martedì 5 novembre 2019

Incontro governo-ArcelorMittal slitta a domani


“C’è la ferma determinazione del governo di proseguire la produzione dell’Ilva, di salvaguardare l’occupazione e di garantire la tutela dell’ambiente“. Queste le parole del premier Giuseppe Conte ai leader di Cgil Cisl e Uil in avvio di confronto sulla manovra. “Il governo vuole confrontarsi con l’azienda ma riteniamo che non ci sia alcun motivo che possa giustificare questo recesso. La norma sullo scudo penale non era nel contratto e non può essere invocata per giustificare il recesso“. “Abbiamo convocato l’azienda e chiariremo bene ad ArcelorMittal la nostra posizione“, ha detto ancora il premier Conte.
“Il governo non consentirà la chiusura dello stabilimento di Taranto. Garantirà invece la continuità

ArcelorMittal - Taranto - la tempesta perfetta fase 2 - giovedì 7 presidio alla port A ore 6

autonomia operaia e lotta di classe 

sono il problema e la soluzione


la posizione dello slai cobas per il sindacato di classe

 ArcelorMittal Taranto - giovedì 7 presidio alla port A ore 6

 Nella giornata di ieri ArcelorMittal ha inviato ai commissari straordinari Ilva una comunicazione di recesso dal contratto o risoluzione dello stesso per l’affitto, affermando che “la cancellazione dell’immunità penale, provvisoria, e i provvedimenti del Tribunale penale di Taranto che obbligano i commissari straordinari a completare talune prescrizione entro il 13 dicembre 2019, pena lo spegnimento dell’altoforno 2… prescrizioni che dovrebbero ragionevolmente e prudenzialmente essere applicate anche ad altri due altiforni… che quindi potrebbero (secondo sempre questa interpretazione di ArcelorMittal) anch’essi essere spenti”, renderebbe impossibile ad AM di attuare il suo piano industriale e il piano ambientale conseguente.
Per questo AM chiede ai commissari di assumersi entro 30 giorni le responsabilità di questa operazione e dei dipendenti.

Si tratta innanzitutto di un inaccettabile ricatto con cui ArcelorMittal intende imporre ad operai, lavoratori e città i suoi diktat circa la produzione, le condizioni della produzione, il disimpegno dal piano ambientale e di conseguenza i livelli di organico che vuole.
La crisi di mercato mondiale dell’acciaio viene scaricato sugli operai con licenziamenti, cassintegrazione permanente, intensificazione dello sfruttamento e le conseguenti ricadute sul piano della sicurezza sul lavoro e dell’inquinamento.

Questa minaccia di AM è rivolta agli operai, innanzitutto, per costringerli, tramite i buoni uffici dei sindacati confederali complici, a far fronte comune con l’azienda, secondo gli interessi dell’azienda che poi si sostanziano in meno salari, più profitti, più produzione a costi bassi, meno posti di lavoro.

Non facciamoci ingannare! E non accettiamo la riunione di emergenza al Mise convocata dal governo che ha un solo e unico scopo: dare ad ArcelorMittal quello che vuole .
Contro padroni e governo non si cede ai ricatti, ma si lotta, per imporre a padroni e governo la difesa dei posti di lavoro, del salario, delle condizioni di lavoro, della sicurezza e salute in fabbrica e sul territorio.

Naturalmente non va accettato anche l’altro ricatto, quello dell’ambientalismo piccolo borghese e antioperaio che non vede l’ora di chiudere l’Ilva, cancellando lavoro e possibilità di lotta effettiva per la salute e l’ambiente.

Agli operai diciamo: è la lotta di classe! E nella lotta di classe solo l’autonomia operaia, il sindacato di classe e la lotta generale sono armi per resistere ora, per vincere poi.
L’esperienza in corso alla Whirlpool di Napoli dimostra che resistere si può e si può costringere i padroni a fare un passo indietro e aprire in prospettiva una strada alternativa.
Ad ArcelorMittal si può fare? Lo Slai cobas dice SI!

 giovedì 7 presidio alla port A ore 6



TA. 5.11.19

SLAI COBAS per il sindacato di classe
slaicobasta@gmail.com – 3475301704
via Livio Andronico, 47 Taranto

A Lecce nuova presentazione della rivista La Nuove Bandiera - info pcro.red@gmail.com

lunedì 4 novembre 2019

Appalti comunali - Dopo lo sciopero del 25 ottobre - martedì 5 ore 18 lavoratrici e lavoratori in assemblea

Il 25 ottobre c'è stata una buona risposta di lotta da parte di tutti i lavoratori e lavoratrici degli appalti comunali organizzati nello Slai cobas.
La mobilitazione ora prosegue.
Occorre verificare gli impegni assunti dal vicesindaco Castronovi nell'incontro tenutosi sempre il 25, a partire dall'impegno per un nuovo incontro in questa settimana:
Per Asili – La nuova gara deve portare ad un aumento a 3 ore dell'orario di lavoro e al riconoscimento dell'ausiliariato. Ma questa gara doveva essere già pubblicata e invece finora non lo è stata.

Per ex Pasquinelli – Il Comune ha prospettato la soluzione di internalizzazione nell’Amiu, con ritorno dei lavoratori al servizio di selezione rifiuti. Su questo vi deve essere un incontro con anche l'Amiu.

Per pulizie scuole Tamburi – Doive i servizi nel corso degli anni sono aumentati ma l'orario (appena 3 ore) è rimasto sempre uguale, il vicesindaco si era riservato di approfondire e quindi di fare un incontro specifico.

Per dip. Euroglobal – Per cui vi sono problemi salariali, di violazioni contrattuali, abbiamo chiesto un incontro con l'azienda ma se non si risolvono, il Comune deve intervenire.

Per lavoratori operanti all’Amat – L’aumento dell’orario è legato all’incremento dei bus. Vi era l'impegno ad un incontro specifico con Amat.


Per i lavoratori operanti nelle piazze e custodi – Rispetto alla richiesta di aumento orario, a fronte anche della distribuzione in maniera discriminata di aumenti di ore a seguito pensionamenti di lavoratori, Castronovi ha ugualmente posto tale aumento in relazione ad un incremento di servizi, nella prospettiva dell’omogeneità di orario nella futura Multiservizi.
Questo aumento deve essere possibile subito a partire dall'incremento attività al Parco del Mirto, attualmente abbandonato.

PER VALUTARE GLI IMPEGNI, CHIEDERE IL NUOVO INCONTRO CON VICESINDACO, DECIDERE NUOVE INIZIATIVE DI MOBILITAZIONE
ASSEMBLEA DI TUTTI I COBAS DEGLI APPALTI COMUNALI MARTEDI' 5 NOVEMBRE ORE 18 PRESSO SEDE SLAI COBAS, VIA L. ANDRONICO, 47 TARANTO

ArcelorMIttal - Ora occorre la lotta!

AM con il cambio al Vertice si prepara a ridurre organici, come minimo questo significa più cassintegrazione per altre migliaia di operai. Nello stesso tempo, con la minaccia di "rivedere" (in peggio) l'accordo del 6 settembre 2018, non attuerà alcun piano ambientale, e condizioni di lavoro, sicurezza, salute non faranno che peggiorare. 

In tutto questo, che richiederebbe una forte e prolungata risposta di lotta, i Sindacati attendono solo inutili incontri a Roma, scontati nei loro esiti, in cui la Mittal ricatta e impone e il governo M5S/PD dispone. I sindacati si dicono preoccupati ma, come hanno fatto finora, firmeranno altra cassa integrazione. Anche l'Usb appena ha ottenuto l'incontro ha revocato ogni iniziativa di lotta.

Che fanno gli operai? Purtroppo ancora niente! Non imparano dalle lezioni del recente passato e prendono solo "mazzate", mentre il clima di lamenti, preoccupazione, sfiducia non si trasforma ancora in organizzazione autonoma e lotta.

Cambiare strada! 
Senza la lotta gli operai non contano niente, non fanno fare alcun passo indietro, non impongono le loro proposte e interessi.
Gli operai della Whirlpool di Napoli, con settimane, mesi di lotta che ha coinvolto tutta la città, in una situazione che sembrava chiusa, sono riusciti a bloccare per ora i licenziamenti. 
Solo scioperi e lotta anche a Taranto possono cambiare una situazione drammatica per lavoro e salute, sicurezza. 
Martedi' 5 novembre incontro operai ore 18 presso la sede Slai cobas via Livio Andronico, 47

domenica 3 novembre 2019

Un sondaggio, i lavoratori bocciano ArcelorMittal a Taranto - ma facciamone uno anche che giudichi l'azione del governo M5stelle ieri con Salvini/ oggi con il PD!

  • Serve ai lavoratori la lotta e il sindacato di classe autonomi dai padroni, governo e sindacati confederali - tutto il resto lascia le cose come stanno
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  • Slaicobas per il sindacato di classe - Taranto via Livio Andronico 47 slaicobasta@gmail.com
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Il Sondaggio tra i lavoratori del centro siderurgico di Taranto.
Lo ha effettuato l’Usb distribuendo un questionario in forma anonima. Platea di riferimento le circa 1700 unità che hanno partecipato alle assemblee in fabbrica. Meno di un quarto, precisa l’Usb, sono suoi iscritti. Hanno partecipato 1314 lavoratori, 1254 i questionari compilati correttamente. L’esito del sondaggio verrà consegnato ufficialmente al ministro allo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli durante l’incontro in programma il prossimo 5 novembre. Ecco le risposte alle sette domande.

  1. Secondo te è giusto garantire ad ArcelorMittal o ad altri lo scudo o l’immunità penale fino alla scadenza delle attività AIA?
    43 Si ( 3,4%) – No 1211 (96,6%).
  2.  ArcelorMittal sta rispettando il contratto stipulato con il Governo e l’accordo e l’accordo sindacale del 6 settembre?14 Si ( 1,1% ) – No 1240 (98,9%).
  3. Ad un anno dall’ingresso di ArcelorMittal, dal punto di vista della sicurezza degli impianti e dell’ambiente, ritieni che lo stabilimento sia migliorato? 17 Si (1,4%) – No 1237 (98,6%).
  4. Secondo te ArcelorMittal farà mai gli investimenti che ha promesso per rilanciare la fabbrica e per renderla eco-compatibile e sicura?
    29 Si (2,3%) – No 1225 (97,7%).
  5. L’attuale ciclo produttivo integrale a carbone è compatibile con il rispetto della salute umana e dell’ambiente? 31 Si (2,4%) – No 1223 (97,6%).
  6. Il Governo, alla luce di quanto successo finora, dovrebbe annullare il contratto con ArcelorMittal? 1141 Si (91,00%) – No 113 (9%).
  7. Saresti favorevole ad un accordo stile accordo di programma di Genova per chiudere l’area a caldo? Si 993 (79,2%) – No (20,80%).
“In generale – dichiara il coordinatore provinciale Francesco Rizzo – registriamo tra i lavoratori uno stato di malessere diffuso nei confronti di ArcelorMittal. E’ un dato rilevante che il 91% di coloro che hanno aderito al questionario chiedono l’annullamento del contratto di Governo così come spicca l’elevata percentuale dei lavoratori contrari all’immunità penale a loro concessa. I lavoratori non ripongono più fiducia in un progetto che vede il rilancio della fabbrica, infatti l’80% dei lavoratori che hanno risposto alle domande del questionario anonimo sono favorevoli ad un accordo di programma risolutivo ai fini della chiusura dell’area a caldo con la garanzia occupazionale di tutti i lavoratori”.

Liliana Segre a Taranto il 16 novembre

  • Una opportunità per riaffermare l'antifascismo e l'antirazzismo a Taranto
  • una opportunità per affermare che denunciare il ruolo di Israele non è antisemitismo ma giusto e necessario
  • antisionismo/antimperialismo e ancora antifascismo e antirazzismo
proletari comunisti Taranto