domenica 11 dicembre 2022

Sempre più Taranto e la Puglia base strategica per la Nato e la guerra... e aumentano le spese militari: solo per il supercaccia quasi 2 miliardi


Lavoratori, lavoratrici ex Pasquinelli: non ci arrendiamo, non possiamo arrenderci!


Lunedi' 12 dicembre alle ore 15
vi sara' l'incontro con il Direttore generale del Comune, Pisano, dove auspichiamo che sia presente anche il pres. Kyma/Amiu.

CHIAMIAMO TUTTI I LAVORATORI E LAVORATRICI EX PASQUINELLI A VENIRE, A NON ARRENDERSI di fronte ad una ingiustizia ineccettabile

Questo incontro è stato richiesto dallo Slai cobas all'interno della giornata di lotta di tutti i sindacati di base del 2 dicembre, in cui vi sono stati due presidi, in prefettura e sotto Palazzo di citta', aventi come temi, la situazione di perdita del lavoro, in primis i licenziamenti dei 21 lav ex Pasquinelli; il problema dei bassi orari di lavoro e di salario dei lav Asili, Amat, e altri. 

E' evidente che la situazione più urgente è quella dei licenziamenti ex pasquinelli.

Questa vicenda oltre che grave per i lavoratori è assurda: si buttano in mezzo ad una strada questi lavoratori e famiglie, proprio nel periodo natalizio, dopo che hanno lavorato per più di 10 anni per la citta'; per questi lavoratori si dice che non ci sono soldi; mentre per tutti gli altri interventi nella citta' ci sono. 

Se Comune e Amiu non vogliono garantire il lavoro per pochi mesi, che sicurezza possiamo avere che verra' mantenuto l'impegno a rioccupare tutti i 21lavoratori nel prossimo anno appena l'impianto di selezione sara' avviato, e tenendo conto che mancando il lavoro, la "clausola sociale" non ha valore legale, dato che essa agisce nel passaggio da lavoro a lavoro? 

Ma c'è un'altra cosa inaccettabile, anche se non può sorprenderci. Il Sindaco Melucci durante la campagna elettorale per le amministrative, chiedeva lui di incontrare chiunque, anche l'ultimo lavoratore, e prometteva impegni sulle varie problematiche lavorative; oggi Melucci è tornato a non incontrare più nessuno, nemmeno i sindacati che organizzano i lavoratori degli appalti comunali, e questa "nuova amministrazione" (nel silenzio anche dei nuovi consiglieri comunali) si caratterizza, per quanto riguarda i lavoratori, nell'avviare come prima iniziativa dei licenziamenti. 

Questo non può passare impunemente!  

Ma dobbiamo anche dire che questa situazione creata da Comune e Amiu è stata da sempre avallata dai sindacati interni che sono stati sempre concilianti con i piani del Comune e Amiu e che ora piangono lacrime di coccodrillo - La stessa Ugl che ora denuncia, è stata quella che in questi anni tra i lavoratori dell'ex Pasquinelli ha favorito divisione e discriminazioni lavorative tra gli stessi lavoratori, indebolendone la forza, e accettando anche condizioni di lavoro senza sicurezza sull'impianto di selezione: amianto, topi, rifiuto tossici, ecc.

Solo lo Slai cobas si è opposto sempre a tutela di tutti i lavoratori a cui aveva detto dove si sarebbe andati a finire.

sabato 10 dicembre 2022

Fermare le esecuzioni in Iran / Sostegno alla rivolta / firmare e far firmare la mozione

 UN APPELLO PARTICOLARE LO FACCIAMO AGLI OPERAI E OPERAIE DI TARANTO

Come sta accandendo in Iran, e nelle recenti 3 giornate di sciopero manifestazioni, i lavoratori, gli operai siano al fianco delle donne, dei giovani.

Stampate e firmate,e fate firmare, la mozione pubblicata, dopo la locandina, e inviatela scansionata a: slaicobasta@gmail.com

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MOZIONE 
 

giovedì 8 dicembre 2022

Info: Acciaierie d'Italia nuovamente aggiornata l'assemblea degli azionisti. Da parte del governo: No alla nazionalizzazione

Sul fronte operaio, questa falsa querelle portata dai sindacati confederali e Usb tra azienda privata o pubblica non fa porre e fare passi in avanti ai problemi degli operai, in primis la revoca di tutte le sospensioni dei servizi delle ditte d'appalto e il rientro di tutti gli operai appalto con pagamento delle retribuzioni. E la annunciata continuazione dello sciopero di altre 24 ore ancora una volta si perde nell'attesa di incontri.


INFO DA CORRIERE DI TARANTO

“L’Ilva non va nazionalizzata”

Nel giorno in cui è tornata a riunirsi l’assemblea degli azionisti di Acciaierie d’Italia (Invitalia e ArcelorMittal) che è stata aggiornata ai prossimi giorni, probabilmente il 9 dicembre e l’Osservatorio Ilva (di cui daremo conto nei prossimi giorni), il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è tornato a parlare dell’ex Ilva, rispondendo alle domande dei parlamentari nel corso dell’audizione sulle linee programmatiche del suo dicastero, convocata dalle commissioni Attivita’ produttive di Camera e Senato...

“Noi non siamo d’accordo con l’obiettivo della statalizzazione cui giungere entro il maggio 2024, delineato dalla maggioranza che ci ha preceduto, 60% del pubblico e 40% del socio privato. Noi prevediamo che la produzione siderurgica, in cui lo Stato puo’ e deve intervenire, soprattutto nei momenti critici, deve comunque essere realizzata da un partner industriale, che deve essere realizzata da privati. Questo deve essere chiaro, non è questo il nostro obiettivo” ha puntualizzato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso.

“L’Ilva – ha aggiunto – e’ un dossier strategico che sto affrontando con gli altri ministeri competenti. La nostra intenzione e’ quella di mantenere e rafforzare la funzione strategica dell’industria siderurgica del nostro Paese anche con l’obiettivo di realizzare un piano siderurgico nazionale che in realta’ non vi e’ mai stato, che tenda insieme tutto quello che si puo’ fare, non soltanto nei principali siti produttivi, certamente a Taranto, a Genova, ma anche a Piombino, cosi’ come a Terni. Abbiamo un confronto attivo con l’azionista privato“.

Urso ha quindi spiegato: “Il nostro obiettivo e’ confrontarci con le parti, pubbliche e private, per giungere a una soluzione che sia sostanzialmente una ricapitalizzazione dell’impresa. Ci auguriamo con la partecipazione privata sempre piu’ significativa, per avere le risorse ulteriori per intervenire fin da ora nel processo di riconversione industriale ‘green’ dell’azienda e il raggiungimento degli obiettivi, raggiungere al piu’ presto i 6 milioni di tonnellate di produzione di acciaio, magari tornando poi agli 8 milioni“.

E ha ribadito: “Noi non siamo d’accordo sul declino industriale del nostro Paese, e cerchiamo di invertirlo fin da oggi, con l’obiettivo non di avere un’impresa con lo Stato in maggioranza, ma dove i privati siano in maggioranza e lo Stato puo’ essere, come in altri casi, un partner di minoranza di eventuali imprenditori di carattere industriale”.

Poi, in serata, il ministro Urso ha chiarito ulteriormente la sua posizione: “Siamo pronti a ricapitalizzare l’impresa e ci auguriamo che lo faccia anche il partner privato. Ció significa anticipare ad oggi quanto si sarebbe verificato a maggio 2024. Noi vogliamo intervenire, indirizzare e creare le condizioni del rilancio secondo la visione dello Stato stratega, ma non pensiamo affatto che l’obiettivo possa essere la statalizzazione delle Acciaierie. Vogliamo contribuire al rilancio dell’impresa e quindi della siderurgia, creando le migliori condizioni per arrestare il declini, aumentare la produzione e realizzare la riconversione industriale”.

“Intervenire su Ilva e’ complesso, si sono stratificati interventi errati nel tempo. Oggi solo capire di chi e’ la proprieta’ e’ complicato. E’ una situazione difficile. Ci vorrebbero partner industriali che possano operare al meglio, con chiarezza anche dal punto di vista giudiziario Io spero che non si arrivi alla nazionalizzazione senza un piano complessivo per il futuro”. E’ quanto ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi parlando dell’ex Ilva alla stampa estera. “L’acciaio e il ciclo a caldo e’ importante per il Paese o no? Io credo che il Paese non si sia dato ancora una risposta che invece e’ fondamentale: se noi perdiamo una delle piu’ grandi acciaierie d’Europa, importante per tante nostre filiere, credo che faremmo un errore“, ha detto Bonomi.

mercoledì 7 dicembre 2022

NO allo sgombero della Casa occupata di Taranto vecchia - Solidarietà e sostegno


DAL COMUNICATO DELLA CASA OCCUPATA
Picchetti Antisgombero Venerdì 9 e Sabato 10. 

L'assemblea pubblica contro la minaccia di Sgombero svoltasi ieri sera negli spazi della Casa Occupata Via Garibaldi ha deciso 2 Giorni di Mobilitazione e di Lotta Contro la minaccia di Sgombero. 
Una assemblea che con determinazione e partecipazione ribadisce la difesa della esperienza stessa ma più in generale della Città Vecchia. Una difesa che passa dall'attacco ai piani di gentrificazione che l'attuale giunta sta portando avanti. Una gentrificazione spacciata come riqualificazione a favore dei soli interessi di politici e palazzinari. Una riqualificazione che per quanto ci riguarda dovrebbe avere al centro i bisogni e i diritti sociali, economici, culturali e sanitari dei suoi abitanti e salvaguardare e rilanciare la memoria e le tradizioni del territorio, in primis la sua vocazione marinara. 

Queste prime due giornate di Lotta sono le prime di una serie che si alterneranno da momenti esterni nella Città ad iniziative all'interno della occupazione.

Venerdì 9 e Sabato 10 Picchetti Antisgombero a partire dalle ore 7 con colazione.
A seguire Passeggiata Corteo per i vicoli della Città Vecchia.

Le Compagne e i Compagni della Casa Occupata ringraziano tutte le realtà e individui che stanno esprimendo solidarietà, invitandoli a proseguire e essere pronti ad una eventuale mobilitazione nella nostra Città.

Insorgiamo contro la gentrificazione.
Difendiamo le occupazioni.
Giù le mani dalla Città vecchia.
Convergiamo contro il capitalismo.
Il Capitalismo nuoce gravemente alla salute.

martedì 6 dicembre 2022

2 e 3 dicembre di lotta, luci e ombre Dal blog proletari comunisti

1 - Le due giornata di lotta del 2 e 3 dicembre sono state un fatto positivo perché il tema dello sciopero generale è stato dalle organizzazioni sindacali di base che lo hanno promosso , posto all’OdG. Ma porre all’OdG non significa fare uno sciopero generale.

Lo Slai cobas per il sindacato di classe  non vi ha aderito proprio per questo. 

Non ci siamo per sottratti alla mobilitazione. A Taranto, Palermo, Bergamo ne siamo stati attivi promotori con spirito unitario.

Ma i ceti politico sindacali del sindacalismo di base perseverano lungo una strada autoreferenziale che non tiene conto della situazione effettiva del settore centrale del proletariato, che è la classe operaia delle grandi e medie fabbriche.

Non si tiene conto inoltre che le masse povere di questo paese hanno bisogno di lotta e organizzazione perché si mobilitino su scala nazionale in maniera estesa e incisiva - questo avviene  solo molto in parte e solo in alcune città del sud, Napoli e in misura minore Taranto e Palermo. Non si può sempre parlare a nome delle masse senza che le masse ci siano.

 La linea dei gruppi dirigenti dei sindacati di base va in direzione sempre uguale in senso inadeguato  a rspondere alle esigenze e ai tempi della classe e delle larghe masse.Per noi non ci può essere unità senza cambiare la linea.

Lavoriamo per un vero sciopero generale, trattando i problemi e le contraddizioni, perché lo sciopero generale è necessario come brodo di coltura della costruzione del sindacato di classe e della trasformazione dello sciopero economico in sciopero politico generale.

2 - La manifestazione del 3 dicembre, a cui è andata anche una rapprsentanza dello Slai cobas di Taranto, è stata partecipata essenzialmente dai settori organizzati di due organizzazioni sindacali di base, Usb e Si.cobas, mobilitando alcune migliaia di partecipanti che rappresentano anche una parte significativa dell’opposizione politico/sociale al nuovo governo dei padroni, moderno fascista, Meloni e alla guerra imperialista.

Il valore positivo di questa cosa non può nascondere i lati negativi anche di questa giornata. 

La manifestazione di Roma si è svolta iin un clima di divisione dei vertici del Si.cobas e del gruppo politico che lo sostiene e i vertici dell’Usb e il gruppo politico che li sostiene. Non si può fare una manifestazione politica senza un livello di unità adeguato di chi la organizza.

Serve un fronte unito di classe che non è una raccolta di sigle – tale è il fronte rappresentato attualmente dal Si.cobas – ma una vera alleanza proletaria anticapitalista, ben salda sul terreno dell’anti imperialismo, che dice chiaro che il nemico è l’imperialismo italiano, senza sovranismo ma anche senza internazionalismo generico e parolaio.

Questa strada viene confermata dalla manifestazione del 3, non smentita.

Per questo noi lavoriamo per un’altra strada e invitiamo fin da ora ad una nuova assemblea proletaria anticapitalista per fine gennaio, probabilmente a Roma.

E’ stato anche questo il senso della nostra presenza propagandistica alla manifestazione del 3 intorno ad uno striscione e un foglio che, a nostro giudizio, rappresentano un necessario punto di riferimento di dibattito, discussione, unità d’azione.

Proletari comunisti/PCm Italia

6.12.22

lunedì 5 dicembre 2022

Raccolta differenziata a Taranto peggiore di tutta la Puglia - ora pensano a raccolta "porta a porta" - Occupare in questo servizio gli ex pasquinelli

 

E' da sempre che diciamo, sulla base dei fatti e dei dati disatrosi, che il modo più efficace di fare la raccolta differenziata, e in questo "guidare" anche i cittadini, è quella del "porta a porta".

Nei primi sei mesi che fu fatta in questo modo, allora affidata alla Ditta Castiglia, nei quartieri Lama-Sa Vito, in poco tempo raggiunse percentuali alte e gli abitanti erano contenti e collaboravano.

Guarda caso allora i lavoratori e lavoratrici che la fecero furono gli attuali lav ex pasquinelli, che dopomuna lunga lotta come Disoccupati Organizzati, avevano prima conquistato per la prima volta dei corsi di formazione finalizzati alla raccolta differenziata e dopo, per una parte dei disoccupati il lavoro.

Poi questo servizio venne preso direttamente dall'Amiu ed.... è stato il disastro!

Sembra logico che ora, se, come auspichiamo, effettivamemte si reintroduce la raccolta "porta a porta", a farla fino a che non si riavvia l'impianto di selezione, vengano chiamati i 21 lavoratori ex pasquinelli che sono stati licenziati e stanno continuando anche questa mattina la lotta sotto la Prefettura. Questi lavoratori sono iper esperti nella raccolta porta a porta.