domenica 1 novembre 2015

A Taranto la raccolta differenziata è ancora al 17,8%, tra le più basse d'Italia! Il Sindaco e Amiu sono responsabili di inquinamento dell'ambiente, di fondi pubblici non utilizzati, violazioni di leggi dello Stato e Comunità europea

Dai dati pubblicati sul siti internet della Regione, aggiornati a giugno 2015, risulta una percentuale di raccolta differenziata a Taranto per i primi sei mesi dell'anno del 17,8%.
Di fatto, vuol dire una raccolta quasi inesistente, se si pensa che in Italia la percentuale di raccolta media nel 2013 era del 42,3%.

Non solo, anche nei quartieri in cui verrebbe fatta la raccolta differenziata, la situazione non va affatto bene.
Non si fa una raccolta porta a porta,
anche quella differenziata una volta arrivata all'impianto di selezione della Pasquinelli viene non poche volte buttata nei cumuli dei rifiuti indifferenziati.
Continuano anche in questi quartieri ad esserci discariche a cielo aperto.

Negli altri quartieri la raccolta differenziata non parte, anche a Paolo VI e Tamburi dove doveva partire già da tre anni fa e la regione aveva dato fondi al Comune per l'acquisto dei mezzi.

Non solo, non si fa della raccolta differenziata una risorsa ambientale, ma non si fa neanche una risorsa lavorativa.
In questa attività potrebbero essere occupati almeno 200 disoccupati, ma Comune e Amiu vogliono impegnare i dipendenti Amiu che già non fanno la raccolta normale.
Lo stesso avviene per la campagna di informazione, coinvolgimento degli abitanti dei quartieri, che invece di farla porta a porta con i disoccupati, si buttano soldi per fare le sceneggiate con un'azienda di Alba - come è successo a Paolo VI.

Infine, non facendo la raccolta differenziata porta a porta non c'è un riciclo dei rifiuti che possa anche costituire un ritorno economico.

SU TUTTO QUESTO, NON BASTANO PERO' LE DENUNCE, OCCORRONO INIZIATIVE DI LOTTA. 

Nessun commento:

Posta un commento