sabato 12 gennaio 2019
Da Alessandro Marescotti un ringraziamento che ci incoraggia
Grazie a voi tutti, siete stati importanti e costanti nell’impegno e nella testimonianza. Porto nel cuore quelle giornate passate insieme. Alessandro
Il giorno ven 11 gen 2019 alle 14:39 cobasta <slaicobasta@gmail.com> ha scritto:
Le parti civili al
processo Ilva, lo Slai cobas per il sindacato di classe
ringraziano
Alessandro Marescotti, il Dr Cosimo Cassetta, la Dr.ssa Grazia
Parisi, Cosimo Semeraro, Mottolese Pietro, che hanno
testimoniato
nell'udienza del 9 gennaio al processo Ilva, portando, con le
loro
dichiarazioni, analisi, dati, informazioni, esperienza diretta,
un
importante contributo alla verità e alla battaglia per ottenere
giustizia.Vogliamo ringraziare anche altri testi che, purtroppo, non hanno potuto fornire la loro testimonianza a causa dell'andamento delle udienze, e che hanno dovuto comunque attendere il primo giorno dalla mattina alla sera, con pazienza e massima disponibilità: Francesco Maresca ex operaio Ilva delegato Fiom, Nicola Preziuso direttore Ufficio Pastorale Sociale della Diocesi di Taranto, Nicola Frangione di Magistratura democratica.
Noi pensiamo che questi tre giorni (dal 7 al 9 gennaio) siano stati importanti. Finalmente in questo processo quasi dimenticato si sono viste e soprattutto sentite le realtà che devono essere le protagoniste effettive della battaglia contro Riva e i suoi complici affinchè chi inquina, chi ha provocato tanti morti sia dentro la fabbrica che in città, tanti malati, paghi!
E' entrata la voce di operai Ilva, di lavoratori del cimitero, di cittadini, familiari, ambientalisti, medici.
Noi faremo conoscere al più presto a tutti queste importanti testimonianze, come le forti dichiarazioni, denunce vive fatte dalle parti civili di operai Ilva, lavoratori del cimitero, abitanti dei Tamburi.
Ora dobbiamo continuare, con più forza, la battaglia.
ta 11.1.19
LE PARTI CIVILI
SLAI COBAS
E' l'Avv. Sergio Bonetto, legale delle parti civili organizzate dallo Slai cobas al Processo Ilva, uno dei due avvocati principali che ha permesso la vittoria a Torino dei lavoratori Foodora - Video/intervista di Bonetto: "Questa sentenza cambierà le cose"
Questa sentenza dei lavoratori Rider di Foodora è quindi una soddisfazione anche per noi.
Il nostro avvocato Sergio Bonetto tornerà presto tra noi a Taranto, perchè giustizia vi sia anche per i lavoratori e i cittadini nel Processo Ilva.
(Dalla stampa) La corte d'Appello di Torino ha accolto per una parte sostanziale il ricorso dei sei ex rider di Foodora, ribaltando la decisione del primo grado. I fattorini chiedevano il riconoscimento della subordinazione del rapporto di lavoro. I giudici hanno sancito il diritto dei rider di avere una retribuzione in base al contratto collettivo della logistica e del trasporto merci. "Perlomeno c'è il riconoscimento che sono lavoratori subordinati, io credo che questo modificherà alcuni meccanismi" ha dichiarato l'avvocato Sergio Bonetto. "Finalmente anche i tribunali hanno deciso che queste aziende devono pagare" aggiunge uno dei ricorrenti.
venerdì 11 gennaio 2019
Un forte ringraziamento ai testi al processo Ilva
Le parti civili del
processo Ilva, lo Slai cobas per il sindacato di classe ringraziano
Alessandro Marescotti, il Dr Cosimo Cassetta, la Dr.ssa Grazia
Parisi, Cosimo Semeraro, Mottolese Pietro, che hanno testimoniato
nell'udienza del 9 gennaio al processo Ilva, portando, con le loro
dichiarazioni, analisi, dati, informazioni, esperienza diretta, un
importante contributo alla verità e alla battaglia per ottenere
giustizia.
Vogliamo ringraziare
anche altri testi che, purtroppo, non hanno potuto fornire la loro
testimonianza a causa dell'andamento delle udienze, e che hanno
dovuto comunque attendere soprattutto il primo giorno dalla mattina alla sera,
con pazienza e massima disponibilità: Francesco Maresca ex operaio
Ilva delegato Fiom, Nicola Preziuso direttore Ufficio Pastorale
Sociale della Diocesi di Taranto, Nicola Frangione di Magistratura
democratica.
Noi pensiamo che questi tre giorni (dal 7 al 9 gennaio) siano stati importanti. Finalmente in questo processo quasi dimenticato si sono viste e soprattutto sentite le realtà che devono essere le protagoniste effettive della battaglia contro Riva e i suoi complici affinchè chi inquina, chi ha provocato tanti morti sia dentro la fabbrica che in città, tanti malati, paghi!
E' entrata la voce di operai Ilva, di lavoratori del cimitero, di cittadini, familiari, ambientalisti, medici.
Noi faremo conoscere al più presto a tutti queste importanti testimonianze, come le forti dichiarazioni, denunce vive fatte dalle parti civili di operai Ilva, lavoratori del cimitero, abitanti dei Tamburi.
Ora dobbiamo continuare, con più forza, la battaglia.
PARTI CIVILI
SLAI COBAS
Negli appalti comunali confusione, attendismi, notizie preoccupanti... Devono scendere in piazza le lavoratrici e i lavoratori!
LAVORATRICI DIP TEOMA DELLE PULIZIE UFFICI COMUNALI
Questo appalto è tuttora in proroga fino a fine marzo. Ma intanto, pare che il Comune nel nuovo appalto punti a tagliare le ore - portando le 4 ore giornaliere già poche, a 3 ore - e, quindi a peggiorare le condizioni di più di 50 lavoratori. Su questo sarebbero in corso incontri con la nuova Ditta; mentre nessun incontro viene fatto con le rappresentanze sindacali dei lavoratori e lo Slai cobas in particolare che l'ha più volte richiesto e che ha detto NO a qualsiasi taglio di ore!
LAVORATORI DIP BITELLA - EX PASQUINELLI
Tra 20 giorni torna il problema della cessazione del contratto di lavoro di questi 21 lavoratori.
Lo slai cobas ha già detto NO a proroghe, contratti "tampone" di pochi mesi. Vogliamo il rientro stabile dei lavoratori nel loro lavoro, nel ciclo raccolta differenziata e selezione rifiuti.
Nonostante i mesi trascorsi e il prossimo completamento dei lavori di automazione dell'impianto "Pasquinelli", niente è stato ancora deciso per un futuro lavorativo reale dei lavoratori e l'estensione della raccolta differenziata quanto mai necessaria alla città.
Questa situazione ultraprecaria deve cessare nell'interesse dei lavoratori e dei cittadini.
Ma qui c'è anche una situazione di rapporti privilegiati tra Comune, Assessore e Ugl (che si accontenta delle proroghe), e di discriminazione verso lo Slai cobas, che deve immediatamente cessare!
LAVORATRICI ASILI
Questo appalto è tuttora in proroga fino a fine marzo. Ma intanto, pare che il Comune nel nuovo appalto punti a tagliare le ore - portando le 4 ore giornaliere già poche, a 3 ore - e, quindi a peggiorare le condizioni di più di 50 lavoratori. Su questo sarebbero in corso incontri con la nuova Ditta; mentre nessun incontro viene fatto con le rappresentanze sindacali dei lavoratori e lo Slai cobas in particolare che l'ha più volte richiesto e che ha detto NO a qualsiasi taglio di ore!
LAVORATORI DIP BITELLA - EX PASQUINELLI
Tra 20 giorni torna il problema della cessazione del contratto di lavoro di questi 21 lavoratori.
Lo slai cobas ha già detto NO a proroghe, contratti "tampone" di pochi mesi. Vogliamo il rientro stabile dei lavoratori nel loro lavoro, nel ciclo raccolta differenziata e selezione rifiuti.
Nonostante i mesi trascorsi e il prossimo completamento dei lavori di automazione dell'impianto "Pasquinelli", niente è stato ancora deciso per un futuro lavorativo reale dei lavoratori e l'estensione della raccolta differenziata quanto mai necessaria alla città.
Questa situazione ultraprecaria deve cessare nell'interesse dei lavoratori e dei cittadini.
Ma qui c'è anche una situazione di rapporti privilegiati tra Comune, Assessore e Ugl (che si accontenta delle proroghe), e di discriminazione verso lo Slai cobas, che deve immediatamente cessare!
LAVORATRICI ASILI
Promesso da quest'estate, attuato in tempo di mai... l'aumento dell'orario di lavoro a 20 ore settimanali delle circa 90 lavoratrici, che ancora stanno alla vergognosa condizione di 1,50 ore al giorno e 11 settimanali!
A questa inaccettabile e illegittima situazione poi si aggiungono i
periodi di sospensione (estivi, natalizi e altre festività), dove
le
lavoratrici perdono mesi, settimane, giornate di lavoro e quindi
di
salario.
Continua, inoltre, a non essere riconosciuta alle
lavoratrici la loro doppia attività lavorativa: pulizie e ausiliariato in violazione anche delle
norme contrattuali, come l’assurda situazione
per cui quando le lavoratrici sono chiamate a fare sostituzioni di
colleghe momentaneamente assenti devono fare il 100% del lavoro
delle assenti,
ma per un tempo di lavoro che è meno della metà del
tempo delle lavoratrici sostituite, con la conseguenza che le
lavoratrici lavorano di più
ma vengono pagate di meno, danneggiando anche i bambini, perché le pulizie devono essere
fatte in fretta.
Infine, anche queste lavoratrici sono in "proroga"...
LAVORATORI DEL SERVIZIO DI CUSTODIA - DIP SERVIZI INTEGRATI
Anche per questi lavoratori si avvicina il termine del contratto di appalto e non si sa che succederà.
Ma in questi anni il lavoro di questi lavoratori è ancora peggiorato:
Il Parco del Mirto, uno dei rari
"polmoni verdi" di questa città, sito tra l'altro in uno dei
quartieri inquinati, è di nuovo piombato nel degrado.
Il Comune invece di incrementare il servizio ha fatto ridurre da 4 a 1 lavoratore gli addetti alla custodia, pulizia del Parco, aumentando il suo stato di abbandono. L'attività di pulizia viene inoltre affettuata senza dotare i lavoratori della strumentazione necessaria.
Non solo. Le ore di lavoratori andati in pensione non vengono
distribuite al fine di aumentare il basso orario di lavoro degli
altri operai, bensì vengono assegnate a pochissimi lavoratori,
attuando una discriminazione, per cui pochissimi lavoratori
sono passati da 4 a 6 ore e il resto rimane da anni e anni sempre a
4 ore.
Il Comune invece di incrementare il servizio ha fatto ridurre da 4 a 1 lavoratore gli addetti alla custodia, pulizia del Parco, aumentando il suo stato di abbandono. L'attività di pulizia viene inoltre affettuata senza dotare i lavoratori della strumentazione necessaria.
giovedì 10 gennaio 2019
La prima vittima dell'era ArcelorMittal - Non è un incidente: uscire dalla fabbrica alle 4 di mattina vuol dire che l'operaio aveva fatto straordinario
LA SOLIDARIETA' DELLO SLAI COBAS ALLA FAMIGLIA.
Un operaio dell’indotto dell’ex Ilva di Taranto, Carlo Di Sarno, di 47 anni, è morto nell’impatto della sua Renault Twingo che si è schiantata contro un albero di ulivo. L’uomo, verso le 4 del mattino, stava tornando a casa dopo il turno di notte nell’acciaieria e, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo dell’auto. L’incidente è avvenuto sulla strada provinciale che collega Oria a Torre Santa Susanna, in provincia di Brindisi. La vittima era di Torre Santa Susanna. A quanto si è appreso successivamente, l’operaio morto nell’incidente stradale lavorava per una ditta subappaltatrice della Modomec, ditta dell’indotto ArcelorMittal (ex Ilva), che ha sede a Massafra (Taranto) e si occupa di impiantistica industriale.
Un operaio dell’indotto dell’ex Ilva di Taranto, Carlo Di Sarno, di 47 anni, è morto nell’impatto della sua Renault Twingo che si è schiantata contro un albero di ulivo. L’uomo, verso le 4 del mattino, stava tornando a casa dopo il turno di notte nell’acciaieria e, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo dell’auto. L’incidente è avvenuto sulla strada provinciale che collega Oria a Torre Santa Susanna, in provincia di Brindisi. La vittima era di Torre Santa Susanna. A quanto si è appreso successivamente, l’operaio morto nell’incidente stradale lavorava per una ditta subappaltatrice della Modomec, ditta dell’indotto ArcelorMittal (ex Ilva), che ha sede a Massafra (Taranto) e si occupa di impiantistica industriale.
Come pensavamo, i sindacati hanno revocato lo sciopero annunciato per il 14 - Ma i problemi restano
I problemi riguardano il cumulo di mansioni, la flessibilità/spostamento degli operai, lo straordinario per sopperire alla riduzione degli operai nei reparti, il conseguente aumento del rischio infortuni/incidenti, la terziarizzazione di interi servizi con ditte che sostituiscono i lavoratori rimasti in Ilva AS, ecc. QUESTE NON SONO AZIONI TEMPORANEE DELLA ARCELORMITTAL, MA UNA STRATEGIA PER AUMENTARE LO SFRUTTAMENTO E TAGLIARE I COSTI.
Questo era chiaro già da ottobre - Ora che fa anche l'Usb? Prima ha firmato e ora strilla (ma si guarda bene dal contestare l'accordo).
Lunedì 14 ore 6 intervento dello Slai cobas alla port. A
Martedì 15 pre 17,30 riunione in sede operai AM e Ilva cig
La decisione è arrivata al temine della riunione durata oltre un’ora: le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) Fim, Fiom, Uilm hanno revocato lo sciopero di 24 ore che era stato proclamato, a partire dalle ore 7 del 14 gennaio, per tutti i dipendenti dello stabilimento ArcelorMittal Italia (ex Ilva) di Taranto. L’Usb non ha invece condiviso la scelta dei sindacati di categoria, scegliendo di non firmare il verbale d’intesa redatto tra le parti.
L’incontro odierno con l’azienda, ha rassicurato i sindacati in merito al completamento dell’organico e allo spostamento di personale di alcuni reparti che l’azienda ha nuovamente chiarito essere solo temporaneo, in vista della fermata di alcuni impianti. Motivo del contendere,
L’incontro odierno con l’azienda, ha rassicurato i sindacati in merito al completamento dell’organico e allo spostamento di personale di alcuni reparti che l’azienda ha nuovamente chiarito essere solo temporaneo, in vista della fermata di alcuni impianti. Motivo del contendere,
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