La Procura di Lecce ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a 15 persone e all’azienda Tap, relativamente a reati ambientali che sarebbero stati commessi nella parte del cantiere in località "Le Paesane" di Melendugno e sul presunto inquinamento della falda e del sottosuolo nel del cantiere del microtunnel in località San Basilio di San Foca, marina di Melendugno , per la possibile perdita di sostanze pericolose , tra cui il cromo esavalente con l’ipotesi che l’area potesse essere stata contaminata con il cemento utilizzato da Tap durante i lavori, per via di una inidonea impermeabilizzazione del cantiere. Tra i sedici indagati a cui questa mattina è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini a firma del procuratore capo Leonardo Leone De Castris e il sostituto Valeria Farina Valaori, compaiono il country manager di Tap Italia Michele Elia, Gabriele Paolo Lanza, project manager di Tap in carica dal 15 marzo scorso. Tra gli indagati anche l’imprenditore di Veglie Lucio Mello , alla cui ditta Tap ha affidato i lavori del gasdotto e altri dirigenti e legali rappresentanti delle ditte che stanno prendendo parte ai lavori . La Procura non ha disposto il sequestro di ulteriori aree di cantiere perché dall’aprile scorso a San Basilio non si registrano più sversamenti di sostanze inquinanti. Nei giorni scorsi anche il cantiere in località Le Paesane è stato dissequestrato.Tutti gli indagati hanno venti giorni di tempo per produrre documentazione o memorie e presentare le controdeduzioni.
martedì 18 dicembre 2018
Cemitaly come previsto un altro anno di cassintegrazione straordinaria - bene per il reddito... ma per il lavoro nessun futuro, nonostante quello che dice l'ingannapopolo della CGIL Bardinella
Ancora una volta arriva sul filo di lana la salvezza per i 67 lavoratori della ex Cementir di Taranto (ex sito industriale del gruppo Caltagirone), oggi Cemitaly appartenente al gruppo tedesco della Italcementi. Quest’oggi infatti, presso il ministero del Lavoro a Roma, è stato siglato l’accordo tra azienda e sindacati di categoria per un altro anno di cassa integrazione straordinaria. L’accordo segue l’intesa siglata con la Regione Puglia lo scorso 8 novembre a Bari (propedeutica per l’accordo odierno, in quanto la Regione ha preso l’impegno di contribuire al sostegno per completare il piano di recupero occupazionale), quando fu decisa la sospensione della procedura di licenziamento collettivo per i 67 lavoratori per cessazione totale dell’attività del sito industriale (di cui 57 lavoratori appartenenti alla categoria intermedi e operai e 10 alla categoria impiegati e quadri, corrispondenti all’intero organico aziendale). La proroga è stata concessa in base alle norme per le aree di crisi industriale complessa nelle quali è compresa anche
la favola del piano industriale di Italcementi avvalorata da Governo e sindacati confederali è solo una manovra di scarico sulla finanza pubblica: Con i soldi di 5 anni di cassintegrazione a cui si aggiungono i fondi regionali si sarebbero potuti fare investimenti seri per dare lavoro e non assistenza ai lavoratori.
Ma questo lo sostiene solo da anni lo Slai cobas mentre dall'altra parte abbiamo avuto governo Renzi/governo Gentiloni - entrambi con l'inamovibile Bellanova - e ora il governo ingannapopolo Di Maio/Salvini.
La Cementir mostra in piccolo quello che succederà in grande con l'amministrazione straordinaria ILVA e i lavoratori cacciati dall'ArcelorMittal ora in cassintegrazione.
Questa è la vera "pacchia" per i padroni che non finisce mai!
In base all’accordo silgato oggi, Italcementi dovrà presentare entro il primo trimestre 2019 il piano industriale del gruppo, così come previsto dall’intesa in Regione lo scorso mese. E con il piano, dunque, si capirà finalmente quali saranno le prospettive industriali per il sito di Taranto, inevitabilmente legato alla produzione dell’ex Ilva, oggi ArcelorMittal Italia. Accanto alla proroga della cassa, inoltre, è statoconfermato l’intervento di formazione e di riqualificazione professionale dei lavoratori, con risorse messe a disposizione dalla Regione Puglia. “Ovviamente
lunedì 17 dicembre 2018
Ora tocca a noi
Le parti civili del processo Ilva "Ambiente svenduto" devono presentarsi
tassativamente il 20 dicembre alla sede nuova dello Slai cobas via Livio Andronico 47 Taranto (ang. via Polibio) – tel. 347-5301704 dalle 17.30 in
poi
E' importante dato che il 7 gennaio tocca a noi parlare al processo Ilva e per quella data ci saranno sia gli avvocati di Torino che di Taranto.
Ma è importante vedere quello che dobbiamo dire e fare sin dal 20
dicembre.
Usb ArcelorMIttal/Ilva - ma stiamo su "scherzi a parte"?
USB prima firma e poi si lamenta e si agita come una mosca in un bicchier
d’acqua dopo aver contribuito all’accordo ingannapoopolo ArcelorMittal - governo - sindacati.
Noi diciamo no allo sciopero da ‘scherzi a parte’, indetto da Usb da oggi al 19 mattina.
L’accordo va impugnato e fatto saltare e nei prossimi mesi questa
situazoione alla luce dei fatti si produrrà.
Intanto muoviamoci.
Ci apprestiamo a scatenare una ondata di controlli su sicurezza e
condizioni di lavoro in AM
Ci apprestiamo a lanciare l’esposto-denuncia e i ricorsi di massa degli
operai attualmente in CIG per il rientro in AM
Ci apprestiamo a spiegare la vera natura degli incontri in Regione, quello
che si è realmente detto, quello che si prepara.
Dopo aver esposto quello che intendiamo fare all’assemblea del 5
dicembre
il 20 dicembre dalle 18 in poi alla nuova sede Slai cobas di via Livio Andronico 47 (ang. via Polibio) Taranto tel. 3475301704 facciamo il secondo passo
Il 20 dicembre parliamo anche del processo in corso ambiente svenduto dove
ora tocca allo slai cobas e alle parti civili da noi organizzate prendere la
parola e portare nel tribunale la voce degli operai Ilva, lavoratori cimiteriali e cittadini Tamburi e Paolo VI che sono parte
civile – questo avverrà il 7 gennaio presso la Corte d’Assise di Paolo VI.
A tutti gli operai interessati chiediamodi partecipare il 20 , far
circolare la notizia, farsi sentire
Slai cobas sc 347.5301704
lo slai cobas non usa normalmente facebook o whatsapp
preferiamo le telefonate dirette le email e il contatto personale diretto
Prima di tutto:organizzare un Comitato di lotta dei cassintegrati Ilva - Dalle conclusioni dell'assemblea del 5 dicembre scorso
"Cosa pensiamo di fare.
Ciò che servirebbe di più è in realtà una azione extralegale. Vale a dire che anche in pochi si cominci a costruire tra i cassintegrati un Comitato. Questo è già avvenuto in altre realtà. Non bisogna impressionarsi che all'inizio si è pochi. Il problema è che se per gli operai Ilva è sempre stata negli ultimi anni una situazione difficile per mettersi insieme, se non in alcuni momenti buoni di lotta che però non hanno avuto seguito; per i cassintegrati è ancora più complicato, non c'è più la fabbrica che vi tiene uniti.
Però è necessario. Un comitato che cominci a raccogliere, a vedersi periodicamente per decidere insieme i passi da fare, cosa fare, ecc..
Questa questione sembrava ad un certo punto, pochi giorni dopo l'operazione Mittal, che potesse avvenire perchè un centinaio di operai si erano visti davanti cigs alla portineria D anche su sollecitazione di operai interni; però poi questi, da Ranieri di Liberi e pensanti a Sibilla della Cub, hanno fatto cadere tutto col discorso: no, a noi non interessa rientrare al lavoro, ci interessa avere l'integrazione dalla Regione attraverso i Lavori socialmente utili.
Su questo indirizzo noi non eravamo e non siamo d'accordo, ma per dire che la prima questione è cominciare a riunirsi e noi faremo quello che è necessario, sarebbe bene che a metà gennaio ci
Ciò che servirebbe di più è in realtà una azione extralegale. Vale a dire che anche in pochi si cominci a costruire tra i cassintegrati un Comitato. Questo è già avvenuto in altre realtà. Non bisogna impressionarsi che all'inizio si è pochi. Il problema è che se per gli operai Ilva è sempre stata negli ultimi anni una situazione difficile per mettersi insieme, se non in alcuni momenti buoni di lotta che però non hanno avuto seguito; per i cassintegrati è ancora più complicato, non c'è più la fabbrica che vi tiene uniti.
Però è necessario. Un comitato che cominci a raccogliere, a vedersi periodicamente per decidere insieme i passi da fare, cosa fare, ecc..
Questa questione sembrava ad un certo punto, pochi giorni dopo l'operazione Mittal, che potesse avvenire perchè un centinaio di operai si erano visti davanti cigs alla portineria D anche su sollecitazione di operai interni; però poi questi, da Ranieri di Liberi e pensanti a Sibilla della Cub, hanno fatto cadere tutto col discorso: no, a noi non interessa rientrare al lavoro, ci interessa avere l'integrazione dalla Regione attraverso i Lavori socialmente utili.
Su questo indirizzo noi non eravamo e non siamo d'accordo, ma per dire che la prima questione è cominciare a riunirsi e noi faremo quello che è necessario, sarebbe bene che a metà gennaio ci
sabato 15 dicembre 2018
Processo Ilva - il 7 gennaio parliamo noi alla Corte d'Assise
Parti civili (organizzate dallo Slai cobas per il sindacato di classe), nostri testi risponderanno alle domande dei nostri avvocati: Saranno presenti gli avvocati di Torino, Sergio Bonetto e Enzo Pellegrin, e l'avv. di Taranto Andrea Silvestre.
Per organizzarci ci vediamo GIOVEDI' 20 DICEMBRE ORE 18 presso la nuova sede via Livio Andronico, 47 - angolo via Polibio
Slai cobas sc
Per organizzarci ci vediamo GIOVEDI' 20 DICEMBRE ORE 18 presso la nuova sede via Livio Andronico, 47 - angolo via Polibio
Slai cobas sc
Il bluff dell'integrazione agli operai Ilva in cigs - qual'è la verità...
ne parliamo dettagliatamente giovedì 20 dicembre ore 18 presso la nuova sede dello SLai cobas: via Livio Andronico, 47 (angolo via Polibio)
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