giovedì 20 settembre 2018

Auchan - Alla mega pubblicità, agli scintillii, di "Porte dello Jonio" dentro l'Auchan corrispondono rischi per l'occupazione per i lavoratori, la maggioranza donne, dipendenti Auchan

NESSUN ATTACCO AI POSTI DI LAVORO E SALARIO! SOLIDARIETA' E IMPEGNO ALLA MOBILITAZIONE DA PARTE DELLE LAVORATRICI DELLO SLAI COBAS SC.

Auchan Taranto, ombre sul futuro dell’ipermercato

Da diverso tempo serpeggia tensione tra i lavoratori dell'ipermercato

pubblicato il 20 settembre 2018, 09:00
Da diverso tempo serpeggia tensione tra i lavoratori dell’ipermercato Auchan di Taranto. Del resto, dopo l’annuncio delle chiusure dei centri di Napoli e Catania dello scorso aprile, c’è poco da stare allegri. Inoltre, i dati economici del gruppo francese Auchan del 2017, sono lì a confermare una crisi che non accenna ad arrestarsi. E dopo la nascita del nuovo ipermercato ‘Le Porte dello Jonio’, lavoratori e sindacati vogliono capire quale sia effettivamente il futuro che attende l’ipermercato.
L’allarme dello scorso agosto 
Per questo martedì 2 ottobre, presso la sala stampa della presidenza giunta regionale, si terrà un
incontro sulla vertenza Auchan. A convocarla Leo Caroli, presidente del Comitato regionale monitoraggio sistema economico produttivo delle aree di crisi (la Task Force Regionale), alla quale sono state invitate le organizzazioni sindacali e i rappresentanti del gruppo francese... Cgil e Cisl da tempo temono che Auchan a Taranto stia per ridurre i posti di lavoro nel centro commerciale. Lo scorso 30 luglio quando, dichiararono le due organizzazioni sindacali in una nota congiunta, “nell’incontro al Mise la societa Auchan elencava tanti punti di forza che l’azienda sta mettendo in campo in questi anni per il rilancio del gruppo. Ma di tutto questo, dicono i sindacati di categoria, nell’ipermercato di Taranto non c’e traccia alcuna. Al contrario, osservano i sindacati, nel punto vendita di Taranto, i dipendenti fanno presente che ormai da anni non funziona il riapprovviggionamento automatico delle merci; gli investimenti sui mezzi di lavoro non manutenzionati quasi totalmente assenti; i prezzi degli articoli sono poco competitivi; prodotti in offerta pubblicizzati ma mancanti sugli scaffali (anche prima dell’inizio della campagna pubblicitaria); assistenza quasi totalmente assente per reparto telefonia, elettrodomestici, autobrico e bazar; e soprattutto, sostengono i sindacati, scarso coinvolgimento del personale nelle attivita di vendita, tanto e vero che, il personale viene ruotato senza logica (commerciale) alcuna e spostato da reparti in cui hanno maturato esperienza ventennale in altri reparti”. I sindacati sostennero che “Eustachio Tarquinio, direttore risorse umane presso Auchan Retail Italia-Canale ipermercati, sollecitato dalle segreterie nazionali, ha indicato per ben due volte, tra gli ipermercati con delle criticita del Sud Italia, il punto vendita di Taranto. Nell’evidenziare tale criticita, in termini di vendite del 2018, lo stesso la addebitava a due fattori: i lavori di rifacimento stradale da parte del Comune di Taranto su una strada di accesso al punto vendita”, fattore che per i sindacati è “estremamente marginale,consideranti i numerosi punti di accesso all’iper”, nonche’ “i lavori di ampliamento della Galleria in corso e che si protraggono da quasi un anno”. I sindacati rammentavano infine che Auchan a Taranto “ha gia’ subito tagli occupazionali con la chiusura nei mesi scorsi del punto vendita Brico Center, per il quale e’ stato aperto un tavolo presso la Regione Puglia al fine di trovare soluzioni di reimpiego per il personale”. Cosa che non è ancora successa, con questi lavoratori che al momento non hanno nessuna idea su quale sarà il futuro che li attende.
I dati economici del 2017 del gruppo
Il gruppo retail francese Auchan holding ha ridotto l’utile netto di oltre la metà nel 2017 a 275 milioni di euro, penalizzato in particolare dalle difficoltà dei suoi negozi in Francia, Russia e Italia. I ricavi al netto delle tasse sono aumentati dello 0,6% a 53,15 miliardi di euro, proseguendo il leggero aumento iniziato nel 2016 (+0,7%), spiegò il gruppo in un comunicato stampa lo scorso marzo. Il risultato netto della società nel 2017 tiene conto della plusvalenza sulla vendita di Alinea per 40 milioni, a fronte di una perdita del marchio di decorazione di 21 milioni di euro nel 2016, spiega il gruppo. L’utile operativo corrente prima delle imposte, indicatore importante nel settore della distribuzione, è diminuito del 19,3% a 935 milioni, in particolare penalizzato da un margine leggermente più elevato nelle vendite (+0,8%) per coprire l’aumento delle spese. Il debito netto del gruppo si è attestato a 2,47 miliardi a fine dicembre, in rialzo di 278 milioni, ma rimane a un livello “controllato”, afferma Auchan.
Dopo una profonda riorganizzazione nel 2015-2016, il gruppo si è concentrato su tre attività: distribuzione (Auchan retail), immobiliare (Immochan) e bancario (Oney). Il settore di distribuzione del gruppo ha visto un leggero aumento del fatturato, dello 0,5% a 52 miliardi di euro (di cui il 66% raggiunto a livello internazionale), ma l’ebitda è diminuito del 12,1%, guidato da Francia ed Europa. “Il 2017 è stato il primo anno completo del piano di trasformazione della nostra azienda” affermò Wilhelm Hubner, general manager di Auchan retail, rilevando “risultati contrastanti in tutti i paesi”. “Ma sono in corso azioni per rimediare alla situazione”, aggiunse, citando l’accelerazione del passaggio verso il singolo marchio di tutti i suoi punti vendita (finalizzato in francia entro giugno), così come la partnership siglata a novembre con alibaba in cina. E per quanto riguarda il format dell’ipermercato che deve “rivoluzionare il modello”,  “ci crediamo ancora” ha assicurato Hubner anticipando che nuovi negozi saranno annunciati a marzo 2019, dopo una “fase di test nel 2018”.
Il prossimo 2 ottobre sicuramente si saprà di più sul futuro del sito tarantino. E soprattutto di quello dei lavoratori.

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