mercoledì 9 ottobre 2013

"Fuori dal Comune" - è il Sindaco che dovrebbe andare fuori dal Comune. Una lotta unitaria e reale per l'emergenza sanitaria

Comunicato stampa dei Cittadini "fuoridalComune"

La città e i cittadini "fuoridalcomune" meritano un Sindaco fuori dal Comune.
Noi CITTADINI FUORI DAL COMUNE, in considerazione della totale condivisione affermata e sottoscritta nella cortese e solerte risposta del Sindaco, arrivata l’1 Ottobre, in merito ai 5 punti fissati come obiettivo del presidio iniziato il 9 Settembre, invitiamo lo stesso a farsi ufficialmente portavoce delle nostre richieste, e a schierarsi per la prima volta al nostro fianco.
Pur consapevoli dei limiti di intervento sulle problematiche proposte, ma valutando altresì che “Il sindaco è autorità sanitaria locale”, come riportato nel Regolamento Comunale d’igene e sanità pubblica del ‘98. noi CITTADINI FUORI DAL COMUNE pretendiamo che il Sindaco si faccia carico di trovare gli strumenti, presso le sedi competenti, necessari all’ attuazione degli obiettivi che Egli stesso ha dichiarato di condividere.
Rispondendo puntualmente alle obiezioni sollevate, chiediamo a gran voce:
1. Che il Sindaco si faccia ambasciatore della città verso il Governo regionale, affinché lo stesso attivi la richiesta di una legge speciale per Taranto, come avvenne per Seveso, che accolga in pieno le richieste espresse nel documento (in allegato) del R.S.T. e quindi preveda, tra le altre cose, un’esenzione ticket straordinaria relativa allo screening di patologie riconducibili all’inquinamento.
Le basi del danno sanitario, già accertato, sono da ricercare, tra l’altro, nello Studio Sentieri del Ministero della Salute, dall’indagine epidemiologica condotta dal Tribunale della Procura di Taranto e dalla procedura di infrazione della C.E.
Che il primo cittadino inoltre dia l’esempio, innanzitutto come medico e pediatra, firmando pubblicamente l’RST in una conferenza stampa da indire entro il 20 Ottobre, e promuova presso il Consiglio Comunale e la città tutta la raccolta firme.
2. Che il Sindaco si attivi in prima persona al fianco della città a ricercare un percorso finalizzato alla revoca dell’attuale Aia che non tutela in nessun modo l’ambiente e la cittadinanza
3. Che il Sindaco apra un tavolo con l’amministrazione comunale di Statte per avere contezza delle intenzioni riguardo la riapertura della discarica Mater Gratiae e che alla cittadinanza venga riconosciuta, come previsto dalla legge, la possibilità di parteciparvi.
4. Che in merito alla vertenza lavoro il Sindaco si faccia portavoce presso la Provincia della necessaria partecipazione dei cittadini al tavolo del lavoro già in attività.
5. Visto il totale ed assoluto riconoscimento del quinto punto del nostro documento, in cui ricordiamo aver richiesto il fermo delle fonti inquinanti ed il reimpiego dell’intera forza lavoro nelle attività di bonifica, invitiamo il Primo Cittadino ad adoperarsi affinché venga realizzato il comune e condiviso obiettivo di un “contesto territoriale ricondotto, come giusto che sia, ad una condizione di assoluta normalità sotto il profilo ambientale e della qualità della vita”. (cit. Dott. Ippazio Stefàno, ancora Sindaco della città di Taranto)
Ricordiamo al Sindaco che queste richieste non provengono da un comitato costituito ma dalla città che Egli rappresenta


le risposte del sindaco



Comunicato dello Slai cobas per il sindacato di classe Taranto

Il "presidio fuori dal Comune" che si è prolungato per oltre un mese ha sollevato con decisione il problema del rischio sanitario e ha visto in queste settimane una tenace partecipazione di cittadini, giovani, lavoratori, associazioni, medici, ecc.
Si è scontrato in tutto questo periodo con un Sindaco e un Comune sordi e silenti, tesi solo ad un improbabile autodifesa, e quindi evidentemente in nessuna maniera sono diventati interlocutori positivi del presidio. In sostanza il "presidio fuori dal Comune" è rimasto fuori dal Comune, con un'amministrazione che va per la sua strada senza apportare nessun reale risultato e senza affrontare realmente le emergenze e con forze che pongono esigenze, sviluppano mobilitazioni in diverse forme ma che non riescono a cambiare la situazione.
Certo, un fattore decisivo è comunque che non si trova la chiave per un'effettiva partecipazione popolare e di massa, chiave che peraltro nessuno ha trovato e nessuno qui si può fare maestro.
Le grandi mobilitazioni dei mesi scorsi sembrano attualmente non in grado di riprodursi.
Noi condividiamo la scelta di trasformare il presidio in presidio itinerante all'insegna di una logica: "se Maometto non viene alla montagna...". Ma nello stesso tempo diciamo chiaro che la piattaforma del presidio pur contenendo cose giuste lo fa in maniera confusa con l'obiettivo velleitario di raccogliere tutti i problemi senza tener conto che ciascuno di essi va sviluppato in termini di lotta e di aggregazione in maniera differente, per ottenere risultati concreti.
Per vincere tutte le battaglie si finisce per non vincerne alcuna. Le stesse controparti sono diverse e le forme organizzate da far nascere devono essere adeguate allo scopo.
Per non farla lunga. A Taranto esiste un'emergenza sanitaria e la piattaforma intorno ad essa ha innanzitutto una controparte che è la Regione che amministra la sanità in Puglia e dietro di essa il Ministero della sanità. Esenzione da ticket, visite mediche adeguate e soprattutto strutture sanitarie di emergenza che sostituiscano subito lo sciagurato progetto "San Raffaele", domandano scioperi, manifestazioni, occupazioni di strutture sanitarie, che bisogna lanciare e provare a costruire, mobilitando lavoratori e cittadini, investendo le loro strutture sindacali e associative e spaccandole se necessario.
Noi vogliamo che l'intero progetto sanitario, che possa far leva anche su un nuovo ospedale, faccia capo ad Emergency - Gino Strada si era mostrato disponibile su questa strada. Il Comune e il Sindaco non fanno nulla su questo, e, a dir la verità, possono fare ben poco.
Firme e presidio servono alla sensibilizzazione, ma senza scioperi, manifestazioni, blocchi, occupazioni è inutile illudere e illudersi che si possano ottenere dei risultati.
Quando diciamo questo, respingiamo l'atteggiamento del "presidio fuori dal Comune" che non vede altro che sè stesso come strumento di queste lotte.
Ma non è il caso di fare polemiche, ma confrontarsi effettivamente sulle proposte e la linea di condotta da seguire, almeno su questo punto che consideriamo il principale del presidio.
Sugli altri obiettivi posti nella piattaforma ci sono altre questioni da discutere, ma partiamo dell'importanza della battaglia comune, in fabbrica, nei quartieri, nella città sull'emergenza sanitaria. 

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