venerdì 14 dicembre 2018

Taranto il 68 come è realmente cominciato 50 anni fa e cosa è realmente stato

19 dicembre ore 18 c/o sede slai cobas

via Livio Andronico 47 Taranto - ang. via Polibio

68 a Taranto... non è che l’inizio!
prima presentazione lettura di un 
controlibro/testimonianza
27 luglio 1968

"Siamo in 4 in via D'Aquino, con cartelli messi addosso tipo sandwich, contro la scuola di classe. Attiriamo lacuriosità, l'attenzione, ma non si va al di là. Tranne due ragazze che invece si fermano, dialogano, si interessano. Questo ci incoraggia... e prepariamo l'altra iniziativa...

Il 68 comincia così a Taranto...".
Nella serata del 19 dic. anche video, testi, materiali... del 1968
Per info: 3471102638  

giovedì 13 dicembre 2018

Mittal ed esternalizzazione - Cisl e Cgil/ditte appaltatrici complici della "guerra tra poveri" in atto alla ArcelorMittal

I sindacati confederali da un lato denunciano la politica di terziarizzazione che la ArcelorMittal sta facendo; dall'altro nelle ditte appaltatrici si rivolgono alla stessa ArcelorMittal perchè vigili su questo andazzo.
La realtà è che Mittal e Ditte appaltatrici, come la Chemipul - ognuno per i loro interessi - fanno entrare nuovi lavoratori al posto di operai Ilva messi in cigs. La conseguenza è che: gli operai Ilva sono fuori dalla fabbrica e a reddito ridotto; gli operai delle ditte di appalto che da anni lavorano non vedono migliorate le loro condizioni di lavoro, in termini di aumento di ore e salari; e va avanti una oggettiva "guerra tra poveri" tra operai nuovi assunti e operai "storici" Ilva/appalto, di cui sono pienamente complici i sindacati che hanno firmato l'accordo Ilva/ArcelorMIttal che ha avviato questa brutta situazione.
Ora i sindacati confederali, Cgil, Cisl, dell'appalto "si lamentano", ma sono inutili e falsi, perchè chiedono proprio alla "capo intesta" della situazione di vigilare... E' come dire al grande truffatore di stare attento al piccolo truffatore. Così è solo una presa in giro per tutti gli operai.
SONO GLI OPERAI CHE DEVONO RIBELLARSI, SOOTTRAENDOSI A QUESTO GIOCO AL MASSACRO. 

LA VERITA' SUI CIGS ILVA - PROCESSO ILVA ORGANIZZARSI PER IL 7 GENNAIO

L’ assemblea alla Biblioteca comunale di Taranto del 5 dicembre è andata bene  con partecipazione numerosa di parti civili e operai cassintegrati.
Sono state illustrate linee di azione sul piano legale – con il contributo attivo dei legali presenti – sia nei confronti del processo Ambiente svenduto – dove è cominciato finalmente l’intervento delle parti civili, sia nei confronti dello sciagurato accordo governo/arcelor mittal/ sindacati firmatari, sia sulle decisioni della Regione per i cassintegrati.
 
Abbiamo studiato le questioni, fatto inchiesta e incontri mirati in Regione e ora possediamo tutte le informazioni necessarie – che tutti nascondono e forniscono parzialmente -
per costruire insieme i fatti, all’esterno come all’interno di AM e Ilva AS, in Tribunale come in regione.
Per il tribunale ‘processo ambiente svenduto’ la data importante è il 7 gennaio.
 
Per il resto, prima cominciamo a fare le cose nella chiarezza e autonomia da tutti e meglio è.
Ne parliamo nuovamente con tutti gli interessati il 20 dicembre alla nuova sede Slai cobas – via Livio Andronico 47 Taranto – angolo via Polibio, dalle 17.30 in poi.
 
info tel. 347-5301704

ArcelorMIttal a Parigi presenta i suoi piani per Taranto - Grande spazio sui mass media - Ma il problema sono sempre i fatti, non le parole

RIPORTIAMO OGGI LE NOTIZIE USCITE SU VARI ORGANI DI STAMPA NAZIONALI E LOCALI, PER FORNIRE SOPRATTUTTO AGLI OPERAI E ALLA POPOLAZIONE DI TARANTO UN'INFORMAZIONE,
MA DICIAMO SUBITO CHE FINORA LA POLITICA DELLA ARCELORMITTAL, ANCHE SUL PIANO SICUREZZA, AMBIENTE, INCIDENTI IN FABBRICA, E' STATA COME AI TEMPI DI RIVA E DEI COMMISSARI. 
MENTRE NEL RAPPORTO CON GLI OPERAI LA MITTAL AGISCE COME UNA LOGICA E METODI DA "DITTATORE" CHE DECIDE TUTTO, IN MANIERA SEMPRE UNILATERALE, SCAVALCANDO ANCHE DIRITTI SINDACALI.
QUINDI, NESSUNA FACILE ILLUSIONE. SEMPRE PIU' OCCORRE AUTONOMIA DI CLASSE DEGLI OPERAI DI ANALISI, GIUDIZIO, AZIONE, E SOPRATTUTTO AUTONOMIA DI ORGANIZZAZIONE DAI SINDACATI FIRMATARI DELL'ACCORDO DEL 6 SETTEMBRE. 

La Mittal lega la decarbonizzazione a politiche governative che difendano i padroni in Italia e in Europa e penalizzino le altre multinazionali dell'acciaio di altre nazioni nel mondo.
Si tratta di una "normale" guerra commerciale, in cui i governi sono sempre dalla parte dei profitti dei capitalisti (e mai a difesa dei diritti e condizione degli operai, come l'accordo Ilva ha dimostrato); una guerra in cui, come si dice, "il più sano ha la rogna", e la Mittal non può certo darsi medaglie di difensore dell'ambiente come già dimostrato negli altri suoi stabilimenti, dove vi sono state lotte di operai anche su questo terreno della sicurezza e salute.
Si tratta, poi, del fatto che i governi dei paesi imperialisti, in questo caso il nostro, per aiutare i padroni come Mittal, scaricano i costi sui lavoratori e le masse popolari. 

CON QUESTA COMPRENSIONE DI CLASSE, DI PARTE, VEDIAMO LE COSE DETTE DA MITTAL:  

(Dalla stampa) - ArcelorMittal sceglie il media day di Parigi per presentare i suoi progetti sullo stabilimento siderurgico di Taranto - la più grande acciaieria a ciclo integrale d'Europa - e lanciare la sua sfida ambientale e produttiva allo stesso tempo. Certo, i tempi non saranno brevissimi (il termine per abbattere dell'80 per cento le emissioni da uso di carbone è quello del 2050) ma ci saranno step intermedi (-40% nel 2030) che aprono spiragli importanti anche e soprattutto per lo stabilimento tarantino, a patto, è stato ribadito, che ci siano incentivi pubblici alla decarbonizzazione, coerenti con la difficile sfida tecnologica ad esso legata.
La frontiera è la decarbonizzazione: imposta dai trattati internazionali, sollecitata dai disastri provocati dai cambiamenti climatici, suggerita dalle nuove tecnologie. Ma, per fare l'acciaio utilizzando poco carbone, occorrono politiche governative di sostegno e l'armonizzazione dei sistemi

GIOVEDI' ROSSI - Continuiamo i video sulla vita di Marx - altre 2 puntate

Sono realizzati dal PMLI per il 200° anniversario di Marx - La prossima settimana completiamo questo lavoro con l'ultima puntata e con testo rivolto agli operai e a tutti i compagni che stanno seguendo la formazione operaia on line.
La formazione su 'Lotte di classe in Francia' riprenderà nel nuovo anno.

NoTap - Una battaglia lunga ma strategica

La manifestazione del 8 dicembre
Nei prossimi giorni potrebbero partire le attività per lo scavo del microtunnel che sarà lungo 1,6 chilometri: 800 metri in mare e 800 metri a terra (al momento i lavori per la realizzazione del gasdotto sono in corso in mare, dove si sta montando il palancolato; e nella zona di Masseria del Capitano, dove si sta realizzando il terminale di ricezione); il Tar del Lazio nei giorni scorsi ha di fatto sbloccato i lavori — fermi dallo scorso luglio — nel cantiere a San Basilio di San Foca di Melendugno.

Ma la buona manifestazione dell'8 dicembre scorso, con mille persone, mostra che governo, padroni delle ditte, Stato non possono affatto cantare vittoria; la battaglia è lunga ma diventerà inevitabilmente sempre più necessaria e di vero ostacolo ai loro piani.  

Questa lotta che va anche oltre la questione ambientale e territoriale, è una importante battaglia strategica antimperialista.

La Tap è interna alla guerra commerciale mondiale degli Usa - alla contesa Usa/Urss – con l'imperialismo italiano che si schiera con gli Usa di Trump.

(da altri articoli) - “E’ un’opera chiave, è un progetto che va portato avanti”, spiegano dal Dipartimento di Stato. Perché per Washington il Vecchio Continente non può dipendere solo da un’unica fonte di approvvigionamento, la Russia.
Ed è quello che accadrebbe se si puntasse solo sul progetto Nord Stream, il gasdotto che porta il gas russo in Germania attraverso il Mar Baltico, tagliando fuori tutti i Paesi dell’Europa orientale come l’Ucraina. Così dagli Usa arriva un chiaro messaggio: la sicurezza energetica dei nostri alleati è

Il sito nazionale "Resistenze" pubblica un articolo sulla situazione dei migranti di questo blog tarantocontro

www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 06-12-18 - n. 694


La situazione dei migranti a Taranto - Respingiamo insieme gli effetti devastanti del decreto sicurezza di Salvini

Taranto Contro | tarantocontro.blogspot.it

05/12/2018

Al momento, per fortuna, la Prefettura di Taranto non ha inviato disposizioni, che, in attuazione del decreto sicurezza razzista e anticostituzionale, potrebbero portare anche a Taranto e in provincia all'allontanamento dai centri di accoglienza e dagli Sprar per decine e decine di migranti con permesso di soggiorno umanitario, con la conseguenza nefasta di trovarsi da un giorno all'altro in mezzo ad una strada, resi da questo governo "clandestini".
La Prefettura sta monitorando la situazione.
E proprio ieri le associazioni hanno programmato per oggi un incontro in prefettura per allontanare questa assurda eventualità.

Intanto è prevedibile con il nuovo bando - che sarebbe proprogato di 4/5 mesi - un taglio del fondi (per "prendere alla gola" e impedire anche per questa via una minima accoglienza e assistenza ai migranti); fermo restando che è da 6 mesi che le associazioni non vengono pagate.

Tra i migranti c'è chiaramente preoccupazione. Molti soprattutto in provincia lavorano nelle campagne e quindi togliere loro ora l'alloggio vorrebbe dire togliere anche il lavoro.





Noi, dello Slai cobas sc, pensiamo che in primis i migranti devono essere protagonisti di una nuova stagione di lotta a Taranto - come è stata qualche anno fa per chiedere il diritto ai documenti e condizioni di vita dignitose in alcuni centri di accoglienza (lotta che è stata vincente) - E lo SLAI COBAS SC E' PRONTO A SOSTENERLI.

Pensiamo che le associazioni, a fronte di disposizioni illegittime del governo o eventualmente della Prefettura, debbano attuare una disobbedienza civile, come in altre città sta accadendo.