Ilva, ecco l’accordo con Mittal: costo, tempi e impegni
(Dalla stampa) - Il costo, i tempi, gli impegni, le promesse e le speranze. Potrebbero chiamarsi così i capitoli di questo accordo articolato che proponiamo integralmente alla vostra visione. Verrà il tempo dei commenti e delle analisi, che naturalmente si impongono.
I Commissari straordinari di Ilva in A.S. hanno così raggiunto oggi l’accordo con AM Investco Italy relativo al contratto di vendita dei complessi aziendali del Gruppo Ilva. “Soddisfatte tutte le richieste del Governo relative a occupazione, ambiente, investimenti”. Si è conclusa oggi la fase negoziale in esclusiva tra i commissari straordinari dell’Ilva, Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba e l’aggiudicatario Am Investco Italy S.r.l.
“L’accordo soddisfa anche tutte le indicazioni prioritarie contenute nel decreto dello scorso 5 giugno attraverso il quale il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato la cessione del complesso aziendale del Gruppo Ilva – commentano dall’azienda – In particolare, le indicazioni accolte sono relative al livello occupazionale del gruppo, che dovrà essere costituito da almeno 10mila unità; alla
domenica 18 giugno 2017
giovedì 15 giugno 2017
NO AI RAZZISTI - SI' SOLIDARIETA' CON I MIGRANTI!
Prima cosa indecente. Alcuni giornali locali stanno dando spazio a quattro gatti razzisti - tra personaggi a caccia di voti, miseri commercianti, e stupidi, o ingannati (ma si sà, l'ignoranza non è una giustificazione, residenti di via Lucania; uno spazio ingiustificato che amplifica le cosiddette "proteste". Questa è la prima cosa da dire. Perchè gli stessi giornalisti non si sognano mai di andare a sentire direttamente i migranti o di fornire notizie corrette contro le false e manipolate notizie sparse in giro circa la condizione dei migranti, la miseria di soldi che effettivamente va a loro, la speculazione di alcune associazioni, le colpe delle Istituzioni, da quelle centrali a quelle locali, che alimentano una contrapposizione inesistente.
Perchè una cosa bisogna dirla chiara: i soldi che il governo spende per l'accoglienza dei migranti sono una miseria, spesso si tratta di fondi europei, mentre lo stesso governo spende, sottraendoli dai fondi sociali, per la scuola, per le case, ecc. dai fondi per il lavoro, milioni e miliardi per le missioni belliche, per rafforzare la Nato, per gli armamenti, cioè per fare quelle guerre che sono la ragione principale della fuga dei migranti.
Ma i giornalisti, comodi nei loro uffici, vanno sulla notizia che fa scoop, e non fanno inchieste, analisi, indagine sui dati, ecc.
Secondo cosa bastarda. Chi sta raccogliendo le firme e chi firma in via Lucania è fascista e razzista. Vanno fermati! I bar, le pasticcerie della zona, dove si raccoglierebbero le firme vanno disertati. Quei fogli di firme devono finire dove è giusto che siano "nella spazzatura"!
E' razzismo, quando per mesi, anni non si dice niente su uno stabile abbandonato, degradato, come l'ex liceo artistico Lisippo, e ci se ne ricorda, in periodo elettorale, solo quando viene ristrutturato e messo a disposizione dei migranti.
E' razzismo, dire ora che tutto quello che non va in questi quartieri sarebbe colpa dei migranti.
In una città come la nostra in cui da decenni le strade sono sporche, vi sono zone degradate perchè Amiu, Comune le lasciano in abbandono, questi luridi personaggi - come il presidente della delegazione territoriale della Confcomemrcio, Spadafino - osano dire che la colpa sarebbe degli stranieri!? Ma guarda ai tuoi "incivili" commercianti!
In una città in cui vi sono stati decine di casi di abusi di bambini, di violenza sessuale, fino ad uccisioni delle donne, fatti da italianissimi uomini, da "bravi padri e mariti di famiglia" iper tarantini; questi razzisti osano dire che con l'arrivo dei migranti sarebbero a rischio i loro figli!? Ma guardatevi allo specchio e prendetevi, di voi "brava gente italiana", paura!
E' puro razzismo, dichiarare, al solo fine di fomentare paure: ""capita di vedere gruppi di extracomunitari dalle parti della litoranea... che magari stanno a girovagare senza meta..."; dicendo praticamente che è il solo fatto che sono migranti, di altre razze che li renderebbe pericolosi!
E CHI SAREBBERO I "CIVILI"?
Voi "gente per bene" avete mai parlato con un migrante!? Vi darebbe molte lezioni di civiltà!
Perchè una cosa bisogna dirla chiara: i soldi che il governo spende per l'accoglienza dei migranti sono una miseria, spesso si tratta di fondi europei, mentre lo stesso governo spende, sottraendoli dai fondi sociali, per la scuola, per le case, ecc. dai fondi per il lavoro, milioni e miliardi per le missioni belliche, per rafforzare la Nato, per gli armamenti, cioè per fare quelle guerre che sono la ragione principale della fuga dei migranti.
Ma i giornalisti, comodi nei loro uffici, vanno sulla notizia che fa scoop, e non fanno inchieste, analisi, indagine sui dati, ecc.
Secondo cosa bastarda. Chi sta raccogliendo le firme e chi firma in via Lucania è fascista e razzista. Vanno fermati! I bar, le pasticcerie della zona, dove si raccoglierebbero le firme vanno disertati. Quei fogli di firme devono finire dove è giusto che siano "nella spazzatura"!
E' razzismo, quando per mesi, anni non si dice niente su uno stabile abbandonato, degradato, come l'ex liceo artistico Lisippo, e ci se ne ricorda, in periodo elettorale, solo quando viene ristrutturato e messo a disposizione dei migranti.
E' razzismo, dire ora che tutto quello che non va in questi quartieri sarebbe colpa dei migranti.
In una città come la nostra in cui da decenni le strade sono sporche, vi sono zone degradate perchè Amiu, Comune le lasciano in abbandono, questi luridi personaggi - come il presidente della delegazione territoriale della Confcomemrcio, Spadafino - osano dire che la colpa sarebbe degli stranieri!? Ma guarda ai tuoi "incivili" commercianti!
In una città in cui vi sono stati decine di casi di abusi di bambini, di violenza sessuale, fino ad uccisioni delle donne, fatti da italianissimi uomini, da "bravi padri e mariti di famiglia" iper tarantini; questi razzisti osano dire che con l'arrivo dei migranti sarebbero a rischio i loro figli!? Ma guardatevi allo specchio e prendetevi, di voi "brava gente italiana", paura!
E' puro razzismo, dichiarare, al solo fine di fomentare paure: ""capita di vedere gruppi di extracomunitari dalle parti della litoranea... che magari stanno a girovagare senza meta..."; dicendo praticamente che è il solo fatto che sono migranti, di altre razze che li renderebbe pericolosi!
E CHI SAREBBERO I "CIVILI"?
Voi "gente per bene" avete mai parlato con un migrante!? Vi darebbe molte lezioni di civiltà!
In quali mani devono stare i migranti...
Avevano pienamente ragione i migranti del centro S.Maria del Galeso a protestare giorni fa.
Circa i due soci dell'associazione, tali Micelli e Milella, si tratta di personaggi oscuri e
in guerra tra loro, uno ha pignorato i crediti dell'associazione per
rentrare di quanto ha anticipato, ma ci sono anche altri creditori in
attesa.
Tanto che alla fine la Prefettura, sicuramente più interessata a questi aspetti e non alle condizioni di vita dei migranti, li ha scaricati e bloccato i pagamenti, e il centro sarebbe in via di chiusura.
La
prefettura ha anticipato solo la somma necessaria al pagamento del
pocket money, per regolarizzare la situazione contabile dei migranti e
iniziare a trasferirli altrove.
Ma la prefettura non può cavarsela così. Come mai dà a questi personaggi la gestione dell'accoglienza dei migranti?
Ecco, a volte, tranne pochi nobili casi a Taranto, chi sono le associazioni che gestiscono i centri dei migranti: speculatori, traffichini, truffatori, che usano l'accoglienza dei migranti per accapparrare soldi, sottraendoli anche da quelli che devono essere usati per garantire cibo, assistenza sanitaria, acqua, condizioni dignitose per i migranti.
Ma in questo caso c'è anche qualcosa in più. La responsabile di questo centro è la Lucia Viafora. Quella che è stata assessora ai servizi sociali (sembra veramente una provocazione: una che specula sui migranti stava ad occuparsi dei diritti della gente più povera di Taranto, delle donne, famiglie bisognose), quella che è stata candidata di nuovo a queste elezioni (per fortuna prendendo pochissimi voti).
PS. Chi semina razzismo in questa città (anche a fini elettorali) e se la piglia con i migranti, non dice invece una parola su questi personaggi, queste associazioni, questi politicanti, queste Istituzioni che sono la vera rovina di Taranto, che come attaccano i diritti elementari dei migranti, attaccano i diritti dei disoccupati, delle donne e famiglie povere, senza casa, dei bambini di Taranto.
Boicottiamo il voto anche al ballottaggio - Organizziamoci per la lotta!
L'abbiamo già detto:
l'astensionismo è il primo “partito” a Taranto e deve divenire
maggioranza assoluta in città al ballottaggio perchè occorre
dimostrare che nessuno dei candidati a queste elezioni, né chi
vincerà il ballottaggio rappresenta la maggioranza delle masse
popolari in questa città.
Oltre l'80% degli operai,
dei precari e dei settori sfruttati della città hanno espresso con
il non voto la loro protesta e il loro distacco profondo da partiti –
partiti travestiti da liste civiche – da padroni e parassiti
politici, tra cui il più spudorato è Cito che campa con i soldi
pubblici della politica da sempre. Questi partiti, queste liste, i
loro esponenti, avranno il Comune ma tutto quello che faranno è
chiaro che non è in nostro nome.
Per questo è
importante NON VOTARE al ballottaggio.
Noi abbiamo affermato
chiaro che non è il voto ma la lotta quello che ci permette di
prendere nelle nostre mani i nostri interessi, i nostri bisogni e il
nostro futuro, e la lotta va organizzata sui posti di lavoro, nei
quartieri, nelle piazze.
In questa città noi
abbiamo questa possibilità, perchè abbiamo un'organizzazione
sindacale autorganizzata e di classe che da sempre sviluppa le lotte
dure per il lavoro, contro la precarietà, con le lavoratrici, le
donne sempre in prima fila, contro i soprusi, le violenze contro i
lavoratori, i giovani, gli immigrati, le donne; un'organizzazione che
non ha paura di nulla e che non esita a bloccare strade, occupare
edifici istituzionali, scioperare ad oltranza, contestare il governo,
come è stato quando è venuto Renzi, dare battaglia in Tribunale
contro i padroni assassini e contro ogni tipo di padrone grande e
piccolo.
Circa 100 sono gli operai
Ilva, i lavoratori del cimitero, i familiari e gli abitanti di
Tamburi, Paolo VI che sono parte civile al processo contro Riva e i
suoi complici; padroni che abbiamo fatto condannare in altri
processi.
E sono queste lotte dei
lavoratori, lavoratrici autorganizzate che domandano la raccolta
differenziata porta a porta, le bonifiche, il risanamento dei
quartieri, trasporti, asili, scuole pulite, sicure, efficienti,
accoglienza e solidarietà con i migranti, che devono divenire una
parte importante della città e della nostra gioventù, lottando
insieme contro i luridi razzisti, i ricchi, le persone cosiddette
“per bene”, ecc.
Perchè ci sia un livello
di civiltà, di benessere e un clima combattivo, fiducioso.
Tutto questo è la vera
città che non vota e che si contrappone a chi usa il voto per
arricchirsi sulla nostra pelle e sui bisogni della gente e, quello
che è più brutto, speculando sui migranti.
Quindi, BOICOTTIAMO
IL VOTO, ORGANIZZIAMOCI, PER STRAPPARE CON LA LOTTA QUELLO CHE IL
POTERE E QUESTO TIPO DI ELEZIONI CI NEGANO.
Noi vogliamo davvero il
potere al popolo, e intendiamo per popolo la maggioranza che lavora,
è sfruttata ed è senza lavoro e consideriamo nemici del popolo
tutti gli altri.
L'esito delle elezioni ci
incoraggia, il fallimento dei partiti e delle liste, anche quelle che
pretendevano di essere dalla parte del popolo, deve far cadere le
illusioni elettorali e incoraggiarci sulla via della lotta.
Con la forza unitaria di
operai che ora vogliono licenziare e delle masse popolari, a partire
da quelle dei quartieri inquinati che ricevono con la svendita
dell'Ilva un ennesimo calcio in bocca dal governo e dai padroni,
dobbiamo affrontare insieme la questione Ilva, salvando salute,
industria nelle mani degli operai, lavoro, sicurezza - e possiamo
vincere questa battaglia. Se ci organizziamo dal basso, senza i
sindacati venduti, i traffichini e gli speculatori, possiamo
realizzare uno sciopero generale, un blocco generale per rovesciare i
piani del governo sull'Ilva e aprire la strada a un futuro diverso
per noi, le nuove generazioni.
mercoledì 14 giugno 2017
A Taranto l'astensione è espressione di civiltà
Il primo "partito" a Taranto è stato l'astensionismo. E sia chiaro per tutti, questo astensionismo - che ora tanti esponenti delle liste o cercano di nascondere, di esorcizzare o cercano, arrampicandosi sugli specchi, di darne una versione qualunquista - è prima di tutto un astensionismo operaio, di classe, un astensionismo popolare di protesta cosciente da parte delle masse popolari di Taranto.
E' la maggioranza degli operai dell'Ilva che si è astenuta. Perchè dovevano votare, quando i candidati sindaci o non dicevano nulla sul loro futuro (hanno biascicato qualcosa sull'Ilva proprio quando non potevano farne a meno, quando le pagine dei quotidiani erano pieni del decreto di svendita), o propugnavano la chiusura dell'Ilva con alternative superficiali, quanto impossibili, che celano bellamente che tutto in questo sistema capitalista, dal turismo, all'agricoltura, alla pesca, sono pregne della logica del profitto e dello sfruttamento della natura che distrugge e inquina ogni cosa.
Eppure a Taranto, fenomeno unico a livello nazionale, vi erano 37 liste, più di 1100 candidati, quasi ogni famiglia aveva un candidato, o amico del candidato; quale maggiore dimostrazione di "qualunquismo", di voto clientelare, c'è stato?! Altro che "democrazia", come spacciano alcuni, è stata la vetrina della falsa democrazia, in cui un altro poco ognuno si faceva la "sua lista"... Quindi era facile proprio il voto qualunquista o clientelare.
A maggior ragione l'astensionismo a Taranto è stato invece proprio un prendere le distanze, un rifiuto di questo andazzo. Si può ben dire che buona parte di chi è andato a votare ha dato un voto qualunquista o inutile (che c'era di più qualunquista di candidati sindaci, come un Brandimarte, un Lessa, uno sconosciuto Romandini, ecc. che non hanno detto nulla) ; mentre è chi non è andato o ha annullato la scheda ha fatto un'azione cosciente e utile, lungo la strada che afferma che per cambiare, per imporre gli interessi dei lavoratori, dei giovani, dei disoccupati, delle donne, occorre l'organizzazione della lotta non il voto.
Quindi l'astensione è stata una partecipazione di emancipazione dal "perverso gioco elettorale", dal voto clientelare; un'espressione di civiltà. Da questo punto di vista, l'unico serio, le elezioni sono andate bene e andranno ancora meglio. Altro che Taranto macchia nera a livello nazionale, noi dobbiamo essere orgogliosi.
Anche chi è onesto mentalmente, questo non lo riesce di capire - vedi anche i giornali nazionali che o cercano di parlare pochissimo di Taranto, o ne parlano dalla finestra. Non capiscono i lavoratori e le masse popolari di Taranto, danno una versione folkloristica di Taranto, o ultraparziale, o da "luoghi comuni", fatti di inchieste e "analisi" banali; il "fuoco sotto la cenere" non lo vedono e non lo vogliono vedere, le differenze di classe tra borghesia, piccolo borghesia, proletariato e masse popolari tanto meno.
Hanno chiamato voti di "protesta" quelli al M5S e a Cito, quando gli uni erano espressione della piccola borghesia (o di quei pochissimi operai che volutamente non si considerano operai ma stupidamente "cittadini") che vuole un cambiamento solo per la "sua tranquillità" e una vita "piena di niente" e condivide nel suo profondo o esplicitamente concezioni razziste; gli altri sono espressione del sottoproletariato, sia sociale che come sub cultura, del peggiore qualunquismo.
Ma questa astensione dal voto è potuta essere in generale una protesta cosciente perchè ha avuto la sua "organizzazione", il suo riferimento. Proletari comunisti, Slai cobas per il sindacato di classe, le donne del Mfpr hanno chiamato al "boicottaggio" e al non voto. Hanno portato le ragioni altamente politiche, di reale democrazia, di classe del non votare in queste elezioni dovunque, ma soprattutto all'Ilva e nelle realtà di lavoratori in lotta, delle masse popolari dei quartieri inquinati.
E questo dà la garanzia e il futuro prossimo che quell'astensione si trasformi sempre più in lotta, in organizzazione per la lotta sindacale, sociale, politica.
Poi, entriamo un momento nel merito dei voti.
Qualunque Giunta uscirà fuori, sia di Baldassari, sia di Melucci, sarà comunque una giunta minoritaria, votata da pochissimi, e quindi rappresenterà un'estrema minoranza.
Camuffata (come tante liste) da nuova liste civiche, sono i soliti vecchi mostri che tornano: dai residuati della Di Bello (che si è mangiata Taranto) nelle liste della Baldassari; ai ben noti area PD, dai parlamentari jonici del PD ai sindacati confederali, sempre "esponenti" dei padroni e del governo.
Cito ha perso il suo seguito. Aveva detto che "vinceva lui", e si è trovato con ben 8mila voti in meno rispetto alle precedenti elezioni. Una lista all'insegna della illegalità, con capo effettivo un pluricondannato.
Il M5S a Taranto è l'immagine di quella disgregazione interna che si sta vedendo a livello nazionale.
Come avevamo detto, la venuta di Grillo è servita a far perdere voti, con il suo atteggiamento sgradevole, arrogante quanto totalmente ignorante della realtà della gente di Taranto.
Su Fornaro e Sebastio, verso cui facciamo una netta distinzione dagli altri candidati, abbiamo già detto che, prima illusi poi delusi, facevano meglio al popolo a non presentarsi e a dare il loro contributo alla città in ben altra maniera.
Ma. Fornaro non può dire: "la città non ci ha capito". Possiamo facilmente dire il contrario: "Tu non hai capito e non puoi capire la città". Poi, quale città? La città della piccola borghesia ambientalista l'ha capito e l'ha votato. Ma è la città degli operai, dei disoccupati che non può capire. Non può farsi rappresentare da un De Magistris che viene a Taranto e dice, con tutta tranquillità: "la soluzione a Taranto è fare come a Bagnoli...". Ma scherziamo, stiamo facendo lo spirito ad un funerale? Stiamo prendendo in giro gli operai dell'Ilva e la popolazione dei tamburi ponendo a modello una realtà che è invece proprio l'esempio che 'chiudi una fabbrica e resta per 30 anni il disastro, sia ambientale che malavitoso, peggio di prima'?
Ora Fornaro probabilmente farà il consigliere. Ma quanto sia impotente un consigliere lo ha già dimostrato Bonelli. Fornaro sarebbe molto più utile a portare avanti con più forza la sua battaglia nel territorio e in tribunale.
Sebastio avrebbe tanto da fare per contrastare lo scandaloso andazzo della procura di taranto e del processo Ilva, a che servirebbe come consigliere comunale: a fare da "garante" ma di che? Di una legalità che viene ogno giorno messa sotto i piedi? Siamo seri!
Sebastio che ora considera "inammissibile " l'astensione, mentre "sorride" sui voti a Cito, giustificando di fatto "una parte della città che l'ha preferito"?
Siamo seri.
E' la maggioranza degli operai dell'Ilva che si è astenuta. Perchè dovevano votare, quando i candidati sindaci o non dicevano nulla sul loro futuro (hanno biascicato qualcosa sull'Ilva proprio quando non potevano farne a meno, quando le pagine dei quotidiani erano pieni del decreto di svendita), o propugnavano la chiusura dell'Ilva con alternative superficiali, quanto impossibili, che celano bellamente che tutto in questo sistema capitalista, dal turismo, all'agricoltura, alla pesca, sono pregne della logica del profitto e dello sfruttamento della natura che distrugge e inquina ogni cosa.
Eppure a Taranto, fenomeno unico a livello nazionale, vi erano 37 liste, più di 1100 candidati, quasi ogni famiglia aveva un candidato, o amico del candidato; quale maggiore dimostrazione di "qualunquismo", di voto clientelare, c'è stato?! Altro che "democrazia", come spacciano alcuni, è stata la vetrina della falsa democrazia, in cui un altro poco ognuno si faceva la "sua lista"... Quindi era facile proprio il voto qualunquista o clientelare.
A maggior ragione l'astensionismo a Taranto è stato invece proprio un prendere le distanze, un rifiuto di questo andazzo. Si può ben dire che buona parte di chi è andato a votare ha dato un voto qualunquista o inutile (che c'era di più qualunquista di candidati sindaci, come un Brandimarte, un Lessa, uno sconosciuto Romandini, ecc. che non hanno detto nulla) ; mentre è chi non è andato o ha annullato la scheda ha fatto un'azione cosciente e utile, lungo la strada che afferma che per cambiare, per imporre gli interessi dei lavoratori, dei giovani, dei disoccupati, delle donne, occorre l'organizzazione della lotta non il voto.
Quindi l'astensione è stata una partecipazione di emancipazione dal "perverso gioco elettorale", dal voto clientelare; un'espressione di civiltà. Da questo punto di vista, l'unico serio, le elezioni sono andate bene e andranno ancora meglio. Altro che Taranto macchia nera a livello nazionale, noi dobbiamo essere orgogliosi.
Anche chi è onesto mentalmente, questo non lo riesce di capire - vedi anche i giornali nazionali che o cercano di parlare pochissimo di Taranto, o ne parlano dalla finestra. Non capiscono i lavoratori e le masse popolari di Taranto, danno una versione folkloristica di Taranto, o ultraparziale, o da "luoghi comuni", fatti di inchieste e "analisi" banali; il "fuoco sotto la cenere" non lo vedono e non lo vogliono vedere, le differenze di classe tra borghesia, piccolo borghesia, proletariato e masse popolari tanto meno.
Hanno chiamato voti di "protesta" quelli al M5S e a Cito, quando gli uni erano espressione della piccola borghesia (o di quei pochissimi operai che volutamente non si considerano operai ma stupidamente "cittadini") che vuole un cambiamento solo per la "sua tranquillità" e una vita "piena di niente" e condivide nel suo profondo o esplicitamente concezioni razziste; gli altri sono espressione del sottoproletariato, sia sociale che come sub cultura, del peggiore qualunquismo.
Ma questa astensione dal voto è potuta essere in generale una protesta cosciente perchè ha avuto la sua "organizzazione", il suo riferimento. Proletari comunisti, Slai cobas per il sindacato di classe, le donne del Mfpr hanno chiamato al "boicottaggio" e al non voto. Hanno portato le ragioni altamente politiche, di reale democrazia, di classe del non votare in queste elezioni dovunque, ma soprattutto all'Ilva e nelle realtà di lavoratori in lotta, delle masse popolari dei quartieri inquinati.
E questo dà la garanzia e il futuro prossimo che quell'astensione si trasformi sempre più in lotta, in organizzazione per la lotta sindacale, sociale, politica.
Poi, entriamo un momento nel merito dei voti.
Qualunque Giunta uscirà fuori, sia di Baldassari, sia di Melucci, sarà comunque una giunta minoritaria, votata da pochissimi, e quindi rappresenterà un'estrema minoranza.
Camuffata (come tante liste) da nuova liste civiche, sono i soliti vecchi mostri che tornano: dai residuati della Di Bello (che si è mangiata Taranto) nelle liste della Baldassari; ai ben noti area PD, dai parlamentari jonici del PD ai sindacati confederali, sempre "esponenti" dei padroni e del governo.
Cito ha perso il suo seguito. Aveva detto che "vinceva lui", e si è trovato con ben 8mila voti in meno rispetto alle precedenti elezioni. Una lista all'insegna della illegalità, con capo effettivo un pluricondannato.
Il M5S a Taranto è l'immagine di quella disgregazione interna che si sta vedendo a livello nazionale.
Come avevamo detto, la venuta di Grillo è servita a far perdere voti, con il suo atteggiamento sgradevole, arrogante quanto totalmente ignorante della realtà della gente di Taranto.
Su Fornaro e Sebastio, verso cui facciamo una netta distinzione dagli altri candidati, abbiamo già detto che, prima illusi poi delusi, facevano meglio al popolo a non presentarsi e a dare il loro contributo alla città in ben altra maniera.
Ma. Fornaro non può dire: "la città non ci ha capito". Possiamo facilmente dire il contrario: "Tu non hai capito e non puoi capire la città". Poi, quale città? La città della piccola borghesia ambientalista l'ha capito e l'ha votato. Ma è la città degli operai, dei disoccupati che non può capire. Non può farsi rappresentare da un De Magistris che viene a Taranto e dice, con tutta tranquillità: "la soluzione a Taranto è fare come a Bagnoli...". Ma scherziamo, stiamo facendo lo spirito ad un funerale? Stiamo prendendo in giro gli operai dell'Ilva e la popolazione dei tamburi ponendo a modello una realtà che è invece proprio l'esempio che 'chiudi una fabbrica e resta per 30 anni il disastro, sia ambientale che malavitoso, peggio di prima'?
Ora Fornaro probabilmente farà il consigliere. Ma quanto sia impotente un consigliere lo ha già dimostrato Bonelli. Fornaro sarebbe molto più utile a portare avanti con più forza la sua battaglia nel territorio e in tribunale.
Sebastio avrebbe tanto da fare per contrastare lo scandaloso andazzo della procura di taranto e del processo Ilva, a che servirebbe come consigliere comunale: a fare da "garante" ma di che? Di una legalità che viene ogno giorno messa sotto i piedi? Siamo seri!
Sebastio che ora considera "inammissibile " l'astensione, mentre "sorride" sui voti a Cito, giustificando di fatto "una parte della città che l'ha preferito"?
Siamo seri.
Il Video della "Lezione ai lavoratori" sull'imperialismo tenuta a Taranto dal Prof Di Marco dell'Università Federico II di Napoli
La "lezione" è stata seguita con interesse e partecipazione, e alla fine con domande e dibattito, da operai dell'Ilva, da altri lavoratori, da donne, studentesse, migranti.
Essa è stata molto utile per fornire gli elementi di fondo, le basi, anche storiche, dell'imperialismo - fase suprema del capitalismo, e per sgomberare luoghi comuni o conoscenze falsate dai mass media borghesi, perchè i proletari e le masse popolari, abbiano un pensiero autonomo.
Ancora una volta si rileva importante per la lotta di classe, il rapporto tra intellettuali che si pongono al servizio del proletariato e proletari che vogliono osare pensare come classe "per sè", elevarsi.
I lavoratori Slai cobas Pasquinelli si mobilitano per la clausola sociale
Nella gara d'appalto del servizio di selezione
differenziata che l'Amiu ha fatto per coprire il periodo di
"fermo impianto", per i lavori di automazione che dovrebbero
iniziare tra breve, non risulta inserita la clausola sociale per tutelare i posti di lavoro dei 23 operai, benchè al capitolato sia allegato l'elenco degli stessi 23 lavoratori.
I 23 lavoratori operanti nella selezione della differenziata presso l'Amiu di Taranto (Pasquinelli), che sono stati oggetto di passaggio dal 1° Maggio da L'Ancora in liquidazione alla Coop. Kratos srl con contratto a Tempo indeterminato, devono veder garantita la continuità lavorativa anche in questo periodo di "fermo impianto" .
I lavoratori operano da vari anni nell'impianto di selezione, hanno fatto vari corsi di formazione, e pertanto hanno acquisito esperienza e sono altamente professionalizzati in questo servizio. Una non continuità lavorativa degli stessi, oltre che un dramma per 23 lavoratori e le loro famiglie, sarebbe una grave perdita per lo stesso servizio.
Per difendere il loro posto di lavoro i lavoratori Slai cobas hanno chiesto un incontro urgente all'Amiu e un Tavolo alla Task force regionale - e per questo si mobiliteranno comunque venerdì prossimo.
I lavoratori operano da vari anni nell'impianto di selezione, hanno fatto vari corsi di formazione, e pertanto hanno acquisito esperienza e sono altamente professionalizzati in questo servizio. Una non continuità lavorativa degli stessi, oltre che un dramma per 23 lavoratori e le loro famiglie, sarebbe una grave perdita per lo stesso servizio.
Chiaramente, il Tavolo dovrà poi occuparsi anche della continuità lavorativa all'interno dell'Amiu, alla ripresa dopo i lavori di automazione.
Per quanto riguarda questo, i lavoratori segnalano due questioni:
primo, che non è vero che un'impianto automatizzato richiederebbe meno personale di quello attuale, perchè necessariamente deve iniziare la raccolta differenziata a Paolo VI, Tamburi, e negli altri quartieri, raccolta colpevolmente ferma a Taranto al 16% - questa estensione del servizio di raccolta comporta necessariamente un'estensione dei lavoratori addetti alla selezione e l'istituzione dei turni H24;
secondo, che da ogni punto di vista - risparmio costi, servizio che è strutturale alle attività dell'Amiu, ecc. - la soluzione è l'internalizzazione del servizio e quindi l'assunzione direttamente da parte dell'Amiu dei lavoratori addetti alla selezione della differenziata (attualmente chi raccoglie è dipendente Amiu, chi selezione quella raccolta, No).
LAVORATORI SLAI COBAS SC DELLA PASQUINELLI
I 23 lavoratori operanti nella selezione della differenziata presso l'Amiu di Taranto (Pasquinelli), che sono stati oggetto di passaggio dal 1° Maggio da L'Ancora in liquidazione alla Coop. Kratos srl con contratto a Tempo indeterminato, devono veder garantita la continuità lavorativa anche in questo periodo di "fermo impianto" .
I lavoratori operano da vari anni nell'impianto di selezione, hanno fatto vari corsi di formazione, e pertanto hanno acquisito esperienza e sono altamente professionalizzati in questo servizio. Una non continuità lavorativa degli stessi, oltre che un dramma per 23 lavoratori e le loro famiglie, sarebbe una grave perdita per lo stesso servizio.
Per difendere il loro posto di lavoro i lavoratori Slai cobas hanno chiesto un incontro urgente all'Amiu e un Tavolo alla Task force regionale - e per questo si mobiliteranno comunque venerdì prossimo.
I lavoratori operano da vari anni nell'impianto di selezione, hanno fatto vari corsi di formazione, e pertanto hanno acquisito esperienza e sono altamente professionalizzati in questo servizio. Una non continuità lavorativa degli stessi, oltre che un dramma per 23 lavoratori e le loro famiglie, sarebbe una grave perdita per lo stesso servizio.
Chiaramente, il Tavolo dovrà poi occuparsi anche della continuità lavorativa all'interno dell'Amiu, alla ripresa dopo i lavori di automazione.
Per quanto riguarda questo, i lavoratori segnalano due questioni:
primo, che non è vero che un'impianto automatizzato richiederebbe meno personale di quello attuale, perchè necessariamente deve iniziare la raccolta differenziata a Paolo VI, Tamburi, e negli altri quartieri, raccolta colpevolmente ferma a Taranto al 16% - questa estensione del servizio di raccolta comporta necessariamente un'estensione dei lavoratori addetti alla selezione e l'istituzione dei turni H24;
secondo, che da ogni punto di vista - risparmio costi, servizio che è strutturale alle attività dell'Amiu, ecc. - la soluzione è l'internalizzazione del servizio e quindi l'assunzione direttamente da parte dell'Amiu dei lavoratori addetti alla selezione della differenziata (attualmente chi raccoglie è dipendente Amiu, chi selezione quella raccolta, No).
LAVORATORI SLAI COBAS SC DELLA PASQUINELLI
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