venerdì 30 maggio 2014

TIKI-TAKA ALL'ILVA SULLA PELLE DEGLI OPERAI

che vedono a rischio lavoro e salario, per non parlare della salute e sicurezza in cui la situazione va sempre peggio.

Federacciai, dirigenti sindacali confederali, Bondi (a bassa fortuna) si passano da giorni la palla su chi deve intervenire, su chi deve tirare fuori i soldi per gestire in emergenza lo stabilimento, in un gioco delle parti che non fa prevedere niente di buono. Tutti ora si rivolgono al governo del “fenomeno” Renzi perchè risolva le emergenze e garantisca il futuro. Tutti sono pronti ad utilizzare gli operai come massa di manovra a loro sostegno.
Il piano ambientale e il piano industriale presentato da Bondi non hanno nessun futuro, ciò che resta in campo sono solo ristrutturazioni e tagli anticipati contenuti finora dai CdS.
Lo Slai cobas non ha dato mai alcuna credibilità all'azienda commissariata e al commissario, prima nominato da Riva, poi nominato dal governo e ora non si sa bene nominato da chi.
Padron Riva è tornato a far sentire la sua voce, incarnato dal figlio Claudio, dal nipote Cesare..., per ribadire che lui la sua parte di soldi li mette ma non adesso, non da solo e soprattutto non in queste condizioni: processo, ecc.

Gli operai non possono inseguire il “tiki-taka”. Gli operai devono porre con forza i propri interessi, di difesa del salario, di posti di lavoro, di sicurezza, salute per sé e tutti i cittadini.

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