mercoledì 5 luglio 2017

Le necessarie modifiche al verbale della Task Force da parte dello Slai cobas sc

Il verbale dell'incontro in Regione del 28 giugno - che abbiamo pubblicato integralmente ieri su questo blog - è stato rinviato alla Task Force con le modifiche e integrazioni. Il Verbale ha teso ha rappresentare in vari punti una posizione unitaria delle OO.SS. presenti - COSA ASSOLUTAMENTE NON VERA! Anzi nell'incontro più di una volta lo Slai cobas ha contrastato apertamente le posizioni degli altri sindacati presenti, che non tutelavano realmente i lavoratori.
Di seguito, spieghiamo le modifiche principali: 

  1. nell'elenco delle O.S., per rispetto ai lavoratori, le stesse vanno messe nell'ordine della effettiva presenza e rappresentanza dei lavoratori interessati;
  2. Lo Slai cobas non ha affatto detto che in merito alla clausola di salvaguardia il problema era superato; noi continuiamo ad avere dubbi sulla sua effettiva esistenza e abbiamo anche nella riunione del 28 sollecitato la Regione a contattare l'Amiu, prima dell'affidamento del servizio alla ditta vincitrice della gara d'appalto, affinchè venga sciolta questa ambiguità;
  3. L'Amiu negli incontri ha parlato solo della necessità di meno personale su impianto automatizzato, non ha mai parlato di numeri; i numeri (14 – 9) sono stati posti nell'incontro del 28 (ma anche in precedenza) dall'Ugl, ma da noi sempre contestati. Primo, perchè anche la stessa Amiu indica tuttora 23 lavoratori (vedi elenco allegato alla gara d'appalto per il periodo di fermo impianto); secondo, perchè nell'ultima proroga dell'appalto a l'Ancora, il Comune e l'Amiu avevano indicato 17 lavoratori (non 14), accettando poi che gli altri 6 rimanessero, prima a TD e poi a TI. Pertanto riproporre questa divisione di fatto rischia di consegnare su un piatto d'argento all'Amiu/Comune la possibilità di discriminare tra i 23 lavoratori;
  4. la precisazione su eventuale formazione in job è necessaria a fronte di ipotesi poste da altre O.S. (vedi Uil) di formazione in periodo di sospensione lavorativa (cig) e da noi respinte nell'incontro.
  5. Nell'incontro abbiamo ribadito la nostra contrarietà a formulare ipotesi di sostegno al reddito che di fatto sono in alternativa alla continuità lavorativa (d'altra parte il “fermo impianto”, di cui si parla nel penultimo capoverso, riguarda ora solo la pasquinelli, per cui abbiamo già posto il problema della clausola sociale nell'attuale gara d'appalto).

martedì 4 luglio 2017

Pubblichiamo il Verbale della riunione indetta dalla Task Force regionale, su richiesta dello Slai cobas sc, sulla situazione dei lavoratori ex L'Ancora - Ci riserviamo proposte di modifiche e commento


Regione Puglia

Comitato Monitoraggio Sistema Economico Produttivo ed Aree di Crisi



Verbale di riunione Vertenza ex Lavoratori ANCORA SERVICE del 28/06/2017


Presso la sede dell’Assessorato al Lavoro della Regione Puglia sita in Bari alla via Corigliano n.1, su convocazione del Presidente della Task Force per l’Occupazione della Regione Puglia, dott. Pantaleone Caroli, sono intervenuti (come da allegato foglio firme):

  • Per la Task Force: i componenti Stefano Basile e Gianni Stasi;
  • Il Dirigente ed il Funzionario dell’Area di Crisi Industriale della Regione Puglia, rispettivamente Dott.ssa Elisabetta Biancolillo e dott. Francesco Maiellaro;
  • Per le Organizzazioni Sindacali:

  • SLAI COBAS Taranto: Margherita Calderazzi, Palatrasio Ernesto
    FPL UIL Taranto: Francesco Brunetti;
  • UGL CHIMICI Taranto: Alessandro Calabrese;
  • FIADEL Regionale: Vincenzo Zaccaria;
  • COBAS DEL LAVORO PRIVATO Taranto: Salvatore Stasi;

Introduce la riunione il dott. Basile della Task Force, il quale comunica ai presenti che l’incontro è il frutto di un’attenta sollecitazione effettuata a più riprese dalle Organizzazioni sindacali ed afferente le attuali condizioni occupazionali degli ex lavoratori della cooperativa l'Ancora Service, che erogava diversi servizi (anche essenziali) nei confronti delle società partecipate del Comune di Taranto, coinvolgendo negli stessi oltre 100 lavoratori. Tali lavoratori hanno subito la crisi della società cooperativa per effetto di due circostanze tra loro interconnesse: la liquidazione coatta amministrativa della cooperativa, in conseguenza di una ispezione ministeriale sulla stessa, nonché la “compressione” economica dei servizi erogati nei confronti del Comune di Taranto e delle sue partecipate A.M.A.T. S.p.A. e A.M.I.U. S.p.A. Gran parte di lavoratori dell’Ancora Service sono stati trasferiti giuridicamente nella società cooperativa KRATOS, che è subentrata nella gestione della maggioranza dei servizi in precedenza erogati dall’Ancora Service, avendo probabilmente maturato dei diritti soggettivi in rispondenza ai diversi anni di servizio accumulati durante il rapporto di lavoro connesso all’erogazione di appalti pubblici. Alcuni di tali lavoratori, specificamente 23 unità, operano per un appalto con la società ex municipale di igiene urbana, A.M.I.U. S.p.A., che ha pubblicato una gara i cui termini di pubblicazione sono scaduti il 20/06, nella quale sono stati indicati i nominativi delle 23 unità di cui sopra, senza espressa indicazione di “clausola sociale” per gli stessi. L'incontro è pertanto finalizzato a 2 obbiettivi: 1) effettuare una verifica sulla sussistenza della clausola di salvaguardia per i 23 lavoratori il cui elenco è stato allegato alla Gara A.M.I.U S.p.A; 2) effettuare una ricognizione complessiva della condizione di tutti gli ex lavoratori dell’Ancora Service, al fine di facilitare gli incontri tra le OO.SS. ed i competenti Uffici del Comune di Taranto e delle sue partecipate A.M.A.T. S.p.A. e A.M.I.U. S.p.A., in un ottica di concertazione finalizzata alla risoluzione delle crisi già conclamate nonché della previsione di quelle emergenti ma non ancora contingenti, di concerto con gli altri organi territoriali già coinvolti nella vertenza (Prefettura di Taranto). In merito all’assenza del Comune e delle sue partecipate all’odierno incontro, la Task Force comunica che la stessa è esclusivamente da leggersi in relazione al recentissimo cambio di amministrazione per il Comune di Taranto, il quale non ha ancora visto l’insediamento del nuovo sindaco e del consiglio. Con riferimento invece alle assenze del commissario liquidatore del l'Ancora service e della Kratos, entrambi i legali rappresentanti, hanno giustificato formalmente la loro assenza formalmente. Per quanto sopra espresso, la Task Force propone al tavolo vertenziale di separare la discussione sui due obbiettivi sopra richiamati, al fine di rendere un verbale quanto più chiarificatorio delle problematica afferenti la vertenza in oggetto

In merito alla questione della “clausola di salvaguardia” per le 23 unità assunte a Tempo Indeterminato dalla società KRATOS, tutte le OO.SS. presenti, unanimemente, ritengono superato il problema della mancata indicazione espressa della stessa, in quanto comunque è allegato, alla Gara pubblicata, l’elenco dettagliato di tutti e ventitre i lavoratori. Le OO.SS. pertanto, unanimemente, richiedono alla Task Force di comunicare la loro espressa valutazione sul punto al Comune di Taranto ed all’A.M.I.U. S.p.A., al fine di consentire alla stessa stazione appaltante di definire con chi si aggiudicherà la gara le modalità di inserimento del personale di cui alla presente questione, prima che possa insorgere qualche “problema” rispetto alla tutela giuridica dei lavoratori (le OO.SS. comunicano infatti che la società KRATOS, di cui tali lavoratori sono attualmente subordinati a tempo indeterminato, non ha partecipato alla gara e pertanto non potrà garantire, su questo servizio, alcuna continuità lavorativa). Rispetto al futuro dei ventitre lavoratori coinvolti da tale vicenda, indipendentemente dalla clausola di salvaguardia che afferisce un servizio che sarà attivo per un periodo limitato di tempo, le OO.SS. rappresentano che le 23 unità espletano la loro attività presso l’impianto di smaltimento rifiuti denominato “PASQUINELLI”, il quale sarà oggetto di ristrutturazione, a spese dell’A.M.I.U. S.p.A., il che dovrà necessariamente comportare un suo “fermo”. Inoltre, in seguito alla ristrutturazione dell’impianto, l’A.M.I.U. S.p.A. ha già dichiarato che il numero complessivo delle unità lavoro necessarie per il servizio sullo stesso impianto, si ridurrà da 23 a 14 unità e pertanto vi saranno 9 esuberi. Le OO.SS. ritengono necessario affrontare sia il problema del “fermo impianto”, che quello del probabile esubero già dichiarato di 9 unità. Su tale specifico punto gli interventi delle singole OO.SS. sono i seguenti:


SLAI COBAS – Calderazzi Margherita

Ritiene che sia doverosa una internalizzazione immediata delle 23 unità lavoro direttamente nella società partecipata A.M.I.U. S.p.A., avendo i lavoratori maturato un diritto in tal senso ed essendo tale soluzione la più economica anche per il Comune di Taranto, in quanto non sarebbe più necessario predisporre gare che, oltre al costo incomprimibile del lavoro, individuino componenti economiche accessorie per la remunerazione dell’attività di impresa. Il problema dell’esubero non ci sarebbe se, indipendentemente dalla ristrutturazione funzionale dell’impianto “PASQUINELLI”, il Comune e la società di nettezza urbana provvedessero a far partire, anche nelle zone di Taranto centro, Tamburi e Paolo VI°, le programmate attività di raccolta differenziata dei rifiuti, che avrebbe l'effetto dell'assorbimento di tutte le unità in presunto esubero. Non si ritiene favorevole ad accettare sindacalmente alcuna ipotesi di sospensione di rapporto durante il rifacimento dell’impianto, né tantomeno alcuna rinuncia da parte dei lavoratori in termini di turnazione lavorativa e/o diritti economici in BP;

UGL CHIMICI – Calabrese Alessandro

Rispetto all’inesistenza degli esuberi presunti, ci si rifà a quanto già dichiarato nel verbale prefettizio del 03/04/2017. Il problema delle società partecipate del Comune è che, come già più volte segnalato, le stesse pubblicano Gare con una base economica non sufficiente a coprire tutti costi del servizio da erogare e pertanto gli affidamenti si dimostrano poi sotto costo, con tutte le conseguenze del caso per lavoratori ed imprese coinvolte. Si ritiene che la programmazione del layout del nuovo impianto “PASQUINELLI” sia non conforme alle reali esigenze di lavoro su tale impianto, in quanto Il comune non ha considerato i reali fabbisogni di personale, anche con riferimento alle attività di guardiania dell’impianto. Rispetto alla gestione dell’impianto “PASQUINELLI” la stessa avviene tutt’oggi in modalità antieconomica: spesso nello stesso vengono conferiti rifiuti di amianto e l’impianto deve essere “fermato”, con intervento di una ditta esterna all’appalto che si occupa della sua rimozione. Quanto sopra determina che il costo complessivo dell’appalto sia di gran lunga superiore a quanto dovrebbe, poiché ogni intervento (che viene effettuato da una ditta diversa dalla KRATOS) ha un ulteriore costo; in quest’ottica sarebbe stato notevolmente più economico formare gli stessi 23 lavoratori anche per gli interventi di bonifica, con evidenti risparmi di spesa. Anche la UGL denuncia la necessità di far partire la raccolta differenziata e dichiara l’importanza di organizzare percorsi di formazione del personale da impiegare nella stessa.


COBAS DEL LAVORO PRIVATO – Stasi Salvatore

C'è una fase transitoria che riguarda il fermo dell’impianto per manutenzione, nella quale diviene necessario prorogare le attività e creare delle misure di sostegno al reddito per i lavoratori. Contestualmente alla sospensione dell'impianto i lavoratori devono essere avviati a percorsi formativi di qualificazione professionale per la loro ricollocazione.

Tutte le OO.SS. richiedono pertanto alla Task Force di organizzare un incontro urgente con i nuovi rappresentanti del Comune di Taranto e delle sue partecipate A.M.A.T. e A.M.I.U. S.p.A. al fine di condividerne tutte le problematiche afferenti l’impianto “PASQUINELLI” e facilitare una possibile risoluzione.



Dopo tali interventi si passa alla ricognizione di tutti gli ex lavoratori dell’ANCORA SERVICE, la cui situazione complessiva è riepilogata nell’allegato prospetto (acquisito tramite i COBAS DEL LAVORO PRIVATO ad inizio lavori), per cui oltre i 23 di cui sopra vi sono altri 73 lavoratori rivenienti dall’ANCORA Service che hanno un contratto a massimo 8 mesi, ovvero non hanno alcun contratto. Tra le sicure urgenze vi sono le 29 unità impregnate nelle attività di sanificazione dei pulman per il trasporto urbano, per i quali tutte le OO.SS. intendono esprimere valutazioni: 
 

COBAS DEL LAVORO PRIVATO – Stasi Salvatore

Vi sono  29 lavoratori di cui il 90% hanno avuto per oltre dieci anni un contratto a 30h settimanali. L’attività svolta era pulizia e sanificazione dei bus e degli uffici dell’A.M.A.T. S.p.A. L'amministratore dell’A.M.A.T. S.p.A. nel 2011 predispose un appalto a 24 mila ore da erogare rispetto alle 43 mila che tali lavoratori avevano sempre erogato nei cinque anni precedenti, ma tale gara non riesce ad essere mai espletata in quanto le azioni sindacali ne impediscono l’aggiudicazione, non essendovi neppure convenienza da parte di chi se l’aggiudicava. Nelle more della mancata aggiudicazione il servizio veniva affidato in proroga e d’urgenza alla cooperativa l’ANCORA Service, che contrattualizzava i lavoratori a 30 ore settimanali. Nel corso del 2016 la cooperativa viene messa in liquidazione coatta e alla nuova gara per tali servizi partecipa una ditta di Catania, che dopo l’aggiudicazione rinuncia al contratto ed avvia contestualmente un’azione legale risarcitoria nei confronti della stazione appaltante. Da questo momento (dal 3 maggio 2017), avviene il passaggio dei lavoratori in somministrazione con la società ADECCO, che contrattualizza a 16 ore settimanali con perdita per gli stessi di tutti i diritti acquisiti in oltre dieci anni di lavoro. Il problema anche in questo caso appare di miopia da parte della partecipata del Comune di Taranto, in quanto i servizi pubblici essenziali di cui si tratta (sanificazione mezzi trasporto urbano) non possono oggettivamente essere svolti in 24.000 ore e pertanto l'appalto va annullato e Ripubblicato in maniera corretta.


UIL FPL – Franco Brunetti

Oltre al fatto che l’utilizzo distorto del lavoro somministrato rischia di far perdere tutti i diritti legittimamente acquisiti dai lavoratori in oltre dieci anni di appalti, c’è il “legittimo sospetto” che il Comune, tramite la sua partecipata, acquisendo servizi ad un valore sensibilmente inferiore alla media di mercato (attraverso un uso ridotto dei lavoratori coinvolti), stia producendo un “indebito arricchimento”. Pertanto è urgente ed indifferibile notiziare tutti i preposti organi dell’illegittimo utilizzo dello strumento della somministrazione lavoro.


SLAI COBAS – Balestra Francesco

E' assolutamente possibile recuperare i 29 lavoratori dell’appalto A.M.A.T. S.p.A. tramite un affidamento diretto temporaneo con la Kratos, che non ha partecipato alla gara in quanto evidentemente la stessa era antieconomica (come i fatti dimostrano). D'altronde la situazione di assoluta emergenzialità, legata alla erogazione non efficiente di un servizio “pubblico essenziale” quale quello di igienizzazione e sanificazione dei pulman di città, consente l’immediata eliminazione di problemi connessi ai “limiti orari” di gara; in altre parole è possibile, da subito, riportare l’appalto alle 43.000 ore. In quest’ottica sono numerose le lamentele e le denuncie dei cittadini afferenti il peggioramento del servizio di pulizia sugli autobus.



Dopo aver acquisito tutte le informazioni generali di cui sopra, le OO.SS. unanimemente dichiarano che è urgente incontrare la nuova amministrazione comunale di Taranto, di concerto con gli organi amministrativi delle società partecipate interessate dalle discussioni dell’odierno tavolo, al fine di risolvere le problematiche emerse e soprattutto individuare delle modalità operative di gestione e pubblicazione delle gare che tengano conto sia dell’efficienza nell’erogazione dei servizi che dei legittimi diritti acquisiti dai lavoratori in tanti anni di lavoro. Le stesse inoltre richiedono che Regione Puglia si faccia carico degli interventi di qualificazione del personale, consentendo allo stesso di avere i requisiti richiesti dalle gare in corso di pubblicazione. Infine le OO.SS, richiedono alla Regione Puglia di verificare l’esistenza di qualsiasi forma di sostegno al reddito che possa interessare i lavoratori durante i periodi di “fermo impianto” ovvero di riqualificazione.



La Task Force prende atto delle perplessità e delle osservazioni formulate dagli intervenuti e si impegna a girarle tempestivamente ai competenti uffici del Comune di Taranto, delle società partecipate, A.M.A.T. e A.M.I.U. S.p.A., nonché della Prefettura di Taranto, proponendo in tal senso un’incontro finalizzato alla definizione di tutte le problematiche emerse, in un’ottica di concertazione territoriale inter-istituzionale.

LCS.

TAP - Meledugno - notte di blocchi e cariche

Era arrivata la notizia che la multinazionale Tap avrebbe ordinato il trasporto degli ultimi 43 ulivi espiantati nell’area del cantiere San Basilio. Il movimento No Tap non si è fatto trovare  impreparato e ha bloccato la strada che collega Melendugno a Lecce per impedire il passaggio dei camion.

Sono arrivati in centinaia, gli abitanti della zona, carichi e pieni di rabbia per l’ennesimo sopruso della Trans Adriatic Pipeline. Si sono seduti per terra e hanno cominciato ad intonare cori. La notte di blocchi parte intorno all’una e, ovviamente ha trovato pronte le forze dell’ordine che, con carovane di blindati, sono arrivate sul luogo a difesa degli interessi della multinazionale che dovrebbe garantire la realizzazione del mega gasdotto.
Intorno alle 3.30 è arrivata la conferma dell’arrivo dei camion incaricati del trasporto degli ulivi e la tensione è tornata a salire. La polizia ha forzato il blocco e i camion, scortati da decine di blindati, sono arrivati al centro di Stoccaggio di Masseria del Capitano.
Si riaccende la resistenza No Tap in Puglia in un periodo in cui, secondo gli accordi presi tra il comune e la multinazionale, non erano previsti lavori. Sembra chiaro dunque che la Trans Adriatic Pipeline non guarda in faccia nessuno e cerca di sfruttare ogni momento utile per portare avanti nel silenzio i lavori necessari per l’apertura del cantiere. Nonostante tutto il movimento No Tap si è dimostrato all’altezza nell’affrontare il nemico e come già accaduto nei mesi scorsi gli ha dato filo da torcere.

infoaut

NELLA GUERRA MONDIALE SULL'ACCIAIO - RIPRENDERE UNA LETTURA DI PARTE, DI CLASSE

Invitiamo a leggere, o riprendere, la lettura di questo utile dossier "La crisi mondiale della siderurgia" del "Gruppo di lavoro 21 febbraio 1848" (di cui abbiamo pubblicato ampie parti a puntate in questo blog a fine 2016), perchè nell'attuale guerra commerciale, che vede protagonisti essenzialmente Usa, Europa, Cina, e nelle operazioni in corso di centralizzazione di multinazionali, vedi Thyssenkrup e Tata, è necessario che in primis gli operai abbiano una loro autonoma lettura, un'analisi marxista per avere una visione reale, scientifica e di classe; indispensabile anche per avere una chiara rotta della strada di lotta, particolare e generale, sul piano sindacale e politico, da percorrere.

SULL'ACCIAIO IN CORSO UNA GUERRA COMMERCIALE - L'IMPERIALISMO SI INCARTA NELLE SUE STESSE CONTRADDIZIONI

(Da Sole 24 Ore):
"...Bruxelles è pronta ad adottare misure di rappresaglia nel caso Washington decidesse di introdurre barriere all’import di materiale siderurgico, come minacciato dal presidente americano Donald Trump... Se la scelta dovesse colpirci (ha detto Cecilia Malmstrom, commissaria al commercio - ndr) certamente adotteremo misure di rappresaglia. Ci stiamo preparando».
Le autorità americane stanno valutando se introdurre dazi sui prodotti siderurgici in difesa della sicurezza nazionale... la Commissione europea ha pubblicato lunedì 26 giugno un rapporto. «Chiaramente, stiamo assistendo a un forte aumento del protezionismo... È preoccupante notare che le barriere più elevate sono quelle dei paesi del Gruppo dei Venti. Al prossimo G20 di Amburgo, l’Unione europea esorterà i leader a evitare il protezionismo. L’Europa non rimarrà ferma, non esiterà a usare gli strumenti a disposizione quando i paesi non applicano le regole».

L’Amministrazione Usa sostiene che la produzione domestica sia strategica per la sicurezza nazionale, perché fondamentale per la produzione di armamenti. Ma affermare un principio così vago... potrebbe scoperchiare un «vaso di Pandora» che autorizzerebbe qualsiasi Paese a erigere dazi a tutela di qualunque settore... una stretta, oggi, danneggerebbe soprattutto Canada, Brasile e Corea del Sud, i primi tre fornitori di acciaio degli Usa (l’Italia, l’anno scorso, vi ha esportato 657 milioni di euro di prodotti siderurgici). Su sponda europea, e soprattutto tedesca, le pressioni contro una nuova stretta hanno sfruttato addirittura i canali militari della Nato, fino a spingere il capo del Pentagono, James Mattis, a dirsi contrario...".
*****
Ogni imperialismo nella sua corsa ai profitti si trova una sovrapproduzione, in un mercato mondiale occupato da altri imperialismi o nuovi capitalismi che portano, a loro volta, la loro sovrapproduzione nei paesi prima uniche potenze commerciali.  
Il capitalismo prima invade tutti i mercati possibili, e per questo fa guerre, distrugge intere zone, impone le sue produzioni agli altri paesi; poi fa la politica delle "barriere". 

Ed è ridicolo sentir parlare la Ue di un "commercio libero ma equo, di "necessità della reciprocità nel commercio", quando il capitalismo nella sua fase imperialista ha nel suo Dna la lotta interimperialista, per difendersi e svilupparsi.
Alla guerra commerciale segue la guerra militare interimperialista, portata avanti in generale per interposta persona, facendo dei paesi dipendenti il palcoscenico. 

Questa "guerra" provoca nelle cittadelle imperialiste per i lavoratori licenziamenti, chiusura di fabbriche, da un lato, intensificazione dello sfruttamento, attacco alle condizioni di lavoro ai diritti dall'altro, ecc.; nei paesi dipendenti, guerre, distruzione dell'economia locale, miseria per le masse popolari, supersfruttamento per i proletari, la nuova classe operaia. 

Di questo, anche, si parlerà al G20, delle "misure di rappresaglia", delle guerre mascherate o no, della "sicurezza nazionale" del proprio imperialismo, difesa con l'aumento della produzione degli armamenti. 

Ma contro tutto questo è necessario e giusto impedirgli il loro "festino macabro" ad Amburgo!

Al maxi processo ILVA/TARANTO dei padroni assassini, il 12 luglio saranno tra gli imputati anche le società che avevano tentato di uscirne con i patteggiamenti

Oltre 100 operai Ilva, lavoratori del Cimitero, cittadini dei quartieri inquinati - autorganizzati dallo Slai cobas per il sindacato di classe, difesi dagli avvocati Bonetto,Vitale, Pellegrin del foro di Torino e dagli avvocati Silvestre/Lamanna/Soggia di Taranto stanno conducendo una dura battaglia all'interno del processo, alla fabbrica e ovunque in città, perchè questo processo sia parte della guerra di classe contro i padroni assassini, i governi dei padroni e i loro complici; spesso in piena solitudine contro sindacati confederali, e altre forze di tipo opinionista e elettoralista 
Il NO ai patteggiamenti non ci sarebbe stato senza che questa protesta in Tribunale non avesse scoperto gli altarini degli accordi segreti e incoraggiato tanti a dire la loro.

Slai cobas per il sindacato di classe taranto
slaicobasta@gmail.com

CHE ORA SIANO PROCESSATI E CONDANNATI PESANTEMENTE PER I PROFITTI FATTI SUL SANGUE DEGLI OPERAI E DELLA POPOLAZIONE.

Ne escono giustamente sconfitti non solo i padroni Riva, ma anche i Procuratori di Taranto, Capristo e di Milano che avevano cercato di far passare un pasticciaccio vergognoso di accordo; ma anche e soprattutto il governo - allora Renzi - e i suoi servi commissari, ancora una volta a difesa solo dei profitti capitalistici, dei padroni vecchi e dei nuovi.

Questa, in un processo che va avanti ancora troppo lentamente, con troppo spazio alle eccezioni della difesa dei Riva, e in una situazione in cui tutte le operazioni in corso di svendita dell'Ilva mettono sotto i piedi la difesa della salute, della sicurezza, del lavoro, della dignità degli operai, degli abitanti di Taranto, è la seconda notizia positiva (dopo quella del NO al trasferimento del processo da Taranto).

Ora devono essere processati e condannati pesantemente. Devono risarcire tutte le parti civili.
Questo deve incoraggiare la partecipazione al processo Ilva di lavoratori, cittadini.

L'opposizione fatta ai patteggiamenti dallo Slai cobas per il sindacato di classe, con una protesta anche nell'aula del Tribunale, è l'unica strada per impedire che non venga fatta giustizia.

Slai cobas per il sindacato di classe -Taranto 

domenica 2 luglio 2017

FINALMENTE RESPINTI I PATTEGGIAMENTI - CHE ORA SIANO PROCESSATI E CONDANNATI REALMENTE PER I PROFITTI FATTI SUL SANGUE DEGLI OPERAI E DELLA POPOLAZIONE

Ne escono giustamente sconfitti non solo i padroni Riva, ma anche i Procuratori di Taranto, Capristo e di Milano che avevano cercato di far passare un pasticciaccio vergognoso di accordo, e anche e soprattutto il governo - allora Renzi - e i suoi servi commissari, ancora una volta a difesa solo dei profitti capitalistici, dei padroni vecchi e dei nuovi.

Questa, in un processo che va avanti ancora troppo lentamente, con troppo spazio alle eccezioni della difesa dei Riva, e in una situazione in cui tutte le operazioni in corso di svendita dell'Ilva mettono sotto i piedi la difesa della salute, della sicurezza, del lavoro, della dignità degli operai, degli abitanti di Taranto, è la seconda notizia positiva (dopo quella del NO al trasferimento del processo da Taranto).

Ora devono essere processati e condannati pesantemente. Devono risarcire tutte le parti civili.

Questo deve incoraggiare la partecipazione al processo Ilva di lavoratori, cittadini.
L'opposizione fatta ai patteggiamenti dallo Slai cobas per il sindacato di classe, con una protesta anche nell'aula del Tribunale, è l'unica strada per impedire che non venga fatta giustizia.