giovedì 7 maggio 2015

SCUOLA: ANCHE A TARANTO IL 5 MANIFESTAZIONE, GROSSA PRESENZA DEGLI STUDENTI - Dal 24 Aprile al 5 Maggio... la lotta del mondo della scuola contro il governo deve andare avanti

(dal blog proletari comunisti) 
Migliaia tra docenti e lavoratori ATA hanno scioperato il 5 maggio contro la riforma della “buona scuola” del governo Renzi/Giannini e hanno protestato in diverse città, da Roma con oltre 100.000 manifestanti a Milano, Torino, Palermo, Bari... e con i lavoratori nelle piazze sono scesi in lotta anche gli studenti.
                                                                               Roma

Lo sciopero indetto dai sindacati Confederali e autonomi ha avuto una grande risposta di massa ai pesanti attacchi del governo contro la scuola pubblica. Ma è una risposta che certamente non nasce dal nulla: già nei mesi precedenti diverse forme di mobilitazione hanno attraversato il nostro paese, dalle contestazioni contro Renzi e la Giannini in diverse città del paese, alle tante assemblee nei posti di lavoro, ai sit-in di protesta contro le sedi del Pd, vedi a Milano con i precari del Coordinamento 3 ottobre, ai flash-mob... fino a giungere nel mese di Aprile, in cui si è aperta la discussione in parlamento del DDL, al significativo sciopero della scuola del 24, indetto dai sindacati di base e di classe che hanno sostenuto anche un appello dei precari della scuola di organismi di base.
Lo sciopero del 24 aprile è stato di fatto uno sciopero d'avanguardia, uno sciopero tempestivo in cui le lavoratrici e i lavoratori scioperanti, con numeri per nulla scontati, hanno subito portato nella lotta la parola d'ordine del Ritiro immediato del Ddl della “buona scuola” che non può essere migliorato perchè tutto l'impianto su cui è fondato è ideologicamente reazionario, classista, moderno fascista diciamo noi.

                                                                           Torino
    
È questa lotta che ha seminato e preparato il terreno, che ha spinto dal basso fino a pressare oggettivamente i sindacati confederali che hanno indetto lo sciopero unitario del 5 maggio in cui è confluita l'indignazione, la rabbia di tante lavoratrici e lavoratori, studenti, genitori contro l'operato del governo, e in questo senso significativa è la frase di una docente scioperante a Palermo che ad alcune nostre compagne, intervenute al corteo diffondendo ai lavoratori il foglio speciale su l° Maggio, ha esclamato “questo governo fa incazzare chiunque... io sono del Pd ma oggi Renzi ci sta tradendo!”

                                                                           Palermo

Anche le parole d'ordine, gli striscioni, i cartelli nelle varie piazze hanno in generale confermato e potenziato, considerati i numeri, quanto gridato già nelle piazze il 24 Aprile: viene rigettata una riforma che privatizza sempre più la scuola pubblica, si rimandano al mittente i vari bonus, organici funzionali..., si rifiuta la trasformazione dei dirigenti scolastici in nuovi padroni liberi di decidere chi assumere o licenziare, non si accettano i ricatti che Renzi vuole fare sul piano delle assunzioni dei precari, sventolate a destra e a manca e poi via via ridimensionate, non si vuole sentirsi cancellati, vedi i tanti lavoratori ATA che sono scesi in piazza che questo governo neanche considera nella riforma, insomma si vuole lottare contro un sistema che vuole sempre più mercificare l'istruzione...




Dinnanzi alla grande protesta, anche se la ministra Giannini al limite dell'ottusità non solo politica dice di non comprendere l'agitazione dei lavoratori e degli studenti perchè sarebbe senza “presupposti”, Renzi, invece, apre a qualche mediazione “Siamo pronti ad ascoltare la protesta e condividere...” anche se ribadisce che l'impianto della riforma non si cambia.
Questa “apertura” di Renzi è un risultato di queste giornate di lotta! E anche se Renzi fa finta di non aver sentito bene, dalla piazza il messaggio dei lavoratori, degli studenti e di una parte dei genitori in lotta al suo governo è stato chiaro e nettamente in maggioranza contro modifiche o “migliorie” ad una riforma inemendabile.

A fronte di questa grande mobilitazione che faranno ora i sindacati confederali? I segretari nazionali di Cisl, Uil e Cgil hanno sì denunciato in forme diverse la riforma che distrugge la scuola pubblica ma non hanno chiaramente parlato di ritiro senza se e senza ma del Ddl!
È chiaro che una qualsiasi mediazione al ribasso con l'accettazione di eventuali modifiche lascerebbe l'impianto della “riforma” di fatto così com'è e non darebbe risposta alla forza dei lavoratori scesa in campo.  E questo pericolo c'è.


Questa spinta dal basso delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola, la protesta che sta continuando con il boicottaggio dei test invalsi, slittati dal Miur di data per imporli di fatto,  in diverse scuole per via delle insegnanti che stanno scioperando o dei genitori che non mandano nei giorni stabiliti i figli a scuola,  deve essere raccolta dal movimento di base e di classe che deve continuare ad essere punto di riferimento con le indicazioni di lotta necessarie affinchè non si disperda...

Lettera aperta ai PM del processo Ilva: NON VENGA AMMESSO IL PATTEGGIAMENTO DELL'ILVA

Al Procuratore Franco Sebastio 

Al Procuratore aggiunto Pietro Argentino

Ai PM Mariano Buccoliero, Giovanna Cannarile, Remo Epifani, Raffaele Graziano

TA. 7 maggio 2015


OGGETTO: richiesta di patteggiamento
dei commissari straordinari Gnudi-Carruba-Laghi per l'Ilva.

La scrivente O.S. Slai cobas per il sindacato di classe, parte civile al processo Ilva, a nome delle parti civili di operai, lavoratori, cittadini, che rappresenta, chiede alle SS.LL di non concedano l'assenso alla richiesta di patteggiamento dell'Ilva, in quanto nessuna reale giustizia vi sarebbe, nè risarcimenti per le parti civili.


Se passasse questa richiesta di patteggiamento i 3 commissari verrebbero sanzionati con una multa e una misura interdittiva di otto mesi tramite la nomina per tale periodo degli attuali commissari quali commissari giudiziali.

Quindi, l'Ilva uscirebbe dal processo con una sanzione di soli 3 milioni di euro, che, essendo ora l'azienda sotto amministrazione dello Stato, dovrebbe essere pagata dallo Stato e quindi da noi contribuenti; sanzione che comunque andando nel passivo fallimentare verrebbe recuperata chissà quando. 
Non un solo centesimo verrebbe destinato al risarcimento del danno delle parti civili.
Inoltre, con la misura interdittiva gli stessi commissari condannati verrebbero nominati commissari giudiziali e continuerebbero a dirigere lo stabilimento.

Il patteggiamento non permetterebbe un approfondito accertamento della responsabilità dell'Ilva sull'inquinamento, malattie e morti, e pertanto non avrebbe le caratteristiche proprie di una sentenza di condanna. 
Il patteggiamento, quindi, a nostro parere, più che un'ammissione di colpa, come è stato detto, sarebbe un modo per l'Ilva di liberarsi del processo.
In questo modo, il processo, dopo la esclusione delle 3 società dai risarcimenti, verrebbe ulteriormente svuotato. E diventerebbe un processo solo per le colpe individuali e non al "sistema Ilva", vera causa dei disastri dentro e fuori la fabbrica. 

Con il patteggiamento, inoltre, i condannati per "ambiente svenduto" continuerebbero a dirigere lo stabilimento per risanarlo - una evidente contraddizione!
Noi chiediamo, che questo processo dia giustizia e verità ai tanti operai, lavoratori, cittadini. E la prima giustizia è che sul banco degli imputati continuino a restare l'Ilva e le altre società che coscientemente hanno messo il profitto della produzione sopra la salute e la vita della popolazione.
Conoscendo la Vostra alta sensibilità e rigore giudiziario, attendiamo fiduciosi
per SLAI COBAS per il sindacato di classe
per le parti civili
Calderazzi Margherita

Dagli operai della Pasquinelli: "La vostra negligenza ci sta ammalando"

Come al solito dobbiamo ripetere svariate volte le cose prima che qualcuno se ne renda conto.
Voglio riprendere il discorso AMIANTO alla Pasquinelli dove la storia si ripete e si ripeterà sempre fino a quando non cambia il modo di concepire la raccolta differenziata.
Noi operai che lavoriamo sull'impianto di selezione sappiamo bene cosa significa raccolta differenziata e di certo non comprende l'amianto, materiale molto pericoloso per la salute umana. Basti pensare che un solo "gancio", termine per definire la microfibre d'amianto, se inalato o ingerito provoca malattie mortali come l'asbestosi. 
Ebbene negli ultimi periodi questo problema è diventato quasi quotidiano. Sì, perchè nell'impianto, diviso in zone, c'è la zona di scarico (anche qui è presente un operaio rastrellista il quale viene praticamente investito e respira tutte le polveri anche di amianto quando il multimateriale viene mischiato con la pala meccanica) dove i camion e i daily scaricano materiale della raccolta differenziata e multimateriale (tra cui siringhe, animali morti, scarti di macelleria, scarti ospedalieri, urina, sangue, e chi più ne ha più ne metta) mischiando il tutto e quindi vanificando il lavoro dei cittadini (quindi non dovrebbero essere sanzionati i cittadini ma prima di tutto il comune e poi l'amiu).
Ma non basta. Come dicevo prima, nell'ultimo periodo gli operai tra una puntura di siringha e un taglio sono esposti pericolosamente a contatto diretto con amianto in varie forme solido, mezzo solido e sbriciolato (non ci fanno mancare niente, perchè devo dire...). 
E', pertanto, inaccettabile e inamissibile pensare di continuare su questa strada. 

Gli operai della Pasquinelli chiedono che vengano prese misure di emergenza e straordinarie in merito a questi gravi fatti che mettono in serio pericolo la salute e la sicurezza di tutti gli operai che non devono pagare con la loro salute o con la loro vita le gravi negligenze e inottemperanze dell'Amiu! 
Pertanto in qualità di RLS chiedo che vengano prese da subito tutte le necessarie forme di controllo all'atto di scarico del materiale da parte dei mezzi anche aprendo le buste e bustoni per controllare il contenuto così da impedirne l'arrivo sul nastro dell'amianto.

Un altro argomento da affrontare riguarda la bonifica che viene effettuata da parte dell'amiu allorchè si trovano pezzi di amianto sul nastro. L'Amiu si rivolge alla ditta Chemipul per effettuare la bonifica del nastro. Ebbene, noi per logica diciamo che è una bonifica molto parziale col rischio di essere inutile, perchè il problema è a monte, ovvero dove viene scaricato (zona di scarico) il materiale/amianto.
E' sciocco continuare a pagare 4000 euro (come disse ultimamente nell'incontro in provincia) per effettuare una bonifica che non serve a nulla, quando occorre togliere tutto il carico di multimateriale contaminato che ancora si trova nella zona di scarico.
Chiaramente l'intervento principale sarebbe di non far proprio arrivare l'amianto nel capannone della Pasquinelli e di iniziare a concepire la raccolta differenziata in maniera giusta e corretta anche nei confronti dei cittadini che pagano la tassa. 
La salute signori dell'Amiu e signori delle istituzioni locali non si scambia con i vostri problemi economici e gli operai non devono pagare con la salute o addirittura con la vita la vostra negligenza. 

RLS SLAICOBAS p.s.c

martedì 5 maggio 2015

A Milano il 1 maggio noi c'eravamo e stavamo in buona compagnia, rappresentavamo questa città e ne siamo orgogliosi e adesso diciamo liberi tutti!

Dal presidio //iostoconi21 un forte saluto e solidarietà agli arrestati di Milano

Si è alzato forte il grido: "TUTTI LIBERI!".

"Vale più una vetrina spaccata o migliaia di vite distrutte? Dai popoli affamati, inquinati da quelle stesse multinazionali e Stati che nella grande vetrina dell'Expo parlano di ambiente e alimentazione; agli migranti affogati in mare, che scappano dalla miseria e fame, dalle guerre scatenate da quegli stessi Stati; alle decine di operai caduti nella costruzione della faraonica opera dell'expo, dove sul lavoro nero di migliaia di giovani si arricchiscono i padroni del malaffare e "beneaffare"...

Questa mattina con i 21 processati per la lotta contro la discarica Italcave


Questa mattina vi è stato un lungo presidio, che si è fatto molto sentire, dinanzi al tribunale in solidarietà ai 21 compagni, donne, cittadini di Statte, imputati nel processo "Discariche Italcave". e "colpevoli" di aver presidiato la discarica nel 2011 e aver bloccato dei camion da cui scorreva percolato, pretendendone i controlli. Il processo è stato rinviato al 19 ottobre. 

Ma il presidio è andato avanti comunque per l'intera mattinata, con vari interventi sia di alcuni degli imputati sia di solidali. 
E' stato presente lo Slai cobas per il sindacato di classe, che nel 2011 partecipò ai presidi contro la discarica e che vede oggi anche una sua compagna, Concetta, tra i 21.


Durante il presidio è stato distribuito l'appello unitario degli imputati del processo "Discarica Italcave", di cui riportiamo degli stralci: 

"Nuovamente, la stretta giudiziaria colpisce chi, a viso aperto, contrasta la scelleratezza di un sistema complice e corrotto...
Nel lontano 2011, nei giorni dell'ennesima emergenza dei rifiuti all'ombra del Vesuvio, la Regione Puglia, agli ordini di Vendola, pensò bene di farsi carico dell’urgenza, dando così un segnale di «forte solidarietà» alla popolazione campana. Ovviamente, visto che Taranto è la pattumiera di Italia, si scelse la nostra città come sito per smaltire il tutto.
A fronte di questa scelta, alcuni cittadini di Taranto e provincia, sospettando irregolarità circa il conferimento e la natura dei rifiuti, decisero di presidiare la discarica Italcave di Statte (pronta ad accogliere l’avanzo) e di bloccare dei camion da cui scorreva percolato, pretendendone i controlli: le analisi ne comprovarono la non conformità costringendo i mezzi a tornare da dove erano venuti.
La verità, che non si palesava, nascondeva dietro di se... che i rifiuti arrivati in terra ionica non erano gli RSU rimasti per le strade napoletane, bensì i rifiuti speciali e le ecoballe stoccate nelle discariche temporanee campane da tempo immemore.
I cittadini, in presidio da giorni dinanzi ad Italcave S.p.A., chiedevano, in tanti e con voce unica, il fermo di quei camion e la verifica – alla presenza di una delegazione pubblica - del contenuto degli stessi. Sussistevano, infatti, evidenti criticità: i camion perdevano percolato, il protocollo di intesa prevedeva camion completamente sigillati mentre innanzi ai nostri occhi arrivavano camion telonati che emanavano odori immondi. Di conseguenza, sembrava assolutamente impossibile che quei mezzi potessero aver subito (come previsto dal protocollo) controlli serrati prima di partire ma, se così fosse, il tutto risulterebbe ancora più inquietante.
Insomma, i tanti cittadini che parteciparono a quelle giornate erano convinti della giustezza delle loro azioni e diffidenti rispetto ad un panorama politico calato su un territorio completamente privo di controlli reali ed istituzionali, date le evidenti ed oggettive falle del sistema di tutela della salute (il processo ambiente svenduto dimostra la collusione tra politica, impresa, sindacati ed enti preposti ai controlli). AVEVAMO RAGIONE...
L’assemblea degli imputati #Iostoconi21



La compagna dello Slai cobas per il sindacato di classe ha denunciato che mentre qui si vuole processare chi lotta contro l'inquinamento e i padroni che fanno profitto sulle malattie e morte di lavoratori, abitanti dei quartieri, in un altra zona di Taranto si tiene un "finto" processo che in realtà punta a non condannare i padroni che inquinano e i loro complici politici e istituzionali: il processo Ilva. 

Questo processo ha già escluso dai risarcimenti le società dei Riva e vuole ammettere al patteggiamento i tre commissari dell'Ilva perchè con una multa di un milione se la cavino; così affermando ancora una volta che chi inquina, chi uccide NON deve pagare! Un processo in cui la fanno da padroni gli avvocati dei Riva per dire impunemente che legittimo è il profitto e non la vita degli operai e delle persone.
La compagna ha quindi fatto appello a costruire una manifestazione nazionale a Taranto in occasione dell'avvio del processo dibattimentale.
Nello stesso tempo ha ricordato che la logica che chi lotta per i diritti viene represso sta colpendo pesantemente anche decine e decine di Disoccupati Organizzati (tra maggio e luglio vi sono ben 4 processi per un totale di 74 disoccupati e compagni dello slai cobas sc).