venerdì 9 febbraio 2024

Info sull'assemblea delle parti civili Slai cobas del processo Ilva

 L'assemblea del 5 febbraio delle parti civili del processo "Ambiente svenduto" organizzate dallo Slai cobas ha visto una folta partecipazione di operai ex Ilva e appalto, di lavoratori e operatori cimiteriali, di abitanti dei quartieri inquinati. 

L'Avv. Soggia Mario all'apertura dell'assemblea ha fatto il punto sulla procedura in corso per ottenere la provvisionale stabilita dalla sentenza di primo grado. Si sono fatti ulteriori passi, aggredendo non solo la società Riva attiva (Riva Forni elettrici) ma anche un gruppo di imputati ruotanti nell'ex Ilva; se come è purtroppo probabile non ci sarà riscontro positivo si andrà all'istanza di pignoramento.
Lo Slai cobas ha detto che l'ulteriore tappa deve essere il decreto ingiuntivo fatto collettivamente a nome di tutte le parti civili (per ora per testare le possibilità concrete si è fatta a nome solo di un gruppo di parti civili) e verso tutti gli imputati sia come persone che come società. Questo prima dell'apertura dell'appello che comincerà il 19 aprile.
Chiaramente l'ottenimento di questo diritto alla provvisionale trova tanti prevedibili ostacoli; sia le società, sia alcune persone fisiche imputate stanno svuotando, facendo sparire i loro conti. Ma noi andiamo avanti.
 
C'è da dire che, a nostra conoscenza, solo lo Slai cobas e un'altra avvocatessa di parti civili si stanno impegnando per ottenere la provvisionale; tutti gli altri legali di parti civili, anche dei sindacati, in particolare della Fiom, non lo stanno facendo e questo chiaramente indebolisce anche l'azione legale, che fatta da tutti avrebbe avuto più forza. 

L'Avv. Lamanna Fabrizio proprio sull'appello che si terrà nell'aula bunker di Paolo VI, ha dato una chiara informativa, in particolare sui nuovi giudici che faranno questo processo, che sono seri, impegnati, non "influenzabili"; i Pubblici Ministeri invece saranno gli stessi del processo di primo grado - questo è positivo perchè questi PM hanno in mano tutta la conoscenza del processo e hanno già espresso e motivato i capi di accusa. L'Avv. Lamanna ha detto come sia importante anche in questa fase processuale - che sicuramente sarà più breve della precedente - seguire le udienze. E il ruolo dei nostri avvocati sarà ancora una volta importante e attivo. 
In vista dell'apertura del processo d'appello l'Avv. Lamanna si farà parte attiva di un incontro con tutti gli avvocati di Taranto e Torino che seguono le parti civili dello Slai cobas.

Nell'assemblea in collegamento on line sono intervenuti due avvocati di Torino, l'Avv. Vitale Gianluca che è tornato sul processo Ilva di primo grado per sottolinearne l'importanza, ma anche alcuni problemi che speriamo siano superati nell'appello, affinchè vengano confermate le condanne; l'Avv. Bonetto Sergio - il primo avvocato di Torino che quando iniziò il processo "Ambiente svenduto" subito di sua iniziativa si mise a disposizione delle nostre parti civili, nonostante fosse a Torino, per l'importanza di classe, civile, nazionale di questo processo - lunedì scorso l'Avv. Bonetto purtroppo ha salutato le parti civili, dato che essendo in pensione non può più esercitare la difesa... Ma continuerà a seguirci con la sua esperienza i suoi consigli (Le parti civili da lui difese passano pertanto all'Avv. Vitale e in parte all'Avv. Lamanna).

Continueremo a tenere informate le parti civili su tutto. 

Prima dell'appello si terrà una nuova assemblea.

per info Slai cobas via Livio Andronico, 47 Taranto - WA 3519575628 - e mail: slaicobasta@gmail.com

SLAI COBAS - TARANTO


mercoledì 7 febbraio 2024

Morselli/Bonomi/Fiom - il gioco delle parti mentre i lavoratori dell'appalto sono fuori a rischio lavoro e salario / gli operai di Acciaieria in cig a fronte di una situazione ancora senza prospettiva

Sin da venerdi replicheremo dalla portinerie delle Ditte con audio informativi e di chiarificazione  e la prossima settimana con appello scritto ai lavoratori scritti e alle organizzaziioni sindacali - alle cose che dicono Morselli/padroni/sindacato

Noi siamo per l'autonomia operaia da padroni e governo - siamo contro la chiusura della fabbrica - per una piattaforma operaia decisa dai lavoratori in assemblee generali e una nuova fase di lotta prolungata per ottenere risultati concreti per i lavoratori tutti

Slai cobas per il sindacato di classe

proletari comunisti

La lotta degli agricoltori - la nostra posizione - dal blog proletari comunisti

 Anche in Puglia gli agricoltori si stanno mobilitando, quindi è necessario anche qui avere chiarezza


La lotta degli agricoltori ha raggiunto un picco molto alto a livello europeo, e anche in Italia, con le contestazioni del Vertice europeo a Bruxelles. 

Da diverse parti ci chiedono di prendere posizione su questa lotta.

Noi siamo a favore di tutte le lotte e le proteste, contro le multinazionali e contro i governi europei. Questi governi e questi multinazionali sono la causa nel sistema capitalistico di tutto quello che succede, anche nell'agricoltura. 

Non c'è alcun dubbio che tutto il mondo agricolo è colpito dai processi della concentrazione capitalistica, degli interessi delle grandi multinazionali, compreso, ormai molto importanti, tutta la rete dei grandi centri commerciali. Ed è chiaro lo stridente contrasto tra i quattro soldi che danno a chi produce i prodotti agricoli di ogni genere e tipo e il riscontro che hanno sui prezzi nel mercato. 

La crisi di questo settore si scarica sui lavoratori delle campagne da un lato - che lavorano in condizioni di lavoro nero, sotto salario. massimo sfruttamento, con una grande fascia rappresentata dai lavoratori immigrati - e dall'altro sui proletari e masse popolari che si trovano alti prezzi dei prodotti agricoli, sicuramente interni alla crescita generale dei prezzi che produce riduzione oggettiva di salari e impoverimento delle masse.  

Tornando alla lotta degli agricoltori, il problema è su quali rivendicazioni, che cosa va nell'interesse dei proletari e delle masse; e quindi di una agricoltura a servizio dei proletari, delle masse, di una economia alternativa alla tutela solo degli interessi specifici dei proprietari terrieri?

I medi e piccoli, e in parte anche i grandi, agricoltori hanno sì contraddizioni profonde con le regole europee e con le grandi catene commerciali, a cui vendono i loro prodotti. Ma questo non vuol dire che abbiano ragione su altri aspetti. 

Loro vogliono intensificare l'agricoltura così com'è, con tutti gli effetti negativi che questo comporta, non solo rispetto all'ambiente, alla crisi climatica - vedi l'utilizzazione dei pesticidi, ecc. - ma rispetto alle condizioni di lavoro dei lavoratori dei braccianti che in larga parte sono immigrati. Su questo, dietro la protesta degli agricoltori, si nascondono diverse questioni.

La nostra posizione è di guardare innanzitutto agli interessi dei lavoratori di questo settore e solo su questa base pensare cosa sostenere e cosa non sostenere in questa battaglia. Anche su questo ci vuole la politica operaia, proletaria, autonoma dalle mobilitazioni dei padroni.

Da un lato quindi la lotta ci interessa per quanto possa essere in grado di migliorare la condizione dei lavoratori delle campagne, per quanto sia in grado di ridurre i prezzi sui mercati, e dall'altro per quanto si riesca a difendere, a costruire un'agricoltura sana. 

Su questo le rivendicazioni attuali del mondo agricolo che si esprimono in queste manifestazioni sono solo per metà giuste. Quando si chiede di mettere fine ai vincoli nella produzione si chiede in realtà un uso intensivo dei pesticidi, di tutti quei prodotti che hanno rovinato il prodotto agricolo piuttosto che tutelarlo. Quando si chiede di mettere fine ai vincoli ambientali ci si schiera su un fronte che è diverso da chi ha interesse che venga messa fine alla crisi ambientale, alla crisi climatica che si riflette sull'agricoltura. 

Quindi in questo movimento occorre sostenere solo quella parte che centra la lotta contro il Capitale, le multinazionali, sia italiane che europee. 

Altri problemi sono legati a questa lotta. Il governo ha fatto provvedimenti repressivi per impedire blocchi stradali, manifestazioni delle realtà proletarie o dell'opposizione politica, a cui lo Stato risponde con la polizia, le cariche. 

Ben altro invece è l'atteggiamento rispetto alla lotta degli agricoltori. Questo non perché noi vogliamo la repressione di queste lotte, anzi, siamo per il massimo sostegno a tutte le forme di lotta che, quando sono necessarie, comprendano il blocco delle strade, delle autostrade, di tutto ciò che permette alla lotta di ottenere risultati. Però non ci sta bene che in questa lotta degli agricoltori l'atteggiamento sia differente, perché in questo atteggiamento differente c'è tutto il carattere di classe antiproletario, contrario alle lotte dei lavoratori e delle masse popolari che questo governo persegue sistematicamente con le leggi repressive. 

Infine c'è un altro problema. Si dice che la rivolta in corso in questo paese è una rivolta di gente che ha votato per il governo attuale. Questo è sicuramente indubbio e anzi, proprio in questo ci sta l'anello debole di questa protesta che conta sulla pressione sul governo amico e quindi conta sul fare blocco con questo governo piuttosto che contrastarlo. Si favorisce in questa maniera la campagna demagogica, sovranista, antieuropea che questo governo sostiene per gli interessi del grande, e medio Capitale nel nostro paese. 

E’ naturale che gli esponenti principali di questa lotta siano più o meno sempre collocati nell'area del sostegno elettorale a questo governo e dell'intreccio tra questi settori e il governo che ha portato alla vittoria del governo Meloni/Salvini. 

Nello stesso tempo va tenuto conto che siamo in piena campagna elettorale per le europee e anche il contrasto Meloni/Salvini viene giocato all'interno di questa lotta, dato che Salvini in questo, come su altri terreni, si fa paladino di tutte queste proteste per recuperare un peso elettorale equivalente a quello della Meloni nelle prossime elezioni.

L’altro elemento è che in queste lotte, in quanto riguardanti settori sociali e politici, facendo parte della sostanziale base di consenso elettorale del governo, in questi settori agiscono le forze di estrema destra, le forze fasciste, più o meno coperte, come è stato nei movimenti dei forconi, nei movimenti no vax. Quindi non è possibile dare un appoggio acritico al movimento di lotta in corso. 

Bisogna cogliere in questo movimento i segnali della crisi generale del sistema capitalista, del rapporto tra grandi, medie e piccoli padroni, tra i padroni dei diversi settori, tra agricoltura e industria. Bisogna utilizzare questa situazione per opporre una soluzione alternativa a quella capitalistica e imperialista in materia di agricoltura.

Questo però è appunto il ruolo che i comunisti possono svolgere in questa lotta. 

Per il resto occorre che si riesca a far avanzare la costruzione dell'organizzazione autonoma, sindacale, politica, anche nel mondo dell'agricoltura, a partire dai braccianti e dai lavoratori della terra. Un percorso certo, non immediato, ma che comunque è essenziale, perché se nei movimenti di settori di classe differenti dal proletariato non si costruisce l'autonomia operaia i lavoratori prima vengono utilizzati come massa di manovra per gli interessi della media e piccola borghesia e, in certi casi, anche di grande borghesia agricola, dopo le loro condizioni di lavoro restano uguali o peggiorano, perché non c'è alcuna garanzia che anche i provvedimenti che venissero fatti a favore dell'agricoltura si traducano in miglioramento delle condizioni lavorative dei lavoratori della terra.

lunedì 5 febbraio 2024

Leggiamo sul Corriere di Taranto: Indotto ex Ilva: Governo accoglie richieste... Sarà... ma vediamo quali effetti sui lavoratori!

L'annuncio di AIGI dopo una lunga interlocuzione per salvare crediti per 150 milioni di euro

Qualora per Acciaierie d’Italia l’unica strada percorribile fosse il ricorso all’amministrazione straordinaria, nell’articolo 3 del predetto decreto è stata inserita la cessione in prosoluto dei crediti con  garanzia Sace.
Una garanzia che riguarderà tutte le aziende dell’indotto, piccole e grandi imprese compresi gli autotrasportatori.
In buona sostanza, istituti finanziari potranno acquisire il credito vantato.
Il presidente di Aigi Ing. Fabio Greco ringrazia tutti i rappresentanti del governo, il Ministro Urso e i tecnici del Mimit per aver accolto le istanze dell’associazione che rappresenta la maggior parte delle aziende dell’indotto esposte durante l’audizione in Commissione Industria del Senato.
Una soluzione che, in caso di commissariamento, salva dal fallimento una platea vastissima di aziende dell’indotto siderurgico di Taranto.
Grazie all’impegno di oltre cento imprenditori che si riconoscono in Aigi, l’associazione degli industriali costituita un anno fa, è stato possibile evitare quanto accaduto nel 2015 quando la decretazione dell’amministrazione straordinaria dell’allora Ilva costò all’indotto ben 150 milioni di euro.
Il presidente di Aigi, Fabio Greco, continua l’interlocuzione al fine di elaborare un emendamento  all’articolo 1 del predetto decreto al fine di poter allargare la platea dei beneficiari.
Aigi continua comunque ad auspicare un accordo tra le parti che superi il ricorso all’ ‘a.s. e consenta alle aziende creditrici di poter essere ristorate in toto ed immediatamente dei crediti vantati.

domenica 4 febbraio 2024

Assemblea parti civili processo "Ambiente svenduto"

Lunedì 5 febbraio alle ore 16 presso la sede Slai cobas, via Livio Andronico, 47 Taranto

assemblea delle parti civili del processo Ilva organizzate dallo slai cobas

L'Avv. Mario Soggia informerà sugli ulteriori passi legali che si stanno facendo per la provvisionale stabilita dalla sentenza del processo

L'Avv. Lamanna parlerà del prossimo processo d'appello, che si terrà il 19 aprile a Paolo VI

Interverranno, con collegamento on line, l'Avv Gianluca Vitale e Avv. Sergio Bonetto di Torino.

per info: WA 3519575628

sabato 3 febbraio 2024

Acciierie/Appalto - No al decreto del governo che non garantisce la continuità lavorativa per gli operai

Sul fronte ex Ilva/Appalto abbiamo già detto ieri a che punto siamo. Il decreto nuovo che il governo ha fatto con lo scopo di accontentare i piccoli e medi padroni dell'appalto che avanzano grossi crediti da Acciaierie d'Italia e nello stesso tempo concedere la cassa integrazione ai lavoratori dell'appalto che da settimane non stanno lavorando e non pochi operai hanno già avuto la comunicazione di licenziamento, non risolve questi problemi.

Il decreto assicura una serie di linee di credito molto complesse, perché i padroni delle ditte dell'appalto possano fronteggiare la crisi debitoria, che per alcuni di essi si traduce in una vera e propria crisi a rischio fallimento. Ma il modo con cui il governo stabilisce le normative di questa acquisizione di soldi non assicura né che questi soldi arrivino subito, né che arrivino tutti, né tantomeno che arrivino a tutti. Quindi è legittimo che anche i padroni e i padroncini delle ditte dell'appalto continuino a lamentarsi e a proseguire la mobilitazione. 

Ma chiaramente a noi interessa quello che succede ai lavoratori. 

Ebbene, questo decreto, più che dire che si può estendere la cassa integrazione a tutti i lavoratori dell'appalto per sei settimane, altro non dice. Ed è una situazione assolutamente inaccettabile, perché chiaramente anche queste eventuali sei settimane della cassa integrazione non sono in grado di risolvere i problemi del futuro dei lavoratori. E quando si dice futuro, si dice il futuro dal mese prossimo. 

Per di più i lavoratori non vogliono essere messi tutti in cassa integrazione e poi, se si riprende Acciaierie, ritornare a lavorare (quando e come è tutto da vedere). I lavoratori vogliono lavorare da subito! Quindi da un lato i provvedimenti devono essere in grado di riportarli al lavoro subito e dall'altro bisogna porre un vincolo ai padroni, perchè i soldi siano vincolati a continuare l'attività; altrimenti loro rientrano nei crediti che hanno e i lavoratori, bene che vada, sono in cassa integrazione.

E poi? Poi significa lo stesso che senza la ripresa del lavoro ci saranno i licenziamenti e gli esuberi.

Per questo, il No a questo decreto non è pregiudiziale - anche se dal nostro punto di vista, noi che sappiamo di che pasta è fatto questo governo è anche pregiudiziale - ma perché non risolve i problemi che permettono ai lavoratori di difendere lavoro, salario, diritti e continuità lavorativa degli operai dell'appalto.

In questo senso vi è la nostra proposta di ritornare in piazza massicciamente, operai dell'appalto, operai dell'Acciaieria e di andare oltre la bella manifestazione di 3000 operai che vi è stata nella giornata di lunedì invadendo la città e pretendendo effettivamente nuovi provvedimenti di reale emergenza, che permettano agli operai dell'appalto di continuare intanto a lavorare e che non ci sia nessun esubero e nessun licenziamento. 

Per il resto, la lotta è prolungata e deve continuare. Serve l'autonomia di lotta e organizzazione dei lavoratori dai padroni delle ditte, perchè la lotta sia sulla piattaforma e interessi operai.

venerdì 2 febbraio 2024

Appalto x Ilva un nuovo decreto... che non dà lavoro

Il nuovo decreto sui crediti e sulla cassa integrazione dell’appalto non è affatto sufficiente, non risolve i problemi urgenti e soprattutto non assicura la continuità lavorativa e il salario degli operai.

E' un decreto ingarbugliato su condizioni e tempi, che al massimo potrà riempire le tasche ai commercialisti, ma che divide le Ditte, allarga la cassintegrazione e non evita i licenziamenti degli operai a contratto a termine.

 

 

O succede qualcos'altro ancora questa settimana o bisogna bloccare tutto di nuovo, fabbrica con partecipazione anche operai acciaieria e città.

Giovedì 8 febbraio alle 6 lo Slai cobas diffonderà un appello ai lavoratori e una lettera aperta ai sindacati tutti in questo senso