giovedì 31 gennaio 2019

Ex-Ilva: i dazi Usa rallentano gli ordini - Mittal dentro la crisi mondiale dell'acciaio - info

Ex-Ilva: i dazi Usa rallentano gli ordini

Nel vertice tra ArcelorMittal Italia e rappresentanti sindacali l'azienda ha sottolineato un rallentamento del mercato


Per quel che riguarda piano ambientale e assunzioni, all'ex Ilva tutto sembra andare secondo i piani di ArcelorMittal Italia. Qualche difficoltà in più pare registrarsi sul fronte della congiuntura di mercato. Almeno stando al commento del segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli realtivo all'incontro di questa mattina nella sede romana di Confindustria (in apertura
un'immagine dal profilo Twitter FIM Cisl Stampa) per fare il punto sull'accordo dello scorso 6 settembre.
Nel resoconto fornito dall’azienda, stando a quanto riportato da Bentivogli, si registra anche «un aumento dei prezzi dovuto alla politica dei dazi degli Stati Uniti e all’aumento dell’export da parte della Turchia, che attualmente rallenta il consumo interno di acciaio aumentando le esportazioni – ha spiegato il sindacalista -. La differenza media di prezzo tra nord Europa e sud Europa, normalmente attestata a 25,00 euro la tonnellata, oggi è a 50,00 euro la tonnellata. Queste condizioni sfavorevoli fanno registrare un rallentamento nella velocità di acquisizione degli ordini di almeno il 30%. Come previsto dall’accordo, si fa fronte alle necessità produttive con l’approvvigionamento dei treni lamiere attraverso l’acquisto di bramme che è stato di 250.000 tonnellate nel primo trimestre e per il secondo trimestre è già di 150.000 tonnellate. Si registrano difficoltà sulla latta, ma la Metallurgia è già al lavoro perché l’obiettivo di produzione previsto non cambia».
Sul fronte occupazionale, gli assunti a oggi sono 10.287 a fronte dei 10.380. Ancora da assumere restano, quindi, 62 persone. Gli oltre 2mila lavoratori in cassa integrazione straordinaria che non hanno aderito al piano di esodo «saranno beneficiari della garanzia di fine piano».
«Come Fim riteniamo positivo lo stato dell’arte dal punto di vista degli obiettivi in materia di ambiente e sicurezza – ha commentato Bentivogli -. Bisognerà ancora proseguire con la realizzazione del piano industriale, di cui potremo essere pienamente soddisfatti quando ci sarà la ripartenza di tutti gli impianti. Per quel che riguarda l’occupazione, ribadiamo l’importanza della garanzia di fine piano per tutti coloro che ancora non hanno ricevuto l’offerta da parte di ArcelorMittal. Abbiamo ribadito la necessità che all’aumento dei volumi produttivi corrisponda l’aumento di adeguati organici e che non si debba ricorrere, come successo in passato, all’utilizzo dello straordinario per far fronte alle necessità industriali».

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