sabato 17 dicembre 2022

Adesione da Taranto alla manifestazione di Roma di oggi con al centro la lotta per la salute

L’attivo operaio di Taranto, presenti rappresentanti Acciaieria d'Italia - Pellegrini/Triton appalto Acciaieria - cassintegrati Ilva AS - rappresentanti operai parti civili processo "ambiente svenduto" - Tessitura Albini Mottola.

aderiscono alla manifestazione nazionale del 17 a Roma e alla piattaforma su cui si svolge.

Naturalmente riteniamo che questa iniziativa sia un inizio di una campagna e azione prolungata che tocchi realmente le fabbriche e le realtà simbolo delle morti da lavoro e da inquinamento e innovi le forme di lotta in fabbrica e nei territori colpiti, in particolare nei processi in tribunale.

Su questo dobbiamo trovare tempi e modi per andare avanti e costruire esempi e esperienze tipo da generalizzare.

A gennaio proveremo a fare una proposta praticabile per questo.

Intanto uniti nella lotta e nella solidarietà

Attivo operaio Taranto


Tessitura: Azienda e sindacati confederali fanno un accordo di "incentivo all'esodo" che è una svendita! SOLO LO SLAI COBAS SI OPPONE

REPORT SUGLI INCONTRI PRESSO L'ARPAL DEL 16.12.22 

L’azienda, Tessitura di Mottola, non vuole lo Slai cobas alla trattativa. L’Arpal/Coviello ricorda che lo Slai cobas ha chiesto per primo l’incontro - L’azienda non vuole far cominciare l’incontro se presente lo Slai cobas - Coviello propone l’incontro separato e l’azienda lo accetta. 

L’incontro con i sindacati confederali comincia tardi. L’azienda propone ai sindacati per incentivo all’esodo 13.000 euro entro marzo - 11 mila entro giugno - 7 mila entro settembre. Controproposta confederale: 15mila a marzo -10mila a giugno - 6mila a settembre, per un totale di 30 lavoratori.
La trattativa va per le lunghe e termina con l'accordo.

L'incontro con lo Slai cobas. E' presente l’azienda ma parla per essa solo la Confindustria, Meschiari. Letto il precedente accordo firmato, lo Slai cobas argomenta con interventi del coordinatore e sopratutto con del Rsa la sua contrarietà nel metodo e nelle cifre assolutamente inadeguate, peggiorative anche di una precedente proposta 14.400 euro per 40 lavoratori - fatta saltare a suo tempo dalla protesta Slai cobas e lavoratori. Non è un incentivo all’esodo ma una proposta svendita!
Meschiari e l’azienda in chiara difficoltà e senza argomenti non sono in grado di replicare; e quando il Dr. Coviello propone di chiudere con un mancato accordo l’azienda in maniera arrogante e indisponente abbandona il tavolo e si rifiuta di firmare il verbale. 

I lavoratori sapranno giudicare azienda, sindacati confederali,  non rispettosi del lavoro e dei lavoratori, e questo accordo "bidone".

Nei prossimi giorni previa consultazione dei lavoratori le nuove iniziative. 

Allegati i due verbali: dello Slai cobas e dei confederali




 

venerdì 16 dicembre 2022

"tarantocontroguerra" - campagna dello Slai cobas a Taranto


Alla conferenza stampa di giovedì 15 dicembre lo Slai cobas Taranto apre una campagna prolungata contro il trasferimento annunciato del comando Nato a Taranto. 

- Decisa la formazione di un comitato cittadino denominato "tarantocontroguerra" e un convegno a carattere regionale per il 20 gennaio chiamando a raccolta organizzazioni sindacali, rappresentanze politiche e sociali anti guerra-anti Nato e anti mitariste, personalità intellettuali, artistiche, culturali in genere pacifiste;

- viene preparato un dossier e una mostra fotografica itinerante per gennaio 

- viene ripresa aggiornata una mozione contro la guerra, l’aumento delle spese militari. Gli effetti della guerra sul carovita. Mozione promossa da operai e lavoratori Slai cobas che ha raccolto finora 300 firme alla fabbrica - 200 delle quali già consegnate in prefettura. 

Per lo slai cobas Taranto Palatrasio Ernesto slaicobasta@gmail.com. Wa 3519575628

giovedì 15 dicembre 2022

Ex Ilva: I controllori non controllano

Si è aperta una nuova indagine sulla questione inquinamento/ambiente e sugli interventi che doveva fare Acciaierie d'Italia. Ma questa volta gli indagati sono per ora dirigenti e funzionari dell'Arpa e Ispra, cioè ci doveva controllare che quelle misure ambientali venissero fatte. E questo, chiaramente, sarebbe ancora più grave. 

Che il capitale è nocivo di per sè, che i padroni, privati o pubblici che siano, hanno come unico interesse il profitto e la riduzione dei costi del lavoro, da cui i tagli o la messa non all'OdG della sicurezza e la salute dei lavoratori e degli abitanti della citta', è una realta' chiara, che si può ridurre al massimo con la lotta dei lavoratori e della popolazione, ma non rovesciare finchè esiste il capitale; ma quanto gia' emerso nel processo "Ambiene svenduto" e ora in questa nuova indagine, dimostra anche che non si tratta di un capitalista (Riva prima e Mittal ora) ma di un sistema generale, economico, politico, statale, che salvaguardia solo gli interessi della classe dominante e che lo Stato, i governi sono altrettanto responsabili di morti operaie, di malattie, di attaccare la nostra salute e vita; per cui anche chi dovrebbe controllare i padroni agisce con la logica delle leggi dei padroni, o peggio.

Ma per l'ex Ilva dimostra ulteriormente che l'ingresso dello Stato in Acciaierie d'Italia non ha cambiato la situazione: capitale privato o capitale pubblico, lo sfruttamento e l'attacco ai diritti dei lavoratori e delle masse popolari è sempre lo stesso; smentendo le illusioni ultimamente diffuse da Uilm, Fiom, Usb che con un maggior ingresso dello Stato o con la nazionalizzazione tutto si risolve...

Troppo facilmente in questi mesi l'Ispra, l'Arpal hanno comunicato dati, situazioni in netto miglioramento,che gli interventi programmati sono stati quasi tutti completati e certificati", quindi l'inquinamento diminuiva, il futuro era "eccellente"...

Oggi alcuni di questi controllori sono indagati per "Tentata concussione, falso e inquinamento ambientale". Si è aperta "una nuova indagine per fare luce sui lavori di adeguamento dello stabilimento tarantino a dieci anni di distanza dal sequestro dell’area a caldo. Un percorso di messa in sicurezza che secondo l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale deputata ai controlli dal Governo, procede – peraltro - senza particolari intoppi: dai controlli effettuati proprio dall’Ispra nel primo semestre del 2022, nel quale ci sarebbe stata la realizzazione di quasi tutti gli interventi programmati, tra cui quelli di riduzione delle emissioni convogliate e diffuse di polveri fini (in particolare provenienti dall’area a caldo, ossia area cokeria, agglomerato, altoforno e acciaieria), i lavori compiuti da Acciaierie d’Italia - la società partecipata dallo Stato, attraverso la controllata Invitalia, e la multinazionale ArcelorMittal – sarebbero stati eseguiti a regola d’arte.
Nel registro degli indagati sono finiti il 59enne barese Vincenzo Campanaro, dal 15 luglio del 2019 direttore scientifico di Arpa Puglia, il 55enne romano Francesco Astorri, responsabile della Sezione per la valutazione e i controlli degli impianti di interesse strategico nazionale dell’Ispra, e il 67enne romano Mario Carmelo Cirillo, fino al 31 luglio del 2021 direttore del dipartimento per la valutazione, i controlli e la sostenibilità ambientale di Ispra
". "Le indagini preliminari sono state disposte dal gip Francesco Maccagnano su richiesta del procuratore aggiunto Maurizio Carbone e del sostituto Maria Grazia Anastasia che coordinano le attività dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Lecce..
Insomma se per Ispra i lavori per l'attuazione delle prescrizioni Aia procedono speditamente verso il termine previsto per agosto 2023, per la Corte al momento la salute di operai e tarantini è ancora a rischio. E gli impianti restano quindi sotto sequestro, anche se con facoltà d’uso"

"...Non una questione di poco conto, dato che anche dalla qualità e dall’efficacia di quei lavori di adeguamento degli impianti dell’acciaieria tarantina, dipende il dissequestro dell’area a caldo: uno dei principali elementi al centro della contesa tra Invitalia e ArcelorMittal. Senza dissequestro, infatti, l’accordo tra Stato e il socio privato per l’acquisto del complesso aziendale ex Ilva potrebbe non concludersi..." .

D'altra parte per questi "interventi fatti" sono stati impiegati un mucchio di soldi (mentre Acciaierie d'Italia, dichiarando crisi di liquidit, mette in cigs migliaia di operai cheprendono salari da fame).
"Secondo un report di Ilva in as aggiornato a giugno scorso, è di quasi un miliardo il totale speso sinora per interventi nelle aree produttive del siderurgico. Nello specifico si tratta di 936,533 milioni, divisi in 844,010 milioni per la parte ambientale e 92,523 per quella dei rifiuti. Tra le maggiori voci di spesa figurano 281,802 milioni per i parchi di stoccaggio delle materie prime, 130,710 per nastri trasportatori, torri di collegamento ed edifici, 186,258 per le cokerie, 32,351 per l'area gestione rottami ferrosi. Circoscrivendo la spesa al solo periodo 1 novembre 2018-30 giugno 2022 e quindi alla gestione AM InvestCo Italy e Acciaierie d'Italia, si hanno 732,593 milioni relativi alle prescrizioni attuate. Degli oltre 732 milioni, 674,383 milioni riguardano il solo capitolo ambientale".

Asili: ancora una vittoria della mobilitazione delle lavoratrici Slai cobas e Usb: anche i giorni di sospensione natalizi saranno lavorativi = altre rivendicazioni

Basta con le sospensioni del lavoro e del salario! Questo abbiamo detto e con la lotta lo stiamo ottenendo. Dopo il mese di lavoro di quest'estate, ora si è rotto anche il "tabù" dei giorni di sospensione in questo periodo festivo.

E' stata la determinazione dello Slai cobas e ultimamente anche dell'Usb ad ottenere questo risultato che per decenni è sembrato impossibile. 

I sindacati confederali a parte qualche flebile parola non hanno mai fatto alcuna iniziativa per ottenere la fine della sospensione, schierandosi di fatto, come sempre, dalla parte del Comune e contro le lavoratrici e lavoratori. 

Su questo, anche su questo, chiamiamo le lavoratrici che ancora credono in questi sindacati di aprire gli occhi.

Slai cobas Taranto

SEGUE UN COMUNICATO SULL'INCONTRO AZIENDALE CHE HA POSTO ALTRI IMPORTANTI PUNTI

COMUNICATO INFORMATIVO SULL’INCONTRO CON SERVIZI INTEGRATI DEL 12.12.22

1) Sulla questione della attuale distribuzione delle 7 unita’ per asilo; abbiamo insistito con la Ditta di tener conto delle presenze reali e non di quelle sulla “carta”, atteso che vi sono lavoratrici in aspettativa, lunga malattia, con gravi problemi di salute, ecc. che non possono garantire una presenza stabile.

La Ditta si è impegnata ad equilibrare le forze, in questo periodo natalizio. Ma da parte nostra invitiamo le lavoratrici dei vari asili a segnalarci situazione particolari (che impediscono di essere effettivamente 7 nell’asilo) affinchè noi possiamo controllare.

2) Sulla questione sostituzioni; da ora le sostituzioni in tutti gli asili verranno fatte al 100% delle ore di assenza. Questo, pertanto, non richiede ogni volta una preventiva autorizzazione.

3) Sul superamento dei giorni di sospensione nel periodo natalizio; fermo restando la volontarieta’ di scendere a lavorare, per tutte le 70 lavoratrici e lavoratori e in tutti gli asili i giorni che fino allo scorso anno erano di sospensione quest’anno invece saranno lavorativi: nei 4 asili in cui vi sono dei “centri invernali” si svolgeranno le normali attivita’ di pulizie/ausiliariato, in tutti gli altri pulizie straordinarie.

Questa è un risultato che abbiamo ottenuto solo grazie alla nostra mobilitazione. Mentre i sindacati confederali se ne fregavano.

Continueremo a lottare per mettere definitivamente fine alle sospensioni sia nel periodo pasquale che nell’altro mese estivo.

4) Su attrezzature, prodotti che riguarda anche problemi di difesa sicurezza/salute; la nostra Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza ha fatto un elenco delle attrezzature necessarie che mancano da tempo e da portare in ogni asilo (tra le principali: aspirapolvere/aspiraliquidi (con prolunghe), secondo carrello per trasportare secchi, ecc., spazzatrici piccole, eliminare le mazze di legno, pompe per il terrazzo, idropulitrici, lavavetri, scovolini, sgrassatori ecocompatibili, secchi distinti, ecc.). in ogni caso noi formalizzeremo con un elenco preciso queste richieste.

Inoltre è stato chiesto di avere in ogni asilo un locale per lo spogliatoio, indipendente da quello della lavanderia.
La Ditta si è impegnata a provvedere in questo periodo natalizio. Anche su questo invitiamo le lavoratrici di ogni asilo a segnalarci le mancanze.

5) Sulla richiesta di corrispondere una tantum, a fronte di aumento del carico di lavoro e dei bambini, a fronte del carovita, aumento di bollette, a fronte dell’incremento del fatturato della ditta per le attivita’ nei periodi di sospensione (ottenuto grazie alla nostra lotta); abbiamo chiesto che tale una tantum venga data entro il 12 gennaio 2023 (utilizzando anche il decreto aiuti quater per le detassazioni); la Ditta si è riservata di sentire i responsabili nazionali per darci una risposta nella prossima settimana.

Mentre nel nuovo anno avvieremo una contrattazione aziendale di secondo livello per un incremento generale dei salari.

6) Sulla responsabile aziendale; per l’ennesima volta a fronte di denunce provenienti da vari asili nei confronti della responsabile per discriminazioni, favoritismi portati avanti e atteggiamenti impositivi che vanno oltre la sua funzione, abbiamo sollecitato per l’ultima volta la Ditta a togliere a questa persona ogni incarico di responsabile. Se questo non verra’ fatto, procederemo con denuncia agli organi competenti.

Infine, a tutt’oggi il Comune non ha voluto fissare l’incontro richiesto nella giornata di lotta del 2 dicembre, che per gli asili riguarda principalmente: un aumento dell’orario di lavoro subito (senza attendere la nuova gara d’appalto) perchè le lavoratrici non ce la fanno più a fare tutto il carico di lavoro nelle pochissime ore; e la internalizzazione.

Se, come è molto probabile, questo incontro non ci sara’ entro l’anno, a gennaio decideremo nuovi e più incisive azioni di lotta, scioperi, ecc.

Informativa dello Slai cobas

15.12.22

mercoledì 14 dicembre 2022

Qualche spiraglio di luce sulla questione ferie trasformate in cigs ad Acciaierie d'Italia

Da notizie stampa di oggi:

"La procura indaga sul caso delle ferie dei lavoratori dello stabilimento ex Ilva trasformate in cassa integrazione in seguito all’esposto presentato dalla Uilm. Per l’attività di accertamento è stata delegata la Guardia di finanza, che ha già ascoltato alcuni lavoratori... l’azienda ha sostituito le ferie programmate, i permessi ex legge 104 e donazione sangue con la cassa integrazione...

Abbiamo appreso che ci sono delle indagini in corso relative al procedimento penale aperto dalla procura di Taranto, finalizzato ad accertare quanto lamentato da noi sindacati circa la conversione in Cigs delle giornate di assenza giustificate da parte della dirigenza di Acciaierie d’Italia». 

Lo Slai cobas aveva fatto la denuncia al Ministero del Lavoro, alla Procura, all'Inps e all'Ispettorato del Lavoro. Aveva fatto anche un incontro col Direttore dell'Inps. MA...

L'Inps rispose che essendo cassintegrazione straordinaria la competanza non era sua ma del Ministero del Lavoro, e che poteva solo sollecitare; 

L'Ispettorato del Lavoro che invece era competente per gli accertamenti, per mesi ha sempre risposto che questi accertamenti erano in corso...

ORA, SPERIAMO CHE SI GIUNGA FINALMENTE ALLA CONCLUSIONE E CHE AGLI OPERAI VENGANO RIDATI I SOLDI SOTTRATTI CON QUESTA OPERAZIONE "TRUFFA" DA ACCIAIERIE D'ITALIA


DENUNCIA DELLO SLAI COBAS del 12.9.22

Al Ministero del Lavoro

Ministro Orlando

Alla Direzione INPS Taranto
All'Ispettorato del Lavoro Taranto
epc alla Procura di Taranto

TA. 12 settembre 2022

*OGGETTO: Accieierie d'Italia - trasformazione delle Ferie in cassintegrazione - Richiesta provvedimenti*

Continua la trasformazione delle ferie dei dipendenti di Acciaierie d'Italia Taranto in cassintegrazione. Anche nella busta paga di agosto infatti gli operai di Acciaierie d'Italia hanno trovato la trasformazione di giorni di ferie in giorni di cassintegrazione.

Operai che hanno maturato anche 280 e più ore di ferie devono vedersi negato dall'azienda queste ferie, perchè vengono trasformate arbitrariamente e unilateralmente in ore di cassintegrazione.

Si tratta di un'operazione illegittima fatta dall'azienda al solo scopo di risparmiare sul pagamento al 100% delle giornate e caricarle invece all'Inps.

Per gli operai si tratta di un vero e proprio furto di salario, che non deve passare!

Per l'Inps è una truffa.

Ma a tutt'oggi non ci risulta che l'Inps o l'Ispettorato del lavoro, a seguito di denunce sindacali precedenti, abbiamo adottato concreti ed immediati provvedimenti per impedire questa truffa e per sanzionare Acciaierie d'Italia, tutelando il diritto dei lavoratori.

Chiediamo, pertanto, che codesti Enti intervengano nel più breve tempo possibile.

RIPORTIAMO SU QUESTO ALCUNI CHIARIMENTI NORMATIVI

"Nel caso in cui l’orario settimanale di lavoro sia solamente ridotto, il differimento delle ferie maturate non è ammissibile, in quanto sono comunque in essere le condizioni che stanno alla base del diritto del lavoratore di godere di giorni di riposo".

"In caso di CIG per riduzione d’orario, deve comunque essere garantito al lavoratore il ristoro psico-fisico correlato all’attività svolta, sebbene in misura ridotta".

"Di fronte ad un’esigenza di riduzione o sospensione dell’attività di lavoro ci si può, dunque, chiedere se sia preferibile far fruire forzatamente le ferie dipendenti o chiedere l’accesso alla cassa integrazione".

martedì 13 dicembre 2022

Contro il Governo Meloni - contro il Parlamento nero che approva il nuovo invio di armi - nuova Mozione operaia da oggi in numerosi posti di lavoro organismi proletari

Mozione operaia 


NO alla guerra imperialista

NO alla partecipazione italiana alla guerra

NO all’aumento delle spese militari

No al carovita

Noi lavoratori e lavoratrici esprimiamo la netta opposizione al nuovo decreto del governo Meloni e alle mozioni del parlamento che supportano l’invio di armi, equipaggiamenti al teatro di guerra dell’Ucraina. Una decisione che alimenta la guerra, la corsa al riarmo e prosegue nella politica di violazione dell’Art. 11 della Costituzione, con cui l’Italia ripudia la guerra come mezzo di soluzione delle controversie tra Stati.

Noi lavoratori e lavoratrici condanniamo fermamente l’invasione imperialista di stampo neozarista della Russia di Putin dell’Ucraina, cosi' come l’azione guerrafondaia dei governi Usa/Nato/Ue, Italia compresa, volta a portare le truppe occidentali e Basi militari ai confini della Russia, usando l’Ucraina di Zelensky, nel cui governo ed esercito sono presenti i nazisti, come ‘cavallo di Troia’ e pedina di guerra; una situazione che può sfociare in una terza guerra mondiale e nell’uso del nucleare.

Siamo contro questa guerra tra banditi capitalisti per il profitto e per il controllo mondiale delle materie prime, le fonti energetiche, le vie geostrategiche.

Siamo solidali con le masse ucraine sotto le bombe e in fuga e con chi in Russia si oppone all’invasione e alla guerra.

Siamo contro ogni scaricamento dei costi e degli effetti di questa guerra sui lavoratori e le masse popolari già colpite dalla crisi economica.

Siamo contro l’uso delle Basi militari italiane come basi di guerra e presenza di armi nucleari.

Chiamiamo tutti i lavoratori e lavoratrici e tutte le organizzazioni sindacali a sottoscrivere questa mozione e a scendere in campo con assemblee, manifestazioni, fino allo sciopero generale, per mettere fine alla partecipazione italiana alla guerra ed essere al fianco di tutti i proletari e masse popolari che si oppongono alla guerra interimperialista in tutti i paesi del mondo.


richiedila a slaicobasta@gmail.com