venerdì 7 maggio 2021

Processo Ilva - I padroni si sostengono a vicenda: l'avvocato di Fabio Riva fa riferimento alla sentenza 'ThyssenKrupp

‘Ambiente Svenduto’ alle ultime arringhe. Poi il verdetto

Il legale difensore di Fabio Riva ha eccepito l'illegittimità costituzionale contestando il reato di disastro ambientale doloso
pubblicato il 06 Maggio 2021, 18:34

"...Da alcuni giorni sono iniziate le arringhe dei legali dei maggiori imputati. In particolar modo il difensore di Fabio Riva (diventato il principale imputato dopo il decesso del padre Emilio nell’aprile 2014), l’avvocato Luca Perrone, ha sostenuto la tesi che l’intero processo sia basato su una contestazione di disastro ambientale viziata da illegittimità costituzionale.

La questione è in punta di diritto. L’avv.to Perrone ha sostenuto che fino al 2015 è stato utilizzato l’articolo 434 del Codice penale, il così detto disastro innominato, per contestare l’evento delittuoso in assenza di un articolo specifico. Dopo di che è stato riformato il codice penale inserendo nello specifico il disastro ambientale. Secondo il legale di Fabio Riva l’articolo 434 nel processo in questione viene utilizzato in contrasto col diritto di difesa e col principio di presunzione di innocenza, quiindi degli articoli 24, 25 e 27 della Costituzione. Il disastro per accumulo, cioè quello contestato ai vertici dello stabilimento dal 1995 al 2012, quindi legato all’attività industriale del gruppo Riva, malgrado la giurisprudenza per il legale è incostituzionale poiché in contrasto col dettato della Carta Costituzionale. Sull’eccezione sollevata la Corte d’Assise deciderà in camera di consiglio e in caso di accoglimento bloccherebbe l’iter processuale e invierebbero gli atti alla Corte Costituzionale.

A sostegno della mancanza di dolo intenzionale, sono state portate le sentenze della Cassazione su alcuni casi che hanno riguardato altri poli industriali come Tamoil, Porto Marghera e ThyssenKrupp..."

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