venerdì 6 maggio 2016

Arsenale - si muore per amianto e radiazioni... ma c'è anche altro

L'associazione contramianto ha fatto venire alla luce casi di lavoratori dell'Arsenale morti per aver lavorato a bordo di navi militari dove erano presenti amianto e radiazioni (vedi stralci di articolo sotto).

Oltre questi micidiali pericoli a cui i lavoratori sono stati (e sono) esposti, nonostante il fatto che fossero già considerati fuori legge, intorno al 2007 una mega inchiesta portata avanti da un'ispettore del lavoro di Taranto fece venire alla luce una realtà spaventosa sia per la salute e la vita degli operai che ci lavoravano (e ci lavorano) sia per la popolazione. 
Tra le altre cose fu scoperta la presenza di decine e decine di fusti in stato deteriorato, tonnellate di sostanze altamente inquinanti, tossiche, abbandonate, sversate sul terreno e nelle falde acquifere, ecc.; per non parlare delle condizioni di totale insicurezza e mancanza di un minimo di igiene sul lavoro, in cui operavano gli operai (i bagni - meglio chiamarli gabinetti - gli spogliatoi ricordavano le baracche in cui spesso sono costretti a vivere da schiavi gli immigrati). Il tutto interno ad una situazione di "normale" illegalità, in cui si appaltavano lavori il cui costo reale era di un tot di euro e che invece risultavano alla fine di migliaia di euro - e su cui "mangiavano" tutti, sia le Ditte che la Marina nei suoi alti gradi.
Ma questa vasta inchiesta fu prima, in tutte le maniere ("legali" e illegali), ostacolata, poi definitivamente bloccata d'imperio, da parte dei vertici romani della Marina Militare, e a sua volta dall'allora Direttore della Direzione del lavoro, con l'accordo/complicità anche di Istituzioni locali, tra cui l'allora presidente della Provincia, Florido.
Ma anche i sindacati confederali fecero la loro sporca parte. Col ricatto che a seguito di quella inchiesta alcune ditte potevano chiudere e i lavoratori licenziati, fecero anch'essi pesanti pressioni perchè l'indagine fosse fermata. 
E anche ora sull'amianto e radiazioni non possono certo dire di non averlo saputo...

E' TEMPO, ALLORA, DI SCOPERCHIARE TUTTO! 
DI RIPRENDERE ANCHE QUELL'INCHIESTA, E DI FARE ANCHE ALLA MARINA MILITARE UN MEGA PROCESSO.

(da Tarantosera) - "Amianto e radiazioni all’interno dell’Arsenale Militare. Un mix micidiale». E’ quanto sostiene Luciano Carleo, presidente di Contramianto e altri rischi onlus in riferimento ad alcuni lavoratori che «furono esposti a radiazioni e amianto lavorando sino agli anni Ottanta a bordo del naviglio militare e nelle officine dell’Arsenale della Marina Militare di Taranto
I casi non sarebbero unici essendo presenti almeno altri sei morti nell’archivio di Contramianto «operai elettronici Arsenale deceduti per mesotelioma e cancro polmonare tutti esposti all’amianto ma anche a rischio di radiazioni ionizzanti per aver lavorato con apparecchiature valvolari e radar che emettevano radiazioni potenzialmente pericolose. Eppure gli effetti cancerogeni delle radiazioni ionizzanti sono noti da oltre novant’anni come il fatto che sono causa di forme tumorali correlate.
Non esiste un livello di esposizione alle radiazioni ionizzanti, come per l’amianto, che per quanto basso possa definirsi senza alcun effetto cancerogeno...
Intanto salgono a 198 i casi di patologie asbesto correlate anche ad altri rischi presenti in archivio Contramianto ed associate ad attività in Marina militare».

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