giovedì 27 febbraio 2014

La donna bielorussa bruciata dal suo ex: che futuro ora le attende? E' anche per questo che l'8 marzo le lavoratrici, disoccupate di Taranto scenderanno in piazza

La scorsa settimana la donna, lavoratrice badante a Taranto, era stata massacrata di botte e poi bruciata dal suo maledetto ex compagno, ora è al Centro Grandi Ustionati di Brindisi.
"Elèna (nome di fantasia) parla a stenti, il suo volto,la testa,il corpo sono completamente bendati - racconta Barbara Gambillara (la consigliera di parità della provincia di Taranto andata a trovarla) - ha gravi ustioni sul volto, sul petto, sulle mani. Il medico mi ha detto che non è ancora fuori pericolo e che rischia complicazioni". Ma soprattutto quando si riprenderà dovrà affrontare una serie di interventi per una parziale ricostruzione. Ed allora il punto è questo: chi prenderà in carico questa donna? Non solo sul piano dell'assistenza sanitaria... ma anche sul piano lavorativo, assicurativo e tutto... Certo, ci sono le leggi, ci sono i tavoli in cui si discute di questi problemi, ma c'è un fondo finalizzato ad assistere le vittime?... le donne se hanno una casa, ma decidono di denunciare il loro carnefice, dove vanno? Dove lavorano?... Ecco, quando le invitiamo a denunciare e a liberarsi di questo macigno,è questa la domanda che ci pongono: E le istituzioni che rispondono?".

Siamo d'accordo. Il problema è questo. Non basta fare Tavoli, "sportelli", non basta che i rappresentanti Istituzionali locali e nazionali facciano il "pianto del coccodrillo" una o al massimo due volte all'anno - e ora, per l'8 marzo, sentiremo e leggeremo tante squallide e ipocrite dichiarazioni sul fatto che "loro sono dalla parte delle donne..." - ma occorre imporre dei cambiamenti reali.
Le condizioni di vita, di difficoltà per e nel lavoro, di oppressione delle donne nella famiglia, nei rapporti personali, e a maggior ragione delle donne immigrate - che alle "ordinarie" oppressioni e difficili condizioni di vita che la maggioranza delle donne vive si vedono aggiungere altre sia in termini di più sfruttamento, bassi salari, discriminazioni sul lavoro, sia in termini di razzismo e di maggior abusi sessuali - queste condizioni sono l'habitat in cui spesso maturano le violenze sessuali, i femminicidi; e poi, se una donna per fortuna si salva, sono i gravi problemi che una donna si trova ad affrontare da sola.

La nostra solidarietà ad "Elène" è soprattutto il nostro impegno, come donne, lavoratrici, disoccupate a portare ancora più avanti la battaglia che stiamo facendo, per dire basta a tutto questo! Per dire che le donne a Taranto non devono essere più sole. Per dire che pretendiamo non chiacchiere offensive una volta all'anno ma fatti precisi, a partire da: lavoro a tempo indeterminato per tutte le donne, salario sociale anche attraverso corsi di formazione mirati alle donne e finalizzati al lavoro, case per le donne violentate, molestate (non centri rifugio e simili), servizi sanitari gratuiti per le donne.
A Taranto è possibile perchè a Taranto le donne, le lavoratrici, le precarie, le disoccupate, si vanno organizzando, si uniscono, alzano la testa, fanno lo sciopero delle donne - come il 25 novembre - sono in questi giorni in prima fila, le più ribelli nella lotta per il lavoro, e invaderanno la città l'8 marzo, riprendendo questa giornata che è proprio delle donne proletarie...; perchè non vogliamo più accettare di essere oppresse e subire violenze, perchè tutta la vita deve cambiare. Ma soprattutto perchè sappiamo, sulla nostra pelle, che o siamo noi donne insieme che ci ribelliamo, ci uniamo, lottiamo, o non cambia nulla.

PER QUESTO FACCIAMO UN'APPELLO PARTICOLARE ALLE DONNE IMMIGRATE DI TARANTO, ALLE AMICHE DI "ELENA", PER INCONTRARCI, PER SCENDERE INSIEME IN PIAZZA L'8 MARZO, PER CONTINUARE DOPO L'8 MARZO! 
FACCIAMOLO ANCHE PER "ELENA", CHE LE POSSA ARRIVARE QUESTO FORTE MESSAGGIO: "FORZA, TI ASPETTIAMO, PERCHE' ANCHE TU TI UNISCA A NOI!"
Per contattarci: mfpr.naz@gmail.com - 3475301704. 

ALLA CONSIGLIERA GAMBILLARA, diciamo che siamo d'accordo con le sue parole, e che proprio per questo nell'incontro che abbiamo fatto con lei giorni fa abbiamo proposto di pretendere dalle Istituzioni dei passi concreti. Rispetto a questo abbiamo visto l'utilità di un Convegno intorno all'8 marzo in cui chiamare tutti i rappresentanti istituzionali non per fare passerella ma per dire cosa loro concretamente devono fare per rispondere alle nostre precise richieste, e vincolarli, con passaggi successivi concreti, alla attuazione di provvedimenti su lavoro, reddito, case, servizi sanitari alle donne.

Le disoccupate, lavoratrici del
Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario - Taranto

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