calabrese, musicista, Seregno (MB), Italia
Daniela Pistis, imprenditrice, Santhià (Vc), Italia
Gianni Naggi, dirigente politico PRC, Torino, Italia
Chiara Panciera, Belluno, Italia
Gaetano Giuseppe Saracino, ingegnere, Pandino (CR), Italia
Arbir Abazi
Giovanna Caspani
Guido Fortenio, Dottore in Agopuntura, Bruxelles, Belgio
Lorenzo Giovagnoli, insegnante di canto, Fossombrone (Pu), Italia
Laura Masciotti, studentessa, Acqualagna (PU), Italia
Marco Maggini, impiegato comunale, Civitanova Marche (MC), Italia
Vito Berardi, libero professionista, Roma, Italia
Giovanni Indorante, pubblico funzionario
Rosario Ragusa, impiegato pubblico, Asti, Italia
Valter Clemente pensionato, Cossato (BI), Italia
Vito Abbenanti, Ingegnere, Siracusa, Italia
Roberta Spagnoletti dipendente Poste Italiane Torino Italia
Ornella Terracini, rete ECO, Torino
Renato Zanoli, pensionato, Torino, Italia
Dimitri Reale, ingegnere, Torino, Italia
Gemma Jeva, disoccupata, Legnano (MI), Italia
Marina Di Carlo, ex  dirigente  universitaria  ora  in  pensione, Roma , Italia
Elena Garcea, ricercatore universitario, Roma, Italia
Gaspare Dalpero, pensionato. Dozza (BO), Italia
Maria Angela Zerbinati, pensionata, Rovigo, Italia
Ave Giangrossi, docente Economia Aziendale - Scuola secondaria di secondo grado, Bovezzo (BS), Italia
Daniela Dovolich, medico veterinario, Bari, Italia
Francesca Gruppi, ricercatrice Università di Torino, Italia
Giancarlo Dapavo, pensionato, Asti, Italia 
Ornella Massano, assistente sociale, Asti, Italia
Guglielmo Dapavo, tecnico informatico, Asti Italia
Silvia Tognoli, impiegata, Verderio Superiore (LC), Italia
Giorgio Barberis, ricercatore universitario, Università Piemonte Orientale, Alessandria, Italia
Barbara Mensi, consulente informatico, Torino, Italia
Giovanni Indorante, pubblico funzionario, Palermo, Italia
Andrea Catone, direttore della rivista “MarxVentuno”
Emilio Molinari, Contratto mondiale dell'acqua
Alessandro Maurini, insegnante e ricercatore, Torino, Italia
Silvia Fraboni, insegnante, Torino, Italia
Ettore Zerbino
Chiara Mazzola, studentessa, Palermo, Italia
Stefania Sinigaglia, cooperante cooperazione internazionale, Ancona, Italia
Lucia Masciotti, studentessa, Acqualagna (PU), Italia 
Romano Bellenghi, pensionato, Bagnacavallo, Italia
Sara Marcolini, Verona, Italia
M.Cristina Lauretti, Roma, Italia
Davide Patuelli, impiegato, Faenza (Ra), Italia
Vittorio Bardi, pensionato, Faenza, Italia
Luigi Cerini, pensionato, Chieri (TO), Italia
Danila Ghigliano, artista e docente, Torino
Fabio Gattino, docente scuola primaria, Torino
Paola Slaviero, pensionata, Roma, Italia
Luca Parenti, precario, Livorno, Italia
Francesco Collini, studente, Pescara, Italia
Riccardo Cecchi, studente, San Benedetto del Tronto, Italia
Claudio Miotto
Tricarico Gerardo, medico chirurgo, Senigallia, Italia
Margarita Ledo Andión, professoressa e cineasta, Universidade de Santiago de Compostela
Maria Rita Burgio, architetto, Palermo, Italia
Michele D'Attilio, medico veterinario, Lanciano (Chieti), Italia
Luciana Potena, insegnante, Bologna, Italia
Lorena Lucia Barale, archivista e dottoranda, Torino
Lorena Marceddu, insegnante, Cagliari, Italia
Ernesto Scalco, tecnico in pensione, Torino
Bice Parodi, impiegata, Genova, Italia
Corrado Morgia, pensionato, già docente di Storia e Filosofia nei licei, Roma, Italia
Caterina Marianna Banti, studentessa, Roma, Italia
Riccardo Solazzo, impiegato, Rivoli (To), Italia
Stefano Barbieri, Segreteria Nazionale Partito dei Comunisti Italiani, Segretario Regionale Piemonte, Alessandria, Italia
Fabia Ghenzovich, pensionata, Venezia
Sebastiano Gulisano, giornalista
Giovanna Moretto, pensionata, Forno Canavese, Torino
Salvatore Tridico, ingegnere, Parigi, Francia
Francesca Rizzitiello, tecnologa ISPRA, Melfi, Italia
Gaetano Bucci, docente di Diritto pubblico, Facoltà di Economia dell’Università di Bari, Lecce
Santiago Zabala, professore di Filosofia/filosofo, Barcelona, Spagna
Stefano Ulliana, insegnante, Codroipo (Ud)
Gerardo D'Ambrosio, insegnante, Bergamo, Italia
Telemaco Millefiorini
Maria Spanu
Gianfranco Chiesa, San Maurizio Canavese (TO)
Luigi Di Pietro
Giancarlo Vianello
Giacomo Gabellini
Oscar Aldo Marino
Giuseppe Aragno, libero ricercatore, storico
Paolo Torretta, giornalista freelance Helsinki (Finlandia)
Alessandra Colla, ricercatrice indipendente, Milano, Italia
Valeria Montano, post doc in biologia evolutiva, Lausanne, Switzerland
Gianmatteo Maccentelli, graphic designer, London
 Paolo Orrù, impiegato, Torino
Mara Nerbano, Docente (ABA di Carrara), Allerona (TR), Italia
Giovanni Savino, Visiting Fellow in Russian and East European history, Università statale degli studi umanistici di Mosca «M. Sholokhov»
Anita Fisicaro
Carlo Cavalletti
Gian Domenico Maccentelli, Operatore sociale, Bologna, Italia
Giovanni Consorti, impiegato, Cannobio, Italia
Maurizio Balsamo, insegnante, Castelvetrano (TP), Italia
Francesca Lombardo, insegnante, Taranto, Italia
Gemma Gentile, docente in pensione, Napoli, Italia
Sancia Gaetani, Roma
Lorenzo Vaschetto
Corrado Giudice, cassa integrato ex operaio, Sestu (CA), Italia
Margherita Bassini, coordinatrice comitato scientifico Fondazione Longo, Alessandria (Italia)
Gianfranco Poliandri, Baselga di Piné (TN)
Francesco Fantozzi, musicista, Belluno, Italia
Mariella Cataldo, presidente associazione “Angelus novus”, Bari


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Tadamon Filastin فلسطين  تضامن (Solidarietà - Palestina)
Comitato di solidarietà col popolo palestinese in Terra di Bari
 II Str. Priv. Borrelli n. 32, Bari
E-mail: tadamonbari@gmail.com
Tel: 0809670901

venerdì 1 agosto 2014

Liberi e Pensanti consegnano i lavoratori ai padroni - nello stesso tempo sono pronti a rispettare i divieti della Questura

"Il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, “preso atto del dispositivo del Questore di Taranto notificato ai rappresentati della scrivente associazione in data 31/07/2014, si vede costretto a revocare la propria partecipazione alla manifestazione del 01/08/2014. L’associazione Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti si vede altresì costretta a diffidare chiunque partecipi alla manifestazione indetta nella medesima data da Confindustria Taranto ad indossare od esporre simboli riconducibili al logo regolarmente registrato dall’APS Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti”. 

Prima il Comitato cittadino Liberi e Pensanti aveva chiamato a partecipare alla manifestazione di oggi della Confindustria (sia pur con "intenti opposti"); poi è bastato che il questore abbia fatto un'ordinanza di divieto e prontamente revocano la manifestazione. Mentre sono gli ambientalisti che contestano il corteo dei padroni (senza autorizzazione e senza niente...).
COME DIRE, NON UNO, MA DUE FATTI SBAGLIATI...

NON SI VA AD UNA MANIFESTAZIONE DEI PADRONI, per consigliare le aziende a fare i loro interessi ma in uno "sviluppo alternativo" (che tanti esempi in Puglia e a livello nazionale hanno ampiamente dimostrato essere sempre e comunque, nel sistema del capitale, nocivo per i territori, per il rispetto dei diritti della gente e dei lavoratori - dimostrando, quindi, che nociva non è "l'industria" ma il capitale che rispetta solo la sua legge del profitto - provate a dare le industrie in mano agli operai e vedrete come è possibile lavorare senza inquinare!);
non si va alla manifestazione dei padroni a contrapporre ancora una volta salute e lavoro, regalando migliaia di lavoratori, che rischiano di vedersi licenziati, che già non prendono stipendi da mesi, ai loro padroni, e agli interessi aziendali;
non si va alla manifestazione dei padroni per dividere, addirittura contrapporre lavoratori e disoccupati, dicendo: "perchè pensare solo ai lavoratori che rischiano", facendo così un altro regalo a padroni e Istituzioni..

DI FATTO I LIBERI E PENSANTI IN NOME DELLA DIFESA DELLA SALUTE E DELL'AMBIENTE DIVENTANO GLI ULTIMI, STUPIDI ANELLI DELLA POLITICA PADRONALE.

Il comunicato dei Liberi e Pensanti:
"Con riferimento alla manifestazione programmata da Confindustria Taranto per domani, il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti sarà presente con intenti opposti, come avvenne il 2 agosto 2012. ”L’industria è in crisi”. “L’industria è al capolinea”. “La crisi della grande industria sta diventando devastante”. Lo dice Confindustria e allora noi ci chiediamo: perché puntare ancora su un cavallo perdente? Perché non puntare sulle alternative che la nostra terra e il nostro mare offrono? Perché pensare solo ai lavoratori che “rischiano” il posto e non ai 110.000 disoccupati che il posto non l’hanno? Perché pensare a potenziare comparti occupazionali senza futuro piuttosto che pensare a creare nuove forme di sviluppo? La tanto decantata “vocazione industriale” ci ha regalato e continuerà a darci disoccupazione, l’ultimo posto nelle classifiche di vivibilità delle città italiane e un’emergenza sanitaria senza eguali in Europa. Se per “industrializzazione” continuiamo a intendere il profitto di pochi a danno di un’intera comunità, se è questo il futuro che la solita “lungimirante” imprenditoria tarantina ha immaginato per noi, beh … NOI NON CI STIAMO! Saremo lì a dire la nostra e invitiamo tutti i movimenti, le associazioni, pescatori e operatori del mare, precari, disoccupati, studenti e TUTTI I LIBERI CITTADINI VENERDI 1 AGOSTO 2014, alle ore 08.30 presso l’ingresso del Porto Mercantile (nelle vicinanze del capolinea autobus), Città Vecchia. Chiariamo, dunque, che non saremo nemici di chi manifesta inconsapevole o “precettato” e che, anche in quella sede, ribadiremo le nostre certezze: qualsiasi piano per un’alternativa di sviluppo non può prescindere dalla valorizzazione del porto a vantaggio dell’economia del territorio. Confindustria dunque cede all’ennesimo ricatto, noi lo contestiamo. E’ una questione che riguarda ogni cittadino, nessuno escluso. Il comitato ci sarà e ci sarà anche l’apecar in coda alla manifestazione. Chi ama Taranto non può mancare. Il futuro di Taranto è nelle nostre mani! Si ai diritti, no ai ricatti!
Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti