domenica 31 luglio 2022

Tessitura di Mottola - Importante è la mobilitazione dei lavoratori da settembre


Da diversi giorni abbiamo attivato la nostra azione verso la Regione e nella riunione di venerdì 29 dei cobas a Mottola  abbiamo portato verita e punto della situazione.

L'agitarsi  come mosche in un bicchiere dei sindacati confederali e' cosa inutile.

I fatti sono: dalla comunicazione inviataci dalla Regione c'è un auspicio che il contenzioso tra Albini e Motion si chiuda entro ferragosto e la Regione convocherà nella seconda metà d'agosto, o più ragionevolmente ai primi di settembre, il tavolo;
ma firma di programma di sviluppo e piano industriale sono ancora lontani e potranno avvenire, se i lavoratori non si muoviamo con la lotta, solo con il prossimo governo - peraltro l'on Turco e la Todde che si sono per così dire 'occupati della vicenda' sono ormai fuori gioco.
 
Solo la mobilitazione dei lavoratori può cambiare le cose e questa dovrà cominciare a settembre in modo serio - a Mottola, a Bari e a Roma.
La "camomilla" diffusa a piene mani dai sindacalisti locali e' veleno per i lavoratori - prima c'è ne si rende conto e meglio sara'.
Un nuovo anno di cassa integrazione e' quasi certo, ma la garanzia possiamo averla solo - per ragioni di procedura - questo autunno.
 
Nella riunione dei cobas e' stato detto molto altro, ma questo lo vedremo insieme alla ripresa del confronto con tutti i lavoratori in funzione della ripresa della lotta.

Slai cobas sc  Taranto

sabato 30 luglio 2022

Info - La relazione annule dell'Arpa Puglia dei dati di qualità dell’aria aggiornati al 2021, registrati nelle aree di Taranto e Statte.

Li acquisiamo dalla nota del

Corriere di Taranto
Gianmario Leone
pubblicato il 30 Luglio 2022, 08:00


I dati relativi al PM10

Le concentrazioni annuali di PM10 misurate nelle centraline della qualità dell’aria della città di Taranto hanno mostrato livelli paragonabili negli anni, in decremento a partire dal 2012 nelle stazioni del quartiere Tamburi. Anche nel 2021, in nessun sito del comune di Taranto è stato superato il valore limite previsto dal D.Lgs. 155/2010 sulla media annuale, pari a 40 μg/m3. La media annua di PM10 più elevata è stata registrata nel sito di Tamburi-Via Orsini (classificato come “industriale”, rete AMI), al quartiere Tamburi, con 26 μg/m3. In nessun sito è stato superato il numero massimo di 35 superamenti sulla media giornaliera consentiti dalla norma e i numeri dei superamenti per centralina. Come già riportato negli anni precedenti, il decremento delle concentrazioni annuali di PM10 a partire dal 2011, particolarmente evidente nelle stazioni del quartiere Tamburi ed accentuato maggiormente nel 2014 rispetto al 2013, può essere dovuto, oltre alla riduzione della produzione industriale degli ultimi anni, ad una serie di misure di risanamento messe in atto a partire da settembre 2012, volte a limitare il carico emissivo industriale fra l’altro nel corso dei cosiddetti wind days, giorni di elevata ventosità, in cui l’agglomerato urbano si trova sottovento al polo industriale.

Le medie annue di PM10 registrate nel 2021 sono sostanzialmente confrontabili con quelle che erano

venerdì 29 luglio 2022

438 migranti arrivano a Taranto. Anche a loro il nostro benvenuti! Ma, a parte la denuncia degli operatori della Sea Watch, ancora dopo giorni di viaggio si accolgono in un hotspot assolutamente invivibile, disumano. E anche la nuova Giunta nulla dice e fa


“Le autorità italiane hanno indicato Taranto come porto di sbarco per la SeaWatch3 e le 438 persone soccorse. Da un lato c’è grande sollievo, dall’altro siamo sgomenti: ci aspettano altri due giorni di viaggio e ulteriori sofferenze inflitte a chi ha sopportato abbastanza”.

giovedì 28 luglio 2022

Info - L’Ispettorato del Lavoro in Acciaierie d’Italia

Da Corriere di Taranto

“In merito alle denunce all’Inps e all’Ispettorato sulla questione delle ferie, è intervenuto questa mattina all’interno dell’azienda l’ispettorato del lavoro che ha ascoltato i coordinatori di fabbrica di Fim, Fiom, Uilm e Usb“. E’ quanto riferiscono fonti sindacali con riferimento all’esposto all’Inps e all’Ispettorato del lavoro presentato nei giorni scorsi.

Le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici di Taranto, Fim, Fiom e Uilm avevano segnalato, “ancora una volta, l’anomalo modus operandi della Direzione di Acciaierie d’Italia con cui ha modificato quanto riportato nella nota aziendale del 17.06.2022, in cui si comunicava ai dipendenti il periodo di ferie estivo, cosi come garantito dal vigente CCNL e dall’articolo 36 della Costituzione Italiana. Tuttavia la Direzione Aziendale, senza una preventiva comunicazione alle organizzazioni sindacali, ha unilateralmente modificato ai dipendenti, per il tramite dei responsabili delle risorse umane di ogni area dello stabilimento, il periodo di ferie concordato con il proprio responsabile diretto tramutato in CIGS“.

“Riteniamo illegittimo tale utilizzo dell’ammortizzatore sociale in quanto il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha già chiarito, in occasione dell’interpello n. 19/2011, l’obbligo di rispettare sia il dovere di comunicazione preventiva al lavoratore del periodo feriale, sia eventuali deroghe alla fruizione del diritto costituzionalmente garantito ex art. 36, comma 3 Cost., precisando che le stesse risultano ammissibili esclusivamente laddove le esigenze aziendali assumano carattere di eccezionalità ed imprevedibilità e come tali siano supportate da adeguata motivazione. Al riguardo, in linea con la circolare n. 8/2005, il Ministero con il citato interpello ha precisato checostituiscono ipotesi oggettive derogatorie all’ordinaria modalità di fruizione delle ferie, tra gli altri, gli interventi a sostegno del reddito ordinari e straordinari, in cui si assiste ad una “sospensione totale o parziale delle obbligazioni principali scaturenti dal rapporto medesimo, ossia l’espletamento dell’attività lavorativa e la corresponsione della retribuzione” si leggeva nella nota dei Coordinatori RSU Fim, Fiom e Uilm La Neve, Brigati e Oliva.

“Nello specifico, in caso di sospensione totale dell’attività lavorativa, ovvero nell’ipotesi di CIG a zero ore, non sembra sussistere il presupposto della necessità di recuperare le energie psico-fisiche cui è preordinato il diritto alle ferie. L’esercizio del diritto in questione, sia con riferimento alle ferie già maturate sia riguardo a quelle infra-annuali in corso di maturazione, può quindi essere posticipato al momento della cessazione dell’evento sospensivo coincidente con la ripresa dell’attività produttiva. Tuttavia, nell’ipotesi di CIG parziale, ovvero per i lavoratori che operano su degli impianti e/o reparti attualmente operativi e che svolgono una rotazione della cassa integrazione, deve essere garantito al lavoratore il ristoro psico-fisico correlato all’attività svolta. Nell’ipotesi sopracitata l’azienda prevede di convertire il periodo di ferie con la cassa integrazione straordinaria” proseguiva la nota.

mercoledì 27 luglio 2022

Ex Cementir/Cemitaly - Inevitabili altri 12 mesi di cigs - ma su tutto il resto lo Slai cobas ha detto un netto NO!


L'incontro tenutosi ieri in Regione per la prima volta è stato convocato unitariamente, per cui insieme ai sindacati confederali sono stati presenti Slai cobas per il sindacato di classe e Usb. 
Questo è stato il frutto della protesta esplicita dello Slai cobas contro gli incontri separati fatta nel precedente incontro regionale, e, quindi, per la prima volta si è rotto questo assurdo andazzo che cancellava la volontà dei laviratori di decidere liberamente il sindacato in cui organizzarsi. 
E' rimasto, su volontà dell'azienda e dei sindacati confederali, la firma solo di queste parti dell'accordo formale di consultazione per la nuova cassintegrazione. 

Ma onestamente a noi interessa che sulle decioni sostanziali per l'occupazione futura non ci siano Tavoli in cui si decide e Tavoli in cui semplicemente si informa a cose fatte. 

Per questo ieri sono stati importanti gli interventi della rappresentante dello Slai cobas che, contro "l'aria fritta" delle cosiddette "politiche attive del lavoro" che in realtà sono "politiche passive", di accompagnamento ai licenziamnti, ha posto altri obiettivi e altra strada e la necessità a settembre che si convochi un reale Tavolo di discussione nel merito delle prospettive occupazionali.  

Questa proposta ha trovato il consenso della Regione e la non opposizione (esplicita da parte della Uil) dei sindacati confederali. 

Lo Slai cobas sc ha detto:

1) che, dato che per responsabilità di azienda e Istituzioni nei precedenti periodi di cig nulla si è fatto per passare da cassintegrazione a lavoro effettivo, perchè questa situazione non ricadesse sui lavoratori togliendo loro il reddito, la ulteriore cassintegrazione di 12 mesi a partire da settembre prossimo è inevitabile;

2) ma perchè non sia un altro anno inutile (poi il governo e la maggiorparte dei partiti parlamentari dicono che sarebbero i lavoratori che vogliono essere "assistiti", prendere soldi e non lavorare, quando è chiaro invece che è il governo, per difendere gli interessi dei padroni che aprono e chiudono fabbriche, che vuole lavoratori che stiano per anni con l'elemosina della cassintegrazione e con davanti solo la prospettiva di licenziamenti o miseri incentivi alle dimissioni), respingiamo nettamente le ipotesi di "politiche attive" presentate nell'incontro; perchè, uno, hanno già dimostrato negli anni passati che non creano nessun posto di lavoro; due, si poggiano tutte sulla azione/ricerca individuale del lavoratori e non su soluzioni collettive;

3) per questo le proposte portate dalla Slai cobas sono: occupare i lavoratori nei necessari (anche per la cittadinanza) lavori di bonifica dell'area industriale (presenti in piani e progetti da circa 10 anni e mai effettivamente realizzati o portati a compimento); finalizzare a questi lavori di bonifica i corsi di formazione. 

4) A settembre discutiamo nel merito, in maniera concreta; senza questo passaggio diventano parole che accompagnano una "lenta morte" degli operai le ipotesi futuribili - da qui a 10 anni - di riconversione industriale per la produzione di idrogeno verde.

Riportiamo alcuni stralci dell'articolo fatto dal Corriere di Taranto sul Tavolo regionale 

Ex Cementir, altri 12 mesi di cassa
 
Sino al prossimo 16 settembre: siglato l'accordo presso la task force regionale per l’occupazione

GIANMARIO LEONE
PUBBLICATO IL 27 LUGLIO

E’stato raggiunto l’obiettivo primario di mettere in sicurezza il futuro prossimo degli ultimi 45 lavoratori ex Cementir (all’inizio della vertenza erano oltre 70, negli ultimi mesi in 3 hanno optato per il trasferimento nei siti Italcementi del nord, altri invece si sono licenziati provando altre strade, senza dimenticare la possibilità per i lavoratori di accettare l’incentivo all’esodo che però potrebbe venir meno qualora dovesse andare in porto un progetto di riconversione industriale)...
La proroga è stata possibile grazie allo strumento previsto dall’articolo 62 della Manovra finanziaria 2022, che aggiunge il nuovo articolo 22-ter al D.Lgs. n. 148 del 2015, rubricato “Accordo di transizione occupazionale”...
Nell’ultima riunione della task force regionale, Italcementi non aveva ancora sciolto positivamente la riserva per accedere a questo strumento, visto che il ricorso al meccanismo di transizione comunque comporta un onere per l’azienda, il versamento del 9 per cento dei contributi previdenziali all’Inps. Ciò detto, anche ieri i rappresentanti dell’azienda hanno chiarito ancora una volta la loro posizione sul futuro dell’ex cementificio, a prescindere dall’ottenimento degli ulteriori 12 mesi di ammortizzatori sociali: la Cemitaly non tornerà a produrre cemento e il sito produttivo di Taranto resta in vendita.
Questi ulteriori dodici mesi di tempo, come riportato tempo addietro, dovrà servire o almeno questo si spera, nel provare a portare a compimento, almeno da un punto di vista burocratico-amministrativo, la proposta lanciata a metà marzo dalla Fillea Cgil di Taranto e dal suo segretario Francesco Bardinella, ovvero quella di riconvertire l’ex Cementir di Taranto (oggi denominata Cemitaly) in un impianto di produzione di idrogeno verde.
L’idea della Fillea Cgil è quella di di candidare il sito ex Cementir di Taranto al bando per la riqualificazione aree industriali dismesse per la produzione di idrogeno verde. Il bando è nazionale, l’ha promosso il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, rientra nel PNRR e l’adesione al bando dovrà essere portata avanti dalla Regione Puglia, che proprio nelle scorse settimane si è candidata come territorio per ospitare la localizzazione del “Centro Nazionale di Alta Tecnologia per l’Idrogeno” (Hydrogen Valley), come previsto dal Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (PNRR). Indicando Taranto tra le province che potranno ospitare impianti per la produzione di idrogeno...
Al massimo entro la fine dell’estate sarebbe dovuta arrivare la valutazione del ministero della Transizione ecologica (MiTE) sulle proposte presentate per l’idrogeno. Soltanto dopo la Regione Puglia potrà lanciare il bando rivolto alle aziende e alle pubbliche amministrazioni proprietarie delle aree che ricadono nel perimetro del Sito di interesse nazionale di Taranto (SIN), affinché quest’ultime indichino i luoghi possibili per fare l’investimento. Ma con la caduta del governo Draghi, nonostante quest’ultimo continuerà ad occuparsi dell’attuazione del PNRR, il rispetto dei tempi è ancora più incerto..."

Il moderno schiavismo capitalista dei lavoratori immigrati - Siete voi i responsabili criminali!


Tornano in questo giorni inchieste, reportage sulla tremenda condizione dei lavoratori braccianti immigrati. Nel sud, la Puglia fa da nera avanguardia - seguono la Calabria, la Basilicata, la Sicilia - di questo supersfruttamento, che ci unisce sempre ad una condizione bestiale di vita, ad una assenza spesso totale di minimi diritti di sopravvivenza (acqua, medicine, servizi igienico-sanitari essenziali). Nel rapporto Anci e Ministero del lavoro, per i ghetti la Puglia è al primo posto (32,6%), seguita da Sicilia (21,1%), dalla Calabria (13,2%) e Campania (7,9%).

Nella Puglia sono le grandi aziende, a volte multinazionali, che producono e organizzano i raccolti. E' il capitalismo, non i piccoli padroni, che organizza il moderno schiavismo. che organizza in proprio o usa il caporalato. E queste aziende si conoscono bene, tutti le conoscono, con nome e cognome.

Le inchieste, i reportage certo almeno servono a portare periodicamente alla luce questa condizione, ma nessuno può dire di non sapere: i campi in cui i migranti lavorano per 10/12 ore, per 3 euro all'ora, stanno lì alla luce del sole, i braccianti che buttano sangue per i profitti delle aziende sono censiti pure (di quelli ufficiali si parla di 10mila, solo nel foggiano sono 7mila); i ghetti, le baraccopoli sono conosciute, si può disegnare quasi una loro mappa - quindi, è falso o criminale che alcuni sindaci delle zone dicano addirittura di non "avere alcuna idea del fenomeno" (come se fosse uno zoo che non si è mai andato a guardare). 

CONDANNIAMO VOI, PRESIDENTI DELLE REGIONI, SINDACI, PREFETTI, VOI MINISTRI, GOVERNO, RESPONSABILI DI QUESTI CRIMINI!

In Puglia per la condizione bestiale in cui migliaia e migliaia di braccianti sono costretti a dormire, mangiare, lavarsi, senza servizi igienici, cosa che avviene da tanti anni, la Regione cosa fa? "...è previsto un cronoprogramma, dove la prima tappa è partita a maggio con l'incontro bilaterale fra la Regione e i Comuni interessati. Nel frattempo la Regione Puglia ha costituito un gruppo di lavoro con professori universitari per dare l'indirizzo progettuale ai Comuni e monitorare l'andamento dei lavori. Il cronoprogramma prevede altri quattro step definitivi: l'elaborazione progettazioni di massima entro settembre; la valutazione e l'aggiustamento eventuale degli stessi entro novembre; il convenzionamento per febbraio e la predisposizione dei progetti entro marzo 2023. Dopo di che entro marzo 2025 le aree di accoglienza dovranno essere pronte ed agibili per l'accoglienza...".

I braccianti non possono dormire in qualcosa che somigli ad un letto, non possono lavarsi, non possono fare con un minimo di dignità i loro bisogni... e la Regione e i Comuni fanno "gruppi di lavoro di esperti, di professori universitari, che progettano, monitorano..."!!??, per dare un alloggio che bene che vada sarà tra tre anni?! Quanti dei 115 milioni destinati dal Pnrr per i "piani urbani integrati" (insediamenti abitativi) saranno utilizzati realmente per dare case ai braccianti migranti; quanti di questi fondi serviranno solo a finanziare i gruppi di lavoro, i progetti sulla carta?

Questi criminali rappresentanti istituzionali, questi professori si dovrebbero prendere per le braccia e trascinarli nei campi, nei ghetti, farli dormire anche solo una notte nelle baraccopoli, come Borgo Mezzanone, a rischio di morire bruciati...

martedì 26 luglio 2022

Un brindisi alle lotte delle lavoratrici e lavoratori degli asili, per altri risultati!

Come ha detto una lavoratrice degli sili: "questo è un grande traguardo mai successo in 30 anni di servizio negli Asili Nido avere un mese di lavoro in più x garantire un piccolo sostegno economico dignitoso anche se pur piccolo..."