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| Per richiedere copia: tarantocontro@gmail.com Si può prendere visione del "Memoriale" (di 140 pag.) e prenotare copia durante la riunione delle parti civili di lunedi' 23 alle ore 17. |
Padroni e governo culo e camicia decidono continuità e potere ad ArcelorMittal con un piano di sfruttamento ed esuberi finanziato dallo Stato
indecente collaborazione del presidente della regione e del Sindaco Melucci con padroni e governo in un sedicente accordo di programma contro gli operai e i lavoratori
Sindacati confederali e usb chiamati a fare tappezzeria in un incontro surreale
ora basta! serve solo la rivolta operaia in fabbrica e città contro padroni, governo, regione e comune e i loro servi del sedicente ambientalismo piccolo borghese
Da lunedì unirsi e lavorare dalla fabbrica all'appalto uniti su questa strada
Slai cobas per il sindacato di classe taranto
Una riunione telematica tenutasi nella giornata di ieri ha deciso la data della nuova assemblea proletaria anticapitalista che si terrà a Roma il 18 febbraio a Roma - luogo in via di definizione.
Al centro la lotta contro guerra e carovita per dare vita a una campagna nazionale unificata, ma naturalmente le realta operaie, le realtà di lotta sui vari posti di lavoro e territori troveranno in questa assemblea l'occasione per socializzare le loro esperienze di lotta e farle avanzare nella logica del fronte unico di classe.
Importante, in funzione dell'assemblea, lo sviluppo della mobilitazione contro le basi militari e la lotta contro la repressione antiproletaria e contro movimenti e organizzazioni rivoluzionarie.
L'assemblea prevede un lavoro intenso delle diverse forze per discutere e organizzare la partecipazione e nello stesso tempo un invito generale a tutte le forze del sindacalismo di base e di classe e alle forze politiche comuniste e rivoluzionarie che ne sono partecipi.
Il nuovo governo dei padroni, reazionario, venato di fascismo vecchio e nuovo, costituisce una sfida e una opportunità per l'intero movimento di classe e l'assemblea proletaria anticapitalista di Roma è uno spazio per elevare lotta e coscienza comune.
L'avvicinarsi dell'anniversario della invasione dell'Ucraina da parte dell'imperialismo russo, dentro i piani di aggressione/guerra ed espansione dell'imperialismo USA/Nato/Europa, il ruolo dell'imperialismo italiano in tutto questo, l'aumento delle spese militari e i costi dell'energia scaricati sulle masse, permetteranno all'assemblea del 18 a Roma di assumere un ruolo di prima fila nella lotta contro tutto questo.
Pensiamo quindi di concentrare energie e confronto per la buona riuscita di essa.
per gli organizzatori
info/contatti assemproletariaanticapitalista@gmail.com
WA 3519575628
Martedi' 24 gennaio, dalle ore 8,30 si terra' un presidio sotto Palazzo di citta' dei lavoratori elavoratrici ex pasquinelli.
A tutt'oggi non vengono fornite notizie certe in merito al
rientro dei 21 lavoratori sull'impianto di selezioni (promesso da
Mancarelli gia' dal mese di gennaio) e in più ci risulta che le
attivita' per rendere operativo l'impianto sono ferme.
Questa situazione preoccupa molto i lavoratori, per cui è urgente incontro nella giornata di martedi' prossimo, o prima, e tempi certi di ripresa del lavoro.
SLAI COBAS per il sindacato di classe
Lo slai cobas per il sindacato di classe appoggia innovazioni tecnologiche che permettano di ridurre l'impattto inquinante della fabbrica, per questo siamo contro ogni chiusura della fabbrica e siamo perchè ogni innovazione salvaguardi l'attuale numero degli operai comprensivo del rientro degli attuali cassintegrati in cigs AS e degli operai dell'appalto, come degli operai dell'appalto operanti al porto.
Siamo per la riduzione dell'orario di lavoro a parità di paga, per lavorare meno lavorare tutti.
Siamo per i prepensionamenti per amianto e lavoro usurante - anche attraverso una specifica legge - dei lavoratori con almeno 25 anni di stabilimento, esteso agli operai dell'appalto, della zona industriale e delle zone esterne Tamburi, Paolo VI, Statte, esposti in questi anni a forte inquinamento.
Oggi, nella sede dell’associazione di categoria Federacciai, alla presenza del Presidente Antonio Gozzi, il presidente di CEIP Scarl (Consorzio Elettrosiderurgici Italiani per il Preridotto), Giancarlo Quaranta, e l’amministratore delegato di DRI d’Italia, Stefano Cao, “nel quadro delle iniziative finalizzate alla transizione verde del settore dell’acciaio italiano e al raggiungimento degli obiettivi europei di riduzione delle emissioni climalteranti, hanno firmato un memorandum di intesa allo scopo di verificare le opportunità di cooperazione relativamente alla realizzazione di impianti di produzione, commercializzazione e vendita di direct reduced iron (preridotto)”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/19/un-miliardo-per-il-preridotto-a-taranto/)
L’accordo di collaborazione prevede che DRI d’Italia – la società controllata da Invitalia a cui il Governo e il Parlamento, con la legge n. 175 del 2022, hanno affidato il compito e le relative risorse economiche per realizzare impianti di direct reduced iron (preridotto), alimentati a idrogeno, al fine di sostenere il processo di decarbonizzazione del settore siderurgico italiano – una volta messe a regime le proprie attività di produzione, possa mettere a disposizione dei membri di CEIP, consorzio promosso da Federacciai e costituito da produttori italiani di acciaio che utilizzano forni ad arco, due milioni di tonnellate di preridotto allo scopo di sostituire parzialmente le importazioni dello stesso nonché quelle di rottame“. L’accordo contempla, inoltre, “una cooperazione finalizzata all’individuazione di soluzioni tecnologiche innovative per la produzione e trasformazione di materiale ferroso da destinare all’industria siderurgica”.
DRI d’Italia Spa, la società totalmente controllata da Invitalia ha l’obiettivo di realizzare, per la prima volta in Italia, un impianto di produzione del “preridotto” (Direct Reduced Iron), il bene intermedio utilizzato per la carica dei forni elettrici per ridurre la produzione di acciaio a ciclo integrato con il carbon-coke. Che nelle intenzioni dell’accordo del 2020dovrebbe sorgere proprio a Taranto.
Dunque, l’impianto di preridotto che sarà realizzato a Taranto, anche attraverso il miliardo di euro destinato con il decreto Aiuti Ter dal governo Draghi alla società DRI Italia, rifornirà anche gli impianti siderurgici del nord. Cosa che era nelle ipotesi da sempre. Il progetto DRI Italia è già in moto da tempo, è stato messo a punto il layout dell’insediamento ed ora ci si sta concentrando sulla tecnologia. Non è ancora chiaro se a Taranto sarà costruito un impianto da 4 milioni di tonnellate o due da 2 milioni. Il ciclo del preridotto riguarda una prima trasformazione dei minerali di ferro in palline in ossido di ferro, che saranno acquistate sul mercato e trasferite a Taranto. Qui saranno immesse in un “ambiente riducente” che usando inizialmente gas e in futuro idrogeno le priverà dell’ossigeno, in modo tale che il contenuto di ferro delle palline passerà dal 65 per cento al 95-96 per cento.
Con il preridotto si dovranno alimentare i forni ad arco elettrico (uno o due al momento non è ancora chiaro visto che il piano industriale pensato nel dicembre 2020 è ancora lungi dal potersi realizzare vista la situazione odierna) che dovrebbero portare alla progressiva chiusura di Afo 1, Afo 2, Afo 4 ed alla dismissione di una linea dell’acciaierie e dell’agglomerato e alla maggioranza delle cokerie, ossia gli impianti di distillazione del carbon fossile, che ancora oggi rappresentano il vero bubbone ambientale dell’ex Ilva. Ma con il preridotto si potrebbero alimentare anche i converitori ed in parte l’altoforno 5, il cui intervento economico per il revamping (sempre previsto dall’ultimo piano industriale) prevede una spesa non inferiore ai 4-500 milioni di euro. Preridotto per il quale al momento dipendiamo quasi interamente da Russia e Libia., motivo in più per accelerare la realizzazione di un impianto in Italia. Staremo a vedere.
sciopero di 32 ore - aderisce lo Slai cobas sc - e presidio al mimit dalle 14 del 19 gennaio
Saranno circa 700 i lavoratori (tra dipendenti di Acciaierie d’Italia, dell’indotto e di Ilva in amministrazione straordinaria) e delegati sindacali in partenza da Taranto per la manifestazione organizzata da Fiom, Uilm e Usb che si terrà a Roma, sotto la sede del Ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit), in concomitanza con il vertice sull’ex Ilva convocato dal ministro Adolfo Urso domani a Roma. Domani alle 4, su iniziativa di Fiom, Uilm e Usb, partiranno da Taranto per Roma una decina di pullman. Il raduno di tutti i mezzi è in via Magnaghi. Dai comuni della provincia i pullman si muoveranno a partire dalle 3. Le organizzazioni sindacali contestano la gestione di ArcelorMittal e chiedono un cambio di governance con l’anticipo dell’ingresso in maggioranza dello Stato tramite Invitalia. Al centro del vertice il nuovo decreto (che concede ad Acciaierie un finanziamento di 680 milioni di euro e reintroduce lo scudo penale) e i piani di sviluppo che saranno illustrati dall’azienda.
Stasera alle 23 invece, inizierà lo sciopero nello stabilimento di Taranto che si concluderà alle 7 di dopodomani.