giovedì 4 settembre 2014

di concerto in concerto....

mentre niente lavoro, niente salute, niente diritti!
Solo la lotta autorganizzata e di massa e la rivolta popolare può dare una risposta ai bisogni degli operai, precari, disoccupati e soprattutto ai giovani proletari e studenti della città!

circolo proletari comunisti taranto
info 347-1102638
pcro.red@gmail.com
via rintone 22 taranto

Palestina, SI da Taranto ...Impegniamoci a sviluppare un coordinamento regionale pugliese di tutte le associazioni e comitati impegnati nella solidarietà con la causa palestinese.



Comitato Tadamon Filastin


Comunità palestinese di Puglia e Basilicata

Bari.
Mercoledì 10 settembre
ore 18.30
c/o la sede del comitato Tadamon Filastin
II str. priv. Borrelli 32, BARI
(di fronte al ‘Piccolo teatro’, a qualche minuto dalla ex Rossani)

DOPO L'ENNESIMO MASSACRO DI GAZA…
Incontro di riflessione e analisi sulla situazione in Palestina oggi e delle prospettive della lotta di liberazione nazionale palestinese contro l’occupazione sionista. Come sviluppare nel nostro paese l’azione di solidarietà con la causa palestinese

introduce
Fabio De Leonardis,
autore di diversi libri e saggi sulla questione palestinese

intervengono
esponenti della Comunità palestinese di Puglia e Basilicata:
Mohammed Afaneh, Bassem Jarban, Taysir Hasan
e attivisti dell’associazione Kenda

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Sabato 27 settembre a Roma
manifestazione nazionale per la Palestina

LE COMUNITA' PALESTINESI IN ITALIA LANCIANO UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA PER IL 27 SETTEMBRE


Un appello è stato lanciato dalle comunità palestinesi in Italia chiedendo a tutte le forze solidali con il popolo palestinese e indignate per l'ennesimo mattatoio scatenato da Israele contro Gaza di mobilitarsi e indica una data, sabato 27 settembre, per una manifestazione nazionale a Roma.
Qui di seguito il testo dell'appello:

Terra, pace e diritti per il popolo palestinese. Fermiamo l’occupazione

Appello per una manifestazione nazionale in sostegno al popolo palestinese il 27 settembre a Roma

L’aggressione Israeliana contro il popolo palestinese continua, dalla pulizia etnica del 1948, ai vari massacri di questi decenni, dal muro dell’apartheid, all’embargo illegale imposto alla striscia di Gaza e i sistematici omicidi mirati, per finire con il fallito tentativo di sterminio perpetuato in questi ultimi giorni sempre a Gaza causando più di 2000 morti ed oltre 10.000 feriti.

Il Coordinamento delle comunità palestinesi in Italia indice una manifestazione nazionale di solidarietà:

- per il diritto all’autodeterminazione e alla resistenza del popolo palestinese;
- per mettere fine all’occupazione militare israeliana;
- per la libertà di tutti i prigionieri politici palestinesi detenuti nelle carceri israeliane;
- per la fine dell’embargo a Gaza e la riapertura dei valichi;
- per mettere fine alla costruzione degli insediamenti nei territori palestinesi;
- per il rispetto della legalità internazionale e l’applicazione delle risoluzione del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;
- per uno stato democratico laico in Palestina con Gerusalemme capitale (come sancito da molte risoluzioni dell’Onu);
- l’attuazione del dritto al ritorno dei profughi palestinesi secondo la risoluzione 194 dell’Onu e la IV Convenzione di Ginevra.

Chiediamo a tutte le forze democratiche e progressiste di far sentire la loro voce contro ogni forma di accordi militari con Israele.

Chiediamo al Governo italiano e in qualità di presidente del “semestre” dell’UE di adoperarsi per il riconoscimento europeo dei legittimi diritti del popolo palestinese e mettere fine alle politiche di aggressione di Israele, utilizzando anche la pressione economica e commerciale su Israele.

Il coordinamento delle Comunità palestinesi in Italia chiede a tutte le forze politiche e sindacali e a tutti le associazioni e comitati che lavorano per la pace e la giustizia nel mondo di aderire alla nostra manifestazione inviando l’adesione al nostro indirizzo mail :

Coordinamento delle Comunità Palestinesi in Italia


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No alla collaborazione militare tra Italia e Israele!
Un appello dalla Sardegna, dove si è svolta un’assemblea regionale per costruire un percorso concreto di mobilitazione per il blocco delle esercitazioni e per il sostegno alla campagna BDS
[…] L'Italia è oggi il principale partner europeo in materia di armamenti dello stato di Israele. In Sardegna le forze armate israeliane svolgono, ormai da anni, parti rilevanti delle loro esercitazioni e delle loro sperimentazioni, cosa che ha portato uno stato europeo evidentemente più sensibile dell'Italia, la Svezia, a rifiutare le esercitazioni congiunte con Israele. Le stesse armi che vengono sperimentate nei poligoni dell'Isola, causando danni all'economia, alla salute e alla libertà dei sardi, portano distruzione e morte in Palestina. Già nel 2006 alle esercitazioni congiunte effettuate dalle forze armate israeliane in Sardegna seguì, di poco, l'aggressione al Libano.
Non possiamo rimanere silenti di fronte a questi fatti; non possiamo né vogliamo essere complici del massacro di Gaza, dell'occupazione e dell'apartheid in Palestina; non possiamo continuare a sopportare l'occupazione militare della Sardegna.
Da settembre riprenderanno le esercitazioni militari israeliane nella nostra isola. Deve essere chiaro a tutti che quelle armi, testate qui in Sardegna, sono congegni di morte che uccidono i civili palestinesi a Gaza e in Cisgiordania.
L'addestramento e l'esercitazione fanno pienamente parte del dispositivo militare di offesa che lo stato di Israele utilizza nei teatri di guerra. La collaborazione approntata dallo Stato italiano è dunque collaborazione con uno stato in guerra. Fermare questa collaborazione è un aiuto concreto alla popolazione martoriata dall'aggressione: ogni giorno di sospensione delle esercitazioni israeliane in Sardegna è un granello di sabbia nella macchina bellica che opprime e massacra il popolo palestinese.
La Sardegna è dunque diventata nel corso degli anni uno snodo importante per le politiche di guerra, anche per quelle israeliane.
Facciamo appello, dunque, a tutti i democratici, ai pacifisti, al mondo della solidarietà internazionale e della cooperazione, a tutti i solidali col popolo palestinese per una mobilitazione generale finalizzata a bloccare le esercitazioni e a rilanciare la campagna BDS in Sardegna.
Chiediamo alla Giunta Regionale della Sardegna e a tutte le istituzioni democratiche di ogni ordine e grado, a partire dai Comuni, di prendere una posizione chiara nel merito e di attivarsi per esigere la sospensione delle esercitazioni previste.
Proponiamo una assemblea generale, da tenersi in Sardegna, a Cagliari, il 30 agosto, per costruire un percorso concreto di mobilitazione per il blocco delle esercitazioni e per il sostegno alla campagna BDS.
Associazione Amicizia Sardegna Palestina 
Unione Democratica Arabo Palestinese UDAP 
BDS Sardegna
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Petizione:
Boycott Israel. Fuori l'apartheid dai Giochi Olimpici 2016!
Al comitato olimpico internazionale: chiediamo che Israele venga escluso dai Giochi Olimpici del 2016 a Rio de Janeiro ed anche dai successivi, fino a quando permarrà il regime di apartheid contro i palestinesi. 
Boycott Israel. Fuori l'apartheid dai Giochi Olimpici 2016

Le violazioni dei diritti umani, l'illegale sistema di occupazione e di colonizzazione e le restrizioni imposte dallo stato di Israele alla popolazione palestinese, sono sotto gli occhi di tutti.

La comunità internazionale, attraverso autorevoli organismi sovranazionali, si è espressa in questo senso con innumerevoli risoluzioni e dichiarazioni di condanna.

Le misure restrittive contro i cittadini palestinesi in Israele non solo sono ingiuste, ma appaiono anche in stridente contrasto con il ben diverso trattamento riservato agli altri cittadini, in tutti i settori: lavoro, educazione, assistenza medica, abitazione, qualsiasi tipo di servizio pubblico.
Questo si chiama “apartheid”.

A causa del regime di apartheid il Sudafrica è stato escluso dalle competizioni olimpiche per lunghi anni, dal 1964 (Tokyo) al 1988 (Seul), per poi essere riammesso nel 1992 (Barcellona), dopo la fine della politica segregazionista.

Per lo stesso motivo chiediamo che Israele venga escluso dai Giochi Olimpici del 2016 a Rio de Janeiro e fino a quando permanga il regime di apartheid contro i Palestinesi.

Campagna Ponti e non muri

Per firmare: 



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Tadamon Filastin فلسطين  تضامن (Solidarietà - Palestina)
Comitato di solidarietà col popolo palestinese in Terra di Bari
 II Str. Priv. Borrelli n. 32, Bari
E-mail: tadamonbari@gmail.com
Tel: 0809670901

l'ilva ritira le promesse di pagare il premio di risultato con lo stipendio di questo mese -

la risposta deve essere lo sciopero e la contestazione di Renzi se viene a taranto il 13 settembre - riunione alla biblioteca comunale piazzale bestat -venerdì 12 ore 16.30

slai cobas per il sindacato di classe ilva taranto
slaicobasta@gmail.com

mercoledì 3 settembre 2014

All'Ilva niente di chiaro... se non la spudorata subordinazione dei sindacati confederali

Non vi sono sostanziali novità dalle ultime notizie sulla situazione Ilva (vedi sotto stralcio dell'articolo di ieri su Sole 24 Ore), e soprattutto non ci sono per gli operai, sia sul fronte salariale che, soprattutto, sul fronte bonifiche in fabbrica, ma anche sul fronte del futuro lavorativo, notizie certe e positive. 
Ciò che invece appare chiaro è la linea di totale subordinazione alle decisione di padronato e governo dei sindacati confederali, che continuano ad aspettare notizie e piani, lasciando gli operai in una posizione totalmente passiva verso ciò che sta accadendo e accadrà:
Sul fronte del futuro dello stabilimento, con la probabile acquisizione da parte del gruppo Arcelor-Mittal, Fim, Fiom, Uilm "attendono il piano industriale" del gruppo, lì dove è certo che, bene che vada, gli indiani si prenderanno solo una parte dell'Ilva, tagliando posti di lavoro, e mettendo solo quei fondi che servano per andare avanti non certo per risanare realmente la fabbrica; visto che il vero scopo di questa acquisizione sarebbe di avere una altra porta d'ingresso in Europa, acquisire forza economica sui mercati per battere multinazionali dell'acciaio concorrenti.
Sul fronte della crisi di liquidità dell'Ilva e del permanente rischio per i salari degli operai, i sindacati confederali tranquillizzano, facendosi convinti portavoce del governo e della Ministra-padrona Guidi. E non arrivano neanche a fare la richiesta che fanno le aziende dell'appalto e il presidente della confindustria di Taranto: che i loro crediti "siano garantiti dallo Stato"...
Mentre sul fronte lavori per le bonifiche ambientali, risanamento impianti, semplicemente tacciono...

Ma anche altri tacciono in Ilva, dall'Usb agli operai Liberi e Pensanti... ma su questo torneremo dopo.

(dall'articolo del Sole 24 Ore) - «...il gruppo franco indiano Arcelor-Mittal che dopo aver confermato il suo interesse ad acquisire l'azienda, a fine settembre dovrebbe presentare il piano industriale. Piano atteso anche dai sindacati per vedere se conferma livelli di produzione, occupazione e investimenti ambientali per Taranto, condizione posta come prioritaria...
E intanto sul prestito ponte che il commissario Piero Gnudi ha chiesto alle banche si attende una schiarita. Saranno 250 milioni e non i 650 chiesti da Gnudi e la prima delle due tranche dovrebbe essere versata la prossima settimana. Lo si apprende da fonti sindacali che ieri hanno incontrato il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, per Thyssen. Il ministro, dicono i sindacati metalmeccanici, si è mostrata fiduciosa sullo sblocco del prestito e ha sottolineato che la gestione dell'Ilva sta migliorando e le perdite sono più contenute.
Per gli stipendi ai dipendenti, invece, alla scadenza del 12 settembre sarà saldato quello di agosto, mentre ci sono dubbi sul premio di risultato... L'Ilva potrebbe rinviarla per venire incontro ai fabbisogni dell'indotto e dell'appalto. Non è certo però. I sindacati infatti affermano che il ministro avrebbe detto che l'arrivo del prestito permetterebbe di saldare anche il premio ai dipendenti...
Ma accanto a stipendi e fornitori, ci sono anche le opere dell'Autorizzazione integrata ambientale da mandare avanti. Da alcuni giorni l'Ilva ha un nuovo sub-commissario al posto di Edo Ronchi. Corrado Carrubba, commissario dell'Arpa del Lazio, incontra gli stessi problemi di Ronchi, ovvero come finanziare la bonifica dello stabilimento e pagare i lavori. La legge 116 del 2014 (decreto Competitività) ha migliorato la possibilità di accesso ai fondi sequestrati ai Riva per reati fiscali e valutari, stabilendo che le somme devono essere trasferite a titolo di sottoscrizione di aumento di capitale e che il sequestro sulle somme si converte in sequestro delle azioni o delle quote emesse. Ma in ogni caso il meccanismo ha bisogno di tempo per essere attivato e l'Ilva corre il rischio di accumulare nuovi ritardi...". 

Inchiesta operaia all'Ilva - le parti civili degli operai devono fare loro il processo a Riva

Il 12 settembre - in cui si terrà l'attivo delle parti civili al processo che riprende il 16 settembre - avvieremo con gli operai l'inchiesta sulla situazione dal punto di vista salute e sicurezza nei reparti all'Ilva.


INVITIAMO ANCHE GLI ALTRI OPERAI A RISPONDERE ALLE DOMANDE NELLA SCHEDA SOTTO RIPORTATA, AD INTEGRARLE EVENTUALMENTE, E AD INVIARLE via e mail a: slaicobasta@gmail.com


INCHIESTA REPARTI ILVA

In quale reparto/i lavori o hai lavorato?
Il reparto si trova nell'area a caldo o area a freddo?
Quanti operai vi lavorano per turno? 

In cosa consiste il tuo lavoro?
Quali sono le condizioni del reparto e del tuo lavoro dal punto di vista dei problemi della salute e della sicurezza?
Vi è presenza di fumi, vi sono emissioni nocive, presenza di polveri di minerali, utilizzo di materiale pericoloso, ecc.? 
Vi è presenza di amianto? Se sì, dove? 
Vi sono fonti radioattive? 

Vi sono effetti fisici a causa dell'attività lavorativa svolta e quali? 
Nel tuo reparto vi sono operai che si sono ammalati per il lavoro che fanno, o che sono morti per tumore? 
Quali patologie colpiscono di più i lavoratori nel tuo reparto e per la lavorazione che svolgono? 
Vi sono stati casi di malore durante il lavoro?
Quali sono i rischi maggiori per la sicurezza? 
Vi sono stati nel tuo reparto infortuni gravi o mortali, e quali sono state le cause?

Vi sono state ispezioni della ASL o Ispettorato nel tuo reparto e perchè? Cosa hanno accertato?
Vi sono state denunce per problemi di salute o sicurezza da parte degli operai, verso capi, sindacati o verso gli Enti preposti? 
Che esito hanno avuto queste denunce o segnalazioni? 

Nel tuo reparto gli Rls sono intervenuti per problemi di salute o di sicurezza? 
Quando è accaduto, cosa hanno fatto? 
Vi sono stati dei risultati?

Vi sono stati negli ultimi 5 anni interventi dell'azienda per migliorare l'ambiente di lavoro? Se sì, quali? 

Il 13 Renzi a Taranto - prepariamo una buona accoglienza?

Giovedi 4 settembre dalle ore 18 
incontro alla sede dello 
slai cobas per il sindacato di classe 
Taranto via rintone 22 
info 3475301704 slaicobasta@gmail.com

Solidali con la protesta dei lavoratori della Teoma - ma a Taranto serve l'unità di tutti i lavoratori precari e disoccupati su basi di classe e di massa e non una vertenza alla volta

Giovedì arriva l’ammiraglio De Giorgi

“Scaricati dalla Difesa”, la rabbia dei manovali

Davanti alla prefettura, per dar vita a quella che si preannuncia come la prima giornata di protesta. Protagonisti i lavoratori della Teoma.

Prestano l’attività di manovali presso le strutture della Marina militare. E’ il loro lavoro da venti, trent’anni. Solo che oggi, a causa dei tagli, a fine mese portano a casa buste paga anche da zero euro. La media sono 50, 100 euro al mese.

A farsi portavoce dei 45 lavoratori è Salvatore Stasi, dei Cobas Lavoro privato. “La situazione è ormai insostenibile” dice dopo aver tenuto un incontro in prefettura durante il quale sono state rappresentate due richieste: “visto che la politica è completamente assente nonostante la vertenza sia arrivata ad un punto di non ritorno, abbiamo chiesto un incontro alla commissione Difesa - vista anche la presenza della parlamentare ionica Donatella Duranti. A Taranto o a Roma, purchè si faccia subito” ha spiegato. Domani il presidio dei lavoratori si sposta sotto l’Ammiragliato. La giornata clou potrebbe essere quella di giovedì. E’ attesa infatti la visita del Capo di Stato Maggiore della Marina, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, che torna a Taranto. “Vorremmo incontrarlo; per questo abbiamo anche inviato specifica richiesta all’Ammiragliato affinché nel protocollo della giornata sia previsto un incontro”.
Il lavoro che non c’è, ancora una volta, si prende la scena. Il risultato sono famiglie che non ce la fanno ad andare avanti: “Sono stati sfrattati, si sono visti tagliare luce e gas, mangiano a casa dei genitori: la situazione è davvero gravissima - continua Stasi. Dopo una vita di lavoro, ora li stanno scaricando: sono passati da quattro ore al giorno a un’ora e mezza, quando si lavora. Perché col ‘contratto a chiamata’ non è detto ed è proprio questo tipo di contratto che, inoltre, sbarra la strada a qualunque tipo di ammortizzatore sociale. Non si può tagliare chi è già ultraprecario. E dopo venti, trent’anni, dove lo trovi un altro lavoro?”