lunedì 9 settembre 2019

Contro il nuovo governo Conte e l'opposizione fascista di Salvini - Sui muri della fabbrica e in città

Ma quale governo giallo/"rosso" – il Pd è da sempre un partito che non c’entra più niente con la sinistra, i lavoratori e il comunismo

                 Operai, è un nuovo governo dei padroni !

Il nuovo governo Conte  è il nuovo comitato di affari della borghesia imperialista italiana per portare avanti gli interessi di padroni e banchieri - fondendo il programma antioperaio e antipopolare del PD di Renzi (jobs act/ politica governi UE/ ecc) e il populismo ingannapopolo 'anticasta' piccolo borghese M5 Stelle Grillo/DiMaio - salvaguardando comunque nella sostanza la politica e le leggi antimmigrati/liberticide e reazionarie del fascio/razzista Salvini (decreti sicurezza usati anche nella repressione delle lotte proletarie, ecc).

Il fasciorazzista Salvini   perde il ministero degli Interni usato come campagna elettorale per impossessarsi di governo e istituzioni ed ora dall'opposizione vuole mantenere e ampliare il 'consenso' di massa verso elezioni/plebiscito per "i pieni poteri", cancellazione della Costituzione, nella marcia verso una 'dittatura' fascista al servizio dei padroni.
Bisogna decidersi e adoperarsi per riorganizzare politicamente, socialmente i lavoratori
Intensificare la lotta della classe e delle masse per una opposizione proletaria e popolare al governo e a Salvini

per un governo operaio verso una alternativa con il potere nelle mani di proletari e masse popolari

proletari comunisti/Pcm Italia - settembre 2019

domenica 8 settembre 2019

UNA UTILE SINTESI DEI GRUPPI DI STUDIO SU "LE LOTTE DI CLASSE IN FRANCIA"

Pubblichiamo un lungo intervento di un compagno di proletari comunisti di Ravenna preparato per il seminario politico-ideologico-teorico tenutosi a fine agosto.

E' un intervento molto utile perchè fornisce un riassunto/sintesi del lavoro di Formazione operaia sul testo di Marx "Le lotte di classe in Francia" che nei mesi scorsi si è fatto in varie città attraverso i gruppi di studio, e sintetizza i punti principali di questo studio che sono stati sottolineati nel dibattito nei vari GdS. 

Le lezioni di Formazione operaia uscite on line sul testo di Marx e lo studio e il dibattito nei gruppi di studio sono stati raccolti in un Quaderno. 
Si può richiedere a pcro.red@gmail.com 

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"Il testo di Marx “Le lotte di classe in Francia” è di una straordinaria ricchezza, ideologica innanzi tutto, per la formazione dei militanti comunisti. E’ l’assunzione di un metodo di analisi dal punto di vista di classe del proletariato della scienza politica per dirigere la politica rivoluzionaria. E’ Partito, è strategia e tattica, è Fronte Unito, è Rivoluzione. Di questo ci parla questo testo che è in perfetta sintonia con i temi di questo seminario estivo.  
I Gruppi di Studio su questo testo, con gli appuntamenti settimanali, i “Giovedì rossi” della FO pubblicati nel Blog, gli incontri nelle sedi con il prof. marxista Di

sabato 7 settembre 2019

Scuole dei Tamburi - una nuova mobilitazione delle mamme deve impedire inganni

Dalla denuncia del consigliere comunale Massimo Battista:
“In data 6 agosto 2019 ho fatto regolare domanda di accesso agli atti per conoscere i dati relativi i campionamenti effettuati sulle collinette ‘ecologiche’. Alla scadenza dei 30 giorni non ho ricevuto nessuna documentazione e recatomi con il consigliere Fornaro, presso gli uffici competenti, scopriamo con immenso stupore che Arpa non è in possesso di questi dati. I dati sono fermi al 5 aprile quando Arpa Puglia riscontrò superamenti concentrazioni soglia di contaminazione 3 volte e mezzo superiore la norma, non capiamo come mai le analisi sono state commissionate da Ilva in a.s.

Lavoratori immigranti a Ginosa: 15 ore di lavoro per 1,5 euro all'ora

L'azione dei carabinieri non porta, però, ad alcuna difesa del lavoro e della vita dei lavoratori che anzi rischiano di essere espulsi. Unire nel territorio le forze dei lavoratori migranti, per la lotta per contratti, salario, documenti, case.

Per questo Lunedì 9 settembre lo Slai cobas di Taranto sarà nella zona.  

Sfruttava i lavoratori pagandoli 1,5 euro all’ora: arrestato imprenditore di Laterza

pubblicato il 07 Settembre 2019
La Task Force “anticaporalato” istituita dal Comando Provinciale Carabinieri di Taranto, supportata dai militari della Stazione Carabinieri di Ginosa, è ancora una volta intervenuta in aiuto di tre lavoratori in stato di bisogno costretti a lavorare in condizioni di manifesto sfruttamento all’interno di un’azienda zootecnica.
I Carabinieri hanno infatti tratto in arresto, per “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro irregolare”, un 54enne di Laterza, titolare della suddetta struttura, ubicata nelle campagne di Ginosa, ritenuto responsabile di aver impiegato con mansioni di pastori e custodi di bovini ed ovini – senza un regolare contratto di assunzione e imponendo condizioni di lavoro di oggettivo sfruttamento – due lavoratori albanesi, clandestini.
Nello specifico, i militari, all’esito di mirata attività d’indagine, hanno accertato che i 2 extracomunitari, retribuiti giornalmente per circa 15 ore di lavoro al giorno, con appena 25,00 euro (1,50 euro all’ora), venivano costretti a lavorare in violazione delle più elementari norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro venendo alloggiati in un rudere con copertura in eternit in avanzato stato di sfaldamento ed in precarie condizioni igienico – sanitarie.
All’arrestato, quale datore di lavoro, sono state contestate violazioni amministrative ed ammende per un totale di 106.600,00 euro, con conseguente sospensione dell’attività imprenditoriale, per varie violazioni dei ”testi unici sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione”
Al termine delle formalità di rito, il 54enne, già condannato per analoghi reati, su disposizione dell’A.G., è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione mentre l’immobile adibito ad alloggio è stato sottoposto a sequestro.
I due albanesi sono stati condotti all’Ufficio Stranieri della Questura di Taranto per le incombenze del caso.

L'immunità penale a Ilva/ArcelorMIttal è anticostituzionale

Chiediamo che il 9 ottobre la Corte costituzionale si pronunci in tal senso!

Dalle denunce fatte dallo Slai cobas sc

Alla PROCURA DELLA REPUBBLICA TARANTO
Alla CORTE COSTITUZIONALE ROMA

"...Un decreto che non persegue i responsabili dell'attacco alla salute dei cittadini, che autorizza l'attività produttiva anche in presenza di deficienze impiantistiche che possono determinare pericolose emissioni di sostanze nocive, è una mostruosità, oltre che dal punto di vista umano, di civiltà, dal punto di vista della Giustizia...
...contraddice “i principi di riserva di giurisdizione e di obbligatorietà dell’azione penale” disciplinati dall’articolo 112 della Carta costituzionale...
...Questo norma è un oggettivo via libera ai responsabili legali dell'Ilva/ArcelorMittal, a tutte le figure dirigenziali che gestiscono l'attività della fabbrica, a non preoccuparsi di portare avanti l'attività produttiva nella massima sicurezza per gli operai e per gli abitanti dei quartieri, in quanto risultano tutelati da una presunzione di liceità.
Questa norma va contro la difesa della salute delle persone stabilità dalla Costituzione.
Noi abbiamo accolto con speranza la sentenza di codesta Corte Costituzionale n.58 del marzo 2018, con cui è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 3 del decreto-legge 4 luglio 2015, n. 92 - e degli artt. 1, comma 2, e 21-octies della legge 6 agosto 2015, n. 132 - che consentiva la prosecuzione dell'attività produttiva anche nell'impianto ILVA (Altoforno 2) sottoposto a sequestro penale.
In particolare riteniamo i seguenti passaggi di quella sentenza punti fermi, inderogabili sempre:
“il legislatore non ha rispettato l’esigenza di bilanciare in modo ragionevole e proporzionato tutti gli interessi costituzionali rilevanti, incorrendo in un vizio di illegittimità costituzionale per non aver tenuto in adeguata considerazione le esigenze di tutela della salute, sicurezza e incolumità dei lavoratori, a fronte di situazioni che espongono questi ultimi a rischio della stessa vita”.
“il legislatore ha finito col privilegiare in modo eccessivo l’interesse alla prosecuzione dell’attività produttiva, trascurando del tutto le esigenze di diritti costituzionali inviolabili legati alla tutela della salute e della vita stessa (artt. 2 e 32 Cost.), cui deve ritenersi inscindibilmente connesso il diritto al lavoro in ambiente sicuro e non pericoloso (art. 4 e 35 Cost.)".
La violazione di questi principi è presente anche nel recente Decreto Legge 3 settembre 2019, n. 101 art. 14.

 DALL'ESPOSTO CONTRO L'ACCORDO DEL 6 SETTEMBRE 2018

"...Tale immunità penale è inoltre, a parere della scrivente, incostituzionale, perchè in aperta violazione dei principi generali, di uguaglianza, universali, che devono essere alla base di una legge. Questa legge invece vale solo per 1 azienda e non per tutte le aziende, affermando di fatto il venir meno dello stesso spirito della "Legge" che deve, almeno formalmente, essere imparziale.
Viene pertanto legalizzata una discriminazione, stabilendo di fatto che un operaio dell'Ilva/ArcelorMittal è diverso da un operaio di un'altra fabbrica; come sono diversi i cittadini di Taranto che subiscono malattie per l'inquinamento provocato dalla fabbrica siderurgica dai cittadini di altre città.
Viene istituzionalizzato che ci può essere una fabbrica, una città al di sopra della legge, in cui sono sospesi i diritti costituzionali, democratici.
Anche dal punto di vista del capitale, questa legge afferma che i proprietari delle fabbriche in genere sono perseguibili per infortuni, malattie causate dall'attività lavorativa, mentre i proprietari della fabbrica ora di AM InvestCo No. Questa discriminazione ripropone pertanto una “concorrenza sleale” sia a livello delle aziende in Italia, sia sul piano europeo e mondiale..."

venerdì 6 settembre 2019

La Felandina: riunire e riorganizzare le forze dei braccianti migranti

L'effetto più grave dello sgombero de La Felandina del 28 settembre è che una realtà di 600 braccianti migranti, che si stava organizzando e aveva avviato una prima mobilitazione, con sciopero del lavoro nelle campagne e manifestazione nella zona, è stata divisa, dispersa.
Centinaia di migranti nei giorni immediatamente a ridosso dello sgombero sono andati via, e i circa  250 rimasti si sono dispersi, una buona parte è andata a Palazzo San Gervasio dove inizia la raccolta dei pomodori, altre decine sono in strutture abbandonate nei pressi delle stazioni di Metaponto e di Bernalda, o a Serra Marina, per restare vicino al lavoro, poi altri nello Sprar di Matera, o portati con l'inganno da parte della polizia in zone del materano o potentino dicendo che c'era lavoro, ma non era vero.

La linea del Forum delle dignità di trovare soluzioni allo sgombero tramite Prefettura/Regione e dell'alleanza tra coltivatori e braccianti (esagerando l'appoggio dei coltivatori, quando pochissimi di loro lo fanno mentre la maggioranza sfrutta e basta, e rovesciando anche i termini della questione per cui se i coltivatori ottengono un prezzo migliore anche i braccianti ne beneficiano in termini di contratti, salario); questa linea ha impedito di organizzare una resistenza e di contrastare la dispersione.

Oggi, però, in una situazione sicuramente più difficile, è necessario capire con i braccianti come riorganizzare le forze e riprendere l'iniziativa di lotta, per contratti, salario, documenti, alloggi, case.

Serve riprendere lo sciopero - la scorsa settimana è stato fatto nel foggiano
serve l'occupazione di un nuovo campo nella zona, attrezzato e autogestito dai braccianti
serve una nuova manifestazione.

NEL MESE IN USCITA GLI ATTI DEL RICCO SEMINARIO MFPR

Entro settembre esce il Quaderno con tutti gli Atti del seminario MFPR che si è tenuto a Taranto a luglio scorso. 

Si tratta di scritti, interventi, contributi molto ricchi e pieni di tanti spunti, da sviluppare e approfondire, su vari temi.

In linea di massima, esso conterrà:
- una breve analisi della condizione delle donne e del movimento delle donne in corso;
- Analisi delle tendenze del femminismo raccolto prevalentemente nel movimento nudm;
le concezioni/posizioni generali del femminismo piccolo borghese;

- Necessità della battaglia femminista proletaria rivoluzionaria nei sindacati di base e nelle