venerdì 31 gennaio 2020

Comunque vada avanti, la trattativa ArcelorMittal/Governo non può andare affatto bene per gli operai e per la città!

Mittal alza continuamente il tiro: ora pretende di utilizzare per sè il miliardo e più sequestrato a Riva, per abbattere i suoi costi e non mettere i soldi necessari per le bonifiche; pretende la cassintegrazione straordinaria per la gestione della transizione verso la decarbonizzazione. Insieme chiaramente alla questione principale: gli esuberi, con un taglio di almeno 3000 operai diretti (con conseguenze ancora più gravi per l'appalto).
Il governo va dietro al ricatto di Mittal: dice no 3000 ma sì anche fino a 2000 esuberi; vuole fare la Newco con capitale pubblico, scaricando Mittal dai costi dell'eventuale parziale decarbonizzazione; riduce i costi di acquisto dello stabilimento; pretende di utilizzare i fondi europei del cosiddetto "Green New Deal" per risanare lo stabilimento siderurgico, quando la commissaria Ue ha chiarito definitivamente che quei soldi (che poi sono appena 354 milioni) non possono assolutamente servire a questo, ma a sostenere le aree più povere: "Se li paghi l'Italia che è tra i primi sette paesi più ricchi" - ha concluso la commissaria.
Mette insieme esuberi Ilva /AM e "cantiere Taranto" per illudere che vi sarà una "riconversione" che darebbe tanta nuova occupazione. Ma queste sono favole...

In questa situazione i sindacati confederali sono quantomeno imbarazzanti, si lamentano di non essere considerati nè dal padrone nè dal governo, così come delle pensanti violazioni sulle condizioni di lavoro, sicurezza che avvengono ogni giorno in fabbrica, ma nessuna iniziativa viene assunta. 
Così il risultato è scontato, e comunque sarà pesante per gli operai e la città.
Questa situazione può cambiare, ma la prima questione è che gli operai non devono stare ad aspettare.

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