mercoledì 3 settembre 2014

Taranto non deve essere città di guerra! Il circolo di proletari comunisti è la voce in città da sempre in lotta contro guerra e militarizzazione

Ogni volta che aumentano i fattori di guerra, Irak, Ucraina, Libia... Taranto torna centrale per i piani dell'imperialismo

In volo supersonico sopra la Puglia
Boati sentiti a Taranto

BARI – Questa mattina, intorno alle 11:30, tre velivoli Eurofighter dell’Aeronautica Militare nell’ambito della attività addestrativa hanno effettuato un passaggio supersonico, ovvero a velocità superiore alla velocità del suono, della durata di 5 minuti. Lo rende noto un comunicato del 36 Stormo di Gioia del Colle (Bari) dell’Aeronautica Militare. L'iniziativa, autorizzata nell’ambito della normale attività di volo programmata, è stata svolta sul Mar Ionio a 5 miglia nautiche dalla costa di Taranto e ad una quota di oltre 14 km di quota in mare aperto.

L'intera missione dei 3 velivoli, in dotazione al 36 Stormo di Gioia del Colle (Bari), si è svolta sotto il controllo radar degli Enti della Difesa Aerea Italiana ed è stata condotta in aderenza a tutte le norme e procedure previste per detta attività, con particolare riferimento alla zona di volo e alla quota minima al di sopra della quale i voli supersonici possono essere svolti. «L'addestramento al volo supersonico – si legge nella nota – è indispensabile per preparare i piloti alle attività di sorveglianza e protezione dello spazio aereo nazionale».

Il volo effettuato degli Eurofighter non è comunque passato inosservato o per meglio dire «inascoltato». A Taranto in molti si sono allarmati per i boati che si sentivano, senza riuscire a vedere alcun aereo.

Immigrati a Taranto - l'articolo di Monica Arcadio conferma quello che abbiamo denunciato sin dall'inizio e rilancia la proposta che lo Slai cobas per il sindacato di classe ha fatto - Ma ora serve la lotta autorganizzata e di classe che solo con lo slai cobas si può fare!

Accoglienza dei profughi
si celano interessi forti

di MONICA ARCADIO

TARANTO - L'accoglienza dei profughi, purtroppo, non è solo solidarietà. L’accoglienza di chi scappa dalla guerra e dalla fame in cerca di un mondo migliore cela anche interessi molto forti. Interessi che sono di tutti. Sono dello Stato e delle associazioni che la gestiscono, oltre che delle organizzazioni criminali che lucrano sugli immigrati. Taranto, superata l’onda emotiva dei primi sbarchi e delle prime operazioni di accoglienza, non si presenta cosi solidale come all’inizio salvo la presenza costante di volontari - che ormai si contano sulla punta delle dita - impegnati nei vari, quanto improvvisati, centri di prima accoglienza del territorio.

Solo pochi giorni fa, l’associazione Salam di Martina Franca, attraverso una associazione temporanea di imprese (Ati), si è aggiudicata un bando per la gestione di una nuova struttura per gli immigrati. Pochissimi giorni fa quella struttura, nella zona industriale di Paolo VI, è stata aperta con l’impiego di dieci persone assunte con contratto di un mese, prorogabile fino a dicembre, a 500 euro al mese.
Quelli che un tempo erano volontari, volontari di fatto non lo sono più seppure per pochissime centinaia di euro. E cosi i ragazzi che, fino a qualche tempo fa, prestavano gratuitamente la loro opera al Baby Club di via delle Cheradi che ospita 70 minorenni, da tre giorni hanno abbandonato quella struttura per spostarsi al quartiere Paolo VI la cui struttura è configurata come centro di prima accoglienza.

Stando a indiscrezioni sarebbe in cantiere l’apertura di altri due centri analoghi a Taranto, le cui sedi sarebbero state individuate, ma al momento nulla di certo. Resta, però, il fatto che il fenomeno dell’immigrazione continua ad essere gestito con improvvisazione e precarietà senza offrire neppure un minimo di dignità a uomini, donne, bambini che quella dignità l’hanno perduta ancora prima di arrivare nel Belpaese.
Il Baby Club ne è l’esempio più lampante in questo momento. Ci sono settanta minorenni, e non tutti in realtà lo sono anche se così dichiarano, ospiti in una struttura totalmente inadeguata da ormai tre mesi. Avrebbero dovuto essere solo di passaggio e, invece no, ci sono rimasti lì. Non ci sono letti, soltanto materassi appoggiati a terra. Grandi e squallidi stanzoni che solo il lavoro dei volontari ha reso lievemente dignitosi e accoglienti. E in quella stessa struttura, dove i ragazzi sono stati impegnati anche in lezioni di inglese e di italiano tenute da qualcuno di buon cuore che ha trascorso nel centro le sue ferie, vengono lasciate ragazze in stato di gravidanza. Sicuramente non è la collocazione ideale, per usare un eufemismo.

Quello stesso centro è stato oggetto di diversi controlli dei funzionari dell’organizzazione umanitaria «Save The Children» che avevano riscontrato alcune irregolarità tra il numero dei ragazzi ospiti e quelli effettivamente denunciati, come già rivelato dalla Gazzetta. Non c'era un registro che monitorasse la situazione ed è stato creato con tanto di nomi e fotografie proprio dall’organizzazione mondiale che si occupa di minori. Il fenomeno migratorio non può più essere considerato come una emergenza perché ormai è una problematica con la quale anche a Taranto, anche nella nostra città, si convive quotidianamente e, per questo motivo, le istituzioni, gli organismi competenti dovrebbero pianificare un diverso approccio che consenta una collocazione diversa e più dignitosa, seppur di passaggio, per i migranti, soprattutto per i minori.

Ilva - l'Arcivescovo Santoro - vero sindaco-ombra della città - ha ragione, ma non saranno arcivescovi e magistrati che ci salveranno - ma solo la lotta operaia e popolare, autorganizzata e prolungata che faccia perno sulla ricostituzione del sindacato di classe e di massa, di cui lo slai cobas per il sindacato di classe è il il principale nucleo fondante

Vescovo di Taranto
«Dopo un anno su Ilva tutto fermo»

TARANTO – "E' passato un altro anno, ma nonostante gli sforzi non si sono registrati ancora significativi passi in avanti sia per l’adeguamento degli impianti sia per le irrinunciabili bonifiche delle aree esterne allo stabilimento industriale". Lo sottolinea, riferendosi alla vicenda Ilva, l’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro, nel messaggio in occasione della giornata per la "Custodia del creato", rivolgendo un "appello alle autorità politiche nazionali, al mondo del lavoro e dell’economia perchè siamo proprio a un punto cruciale nella difesa della vita e dello sviluppo del bene comune".

"L'inquietudine e la preoccupazione della popolazione tarantina – osserva – sono aumentate per diverse ragioni: i ritardi e le varie proroghe nell’applicazione delle misure ambientali, che la sentenza della Corte Costituzionale 85 del 2013 indica come unica condizione per il mantenimento del sequestro degli impianti con facoltà d’uso; l’incertezza sulla disponibilità e la provenienza delle risorse necessarie a portare avanti l’opera di risanamento".

A queste insicurezze "si aggiunge poi – spiega Santoro – il timore che il carico di inquinanti sull'uomo e sull'ambiente possa persino aumentare con il prospettato insediamento dell’impianto 'Tempa Rossà. Il 'caso Tarantò è un banco di prova e non solo dal punto di vista etico: dalla qualità delle decisioni e dall’efficacia delle azioni dipenderà la politica industriale e l’economia del Paese. La sua classe dirigente trovi allora la forza per affrontare questo problema con quello spirito creativo e con quel coraggio che ha portato gli antichi navigatori alla scoperta di nuove terre".

Peacelink propone di arrendersi alla crisi e al mercato e semina illusioni circa le prospettive di riconversione - il circolo di proletari comunisti si batte invece per il decreto operaio che metta in sicurezza il posto di lavoro, imponga una messa a norma con gli operai in fabbrica, affronti i problemi eventuali con il poensionamento anticipato degli operai che abbiano almeno 20-25 anni di stabilimento - difenda la salute con bonifiche che diano lavoro e risarcimenti agli operai e cittadini colpiti

Peacelink: ecco il nostro piano B per Taranto

TARANTO – "Il mercato dell’acciaio è in fase recessiva ed è caratterizzato da un eccesso di capacità produttiva di 300 milioni di tonnellate di acciaio annue. Di fronte a questo scenario lo stabilimento siderurgico Ilva sarà sconvolto da un’ondata di crisi che ha portato già altre acciaierie alla chiusura. Per questo è necessario approntare un piano B per ridare futuro ai lavoratori e alle loro famiglie". Lo sostiene il presidente di Peacelink Taranto Alessandro Marescotti, che ha illustrato alla commissione Sviluppo del Consiglio comunale di Taranto "come è possibile riconvertire l'economia locale attraverso fondi europei".
"Il punto di partenza oggi per uscire dalla gravissima situazione a cui ha portato questa politica miope e colpevole - aggiunge – dovrebbe essere quella di una riconversione verso uno sviluppo sostenibile, attraverso il riconoscimento di Taranto come area di 'Crisi industriale complessà".
Il "Piano B per Taranto" non può prescindere, aggiunge Marescotti, "dalla bonifica dei terreni e dalla messa in sicurezza della falda che, se non attuata oggi, costerà molto di più in futuro e, che se non eseguita in tempi rapidi, rischia di compromettere ogni sviluppo futuro di una importante area". Per la copertura finanziaria si rimanda ai "fondi europei per la conversione e il rilancio delle attività economiche".
Nel periodo 2014-2020, ricorda Marescotti, l’Europa "metterà a disposizione dei fondi proprio per le aree di crisi industriale".

lunedì 1 settembre 2014

LA LISTA SLAI COBAS E' PRESENTE ALLA CEMENTIR, ALL'ELEZIONI RSU



Dal 18 settembre inizia la FORMAZIONE OPERAIA ON LINE

Su questo blog dal 18 settembre inizierà per la prima volta un sistema di formazione politica nuovo.

Un corso periodico di formazione operaia. 
a partire dalle basi marxiste su lavoro salariato, capitale, crisi, ecc.

INIZIEREMO CON UNA SINTESI DELLO SCRITTO DI MARX:
"Lavoro salariato e capitale"


Il corso avrà periodicità settimanale, ogni giovedì.

I lavoratori potranno intervenire postando note nei "commenti" o domande, richieste di chiarimento, o suggerimenti. 

Gli operai senza un pensiero autonomo sono succubi dei padroni, dello Stato, dei governi e manovrati dai partiti riformisti e dalle forze, sia pur di opposizione, non di classe.

Circolo Proletari comunisti - Taranto

Riprendiamo il 4 settembre!

Il 4 settembre alle ore 18 nella sede di via Rintone, 22 Taranto, c'è l'attivo dei cobas e lavoratori dello slai cobas per il sindacato di classe

Già dalle prossime settimane vari appuntamenti, di cui parlare e prepararci

12 settembre - attivo delle parti civili per il processo Ilva - nuove costituzioni, inchiesta sui reparti Ilva - il punto della situazione processuale
13 settembre - Venuta di Renzi a Taranto - vuole fare una "toccata e fuga veloce", passerelle con Istituzioni plaudenti e lecchine in una città blindata - Non deve essere così!
16 settembre - ripresa del processo Ilva - Non deve essere una farsa ad usum solo degli avvocati e di giudici, come il Gup, compiacenti con i massimi imputati - per questo la costituzione di "parte civile" è soprattutto un terreno di lotta.
15 - 17 settembre - elezioni Rsu alla Cementir - è presente per la prima volta la lista degli operai SLAI COBAS! Hanno tentato di tutto per non farla presentare, ma non ci sono riusciti!